Sembra proprio che solo chi è fuori dal mondo si senta in diritto di sparare sentenze su come stanno le cose.
Passare del tempo con la famiglia di Stear è snervante. I genitori si rivolgono ai figli solo per esprimere critiche, fosse anche solo per quello che ordinano a pranzo. I figli, abituati solo a questo, rispondono a qualsiasi domanda, anche la più innocente,  in maniera polemica.
Sembra che per loro la polemica sia l’unico canale di comunicazione. Non riesci a immaginare come sarebbe se i figli fossero veramente degni di critiche come vengono trattati. Domenica per esempio si prendeva in giro Misio millantando una sua carriera di spogliarellista con tanto di banconote infilate nel perizoma leopardato. Sua madre si è indignata e si è messa a berciare che nell’eventualità non lo avrebbe più fatto entrare in casa, come se fosse una scelta praticabile (con quella pancia? ma chi lo prenderebbe mai?), mentre lo avrebbe stimato se fosse diventato calciatore. A te questa postilla (che non aveva alcun riferimento col discorso) ha messo tristezza. Perché il calciatore sì e lo spogliarellista no? Perché mettersi a berciare e a sgridare il figlio come se davvero mercificasse il suo corpo invece che guadagnarsi lo stipendio in una grande azienda come fa quotidianamente?
Perché i genitori pretendono di dire ai figli chi devono e non devono frequentare, quando si tratta di persone che non conoscono? Perché stanno sempre a pontificare sulle scelte di vita dei figli, magnificando quelle invece dei loro amici, pur senza aver visto con i loro occhi come vivono?
Come fanno a pontificare sempre? Perché non stanno dalla parte dei loro figli invece che contro?

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0 risposte a “

  1. I genitori hanno tutta una loro teoria sul “giusto/non giusto” che non riescono a mettere in discussione perché secondo me non si accorgono di avere davanti degli adulti ma credono di avere ancora dei bebè dipendenti e frignanti.
    In realtà non parlo del tutto per esperienza diretta, perché mia madre per anni mi ha raccontato di quanto fossero bravi Caia e Sempronia ma ultimamente sembra soddisfatta anche di Canto.

  2. ginevs

    ah i genitori sono bravissimi ad affossare i propri figli. Se poi un’estraneo prova a dire qualcosa contro di loro però diventano strenui difensori delle scelte dei propri “bambini”. Forse diventare genitori porta alla schizofrenia 🙂 Scommetto che se io provassi a dire a mia suocera che non condivido qualche scelta di mio marito (cosa che lei spesso fa) mi mangerebbe viva e lo difenderebbe.

  3. I miei rispondono sempre: “Perché siamo i tuoi genitori e vogliamo solo il tuo bene”.
    Vai a far capir loro che quello che loro pensano essere il tuo bene è solo frutto di un loro parto mentale, ché solo tu puoi sapere quale sia il tuo bene. Perché, anche se sono convinti di conoscerti benissimo in virtù del fatto che ti han visto crescere giorno per giorno, ci saranno sempre degli aspetti di te che non vedranno o che non capiranno.

    E poi, capisco che abbiano mille preoccupazioni e mille paure e mille fisse, per carità, ma non si rendono conto che, anche se sono stati loro a metterti al mondo, la tua vita la stai vivendo tu. Non loro. E quindi è essenzialmente affar tuo.

    E sull’argomento ne ho a bizzeffe, grazie a un’adolescenza di totale conflitto coi miei finita solo pochissimi anni fa, a due genitori più contro che pro le decisioni e le inclinazioni della sottoscritta e a un contorno di famigliari invadenti a fare da genitori aggiunti…

  4. incredibile ritorvarsi a quasi 40 anni ad essere criticati dai genitori come se uno ne avesse 15. proprio l’altro ieri mia madre ha fatto tutta una polemica sul fatto che avessi scelto una pasticceria piuttosto che un’altra, con il sottinteso che lo avessi fatto a causa delle “braccette corte”. inutile spiegarle che a me la pasticceria con i prezzi più contenuti piace di più di quella costosa. per intenderci lì fanno i baci di dama che altrove sono introvabili.

  5. ossi, è proprio così: criticano sulle scemenze. che io quando velatamente fa capire che le scoccia che non ci sposiamo la posso pure capire, ma se lo cazzia perché ordina un antipasto piuttosto che un altro proprio no!
    lidal: quello che io proprio non concepisco è: come fanno a non mettersi mai in discussione? non gli viene in mente che forse a volte hanno anche torto? questo mi manda in bestia!
    ginevs, non lo so, vorrei vederla la signora (il marito è un po’ meno terribile) a parlare dei figli con gli altri, però di nascosto 🙂
    canto: mia madre uguale! quando ero più giovane continuava a dirmi “guarda questa guarda quella” ed erano tutte più brave di me. ora che mi ha irrimediabilmente rovinato l’autostima, ecco che sono una figlia meravigliosa 🙂

  6. I miei e la mia vita sentimentale:

    per anni mi magnificavano le relazioni dei figli dei loro conoscenti/amici.
    Si e’ arrivati al punto di dire “la figlia di… sta con un bravissimo ragazzo, in gamba, di buona famiglia, un gran bel ragazzo davvero”. Io: “papa’ lo hai visto?”. Papa’:”no, me lo hanno detto i suoi genitori”.

    Risultato?
    Quando ‘sta ragazza ha messo in mezzo il fatto che si voleva sposare, questo gran bravo ragazzo, perla dell’umanita’, se n’e’ fuggito a gambe levate.

    Poi c’e’ stato il periodo del “hai un brutto carattere, gli altri se ne fuggono da te, dovresti essere piu’ docile, dovresti essere un po’ piu’ conciliante, devi sforzarti di essere accomodante” (cioe’ tua mamma che dice che hai un carattere di merda e che dovresti frustrare la tua personalita’ per piacere agli altri, credo che sia davvero il massimo)

    Ora che sto con una persona che (stranamente) adorano, mi riempiono di consigli inutili “non dirgli cosi’ che fai brutta figura, non fare cola’ che poi reagisce male” (tutti consigli mai seguiti, ovviamente).

    Insomma, dopo anni in cui la colpa era mia e del mio modo di essere se non avevo delle relazioni “normali”, ora la fortuna e’ mia, che chissa’ come, ho trovato un cosi’ bravo ragazzo che addirittura mi sopporta e “speriamo che duri”.

    Hip-hip-urra’ per le iniezioni di fiducia dei genitori

    p.s. quasi tutti i figli dei loro amici dalle perfette relazioni ora hanno divorziato.

  7. IRI

    ci sarà una ragione perché io viva sola da quando ho 19 anni 🙂

  8. Mia madre è così, e anche peggio. Noi due figli siamo abituati (amaramente) al fatto che non si metta MAI, e dico mai, in discussione, ma ogni volta sono lotte (in cui lei inevitabilmente vince, in qualche modo, perché si mette dalla parte della vittima). E non basta vivere da soli, non basta avere una famiglia propria, dimostrare di saper fare scelte autonome: lei critica indistintamente figli, nuore e consuocere, senza discriminazioni, e quando non può dirlo ai diretti interessati – se non riguarda me – divento il suo bidone di sfogo.
    Sì, forse a diventare genitori si subisce una mutazione… Ma c’è genitore e genitore!

  9. edi

    lise, i genitori di stear mi sembrano esagerati(ssimi), ma ti assicuro che anche con mia madre funziona così dopo 48 ore di convivenza. Sindaca ogni scelta, non conosce la privacy, mi chiede “come va di cognome” qualsiasi amico cui mi accompagno, senza tenere conto che spesso il cognome è l’ultima cosa che sai anche della gente con cui limoni.

    tipo … di uno che ho limonato nel 2007 ho saputo il cognome nel 2008. 😀

  10. mary.ann, i tuoi mi sembra che battano tutti! °__°
    IRI: come puoi notare (v. Lady o edi) non basta andarsene di casa 🙂
    lady: ti pensavo mentre scrivevo il post! però diciamocelo, queste persone secondo me sono così anche prima di essere genitori (anche se noi non c’eravamo per vederle ovviamente)
    ahaha edi, ieri con la mia amica drew si faceva giusto giusto un riepilogo per cercare su facebook i tizi con cui abbiamo limonato e non potevamo perché di molti non sapevamo il cognome

  11. Ossignur, dipingi un quadretto di famiglia che mi ricorda tristissime cene di una vita passata

    mi congratulo per la tua pazienza, io non reggerei

  12. i miei invece hanno sempere tifato per me. infatti io sono mooolto insofferente ad atteggiamenti come quello da te descritto, perché non mi ci sono mai rassegnata (x fortuna). anche tua madre non è così, lise?

  13. erba, no, per fortuna mia madre non è così, però quando ero più giovane era tutto un “guarda questa, guarda quella come sono più brave di te”. ora no, ma ora è tardi

  14. mia madre ripete spessimo “un’altra al posto tuo”…eh, ma io sono io, mica un’altra. che poi per me la cosa assurda è che io son uscita di casa a 19 anni, e l’anno scorso (27 anni) ci son tornata per sei mesi, e mio dio, sembrava che non me ne fossi mai andata (tipo esci? e con chi esci? e quando torni? e mi fai uno squillo quando arrivi?). per non parlare della discussione continua delle scelte sentimentali, e fortuna, per dire, che ne conoscono solo un decimo.

    @edi: questa cosa del cognome mi fa impazzire. cioè, io con psyco c’ero andata a letto un sacco di volte e si stava insieme e io non sapevo il suo cognome. non mi veniva mica da chiederglielo. cosa me ne frega del cognome?e poi torno nella città delle commesse stilose, e sia mia madre sia un’amica mi chiedono: come si chiama di cognome? e giù a stupirsi che io non lo sapessi. forse perchè voglio provare a vedere come sta il mio nome con il suo cognome, che ne so.

  15. Io credo che molti genitori non si rendano conto che i figli siano persone diverse, distinte dai genitori stessi, molti forse si identificano con i proprio figli (non so se questo avvenga dalla nascita dei pargoli o dopo una certa eta’ del genitore, quando magari il genitore non vede piu’ “futuro” di fronte a se’ e proietta le proprie aspettative sui figli).
    Non e’ una cosa facile scindersi dalla prole, io ho una bambina di 5 anni e mi e’ inevitabile specchiarmi in lei (a maggior ragione visto che e’ una femmina?); vedere in lei alcune caratteristiche mie e altre sue, che vorrei fossero diverse, provoca una specie di “rimescolamento del cuore”, e’ come riprovare le stesse sofferenze provate nel passato per accettare se stessi.
    Rendersi conto tutti i giorni che il figlio che e’ nato non e’ lo stesso che ti sei creata nella tua immaginazione durante i 9 mesi di gravidanza e’ un grande lavoro e ancora piu’ grande e’ accettare che il figlio che hai va bene cosi’ come e’ e basta. Una volta che sei riuscita a fare questo lavoro la strada e’ (quasi) in discesa.
    Da parte mia sono stata fortunata, i miei non hanno mai fatto paragoni o ostacolato le mie scelte, spero di essere altrettanto “illuminata” e spero che le persone ho a fianco (marito, mamma, amici) riescano sempre a darmi stimoli per metteremi in discussione.
    Insomma, ho fatto una gran confusione, spero si sia capito qualcosa! Dan(iela)

  16. plett, sto per dirti una cosa terribile. io pure sono via di casa circa da dieci anni. lo stesso, quando vado da mio padre per un fine settimana diventa idrofobo se vado al cinema da sola allo spettacolo delle otto perché è pericoloso, quando sono uscita una sera con metro (metro! che ha abitato a casa mia!) ha voluto il numero di telefono perché temeva che fosse un pericoloso violentatore!
    daniela, grazie per aver portato la tua esperienza di madre. io a volte penso che per loro (i genitori del moroso) sia difficile accettare che i due figli sono grandi e non hanno più bisogno di loro. per la madre soprattutto che ha lasciato il lavoro presto per dedicarsi a loro quando erano piccoli deve essere difficile. epperò quando è venuta fuori quella cosa dello spogliarello proprio non l’ho capita! posso immaginare che per lei fosse un discorso imbarazzante, ma come fa a pensare che suo figlio possa oggettivamente fare lo spogliarellista?

  17. lise, te la racconto io una cosa: mia madre, quando avevo sedici anni, mi acchiappa e mi fa:
    lo so che tu stai con un uomo più grande, che si chiama marcello. e che andate pure a fare trekking insieme!
    la realtà invece era:
    io le mie amiche andavamo alla sala giochi di marcello, e giocavamo a tekken.

  18. Lise, semplice: perché loro hanno più esperienza, leggi anni alle spalle, e sanno molto meglio di te che sei giovane e non hai visto nulla.
    Discorsi che non stanno in piedi, naturalmente, ma tant’è.
    Poi, mio padre per esempio non interviene nelle questioni sentimentali perché per lui son tutti “deficienti” (e io e la sorella siamo ancora “le bambine”)…
    Mia madre sì, perché lei CONOSCE queste cose: ma io ho capito l’antifona e non dico più nulla, tanto sono spesso intrattabile e taciturna di mio…quindi maschero. E’ l’unico modo di sopravvivere, in attesa di uscire di casa.

  19. ahahah conigli, ma anche se fossi andata a fare trekking, che c’era di male?
    lidal, ma stear ha 32 anni! sua madre crede crede, ma non ha visto quasi niente del mondo e non esce mai di casa, la sua esperienza è solo televisiva

  20. edi

    la storia del cognome è tipicissima di chi abita in città piccole. Noi siculi comunque abbiamo la mania di traslare feisbuc nella vita reale: tramite il cognome vogliamo cercare un qualsiasi “link” alla persona su cui stiamo investigando; ciò per conoscerne lo status familiare (orribile cosa!) e, qualora sia “amico di…” ovvero “conoscente di…”, sentirsi più o meno rassicurati o più o meno come… in possesso del controllo della situazione. Se mia mamma “linka” una persona a qualcuno che conosce, inevitabilmente è tranquilla perché sa a chi chiedere informazioni (e ti assicuro che succede!!!) ovvero sa da chi riceverne. E’ una cosa assolutamente orribile, ma fa anche troppo ridere 😉

  21. :DDD Lise, dovresti vedere i numeri che fa mia suocera con mio cognato (40 anni, vive con lei)! In piu’ tenta ancora di controllare mio marito anche attraverso me.
    Cambiarla e’ impossibile, ma si puo’ tranquillamente “gestirla” 😉 Dan(iela)

  22. daniela, gestirla si può (loro la gestiscono da 32 e 25 anni), però che barba 🙂
    edi: se ti può consolare, pure le mie zie emiliane hanno queste manie: è proprio un atteggiamento da paese piccolo 🙂

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