‘Cause if you’re not really here, I don’t wanna be either, I wanna be next to you
(Sam Sparro – Black and Gold)

Ieri sei andata a iscriverti nella palestra nuova. E’ un posto fighissimo, anche se l’account cercava di smorzare, facendoti credere che sono tutti alla mano, ma tu ci sei entrata nello spogliatoio femminile, lui presumibilmente no.
Comunque, dopo aver eseguito un’attività così fitness ti sei sentita in dovere, una volta a casa, di far fuori la chisöla rimasta. Allorché ti sei sentita in colpa e hai ben pensato di uscire a fare un giro in bici al parco Sempione. La cosa buona di andare in bici al parco alle otto di sera a settembre è che non c’è in giro tanta gente che cerca di farsi investire in tutti i modi, cani compresi. Poi però ci sono delle cose negative. Tipo che col fatto che sei sempre andata in giro in bici di giorno, ti sei resa conto con orrore che non hai la luce. Il fatto ti si è palesato solo nel momento in cui hai incrociato un ciclista con la luce accesa. L’unico, a dirla tutta, tra tutti quelli che hai incrociato, ma non è che questo ti giustifichi. Ah, perché il fatto negativo è che a settembre, alle otto di sera è già buio.
Nonostante il buio capita sempre di incontrare una vecchia millenaria e zoppa che cammina lentissimamente sulla parte riservata alle biciclette essì che è segnalata bene. E va be che è buio e va be’ che sarà pure mezza cieca, ma la bici disegnata sul percorso è bella grossa! Poi ci sono (sempre) quelli che vanno in bici appaiati perché stanno chiacchierando e non si spostano mica, anche se la corsia delle bici è abbastanza stretta. Che bisogna fare, un frontale? Poi c’è anche quello che in un vialone bello largo del parco ti sorpassa sulla sinistra per poi tagliarti la strada che doveva girare a destra. Ma un incidente di bici al parco ti pare la cosa più cretina della terra. Poi ci sono quelli che fanno attenzione solo quando sono sulla strada: una volta sulla pista badano solo a dove vanno senza curarsi di ciò che c’è attorno a loro e che sta sopraggiungendo.
Infine, quando stai andando via, ti ferma una ragazza molto carina, tedesca, ma che parla molto bene italiano, anche lei in bici, armata di cartina che ti chiede come arrivare a San Siro, perché non sa più bene dov’è. La aiuti cercando di parlare lentamente (perché tu desidereresti tanto questa accortezza da parte dei tedeschi quando parli con loro), lei ringrazia e pedala via e tu pensi sorridendo che certe cose dovrebbero capitare agli uomini.

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0 risposte a “

  1. bici!luce!fai attenzione! (scusa ma son paranoica, dopo che son stata investita). bello che vai in bici a milano, comunque, quando vedo quante poche bici ci sono, penso sempre che non ci potrei vivere in un posto così. ma quando leggo di te in bici, beh, allora potrei stare anche a milano senza problemi.

  2. Io la luce non la uso mai. Credo perfino di averla persa da qualche parte, visto che non la trovo. Ma tanto ci sono i lampioni. Poi cos’è la vita, senza qualche brivido? Ah, Battisti docet!

  3. far fuori la chisöla rimasta è un dovere, mia cara, e hai la mia approvazione incondizionata.

    sulla faccenda della palestra ricorre oggi il ventennale della fatidica frase ah, ma quest’anno giuro che mi iscrivo

    magari la ragazza ti ha fermato proprio perchè sei una donna, chissà.

    ciao.

  4. Il fatto è che le luci delle bici sono tra le prime cose che rubano, se le lasci fuori… (La millenaria avrà visto la pista e pensato “Toh, una strada riservata alle vecchiette!” 😉

  5. vì, ma i lampioni proprio lì dove c’era la pista ciclabile vicino al parco erano misteriosamente spenti. proprio dove uno pedala sotto le piante (pericolo!). ah battisti, proprio oggi che è l’anniversario della morte non so se vorrei vedere quanto sia difficile morire :)))
    plett: ma io in bici vado solo al parco e nella pista ciclabile che circonda il parco, nulla più. troppa paura, ma oltranzista si muove in bici in discreta serenità, perciò si può fare

  6. scusate, io vedo i commenti con molto ritardo
    cri: l’ho pensato anch’io che mi avesse fermata perché sono una donna (per quanto conciata com’ero potevo essere qualsiasi cosa). quanto alla focaccia mi restano ancora quelle di uvetta e di zucca, yuppi!

  7. ahahah, lady (ma io non ho scuse, la luce non l’ho proprio mai avuta)
    cinas: meno male!

  8. concordo con cristina, secondo me ha chiesto a te proprio perché donna.

    (e quest’anno mi iscrivo, la mia pancia lo impone)

  9. Stai attenta in bici, soprattutto se hai già pagato l’abbonamento in palestra! (Volevo essere in tema con lo stile cinico-battistiano)

  10. anche io voglio girare milano in bici!

  11. aahahah, canto, in effetti…
    erba: ma fare il giro del parco somiglia più a pedalare in un velodromo che a “girare milano in bici” 🙂

  12. Pensa, io non so andare in bicicletta.

  13. ma perchè ci sono le piste ciclabili a milano????????MIRACOLOOOOO

  14. marialauras, veramente attorno al parco ci sarà da almeno dieci anni (poi c’è quella del naviglio della martesana, c’è una buona parte di viale padova e anche per andare in viale ungheria c’è un buon tratto, poi non so se ce ne siano altre in zone che non frequento)
    allitterata, che peccato, ma puoi sempre imparare, è divertente (be’, io non so andare in motorino comunque)

  15. Nemmeno io so andare in bici.
    Per questo e per ovvi motivi ammiro i ciclisti milanesi. Ci vuol coraggio, a girare in bici a Milano.

  16. purtroppo (o per fortuna) abito dalla parte opposta della città….ne ignoravo l’esistenza!c’è sempre da imparare!

  17. quanto senso di libertà dà la bici. purtroppo dopo il botto che ho fatto non ho avuto più il coraggio e l’occasione per riprenderla ma dovrei decidermi.

  18. lidal, io sono una fifona, ho paura di tutto. ho paura perfino a fare il tratto da casa mia al parco, in bici (tipo 800 metri e nemmeno particolarmente trafficato), perciò anch’io ho una grande ammirazione. ad agosto avevo pensato, visto lo scarso traffico, di andare al lavoro in bici (è comunque molto vicino), ma poi ho desistito con una bieca scusa 🙂
    marialauras, certo siamo ben lontani dalle situazioni del nord europa (a parte viale Ungheria, mi pare che lì ci sia un tratto molto lungo e ben separato da marciapiede, ma insomma, la zona non è comunque tra le più frequentate dai ciclisti)
    ossi: a me piace solo in campagna, in città per niente, si rischia la vita!

  19. Gli uomini sono troppo occupati a cercare di salvarsi la pelle in Via Manzoni, evitando i Suv in movimento e parcheggiati in divieto (sigh!) 😦

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