Ieri, mentre il tuo capo ti diceva che non gli piace come lavori, ha ribadito più volte che questo non cambia la stima che ha di te come persona. Ieri, tornando a casa ci pensavi e ti dicevi: "Che ne sa lui di che persona sono io? Io potrei essere una di quelle che godono a guardare i bambini seviziati su internet per quel che ne sa lui" ed eri terribilmente infastidita da questa sua stima di te come persona.
Che te ne frega? La stima che vorresti da lui è sul lavoro, se non te la può dare, quella sulla tua persona è veramente superflua. E ti è tornato in mente un ex che il giorno dopo averti mollata ti aveva telefonato per rassicurarti però che ti stimava tantissimo. E ci era pure rimasto male che tu non avessi gradito.
Ieri, più ci pensavi e più ti innervosivi per questa dichiarazione di stima, il che anche a te appariva contraddittorio, in fondo è pur sempre una cosa bella. Eppure no, non la vivevi come una cosa bella, ti sembrava piuttosto un’assurda violazione del tuo intimo.
Solo stamattina hai capito: che si credono questi, da pensare che tu ambisca ad essere stimata da loro come persona?

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22 commenti

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22 risposte a “

  1. Mi hai ricordato un film, di cui non ricordo il titolo, con Giorgio Pasotti che diceva a tutti: Ti stimo tanto. Anche a sua madre.
    Spesso la gente esprime la propria stima quando non sa cosa dire.

  2. (il film, anche a me è venuto in mente, è “volevo solo dormirle addosso”. comunque era esattamente quello che volevo dirti ieri, che insomma, succede che le cose sul lavoro non vadano bene, ma è un aspetto chiuso e limitato, e ogni giudizio, seppur orrendo che possano dare sul tuo lavoro, non tocca per nulla la persona che sei. per fortuna.
    (lo so, lo so, facile a dirsi, eh, te lo dice una che dopo un’enorme inculata lavorativa voleva passare il resto della sua vita a guardare i manichini rotanti da intimissimi)

  3. Cara Lise! Mi sembra che il tuo pensiero presenti un estremo tasso di condivisibilità: ma come si permettono, costoro, di ingerirsi nella tua persona (vuoi positivamente, vuoi negativamente)?

  4. E a chiarire: chi sarebbero, tuoi fratelli, tuoi amanti, tuoi compagni di caccia e pesca? Dio mio: un po’ di ritegno e buon gusto!

  5. Ecco, io ‘ho sempre trovata fastidiosa questa cosa, ma non ero mai riuscita ad arrivare ad elaborarla fino all’ultima frase del tuo post. Ora ho capito perché mi dà così tanto ai nervi. Ti ringrazio.

  6. Batchiara

    Consolati. Magari mentiva e gli stai pure sulle palle.

  7. chiara, in effetti l’ho pensato pure io, che lo dicesse tanto per darmi un contentino. il che è pure peggio.
    plett, sinceramente a me non importa di come sono come persona. cioè, voglio dire, ai fini lavorativi non ha nessuna importanza. e io qua ci lavoro.

  8. caroline, credo che tu abbia centrato il punto. invece di concentrarsi direttamente sul cazziatone ci ha aggiunto un po’ di colore. il che però non spiega l’ex che aveva telefonato apposta per esprimere la sua stima

  9. L’ex voleva semplicemente scrollarsi il senso di colpa per averti lasciata. E’ tipico degli uomini. Un mio ex, quando mi ha lasciata ha aggiunto: Mi spiace, perché tu sei una persona meravigliosa.
    E’ come dire, ti lascio ma non voglio scalfire la tua autostima.
    Caroline

  10. sì, loro devono uscirne con la coscienza pulita. come C. che quando mi lasciò doveva dare la colpa a me del fatto che non mi amava più

  11. tu lo sai che ora bambini seviziati su internet farà arrivare qui un sacco di brutta gente, vero?
    “ti stimo” è appena sopra un insulto, nel privato.

  12. orca, non ci avevo pensato
    l’espressione di stima, boh, in realtà penso proprio che dal loro punto di vista fosse una cosa buona. però cavoli: chi ti credi di essere per pensare che io ci tenga alla tua stima?

  13. Sacrosanto.
    Mi spiace per tutta la vicenda, ma è proprio così; della stima del padrone, noi comunisti rivoluzionari che ce ne facciamo?
    Vabbe’, ho politicizzato, ma funziona.

  14. anonimo

    mi ha fatto venire in mente Zelig “ti stimo fratello”
    (…)
    cara Lise, lo shampoo, la piega & co, potrebbero offrirti l’occasione per realizzare il piano B.
    verachicca

  15. chicca, non ce l’ho un piano b.

  16. Come “chi si crede di essere”? Il tuo capo! ;-D
    L’avrà detto per addolcire la pillola, oppure perché pensa che tu comunque ci metta impegno e dedizione, e questo ti rende una persona, come dire, “positiva”, ma sempre dentro l’ufficio.

    Anche a me è successo qualche mese fa, con l’art director che mi faceva rifare tutto oppure lo rifaceva lui la sera stessa. Non gli andava bene niente del mio lavoro, diceva che non capivo la rivista, eppure diceva di stimarmi molto PROFESSIONALMENTE. Ancora di più un controsenso… Ma come, secondo te non sono in grado di farlo ma mi stimi?!

  17. Come “chi si crede di essere”? Il tuo capo! ;-D
    L’avrà detto per addolcire la pillola, oppure perché pensa che tu comunque ci metta impegno e dedizione, e questo ti rende una persona, come dire, “positiva”, ma sempre dentro l’ufficio.

    Anche a me è successo qualche mese fa, con l’art director che mi faceva rifare tutto oppure lo rifaceva lui la sera stessa. Non gli andava bene niente del mio lavoro, diceva che non capivo la rivista, eppure diceva di stimarmi molto PROFESSIONALMENTE. Ancora di più un controsenso… Ma come, secondo te non sono in grado di farlo ma mi stimi?!

  18. anonimo

    apri una libreria con angolo di scrittura creativa e baretto: scrivi bene, sai fare i dolci…
    : )
    vera(prepara il piano)C.

  19. lady, il fatto è che lui mi ha rimproverato proprio di non metterci impegno e dedizione, di non saper lavorare in pratica (credo anche che l’abbia esplicitamente detto). specificando inoltre che mi stima come persona, sottintende che non mi stima professionalmente. ora, io che me ne faccio della sua stima umana? mica è mio amico.
    io a volte credo proprio che la gente parli a vanvera, mettendo lì la stima come un contentino. ho 37 anni, non mi serve un contentino.
    c come chicca?

  20. Pensavo che intendesse “non mi piace il risultato nonostante tu ci metta molto impegno”. Ma allora – brutalmente – è davvero assurdo: come fai a stimare una persona che sul lavoro (che è appunto l’unica cosa che a lui dovrebbe importare) non funziona e non s’impegna?
    Poi io non lo so se tu davvero non t’impegni, non te lo chiedo, perché dalla risposta si sviluppano altre strade di frustrazione (“sì, ce la metto tutta e invece sembra che no”, ecc.)

  21. anonimo

    E’ quello che insegnano nei corsi di management: non confondere il giudizio sul lavoro con il giudizio sulla persona. L’ha preso un pò alla lettera. Si dimostra ancora una volta che i corsi di management non servono a una mazza.

  22. il discorso sull’impegno è complicato e magari ce lo affrontiamo davanti a una tazza di caffè. il resto di quello che hai detto è proprio quello che intendevo io 🙂
    caro utente anonimo: ma lui non può avere un giudizio sulla persona, perché lui la persona non la conosce

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