Archivi del mese: ottobre 2008

Amiche e scarpe
Avevi detto che avevi voglia di amiche, scarpe e mostre. Detto fatto.
Mercoledì hai visto Drew. Nonostante la pioggia e un guasto ai mezzi pubblici che ti ha costretta a girovagare per la città cambiando percorso tre volte, sei riuscita a raggiungere l’amica ben prima che chiudessero i negozi, portandoti così a casa un paio di decolletee nere molto semplici e non troppo alte da mettere tutti i giorni. Non paga ti sei fatta accompagnare da Promod dove hai recuperato una collanuccia di plastica e ferro che rende subito vivace la banalità di un maglioncino qualunque. Ora che vivi in periferia ti basta vedere le luci di due negozi per non capire più niente.
Poi c’è stato l’aperitivo e le vostre frasi da ultratrentenni ciniche che non vi batte nessuno.
Ieri invece sei uscita con F. alla volta della mostra di Ferragamo e delle sue scarpe meravigliose, alcune delle quali, quelle degli anni Trenta in particolare, te le metteresti su anche adesso. Altre no, un po’ nonnesche a dirla tutta. E poi i vestiti, le borse, i giubbini assurdi, le frasi buffe, le foto del cinema.
A seguire, la ricerca disperata di un ristorante che vi piacesse, per poi finire al solito giapponese con annesso passaggio in libreria.
E nonostante la pioggia e il trasloco ancora in buona parte da fare, oggi sei proprio contenta.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Il mondo deve sapere.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Sei felice per la pioggia. Ieri, uscita dalla palestra, pur con la borsa pesantissima che ti affossava le spalle vanificando la lezione di pilates, ti è sembrato che l’aria profumasse. Di certo era più pulita. Ti piaceva anche ieri sera, startene in casa, un po’ a guardare la pioggia dal balconcino, un po’ sotto le coperte a leggere mentre aspettavi che finisse il bucato e Stear tornasse a casa dal calcetto.
Se facessi un elenco delle cose che vorresti per te quest’autunno potresti riempire pagine e pagine. Libri, rossetti, mostre, un taglio nuovi di capelli, un paio di scarpe alte, tempo per metterti lo smalto, due chili in meno, più stile, qualche bella collana, tante uscite con le amiche. Per l’ultima cosa però ti stai attrezzando.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

La collega S. non è bella in modo canonico: è leggermente strabica e ha un neo un po’ grosso sul naso che le rende il profilo asimmetrico. Però se fossi un uomo ti piacerebbe uscirci. Di più: essendo una donna ti piacerebbe essere come lei. La prima immagine che ti viene alla mente è quando l’hai incrociata per strada a Trieste e lei sembrava uscita da un film di Hitchcock per la classe che aveva, col suo cappottino retrò (Marni), le scarpe altissime (Ferragamo) e l’andatura elegante, col collo eretto che mannaggia ce l’avessi tu.
S. è la regina delle firme, ma senza menarla in giro: sei tu che hai notato con l’occhio lungo l’enorme borsa Miu Miu, mentre lei ti faceva i complimenti per la Muse, dicendo di averla anche lei perché gliel’hanno regalata.
S. va in giro senza calze anche adesso. S. è una che di giorno si mette i vestiti, poi la sera per uscire a cena si infila una maglietta grigia anonima, i jeans e le All Star.
S. si trucca pochissimo, ma ti pare una che possa spendere milioni in creme e con lei hai intavolato una divertentissima conversazione sul botox.
La collega S. ti è piaciuta e ti piacerebbe ancora di più se lavoraste vicine e non a cinquecento chilometri di distanza.
Sulla collega S. c’è un piccolo mistero che non ti è chiaro e che vorresti svelare presto, sperando che non sia una brutta sorpresa.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Com’era Trieste non lo puoi dire, perché non hai girato poi molto. Peccato. L’hotel di Gradisca era più che dignitoso, a parte la mancanza della luce in bagno, ma fa niente, che tanto la doccia l’avevi fatta a Trieste nella stanza della deliziosa collega. Per il trucco ti sei arrangiata.
La notte successiva invece hai dormito a Trieste in un hotel di lusso con la stanzetta piccola e fredda e non avevi la crema idratante nel bagno (perché la tua collega invece sì?), ma comodissimo rispetto alla fiera. A proposito della fiera, non dirai della gente che l’ha frequentata per rispetto ai lettori, dirai solo che l’evento si svolgeva in un tendone, sabato mattina c’era la bora, sventagliava tutto e a un certo punto sono venuti i vigili a dirti di andare via che era pericoloso. E ti pareva che un uomo giovane e prestante venisse da te per attaccare bottone.
Le hostess erano bellissime, una delle due in maniera quasi imbarazzante, l’altra però era più volenterosa e intelligente e ti è piaciuta molto per il poco che ci hai chiacchierato.
E anche il collega romano, con il quale non avevi mai parlato e che probabilmente vi consideravate a vicenda due morti in piedi, si è invece rivelato una piacevole sorpresa, avete riso un sacco a pranzo e a cena e speri davvero che di persone come lui in giro per l’azienda ce ne siano più di una.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Aggiornamenti dalla zona industriale di Trieste e un esempio di terrorismo giornalistico
Il tuo capo ti ha chiamata stamattina per informarti che nel ridente hotel situato nella zona industriale di Trieste, a due passi dal confine con la Slovenia c’erano le pulci nel letto. Ha anche detto che era in una zona pericolosa "in particolar modo per una donna". Si è fatto cambiare l’hotel alla bell’e meglio e per te ha provveduto a una sistemazione a Gradisca d’Isonzo. Nel nuovo hotel c’è anche la zona benessere, a saperlo prima ti portavi il costumino. Nel frattempo stai anche cercando una sistemazione in città per la notte tra venerdì e sabato.
In ogni caso delle tue peregrinazioni per la provincia friulana saprai meglio raccontare lunedì al tuo rientro.
Ieri sul sito di un quotidiano a tiratura nazionale è comparsa la notizia che la sede principale dell’azienda per cui lavori era stata evacuata causa allarme bomba. Che paura: con le borse e le azioni che crollano, qualcuno avrà ben pensato fosse il caso di far crollare anche il palazzo? Architettonicamente sarebbe un peccato.
Pare invece piuttosto che si trattasse semplicemente di una esercitazione.
Siccome gli allarmismi van di moda ne lanci uno anche tu: "Attenzione attenzione! Nel mondo c’è una bomba. Gli abitanti sono pregati di abbandonare il pianeta usando le scale con la massima calma".

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

A volte anche le persone cui va tutto oggettivamente e soggettivamente bene possono avere voglia di piangere. I motivi possono essere svariati, a volte nemmeno ben chiari. I motivi, a volte non si vogliono spiegare, soprattutto non si vogliono spiegare a chi potrebbe non capirli.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Sembra proprio che solo chi è fuori dal mondo si senta in diritto di sparare sentenze su come stanno le cose.
Passare del tempo con la famiglia di Stear è snervante. I genitori si rivolgono ai figli solo per esprimere critiche, fosse anche solo per quello che ordinano a pranzo. I figli, abituati solo a questo, rispondono a qualsiasi domanda, anche la più innocente,  in maniera polemica.
Sembra che per loro la polemica sia l’unico canale di comunicazione. Non riesci a immaginare come sarebbe se i figli fossero veramente degni di critiche come vengono trattati. Domenica per esempio si prendeva in giro Misio millantando una sua carriera di spogliarellista con tanto di banconote infilate nel perizoma leopardato. Sua madre si è indignata e si è messa a berciare che nell’eventualità non lo avrebbe più fatto entrare in casa, come se fosse una scelta praticabile (con quella pancia? ma chi lo prenderebbe mai?), mentre lo avrebbe stimato se fosse diventato calciatore. A te questa postilla (che non aveva alcun riferimento col discorso) ha messo tristezza. Perché il calciatore sì e lo spogliarellista no? Perché mettersi a berciare e a sgridare il figlio come se davvero mercificasse il suo corpo invece che guadagnarsi lo stipendio in una grande azienda come fa quotidianamente?
Perché i genitori pretendono di dire ai figli chi devono e non devono frequentare, quando si tratta di persone che non conoscono? Perché stanno sempre a pontificare sulle scelte di vita dei figli, magnificando quelle invece dei loro amici, pur senza aver visto con i loro occhi come vivono?
Come fanno a pontificare sempre? Perché non stanno dalla parte dei loro figli invece che contro?

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Camminando passi davanti a un cartellone con la scrita INQUINAMENO. Sotto, più in piccolo c’è scritto: "Se hai letto inquinamenTo non conosci l’impegno di Regione Lombardia".
"Più che altro non lo vedo" pensi mentre accanto a te romba un macchinone con quattro marmitte che per la ripartenza in sgommata al semaforo deve aver lasciato giù un pieno di benzina.
Poi senti che il Governo italiano si è fatto promotore di un rallentamento dell’agenda sul clima presso l’Unione Europea causa crisi economica. E ti infuri.
Vorresti che tutti i membri del Governo camminassero quotidianamente nella via che percorri per andare in ufficio. Chissà poi se si ricrederebbero, loro che possono andare a respirare nelle ville in campagna.
Ma la verità è che l’emergenza ambientale non può più aspettare, da almeno vent’anni. Solo venerdì parlavi di sostenibilità, evidentemente come un profeta nel deserto.
Trascurare l’emergenza ambientale non significa rilanciare, ma affossare l’economia. Ecco alcuni esempi banalissimi non a lungo, ma a medio termine.
L’investimento nel fotovoltaico si ripaga mediamente in 7 anni. Non sono molti, utilizzare fonti di energia rinnovabili significherebbe diventare indipendenti dal petrolio per sempre (per sempre!) in modo pulito, permanente e gratuito.
Inquinamento significa aumento delle malattie alle vie respiratorie. Se non si vuole pensare ai costi sociali (che gliene frega ai governanti finché non li tocca di persona?) si pensi almeno al costo che queste malattie provocano sul sistema sanitario nazionale.
Infine, i cambiamenti climatici affliggono soprattutto il Sud del mondo causando carestie, conflitti, emigrazione di massa. Proprio gli orgogliosi propugnatori della razza settentrionale (?) dovrebbero capirlo per primi, scendere da quei ridicoli suv e andare di corsa a informarsi per l’acquisto di una macchina ibrida.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

A volte succedono cose che sono una specie di fulmine che fa scattare molle nascoste nel cervello.
La settimana scorsa, all’evento aziendale di cui hai già parlato, avevate tra i vari interventi anche quello di una ong italiana molto attiva che sta propagandando un progetto contro il lavoro minorile. Il tema si prestava molto all’andamento generale dell’evento e infatti è stato gradito. Il tema generale dell’evento, che in realtà non era stato programmato, a sorpresa è stato la sostenibilità. Sostenibilità dei profitti, delle procedure, delle azioni aziendali. E mentre gli intervenuti dibattevano con i due della ong sugli obblighi delle imprese, dei singoli e dei governi, il presidente della ong ha detto: "In una situazione come quella attuale in cui le politiche statali non sono più sostenibili, tocca alle aziende private e alle ong, il compito di portare avanti comportamenti sostenibili".
Questa frase qua ti ha fulminata.
Ieri in palestra hai incontrato l’assistente di uno dei grandi capoccia del gruppo dove lavori. E’ una ragazza che pari incontrare un po’ dappertutto: nei ristoranti, nei negozi, ai concerti. Ti piace molto, è iperdinamica, allegra, chiacchierona. Ti ha detto: "Dal primo dicembre mollo tutto: ho preso un anno di aspettativa e vado a fare volontariato in Vietnam" e ti ha anche detto che tra qualche giorno parte per il Kenia perché ha convinto il suo capo ad abolire i regali di Natale e usare la cifra per comprare delle mucche per delle comunità.
Anche questa cosa qua ti ha fulminata.
Vedi delle strade, anche se a malapena. La sostenibilità del privato. E’ drammatico se ci si pensa, ma è l’unica strada rimasta.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria