Non si sa mai
Dovesse mai passare di qui un esponente della cosidetta sinistra, ma non un elettore qualsiasi (presumibilmente disperato come te): parli di qualcuno che faccia politica a livello alto, possibilmente Parlamento o giù di lì, magari capitato su questo blog da poveri in cerca di donne che fanno ballare i loro culoni*, be’, gli saresti grata se si fermasse un attimo a leggere questo.
Per favore. Per favore basta. Basta tenere il piede in due scarpe, un po’ di qua, un po’ di là. Sinistra e centro sono due cose diverse. Chi vuole stare al centro vada in centro, l’eventuale partito di riferimento già c’è. Gli altri, quelli che magari ci hanno riflettuto su e han deciso che no, non vogliono stare al centro, vogliono proprio stare a sinistra, be’, che dicano e facciano cose di sinistra! Sembra che dal loro piedistallo lontano non sappiano come sta la gente, quello che pensa, quello che vuole.
Basta gli inciuci con le destre e con le grandi aziende. Basta la vicinanza e il sostegno a chi non ne ha bisogno perché ha i mezzi per sostenersi da sé. Se la sinistra non sta dalla parte dei deboli non è sinistra, capito? E’ qualcos’altro.
E poi, caro eventuale parlamentare della sinistra, capitato qua cercando come si rimorchia al supermercato*, la sinistra deve essere LAICA. Laico, nella definizione del garzantilinguistica.it significa: "che si ispira a concezioni di autonomia rispetto all’autorità ecclesiastica", nello specifico, "partiti laici, che non si ispirano a una fede religiosa". L’Italia è uno stato laico, c’è scritto anche nella Costituzione. Laico non significa ateo eh. A te non interessa se un parlamentare va in chiesa o crede in Buddha o nell’animismo. Son fatti suoi privati. Ma per piacere, che si rispetti in egual modo chi cattolico non è e giustamente chiede di non essere costretto a seguire i precetti di Santa Romana Chiesa.
Che poi, al parlamentare capitato qua per caso cercando di scoprire come si chiama la modella di Lise Charmel* (per poi magari invitarla a uscire?), vorresti confidare un gran segreto: molti degli italiani che credono in Dio e in Gesù sceso sulla terra, non è che siano poi molto d’accordo con quello che blaterano i vescovi e il Papa eh.

* mbe’? queste sono le tue chiavi di ricerca

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18 commenti

Archiviato in Senza categoria

18 risposte a “

  1. Vuoi mai che ne capiti uno cercando “Voglio fare e dire qualcosa di sinistra”? Magari è il nostro giorno fortunato.

  2. anonimo

    secondo me, Lise, la sinistra come la pensiamo noi non esiste piu’.Sembra che non abbiamo voglia di essere “sinistra”, come se quasi non convenisse neanche! Seguono chi puo’ dare loro i voti…cattolici, non cattolici, destra, centro….credo che ormai i nostri parlamentari non sappiano neanche piu’ di quale schieramento fanno parte….uff, che tristezza eh?

  3. ecco uno come Zapatero…vero che in Italia (oramai a destra) chi si ponesse in maniera così netta sarebbe destinato a perdere le elezioni ma tanto non saranno i voti dei margheritini (e simili) a garantire una qualche vittoria. tanto meglio perdere con dignità e iniziare a costruire un partito davvero di sinistra, chissà che in un futuro lontano……

  4. d’accordo con tutto.

    (ma com’è che si rimorchia la supermercato?)

  5. Io penso che non è così certo che una netta scelta laica e pseudo-radicale, di posizionarsi veramente a sinistra, in italia sia destinata a fallire.

    Non è assolutamente detto, e di certo non è ancora stato tentato, ma manco dai tempi del PCI.

    Di certo quelle di questo post sono parole sante… anzi no, sacre, che è più laica come definizione.

  6. canto: magariiiiii
    ut. an. 2: infatti è quello che dico io: basta inseguire voti chissà dove! secondo me la “domanda di sinistra” negli elettori c’è, che per favore riempissero quel vuoto (in maniera concreta, non a blabla)
    ossimoro: io vorrei tanto vederlo però questo futuro, non tra cent’anni. magari uno come zapatero! uno che pensasse in maniera coerente e facesse ciò che promette. secondo me qualche speranza ce l’avrebbe, tanta gente di sinistra è delusa, ci vorrebbe proprio uno come lui per rianimare i disillusi
    (cinas, non lo so, a me non è mai capitato :))
    sifr: io lo spererei tanto. ma a volte parlo con gente così demente che mi deprimo e gli vorrei togliere il diritto di voto. però, ecco, la scelta deve essere fatta, perché tanta gente ci si riconoscerebbe (tu, io e altri lettori di questo misero blog)

  7. standing ovation, lise.

  8. ma parli con uno del pd. non di sinistra.

  9. Il problema è che il notro è(e non “ormai”, lo è sempre stato) un paese di destra. Il resto ne consegue. Però io dico: meglio perdere da cioccolatai o perdere degnamente? Se perdere si deve, per Zeus, si perda in grande stile e scalciando e bestemmiando per tutto il tempo!

  10. erba, ma sì, però, hai visto mai
    (quando non c’è il cavallo trotta anche l’asino)
    ubi, è vero, questo è un paese di destra, ma la gente di sinistra per la strada esiste e vorrebbe TANTO essere rappresentata

  11. Sante parole, amica Lise.
    Per questo, anche capitassero da queste parti, non le ascolteranno mai. Perché le sanno, queste cose, eccome: ma non gliene frega niente.

  12. anonimo

    Non ho la presunzione di parlare “ex cathedra” ma, cara Lise, temo che la democrazia rappresentativa, a parte forse una breve parentesi negli Anni ’50 e ’60 che erano guidati dal deisderio della ricostruzione e da un certo idealismo (per quanto se già pensiamo alle ragioni probabilmente sottostanti l’assassinio di JFK…), sia sempre stata da una forte commistione di interessi della Grande (e piccola) impresa e da poteri altri (non ultimi i sindacati nei ’70) ma con l’avvento del liberismo (Reagan, Thatcher), la caduta del Muro di Berlino (grazie a dio) l’esplosione del debito pubblico e la vittoria della “religione” mercatista gli spazi di manovra di una Sinistra-sinistra si siano ridotti e striminziti…

    …forse questa crisi, destinata a durare ancora qualche anno ricomincerà a far invertire lentamente il cosro del pendolo della Storia.

    Quanto agli elettori de sinistra (PD può definirsi la Cosa Rosa ?)
    segnalo 3 begli articoli (il primo mi ha fatto ssaltare sulla sedia!) di Ilvo Diamanti dei giorni scorsi:

    http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/partito-democratico-27/diamanti-1mar/diamanti-1mar.html?ref=search

    http://www.repubblica.it/2007/02/rubriche/bussole/esuli/esuli.html?ref=search

    http://www.repubblica.it/2007/02/rubriche/bussole/esuli-2/esuli-2.html?ref=search

    Quanto al concetto di laicità un annetto fa mi ero imbattuto in un buon articolo i Claudio Magris che penso possa essere in sintonia con quanto tu dici e che trovo giustissimo.

    “Laico non vuol dire affatto, come ignorantemente si ripete, l’opposto di credente (o di cattolico) e non indica, di per sé, né un credente né un ateo né un agnostico. Laicità non è un contenuto filosofico, bensì una forma mentis; è essenzialmente la capacità di distinguere ciò che è dimostrabile razionalmente da ciò che è invece oggetto di fede, a prescindere dall’adesione o meno a tale fede; di distinguere le sfere e gli ambiti delle diverse competenze, in primo luogo quelle della Chiesa e quelle dello Stato.

    La laicità non si identifica con alcun credo, con alcuna filosofia o ideologia, ma è l’attitudine ad articolare il proprio pensiero (ateo, religioso, idealista, marxista) secondo principi logici che non possono essere condizionati, nella coerenza del loro procedere, da nessuna fede, da nessun pathos del cuore, perché in tal caso si cade in un pasticcio, sempre oscurantista. La cultura— anche cattolica — se è tale è sempre laica, così come la logica — di San Tommaso o di un pensatore ateo — non può non affidarsi a criteri di razionalità e la dimostrazione di un teorema, anche se fatta da un Santo della Chiesa, deve obbedire alle leggi della matematica e non al catechismo.

    Una visione religiosa può muovere l’animo a creare una società più giusta, ma il laico sa che essa non può certo tradursi immediatamente in articoli di legge, come vogliono gli aberranti fondamentalisti di ogni specie”.

    etc etc

    http://www.corriere.it/editoriali/08_gennaio_20/magris_d0329b1e-c72f-11dc-8899-0003ba99c667.shtml

    Alessandro

  13. cara vì, a volte mi domando però se a furia di inseguire gli elettori (tra l’altro presunti) in ogni dove, non si siano dimenticati dei LORO elettori di base, che invece sarebbero il bacino primo dove andare ad attingere i voti.
    alessandro grazie per il contributo, andrò a cercare gli articoli che citi.

  14. anonimo

    In alto a destra, continua a lampeggiare quella scritta: io non mi abituo. E mi sento, d’istinto, di condividerla appieno. Eppure mi tocca ammetere, con un po’ d’amarezza, che forse un po’ mi sono abituato, se dopo aver letto, l’unica cosa che ho pensato è che questo è il tuo primo post (anche) sulle tue chiavi di ricerca. Miles

  15. ah, miles quanto mi manchi. non voleva essere un post sulle chiavi di ricerca, solo mi son detta: che potrebbe mai fare un parlamentare qua? potrebbe esserci solo capitato per sbaglio, cercando altro

  16. sottoscrivo tutto lise…

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