Archivi del mese: settembre 2008

Ieri alla festa d’addio per la Simo che parte sabato per Cipro hai sentito delle persone raccontare dei loro ultimi viaggi, chi in Uganda, chi nel nord degli Stati Uniti. Tu ascoltavi gli entusiastici resoconti e ti veniva l’ansia di quando entri in libreria che pensi "cavoli! tutti questi libri ancora da leggere, non ce la farò mai in tutta la vita!"
Lo stesso lo pensi dei viaggi: tanti posti da vedere e una vita troppo breve e impegnata a fare altro. Da quando hai letto un articolo sull’Uzbekistan hai la fissa di Samarcanda, ma la verità è che tu hai la fissa per un sacco di posti al mondo e invece te ne stai seduta su una scrivania alla periferia di Milano e al massimo vai in fondo al corridoio a prendere una stampa.
Oppure qualche viaggio per lavoro, dove però raramente riesci a vedere qualcosa del posto dove sei, blindata dentro gli alberghi senza finestre a soffocare di chiusura.
Però prima è venuta la tua collega nuova e ti ha detto: "Per la trasferta di Berlino dobbiamo essere là la domenica per montare lo stand: cosa ne dici se partiamo invece il venerdì sera e ci facciamo là il fine settimana?"
E tu, che a Berlino ci sei già stata e comunque non te ne sei innamorata, hai pensato che come idea non è niente male.

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A volte ti senti come una che durante una partita a carte ha in mano il tre di briscola e quando decide di giocarlo, l’avversario ha in mano l’asso.
E poi, Houston, avete un problema*. Il problema è che non sei più capace di collegare informazioni che stanno tutte dentro il tuo cervellino bacato. Questo problema ti causa atteggiamenti che potrebbero essere classificati nell’archiviatore "maleducazione" e sono invece del tutto involontari. Hai una malattia degenerativa? O sei semplicemente molto disordinata anche nell’archiviare nella tua testa le informazioni?

* scrivere in seconda persona è favoloso: deresponsabilizza un sacco

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Oggi sei più isterica della media. L’aver resettato almeno 15 volte la password di internet (di cui 12 inutilmente) non ha aiutato. Peccato, avevi delle interessanti conversazioni surreali da riportare.
Tipo:
1 – tu  e la Fulvia al telefono
F: hai un frigo da quarta settimana!
tu: da quarta settimana? cosa vuol dire?
F: vuol dire che alla fine del mese non hai i soldi per fare la spesa, perciò il frigo è vuoto
tu: ah, ma no, è solo che non avevo tanta voglia. Ma ieri sono andata a fare il ritiro del gruppo d’acquisto, ora ho i pomodori, le mele e le pere!
F: sì, che farai andare a male e che io butterò quando tornerò a trovarti
tu: e ho fatto anche la spesa!
F: davvero? e come mai?

2 – tu e JuneParker in metropolitana a De Angeli, direzione Duomo, sedute su una panca in silenzio. Due giovanotti seduti accanto a voi
Giovanotto1: ah, ho iniziato a leggere questa saga, doveva essere di 12 volumi, ma dopo l’undicesimo l’autore è morto. E il dodicesimo lo faranno scrivere a qualcun altro. Che sfiga! E io sono solo al primo volume, sono più di dodicimila pagine da leggere.
(proseguimento ad libitum con panoramica completa sui videogiochi a tema fantasy)

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"Per molto tempo, mi sono coricato presto la sera. A volte, non appena spenta la candela, mi si chiudevan gli occhi cosí subito che neppure potevo dire a me stesso: "M’addormento". E, una mezz’ora dopo, il pensiero che dovevo ormai cercar sonno mi ridestava; volevo posare il libro, sembrandomi averlo ancora fra le mani, e soffiare sul lume; dormendo avevo seguitato le mie riflessioni su quel che avevo appena letto, ma queste riflessioni avevan preso una forma un po’ speciale; mi sembrava d’essere io stesso l’argomento del libro: una chiesa, un quartetto, la rivalità tra Francesco primo e Carlo quinto."
(Marcel Proust – La strada di Swann – trad. Natalia Ginzburg)

Ultimamente ti stai godendo gli ultimi scampoli di vita da single prima del trasloco*. Ma non da sciamannata andando per esempio stasera ai Magazzini Generali per la festa della nuova stagione del DJ Time, dove senz’altro troveresti la giusta quantità di tabbozzi che tanto ti piacciono.
La sera ti piace stare in casa, soprattutto il mercoledì, che il ristorante davanti a casa tua è chiuso e perciò non si riuniscono capannelli di clienti bercianti sulla strada. Ti piace prepararti cene sane e poco sfiziose tipo il minestrone, da mangiare con sottofondo di musica tranquilla e poi metterti a letto, già in pigiama, nel più perfetto silenzio a leggere o a sfogliare riviste, con accanto una grossa tazza di camomilla. Di tanto in tanto controlli l’ora sul telefonino e pensi cose tipo: "Che bello, ho ancora un’ora/mezz’ora/venti minuti di lettura prima di spegnere la luce". Non vai mai a dormire dopo le undici e mezza, la mattina ti svegli riposata e quasi di buon umore.

* no, non c’è una data, non sai quando ti sposti di preciso, quando ti sposti ti sposti e poi sarai tu a dirlo, va bene? E se non va bene è così lo stesso, chiunque facesse domande in proposito riceverà al massimo uno sbuffo come risposta

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Smarrimento
Una si fa tutti i suoi pensieri quando si sveglia ogni mattina, prima del suono della sveglia, grazie al rumore dei vari camion della spazzatura e sono i pensieri normali, da tutti i giorni, non pensa, una, quando viene svegliata dal camion della raccolta differenziata del vetro, che la sua vita sia lì lì per cambiare.
Poi invece arriva in ufficio, si fa le sue riunioni del piffero, poi controlla la posta elettronica e scopre che una delle sue amiche più care, da un giorno all’altro se ne va a vivere a tre ore di volo da qui, circondata dal mare, in un paese di cui non conosce la lingua.
E ti senti smarrita, per un sacco di motivi che non stai nemmeno a elencare, ecco.

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Continua il fortunato ciclo: "Non si sa bene che tempo fa, non so mai cosa mettermi".
Ieri sei arrivata in ufficio con un maglioncino rosa brillante e un paio di pantaloni sempre rosa, un po’ più chiaro, tanto che Emily ti ha detto: "Sei vestita come la Barbie". Grande ilarità hai poi suscitato passando in sala commerciali e andando verso il bagno con la bustina del dentifricio rosa come i pantaloni.
Chissà come avrebbero riso i tuoi colleghi vedendoti più tardi in palestra con i pesetti rosa (i rosa sono i più leggeri) o nell’idromassaggio con un bikini rosa shocking.
Ma i lettori vorranno sapere fatti più interessanti. Mentre durante la lezione in palestra sollevavi i pesetti rosa, da dentro lo specchio hai chiaramente visto passare in corridoio il biondo dei Castore e Polluce. Sì, anche lui ti ha vista. No, non era solo, era con un amico. Che non era il moro dei Castore e Polluce.
Già.

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Tutte le cose che ti danno fastidio, ma di lunedì di più
Ti danno fastidio i fumatori che buttano la sigaretta ancora accesa dalla finestra o dal balcone. Se proprio proprio devono fare i cafoni, non possono prima almeno spegnerla? Oppure, nella scala evolutiva, non possono almeno procurarsi un posacenere, magari rubarne uno dal tavolilno di un bar all’aperto?
Ti danno fastidio i proprietari di cani che li lasciano allegramente defecare sui marciapiedi invece di portarli al parco, poveri animali e poi non raccolgono lo schifo prodotto. Che tu, tutta quella roba gliela scaricheresti sul tappeto in salotto, anzi no: sul cuscino.
Ti danno fastidio gli autisti di macchinone infinite, che allo scattare del semaforo rosso si trovano ancora in mezzo all’incrocio e intasano il traffico con il retro dei loro mezzi, cosa che con una city car non succederebbe. Che poi tutti quelli intorno si mettono a suonare, perché è notorio (ma questo l’hai già scritto) che nel baccano gli incroci si liberano prima.
E poi ti danno fastidio anche quelli che suonano il clacson ossessivamente.

A pensarci bene, queste non sono tutte le cose.

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