Quando si cambia stile di lavoro si fanno anche delle sorprendenti scoperte su se stessi. La tua scoperta di stanotte (no, perché a volte quando si cambia stile di lavoro capita anche che si resti svegli la notte) è che non vuoi essere brava. Che è una cosa a cui pensavi anche già dalla settimana scorsa.
Perché non appena raggiungi un risultato, un secondo dopo averti fatto i complimenti già ti alzano l’asticella. Pronti, via, saltare più in alto al prossimo giro. Il prossimo giro è adesso, tra l’altro.
Ma che ansia. Ma che rottura di scatole, soprattutto se il prossimo giro è quando stavi per uscire per andare in palestra.
E così, ogni compito, ogni attività da svolgere, anche quella che una volta era la più banale, diventa un’arena, un banco di prova delle tue incapacità, un nuovo momento per sentirti inadeguata, insicura, incerta.
Qualcuno obietterà che in questo modo vengono sfruttate le tue potenzialità. Che magari scopri di saper fare cose che non credevi. La verità è che non ti interessa. A te interessa dormire la notte, invece di star sveglia a pensare a dove e in cosa potresti aver sbagliato, con l’affanno per una nuova cazziata che sta per arrivare come le nubi che si addensano sempre, magari lontano da qui, però stanno per arrivare.

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35 commenti

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35 risposte a “

  1. Uh come ti capisco. Pe questo il mio stile di vita al momento è così riposante. Ho rifiutato in tronco tutte queste menate ed è bellissimo.

  2. infatti sto già cercando altrove, ma non trovo

  3. potrei sembrare una disfattista ma ho l’impressione che negli uffici funzioni così: gli errori vengono segnalati e cazziati mentre le cose fatte bene vengono date per scontato. è così sconfortante.

  4. ossi, ma va anche bene. però non mi spostare più là l’obiettivo da raggiungere una volta che ce l’ho fatta. altrimenti vivrò in eterno con la sensazione di non farcela

  5. Lise, stiamo provando le stesse cose, gli stessi dubbi ci attanagliano. Meno male che la vita fuori da qui (ovvero dal nostro lavoro) pare sia abbastanza tranquilla…

  6. Sì, ma dobbiamo liberarci da questa ansia da prestazione… non va bene così, non va bene.

  7. anonimo

    Ma se non si sposta l’obiettivo un po’ più su si rimane sempre fermi immobili…
    F

  8. F io voglio restare ferma immobile!
    pepper, infatti la prossima volta che il capo mi chiama alle sei per una cosa che gli serve il giorno dopo, col piffero che resto in ufficio a fargliela in serata, che mi occorreva un riscontro e ancora non ce l’ho

  9. ginevs

    l’immobilità può risultare stancante ed avvilente di certo l’asticella che si alza ad ogni giro lasciandoci in affanno non è una condizione migliore.
    Io dopo l’immobilità sono felice della mia asticella che si muove e delle caziate, ma credo che sia una questione di cicli e ricicli.

  10. ginevs, l’asticella ti si muove di giorno in giorno? non so come fai. io l’anno scorso ero felicissima del mio orticello

  11. io vivo nella paura che scoprano tutto. che mi dicano abbiamo capito che sei un coglione.
    però sarà anche un momento riposante.

  12. ah cinas, a me lo dicono già tranquillamente che non hanno stima di me, per cui è un rischio che non corro, ma capisco l’ansia

  13. io sono molto competitiva. è tutto il giorno che mi faccio il sangue marcio perché più brava della collega di scrivania che però si pavoneggia di più. e sì, se non fossi ambiziosa e arrivista e competitiva, io starei davvero davvero meglio.

  14. cosa vuol dire, che ti sposti l’asticella da sola?
    (qui non è competizione, qui ti mettono in competizione con la te stessa di cinque minuti prima)

  15. ginevs

    no ecco forse dove sono io c’è il vantaggio che sono flussi generali che cambiano e appena appena hai capito cosa devi fare e qual’è il tuo ruolo ti mescolano le carte in tavola e si è di nuovo da capo e c’è sempre più cose da fare e da tenere sotto controllo. Ma essendo un male comune siamo più o meno tutti bastonati e non ci si sente più inadeguati della media.

  16. Hai tutta la mia comprensione. Qui da noi, non conta quanto sei cresciuta, quanti problemi risolvi o quanto sei affidabile. No, da noi è un continuo dimostrare qualcosa, e malgrado tu dimostri non basta mai.

  17. edi

    sincera solidarietà. Deve comunque essere un ambiente di lavoro molto competitivo.

  18. aggiungi poi l’essere sottopagata, e la frustrazione si abbraccia alla competizione. così possono spartirsi la stessa corda per impiccarsi.

  19. edi, non lo è. competitivo è quando vuoi far meglio di qualcun altro. qua ti chiedono di fare meglio e di più di quello che facevi prima. cominciano chiedendoti A e cazziandoti perché non hai fatto A+B (ci dovevi arrivare da sola). quando porti A+B ti dicono: bene, adesso portami (A+B)x2. e via così. ansiaaaa

  20. Lise, andiamo a fare le piadine a NY, che andranno sempre di moda in quanto italiane…

  21. conigli, oddio, no. dello stipendio non mi posso proprio lamentare

  22. lattis, sembravo davvero COSI’ disperata? 🙂
    (no, sinceramente, proponetemi dell’inserimento dati. il trasferimento, l’apertura locali o simili mi paiono sfide insormontabili)

  23. ahahahahahhahahaha ma io si!

  24. ilvocione

    dell’inserimento dati?
    guarda te cosa mi tocca leggere…

  25. conigli, vai col lamento!
    vocione, che ti devo dire, non ho ambizioni di carriera 🙂

  26. ilvocione

    non è obbligatorio avere ambizioni, questo è certo.

    ma da qui a fare un lavoro intellettualmente fra i più degradanti che possa immaginare per una somma mensile insufficiente ad avere una vita fuori dall’ufficio, ci passa un sacco di minestra

  27. allora, era chiaramente un’iperbole e non aveva nessun fine canzonatorio nei confronti di chi il lavoro lo fa
    ciò detto, non appena ho scoperto (ieri sera) che l’azienda dipende da me per quanto riguarda l’aggiornamento del mercato nel nostro settore mi è venuta l’ansia e il desiderio di avere gli occhi meno puntati addosso
    (porca miseria, fino all’anno scorso si arrangiavano tutti da soli, come gli è venuto in mente al mio capo che la ricerca doveva far capo alla sottoscritta?)

  28. ilvocione

    chiaramente nemmeno io ero poi così serioso, ma dallo scritto non s’evince purtroppo.

    però il problema è proprio quello: il mondo del lavoro è basato sull’ambizione, piccola o grande che sia. che lo si voglia oppure no.
    e chi non ne dimostra in nessuna misura, molto spesso finisce a fare i peggio lavori ai peggio stipendi (ed in quel caso, puoi ben immaginare dove ti metteranno l’asticella…)

    sbagliato? credo serva a poco discutere se lo sia o meno.
    è così e temo che lo si debba accettare.
    oppure si vanno a fare le piade a NY e a quel punto decidi tu di te stessa e del tuo lavoro, ogni giorno.

  29. e qui se permettete entro col lamento:
    io sono ambiziosa. molto.
    questo nel mio settore comporta una gavetta molto umiliante, che implica l’inserimento dati, la manovalanza tecnica e tecnologica, l’equivalente del “ritirare le camicie del capo in lavanderia”. il tutto sotto(zero) pagato e con poco tempo per la mia vita familiare, sociale, di coppia. in questo dovrei anche inserire la competizione con le donne di più alto grado che vanno dal parrucchiere due volte a settimana e che prima degli eventi ritirano i gioielli nelle cassette di sicurezza. tutto per ambizione. dov’è la mia asticella?

  30. non ho lo spirito imprenditoriale. quindi tanto di cappello a chi va a fare le piadine a ny (ma anche in india come cantava samuele bersani), ma non è per me.
    ciò detto, si può discutere se sia giusto o sbagliato l’atteggiamento lavorativo in generale o che, ma partendo dall’assunto che il blog viene usato al 70% per esprimere lamentele di qualsiasi genere
    comunque l’assunto di partenza è diverso. l’assunto è che fino a ieri avrei voluto essere brava, ricevere stima. ora scopro (e per me è davvero una novità, non mi era mai capitato prima) che se una cosa l’ho fatta bene, allora diventa più importante. è come se uno avesse scritto bene un articoletto di economia per il giornale della scuola e da quel momento gli affidassero l’editoriale del sole 24ore per dire. allora la prima reazione (la mia) è: era meglio se lo scrivevo coi piedi quell’articolo
    (ma era un pensiero che si fermava lì, senza guardare il passo successivo)

  31. conigli, ambizione a parte non vorrei dirtelo io dove sta la tua asticella…
    🙂
    anche nel mio commento precedente ci andava una faccina, ma poi correggendo e modificando mi è saltata. aggiungetela voi insomma

  32. ah io una vaga idea ce l’ho!

  33. qui se finisco un lavoro prima dei termini previsti non sono stata brava io, ma loro che si sono sbagliati a darmi troppo tempo. :/

  34. canto, vedo che ogni ufficio ha la sua originale maniera di gratificare i dipendenti

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