Archivi del mese: marzo 2009

"I soldi mi piace tenerli dove li posso vedere: nel mio armadio" (Carrie Bradshaw)

Quando guardi le altre donne (ma a volte anche gli uomini) in giro con sacchetti di negozi che vorresti avere in mano tu non guardi mai la persona: la tua invidia va unicamente allo shopping. Per te sono creature fantastiche, immaginifiche, dotate di superpoteri quali lo shopper di Prada, il sacchetto di Giorgio Armani, la bustina di Dolce & Gabbana.
Così, quando ultimamente ti sei aggirata per le vie del centro trascinandoti lo shopper di una nota casa di moda milanese che non sapevi bene come gestire perché era ingombrante e poi l’ombrello e poi il sacchetto con un altro acquisto (concettualmente altrettanto glamour, anche se di costo ben più contenuto) e poi la tua fida neverfull per tutte le occasioni, ti sentivi piuttosto una sciancata vorrei ma non posso e non certo una delle supereroine che affollano solo la tua testolina bacata.
E mentre arrancavi trascinandoti dietro questi acquisti pretenziosi ti sei domandata se tu non sia da assimilare a una borghesuccia da quattro soldi e bilocale in periferia, con tutte le accezioni negative del caso.

21 commenti

Archiviato in Senza categoria

Hai fatto tanto per avere il corso di tedesco e ora che l’hai ottenuto non ci vuoi più andare. Perché?
Sostanzialmente perché la lezione è dalle 13.00 alle 14.30, così ti tocca mangiare in tutta fretta un pasto portato da casa che poi ti lascia insoddisfatta e affamata, ad affrontare la digestione insieme alle declinazioni degli aggettivi.
Anche se oggi avevi un avanzo di torta speck e spinaci che ti faceva congratulare con te stessa a ogni boccone.

13 commenti

Archiviato in Senza categoria

Ecco. Stamattina ti eri tutta impinguinata perché dovevi portare del materiale per un evento dei Giovani Industriali. Ma la tizia con la quale avresti dovuto parlare non poteva scendere, così te la sei smazzata col portinaio, che era in tuta. Uffa.

12 commenti

Archiviato in Senza categoria

Una questione di comunicazione
In questi giorni sono apparsi su alcuni muri dei manifestini colorati con sopra la scritta: "Alza il volume". Molto più in piccolo, sotto, "Giornate della lettura" e poi ancora più in piccino picciò: "20-21-22 marzo".
In un angolo il simbolo del Comune.
Ora.
Uno. Le date sono passate e alcuni di questi manifesti sono apparsi nei giorni scorsi, quando l’iniziativa era scaduta.
Due. Come cavolo si fa a pubblicizzare delle giornate della lettura con lo slogan "Alza il volume"? Per di più con la scritta "Giornate della lettura" in piccolo?
Tre. E allora? Cosa succede(va) in queste giornate? Manca un programma, un’indicazione, un numero di telefono, un indirizzo internet. Niente di niente. Hai fatto una ricerca su internet e non è comparso nulla.
Che sconsolazione.

8 commenti

Archiviato in Senza categoria

Frivolezze e percezioni
L’altro giorno ti guardavi nello specchio del bagno dell’ufficio, quello che farebbe vedere pallida pure Naomi e hai notato delle zampette di gallina che un tempo non avevi. Ma ne hai semplicemente preso atto: un segno del tempo che passa, per forza, anche per te che sei sempre sembrata più giovane e non ne eri neanche particolarmente rammaricata, era un pensiero così, come pensare che dopo i 26 anni non si può più fare l’interrail.
Ieri eri nello spogliatoio della palestra, ti stavi cambiando e una ragazza che era lì anche lei ha commentato: "Certo che questi specchi ingrassano proprio!" Tu allora ti sei voltata verso di lei e lei ha spiegato: "Scusa, ti stavo guardando, ma questi specchi sono impressionanti rispetto a come una è in realtà. E invece dovrebbero snellire, almeno una esce dalla palestra contenta".
Questa cosa degli specchi che ingrassano non è una novità, ma non ci avevi mai fatto caso, anche perché di solito sei in lotta con bilance e chiusure degli abiti, perciò credevi di essere davvero come appari dentro quello specchio che ora salta fuori essere deformante. Maddai. Chissà come sei allora realmente.
Stamattina, approfittando di un appuntamento in sede, sei andata in profumeria a comprarti il contorno occhi ormai terminato. E la commessa ti ha detto: "Per lei penserei a qualcosa di prevenzione, perché problemi non ne ha". Tu la guardavi come se parlasse una lingua straniera a te sconosciuta e poiché insisteva sei arrivata a guardarti nello specchio lì della profumeria per verificare quello che stava dicendo. E quelle zampette che vedevi tu, perché lei non le vedeva? Che avesse problemi di vista?

21 commenti

Archiviato in Senza categoria

Veneto delle meraviglie
Ci sono quelle volte che l’Italia ti sorprende all’improvviso. Tipo sabato, che armeggiavi con il navigatore satellitare che vi aveva mandato in mezzo a strade sterrate che manco i trattori si arrischiavano, con tanto di acqua corrente sulla strada proprio, e cercavi di ricondurlo alla ragione, selezionando le opzioni più sicure e poi hai tirato su la testa ed eri in un paesino minuscoloissimo, un posto mai sentito nominare e all’improvviso di è apparsa una chiesa palladiana (palladiana per davvero, non è un’iperbole) col timpano tutto scolpito e mentre strabuzzavi gli occhi Stear ha esclamato: "Guarda là" e era una villa palladiana, appunto, in cima a una piccola collina di erba ordinatissima.
Nel nulla più assoluto, tanto che quando siete tornati verso casa siete ripassati di lì per verificare che la villa ci fosse davvero e che non fosse un miraggio del deserto.

13 commenti

Archiviato in Senza categoria

Quando hai accettato di prenderti delle responsabilità in più non era perché volessi far vedere a tutti quello di cui sei (saresti?) capace. Hai accettato perché non era una vera scelta e perché comunque non lo avrebbe potuto fare nessun altro, semplicemente.
Quindi ora scoprire che non lo sai fare bene e vedere che anche il tuo capo lo pensa non è una novità.
Ma lo stesso, non è piacevole.

17 commenti

Archiviato in Senza categoria