Una questione di comunicazione
In questi giorni sono apparsi su alcuni muri dei manifestini colorati con sopra la scritta: "Alza il volume". Molto più in piccolo, sotto, "Giornate della lettura" e poi ancora più in piccino picciò: "20-21-22 marzo".
In un angolo il simbolo del Comune.
Ora.
Uno. Le date sono passate e alcuni di questi manifesti sono apparsi nei giorni scorsi, quando l’iniziativa era scaduta.
Due. Come cavolo si fa a pubblicizzare delle giornate della lettura con lo slogan "Alza il volume"? Per di più con la scritta "Giornate della lettura" in piccolo?
Tre. E allora? Cosa succede(va) in queste giornate? Manca un programma, un’indicazione, un numero di telefono, un indirizzo internet. Niente di niente. Hai fatto una ricerca su internet e non è comparso nulla.
Che sconsolazione.

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8 commenti

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8 risposte a “

  1. E se fosse la bufala di qualche creativo?

  2. grazie per la segnalazione lady, ma ammetterai anche tu che la comunicazione di questa bella iniziativa è stata pessima

  3. Ah boh, io non ne sapevo niente! E dire che la biblioteca di Valvassori Peroni è sotto casa mia. Ma di quella ho letto perché c’è un cartello di protesta nella pensilina del tram: è una lunga vicenda che è durata anni e ha fatto sprecare al comune milioni di euro.

  4. Ah, ecco. Non mi ero accorta neppure delle date, la mia memoria a breve termine registrava ‘giornate della lettura’ e pensavo “Chissà che cosa sono, dovrei informarmi”. Sarebbe stato inutile…

  5. anonimo

    Io adesso non vorrei dire, però sul Corriere e sulla Repubblica erano indicate (anche on line) con il link.
    Che poi il comune abbia qualche problema con la kulture, vabbè, si sa.

    Cc

  6. carcarlo, ma meno male! io contesto la realizzazione dei cartelloni: se non ci scrivi niente di utile cosa li affiggi a fare?

  7. Confidando sulla naturale e milanesissima equiparazione della “lettura” a “fanfaluche inutili”, gli avvisi hanno l’utilità di sedare gli animi dei pochi facinorosi, comunistacci disadattati, che richiedono cultura: tanto nessuno ci va, nessuno se ne accorge che sono finite da secoli.

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