Quando hai accettato di prenderti delle responsabilità in più non era perché volessi far vedere a tutti quello di cui sei (saresti?) capace. Hai accettato perché non era una vera scelta e perché comunque non lo avrebbe potuto fare nessun altro, semplicemente.
Quindi ora scoprire che non lo sai fare bene e vedere che anche il tuo capo lo pensa non è una novità.
Ma lo stesso, non è piacevole.

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17 commenti

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17 risposte a “

  1. anche io, esattamente lo stesso.

  2. Batchiara

    a me viene sempre da chiedermi, se una cosa non la faccio bene “perche’ invece di lamentarsi, non mi dicono come fare a farla meglio?”.
    Forse perche’ non lo sanno neanche loro. Insomma, rompono le p**** per il gusto di romperle.

  3. chiara, cosa ti fa pensare che mi abbiano rotto le palle?
    cinas, grazie per la solidarietà

  4. No, certo che non è piacevole. Ma mi sembra che sia davvero passato troppo poco tempo perchè chiunque (inclusa tu stessa) pensi alcunchè di definitivo e immutabile sul modo in cui svolgi i tuoi nuovi compiti. Ci vuole pazienza; e lo scrive una che, notoriamente, non resistendo alle frustrazioni della propria incapacità, avrebbe voluto nascere “già imparata”. Bacio.

  5. uh, ma non è una questione di imparare. è questione di avere il carattere più o meno adatto a fare un certo tipo di lavoro. io non ce l’ho, è molto semplice e si vede molto velocemente

  6. Batchiara

    Non lo so, Lise. Immedesimazione errata, probabilmente: nel mio caso il cazziatone immotivato e’ sempre dietro l’angolo. Se tu mi dici che non ti rompono le palle e semplicemente “vedi” che al tuo capo non piace come fai le cose, e’ un’altra faccenda. Ma a questo punto, parlarne con lui e’ una via impraticabile? magari hai una impressione non esatta, magari lui non di dice nulla perche’ pensa che a te non importi. Magari non ti importa…

  7. ma anche se gliene parlassi cosa cambierebbe? io non sono in grado, lui lo sa, io lo so, ma non c’è nessun altro per ora che può farlo. cosa ci dobbiamo dire?

  8. Batchiara

    no, volevo dire solo che magari, data la tua nota bassa autostima, tu hai la sensazione che a lui non vada come lavori invece no. Oppure lui pensa che potresti lavorare meglio e anche come, ma non te lo dice, perche’ pensa che non te ne freghi nulla. Poi magari non te ne frega nulla davvero, ma secondo me farsi vedere disponibili a migliorare, se si HA VOGLIA di migliorare, che male c’e’? Al massimo si ha solo la buona intenzione, ma non le capacita’ e quello si, che non ci puoi fare nulla.
    Il processo alle intenzioni, insomma, non l’ho mai amato.

  9. mi sembra che non ci capiamo. non sto dicendo che è un problema pratico. se faccio un errore me lo fa notare. ma il problema non è fare o non fare errori. il problema è caratteriale. per fare questo tipo di lavoro bisogna essere espansivi e relazionali. io non lo sono. lui è sufficientemente intelligente da non dirmi che devo essere più espansiva, perché anche se me lo dicesse non potrei diventarlo

  10. Batchiara

    Ora ho capito. Effettivamente non dev’essere piacevole e mi spiace. Piu’ che altro del fatto che tu non faccia il lavoro perfetto per le tue capacita’, e ti auguro che questo possa cambiare.

  11. Io che sono socialmente incompatibile, che dell’essere poco espansiva, ho fatto il mio modus vivendi, mi sono trovata a fare un lavoro tutto relazioni e grossi sorrisi.
    Essendo io l’esatto opposto, i primi tempi, pensavo realmente ad omicidi di massa.Mi sarei voluta presentare con una roncola in ufficio e fare fuori tutti quelli che mi ripetevano che dovevo socializzare di più.
    Con il passare del tempo ho imparato qualche trucco per sopravvivere e continuare a fare un lavoro che esclusa la parte di relazione mi piace assai!
    P.S Se ti serve qualche dritta avvisa, io ormai sono diventata così brava che pensano tutti che sia socievolissima pur mandandoli al diavolo ogni giorno.

  12. ilvocione

    chiedo scusa in anticipo per il linguaggio che userò da questo punto in poi.

    col cazzo che non sei socievole ed espansiva. non mettiamo insieme mille fattori che non servono ad arrivare ad una soluzione.
    non c’è sempre una soluzione.

    non usare la scusa del lavoro che non va bene per alzare di qualche ottava il tono della tua autocritica distruttiva.
    lavoro da una parte, Lise dall’altra.

    mi cadono le palle ad assistere a questi funerali per iscritto.
    tu che ti compiangi e tutti quanti che ti tengono la manina.
    brava gente quella che ti scrive, per carità.
    ma a che serve tutto ciò? le tue capacità professionali sono oscure a me tanto quanto alla maggior parte di coloro che hanno commentato.
    viviamo già in un momento in cui è tutto falso, cerchiamo d’essere genuini almeno in queste piccole oasi di pace in remoto.

    hai bisogno di sapere che ti vogliamo bene? non lo sapevi già?

    ok, ci sto. gioco la mano.
    ti voglio bene. e adesso che si fa?

    sulla questione lavorativa sembrava che Batchiara fosse partita col piede giusto, poi però s’è fatta prendere dalla pietà pure lei.

    vuoi la mia opinione, cruda e scomoda?
    le doti per fare quello che t’hanno assegnato le hai eccome.
    se poi non ti va di farlo (cosa assolutamente comprensibile), alza il culo e vai dal capo a chiedere di toglierti dall’incarico.
    che non lo faccia nessuno, piuttosto.

    ma smetti di mendicare compassione dai tuoi lettori.
    sei troppo intelligente per questo

    con immutata passione,
    Andrea

  13. Batchiara

    Non e’ che mi sia fatta prendere dalla pieta’, Andrea. E’ che cerco sempre di tenere bene a mente che anche se io a Lise voglio bene, non posso permettermi di superare la barriera data dal fatto che io di lei come persona e non solo come entita’ virtuale so poco, pochissimo.
    E ho il massimo rispetto per lei, per quello che fa, per quello che scrive e quello che non scrive.
    E anche per il fatto che magari qui riversa solo una parte di cio’ che e’, la parte piu’ triste e “funerea” del suo lavoro, quella che non puo’ mostrare agli altri, ai colleghi ecc.

  14. ilvocione

    Sia chiaro che non volevo in alcun modo puntare il dito contro di te o altri che hanno commentato.
    La ragazza ha i numeri, io ci credo.
    Mi duole solo leggerla così in crisi e ho “strillato” il mio malcontento.

  15. ma non capisco, davvero. non mi sembra di aver chiesto compassione. sto dicendo che non ho le capacità relazionali per fare il mio lavoro. cosa c’entra col fatto che mi vogliate bene o meno?
    non è che se mi volete più bene divento più brava a fare il mio lavoro. non tutti sanno fare tutto, io non sono in grado di fare questo. il fatto che sia socievole con te non significa che io sia in grado di relazionarmi nel modo migliore con le persone con cui ho a che fare per lavoro. mi capita spesso di dovermi intrattenere con delle persone e non saper cosa dire. non c’è mica bisogno di pietà, è un fatto.
    mica tutti son dei socialoni che parlano in continuazione. io per esempio non lo sono.
    se tu stesso dici che non conosci le mie capacità lavorative, cosa ti spinge a scrivere che le doti per fare quello che mi hanno dato da fare le ho, visto che non sai nemmeno quali siano i miei compiti?

  16. Prova a deridere il tuo capo per la sua scelta…

    p.s. forse Andrea ha saldato il post precedente a questo, e ne ha ricavato uan sensazione auto-funerea.
    A me è sembrata solo una nuda e cruda osservazione di dati di fatto.

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