Archivi del mese: maggio 2009

Nuove grandi domande
Tu scodinzoli? Lo fai perché sei timida e insicura? E si nota?
Mentre scrivevi pensavi che anche i gatti muovono la coda, però di loro non si dice che scodinzolino.

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Da quando è arrivata la Pina a casa vostra hai già perso mezzo chilo. In tre settimane senza dieta non è male. Forse è la gattaerobica che ti fa fare la mattina quando saltelli da una parte all’altra della casa per evitare che ti si avvinghi alle caviglie con unghie e dentini. Forse sono gli aventi e indietro ripetuti dalla camera quando comincia a grattare sulla porta perché vuole mangiare. Forse è perché ti tira giù dal letto a orari da preghiere dei monaci. Forse perché quando finalmente la fate entrare salta sul letto e fa saltare anche voi prendendovi a zampate.
Però stamattina nei fumi del sonno, mentre la Pina ti mordicchiava dappertutto hai proposto a Stear: "La restituiamo?" e lui non solo ha detto di no, ma mentre accarezzava entrambe ha commentato: "Ecco qua le mie due fidanzate"

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Pure peggio delle previsioni
Quando sei partita per il corso di team building avevi aspettative basse perché in genere quei corsi con simulazione non tengono conto del fatto che nella realtà le cose vanno ben diversamente e che sostanzialmente quindi la simulazione è inutile. Anche ammesso poi che passi un messaggio autenticamente costruttivo, questo viene poi dimenticato al momento di affrontare la situazione nella realtà.
Che povera illusa. Avevi dimenticato quel corso di negoziazione in cui perfino la simulazione era finita con qualcosa tipo: "Ci rivediamo in tribunale".
Il risultato di questo corso di due giorni è stato in alcuni momenti disastroso: in particolare al termine della prima simulazione c’era gente che si alzava in piedi di scatto urlando cose tipo: "Come avete potuto fare delle scelte così improponibili qui, qui e qui? Io con gente che fa scelte simili non vorrei mai e poi mai collaborare!"
Comunque la cena non è andata male e no, non hai cucinato e sì, questo ti ha fatto molto piacere. Il dramma è stato dopo, quando il formatore ha insistito a farvi visitare il centro, mentre voi vi trascinavate distrutti e non vedevate l’ora di andarvene a dormire. Ecco, quella vi è parsa una crudeltà inverosimile. E dopo insisteva pure per andare in piazza a bere un Barolo Chinato insieme. Sei tentata di denunciarlo per sequestro di persona.
Va be’. E’ finito. A casa Stear e la Pina ti aspettavano con ansia e sei stata molto felice di rivedere entrambi.

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La qui presente saltatrice dell’asta viene spedita per due giorni fuori sede a fare un corso di team bulding. Illusi: credono di poter sconfiggere 37 anni di asocialità in due giorni?

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Un momento in casa Charmel
La gioia di trovare Starbene nella casella della posta. L’entusiasmo di scoprire che c’è dentro un articolo sull’insonnia. Non leggere l’articolo perché hai troppo sonno. Andare a letto e rigirarsi tra le lenzuola senza riuscire a dormire.

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Anche se non ami i bambini e non hai alcun desiderio di maternità non fatichi a capire le madri che si sentono in colpa quando "abbandonano" i figli piccoli per tornare al lavoro. Sarebbe interessante tra l’altro indagare l’eventuale senso di colpa dei padri, ma questo non è un post sulle pari opportunità, quindi per favore no.
Questo è un post su di te. E forse le cose andrebbero diversamente se tu non fossi abituata a sentirti sempre inadeguata a tutto, ma così è.
Il punto è la Pina. Ti domandavi ieri sera se avessi fatto un errore ad adottarla. Non per te naturalmente, visto che la qualità della tua vita si è alzata di molto (nonostante certi dispettucci), ma per lei. Hai paura che sia triste. Che si senta sola. Hai paura, come sempre, con chiunque, di non piacerle.
Ti sembra strano pensarlo, visto che con i gatti hai sempre avuto un grande feeling, perfino con i più riottosi che non si facevano avvicinare dagli sconosciuti, ma ogni giorno ti domandi se non stai sbagliando con lei, se le fai le coccole quando non dovresti, se le dai da mangiare il giusto, se si diverte quando gioca con te, se la trascuri, eccetera.
Stamattina, prima di uscire di casa l’hai fatta giocare un po’ con una pallina, per portarla lontana dall’ingresso e distrarla mentre uscivi. Poi sulle scale ti sei ricordata di non aver preso con te il badge e sei tornata indietro. Non pensavi che la Pina fosse proprio lì all’ingresso, così le hai aperto la porta sul musino. Lei ha cacciato un miagolio fortissimo, tu, dallo spavento e dal dispiacere, uno strillo altrettanto forte. Ti volevi tanto scusare, ma lei non era dell’umore. Così quando sei uscita di nuovo c’è mancato poco che ti mettessi a piangere.

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Quando si cambia stile di lavoro si fanno anche delle sorprendenti scoperte su se stessi. La tua scoperta di stanotte (no, perché a volte quando si cambia stile di lavoro capita anche che si resti svegli la notte) è che non vuoi essere brava. Che è una cosa a cui pensavi anche già dalla settimana scorsa.
Perché non appena raggiungi un risultato, un secondo dopo averti fatto i complimenti già ti alzano l’asticella. Pronti, via, saltare più in alto al prossimo giro. Il prossimo giro è adesso, tra l’altro.
Ma che ansia. Ma che rottura di scatole, soprattutto se il prossimo giro è quando stavi per uscire per andare in palestra.
E così, ogni compito, ogni attività da svolgere, anche quella che una volta era la più banale, diventa un’arena, un banco di prova delle tue incapacità, un nuovo momento per sentirti inadeguata, insicura, incerta.
Qualcuno obietterà che in questo modo vengono sfruttate le tue potenzialità. Che magari scopri di saper fare cose che non credevi. La verità è che non ti interessa. A te interessa dormire la notte, invece di star sveglia a pensare a dove e in cosa potresti aver sbagliato, con l’affanno per una nuova cazziata che sta per arrivare come le nubi che si addensano sempre, magari lontano da qui, però stanno per arrivare.

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