Non capita spesso di starsene in vacanza e pensare: "non vedo l’ora di tornare a casa". Eppure. Eppure te ne stavi a Palermo e contavi i giorni. I motivi di questo non verranno spiegati nel post che seguirà, ma in eventuali altri.
Dunque.
Catania. Brutta. Ma brutta vera eh, che vorresti capire che ci hanno trovato i signori dell’Unesco, forse erano ubriachi, drogati o pagati. Però è vivace, sveglia, si muove veloce, è piena di bei locali e di ottimi ristoranti.
Taormina. Taormina paga cara la sua fama e si circonda di aspettative altissime, che spiace dirlo, non sa mantenere. Probabilmente senza queste aspettative avresti pensato: "che posto carino!", con le aspettative che avevi la reazione è stata: "tutto qui?" Alla redattrice della guida Lonely Planet, che afferma che il teatro di Taormina vanta lo sfondo naturale più bello del mondo, consigli un giretto a Sabratha e a Cipro, giusto per ridimensionare i toni.
Acicastello e Acireale. Carine, davvero. Peccato il mare scomodo e la morte civile. Ma forse ci sei stata nel momento sbagliato.
Marina di Ragusa. Esattamente come avrebbe dovuto essere. Un posticino di mare da manuale: spiaggiona, acqua pulita, localini, un milione di persone.
Siracusa. Siracusa invece è una città che mantiene. L’abbagliante bellezza della Piazza del Duomo, i palazzi da stare lì le ore. L’interno del Duomo, che dovrebbero avvisare, mettere un cartello fuori, qualcosa del tipo: "Sconsigliato ai cardiopatici". Invece uno (una) ci entra impreparato e resta lì, ammammaloccuto e pensa: "Questo è uno degli interni di chiesa più belli che abbia mai visto". Siracusa è anche un mare da capogiro visto dal porto e un piatto di spaghetti con le vongole più rustico che mai e inaspettatamente buonissimo.
Noto. E’ incredibile come Noto sappia essere piccola eppure imponente, maestosa, monumentale. E nella sua imponenza pure, sta tutta dentro le fotografie scattate con la tua macchinetta amatoriale. Un’ode sentita al Signor Lanza, proprio lui, quello della fermata sulla linea verde del metrò.
Modica. Il cioccolato di Modica è buono solo a Modica. Intendi dire: se comprato altrove è diverso, anche se presumibilmente è lì che lo hanno prodotto. Va detto altresì che la pasticceria Bonajuti andrebbe inserita tra i luoghi da visitare, per graziosa che è. La cattedrale è un bene che si conquista a fatica, gradino per gradino, circondati da un mare di fiori colorati che è incredibile dire che non si vorrebbe arrivare mai. Per il resto la città meriterebbe più cura.
Ragusa Ibla. Dov’è stata Ragusa Ibla fino ad ora? Perché non si dice di più quanto sia deliziosa e meritevole, coi suoi saliscendi, i vicoli, la maestosità del suo Duomo, la cura dei giardini pubblici, il portale medievale di San Giorgio, i ristorantini, la luce del giorno, la luce della sera e certi balconi tutti diversi, con le statue sotto che fanno anche un po’ ridere.
Mazzarino. Dove? (non se la prenda Signor Miles: l’autrice qui sta scherzando).
Palermo. Palermo probabilmente va vista in primavera e non in estate. In estate si disfa, come un frutto troppo maturo. In primavera avresti apprezzato meglio la Cattedrale che anche da fuori strabuzza gli occhi, da perla rara che è e dentro non delude (e per le chiese è un dono raro, specie quando da quelle parti è passato il barocco). Non hai parole per la Cappella Palatina, che poi sembrava quasi che si dovessero fare le ore per vederla e invece no e anche nell’attesa si stava bene nel palazzo, all’ombra e con l’arietta gradita. Imbarazzante la guida del Palazzo dei Normanni, peccato, ma interpretava bene un modo di essere che non verrà trattato qui e forse mai. La Zisa (grazie alja!), così fuori dalle rotte turistiche per fortuna vostra e sfortuna sua, un posto magico, che solo nel cortiletto cambia tutto, come salire sul tappeto volante e non essere più lì ma dentro le Mille e una Notte.
Cefalù. Il mare più bello della vacanza, la meta dove fuggire quando non se ne può più di Palermo, una Cattedrale che non pare neanche una chiesa e invece dentro c’è uno dei mosaici più belli della cristianità.
Castellammare del Golfo. Una spiaggia con così poca gente non te l’aspettavi proprio. Meg, il marito, i bambini, un cannolo. Una bella giornata.
Monreale. Dal Duomo non ci volevi più uscire, è che ha chiuso. Da inserire al capitolo "interni di chiese più belli del mondo" (v. paragrafo su Siracusa).
Mondello. Meglio una giornata in carcere che un giorno d’agosto a Mondello. Tra l’altro gli appassionati di enigmistica sono invitati in questo paragone a cercare le sette piccole differenze.

Al cibo verrà dedicato entusiastico post a parte.

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0 risposte a “

  1. Vero che Catania è brutta? Nemmeno la periferia di Milano la pareggia! Eppure qualcuno (un catanese) mi aveva detto che è più bella di Palermo, col cacchio!!! Palermo l’ho vista solo d’estate, e l’ho adorata. Ma immagino tu abbia ragione, il paragone del “frutto maturo” ci può stare. Taormina carina, si, ma Capri allora? E Mondello… si, la pensiamo allo stesso modo. Preferisco Riccione.

    (Ci vediamo, si! :-**)

  2. Palermo è purtroppo tenuta malissimo. E’ veramente sporca e detto da una che vive nel quartiere cinese di Milano è un bel dire!
    (a mondello il mare è probabilmente meglio che a riccione, la gente invece mi sa di no)

  3. sai cosa? io a Catania sono andata di sfuggita, con la compagnia giusta, per aspettare che arrivasse il mio volo. Non sono obiettiva – e oltretutto non l’ho nemmeno vista tutta.

    Il resto della sicilia è per me ignoto, a parte Siracusa che è bellissima.

    e non riesco a decidermi ad esplorare l’isola grande.
    Forse comincerò dalla Sardegna invece (altra isola ignota per me). A dire il vero sono tante le isole che non conosco… anche vicine. Sarà che mi piace la montagna?
    Bentornata, comunque 🙂

  4. Sì, il mare di Mondello è sicuramente meglio (beh, in confronto a Riccione, Follonica sono i Caraibi!). Però mi ha dato l’impressione di grande folla senza identità… Un’ansia!

  5. Miii!
    Tutta la girasti?
    🙂
    T’invidio: non ci sono mai stato.
    Mi attira: e sì che io e il caldo non andiamo esattamente d’accordo.

    Alla “F” è vero, ci puoi girare e nessuno rompe (bella cosa), ma dimmi la verità: ti ci ritrovi? Io noto un GRAN CASINO, con queste distinzioni per i libri perlomeno discutibili, con autori che non capisci che posto hanno e una sorta di generale incuria. Oddio, magari è quella di Udine, così.
    Grazie della visita.
    A presto.
    Daniele

  6. monica nemmeno io l’ho vista “tutta”, ma consolati, c’è davvero pochissimo da vedere (il mercato e la piazza con cattedrale e obelisco, stop). la compagnia era perfetta, ma la città resta brutta
    lady: beata te che la folla era senza identità. io mondello l’ho trovata piena di gentaglia della peggior specie (autobus di andata e ritorno compresi)

  7. ah macca, purtroppo abbiam saltato agrigento e segesta e praticamente tutti i siti archeologici, compresa piazza armerina (di cui molto mi dispiaccio). ti rispondo da te!

  8. Sì, la disposizione è come dici tu, ma, egualmente, non la trovo ottimale.
    Ci ho girato spesso, proprio per via degli orari (è l’unica aperta all’ora di pranzo), e forse non mi sono dedicato con cura alla “decrittazione” dei loro sistemi. Trovo più agevoli le altre e con personale senz’altro più competente (a me è capitata questa figliola qui, ma altre non sono male). E’ che io, nelle Librerie, ci vado un pò come a Messa (perdona il paragone) e se trovi un Prete che non sa far la predica…
    Ma molliamola lì, sennò la Bibì mi stronca la carriera.
    🙂
    Daniele

  9. Ma Lise, quella volta a Milano te lo dissi: non andare a Mondello!
    Catania l’hai descritta benissimo, come città vale molto poco, è sicuramente molto più viva di Palermo, più mostre, più concerti, eccetera, però come città non c’è paragone. Però Agosto non è il momento migliore per Palermo in effetti.
    Noto te l’avevo consigliata nella seconda mail prima di partire che tu non hai letto. Per fortuna ci sei andata. Cefalù io non l’amo molto, e secondo me come mare non c’è paragone per esempio con San Vito. (Per non parlare della riserva dello Zingaro)
    Mazzarino dov’è? Che prendermela, anzi, c’ho ancora il senso di colpa per tu sai cosa.
    Un bacio.

  10. grazie erba e lulu
    miles, non ti preoccupare, non è successo niente di grave!
    è che a palermo abbiamo dovuto lasciare la macchina, perciò eravamo costretti a muoverci coi mezzi pubblici. san vito da palermo è praticamente irraggiungibile, mentre mondello sembra (sembra! a chi non è mai salito sull’806!) più a portata di mano. peccato

  11. anonimo

    se è tanto bello il Duomo le prossime ferie potresti passarle lì dentro, così eviteresti di spostarti in regioni da cui non desideri che scappare per tornare nella “bella” Milano.
    Sono critica è vero , forse un po’ pungente, è che sul serio, Milano è fra le città che meno ho appreazzato, e mi tocca tornarci ancora 2- 3 volte l’anno per i prossimi 2 anni!
    la Sicilia non posso giudicarla, non ci sono mai stata, ma sono stata in calabria e l’ho adorata, come tutto il Sud.
    moonycinzia

  12. edi

    concordo su quasi tutta la linea, perché trovo Catania e dintorni luoghi fascinosi e pieni di grazia un po’ rude.

    su Ibla, il ragusano e Siracusa non posso che metterci la firma: sono i miei luoghi del cuore, ci lascio l’anima ogni volta su quel mare e contro quel cielo.

    idem dicasi per Palermo, da vedere in inverno o all’alba della primavera.

  13. anonimo

    Concrdo in pieno con utente anonimo; e poi io Catania non l’ho torvata così brutta. Ma sarà, o ho meno gusto di te, oppure sono meno perennemente critica di te
    Eva

  14. o forse solo abbiamo gusti diversi?

  15. edi

    (oddio, tra la periferia di Milano e Catania c’è comunque un abisso… a favore, ovviamente, di Catania. Ma io non sono obiettiva eh 🙂 Idem dicasi per Mondello, provateci un po’ ad andare a maggio, e provate a visitare Riccione a maggio, poi mi dite ;-))

  16. OT.
    Di certo è più facile fare questi titoli e spendere 2000 battute sul “…dramma di un’intera Nazione” (sich!) che cercare di far capire l’ordine d’importanza degli avvenimenti.
    D’altro canto penso che Noi siamo quello che ci meritiamo.
    Daniele

  17. dov’è la periferia di catania? (domanda vera: è verso il mare, verso l’aeroporto o da che parte?). aggiungo però che ho visto molto degrado anche tra il centro e la stazione (proprio palazzi diroccati e abbandonati), che non sarebbe propriamente periferia
    mondello è un posto delizioso ma troppo affollato (ed essendo un posto piccolo probabilmente lo “patisce” di più di riccione dove la gente può sparpagliarsi più facilmente lungo la spiaggia, ma questo lo ipotizzo soltanto, perchè non sono mai stata a riccione ad agosto) e i frequentatori con cui ho avuto a che fare erano parecchio maleducati (ombrelloni piantatici quasi in testa, ragazzini che giocavano a un millimetro da noi urlando forte, per non parlare della gente con cui abbiamo condiviso il bus); una maleducazione che non ho riscontrato a cefalù e marina di ragusa, altre spiagge siciliane comunque affollate

  18. Anche solo per ripicca, mi vien voglia di piantare una tenda in piazza Duomo! Sì!
    (Se non fosse che qualcuno c’ha provato due anni fa e l’hanno cacciato, ovviamente)

  19. edi

    catania ha un hinterland molto complesso. Puoi considerare “periferia” anche zone residenziali come s. gregorio e s. agata li battiati (verso l’Etna), oppure Misterbianco e tutta la parte che si estende dal lato dell’aeroporto – interessante anche la zona marittima tra ct e sr.

    sì è vero, il dramma della città è un degrado spiazzante “nascosto” appena dietro dietro una certa bellezza. Penso alla stazione, alle zone del s. berillo, alla parte vecchia vicino castello Ursino. E’ un peccato a cielo aperto, praticamente. Però c’è molto di bello ed è “invisibile agli occhi”: l’anfiteatro e l’odeon (scioccanti), lo stesso castello, la zona universitaria antica, il monastero dei benedettini. E poi la spiaggia di S. Giovanni Li Cuti, aaaaaah 🙂 In due anni ho avuto modo di apprezzarla molto, nonostante l’iniziale diffidenza.

    Sulla molestia della spiaggia mondelliana concordo, ma sono appena tornata da Marina di Ragusa e ti dirò… il ferragosto è uguale pressoché ovunque. E le tende “fiorite” magicamente in mezzo alle spiagge…. Paesaggisticamente, tuttavia, resto dell’idea che Mondello sia splendida. E che Palermo & dintorni si godano appieno solo nelle mezze stagioni, se non d’inverno. Probabilmente è un motto valido anche per il resto della Sicilia. D’estate bisogna saper scegliere bene le spiagge.

    su Taormina: molti la adorano, IMHO è un posto decisamente sopravvalutato.

    Siracusa: dalla descrizione devi essere rimasta solo nei confini della splendida Ortigia. La città nuova l’hai vista? E il parco archeologico?

    (scusate il campanilismo, ma sono una sicula emigrata in continente, e per ora c’ho un forte “amore miope” nei confronti della mia terra).

  20. edi, ma è bello amare la propria terra! la zona verso l’etna mi è sembrata molto chic (vista solo dal bus verso taormina), le altre zone che indichi invece non le ho viste. l’anfiteatro in effetti è una delle cose che mi ha piacevolmente stupita, come il teatro bellini, che da fuori è proprio bello (dentro non l’ho visto).
    le tende le ho viste proprio ovunque, perfino nel tragitto tra palermo e l’aeroporto, anche in punti dove la spiaggia diventa oggettivamente brutta (sassosa e col mare sporco) ed è un’abitudine che non condivido ma che ho visto molto diffusa 🙂
    a siracusa sono stata in giornata venendo da ragusa e non è che si potesse fare più di tanto. non ho visto la città nuova (siamo andati a cercare il ginnasium, ma dalla strada non si vedeva granché) invece il parco archeologico sì

  21. anonimo

    appunto, se si tratta di gusti diversi e solo di gusti, forse la frase ” Catania non mi è piaciuta” sarebbe più appropriata (e anche più rispettosa per chi a Catania vive) della frase “brutta. Ma brutta vera eh”.
    Ma forse è solo questione di opinioni.
    Eva

  22. ma guarda, questo è il mio blog, per cui è ovvio che ci sono le opinioni mie personali. perché dovrei dirlo ogni volta? io non ho mai preteso di avere in mano la verità universale, ma nemmeno mi piace mettere in ogni frase le parole “secondo me”.
    sono sottintese

  23. aggiungo anche che questo blog è frequentato da un sacco di persone che non si sono mai fatte problemi a dirmi che Milano fa schifo, Milano è brutta, Milano è una città di merda. senza dire “secondo me” (come non ho fatto io). e allora? fatti loro!

  24. che ridere, provata stessa sensazione a mondello 1 anno fa…
    un incubo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    ricordo solo persone accatastate una sopra l’altra e bambini tipo piccolo budda dalla grassezza che si ingozzavano di cibo…
    la sabbia ed il mare si vedevano tipo 1 granello ogni tanto nel poco spazio lasciato dal cumulo di gente!

  25. anonimo

    Temo che questo giudizio su Catania sia un po azzardato, anche se è del tutto leggitimo che ognuno abbia la sua opinione. Concordo comunque sul fatto che indipendentemente dal fatto che questo sia il tuo blog, sarebbe stato più chic usare un altro modo per esprimere il tuo non entusiasmo verso questa città.
    Sono di Milano come te, ma ho frequentato non da turista la Sicilia, Catania in particolare, potrei dirti che per quanto senza dubbio ci siano zone un po trascurate, questa è una città che offre davvero degli scorci e dei posti bellissimi.
    Credo altresi che per noi abituati a vivere in città come Milano, con realtà e esigenze molto differenti dal Sud, sia davvero difficile entrare a pieno nei ritmi e nel fascino delle città siciliane.
    Più di tutto entrare nel concetto di amore verso la terra, nel carattere siciliano che poi si specchia anche nel modo di vivere e nelle stesse città.
    In quella fatiscenza che forse in Catania è più evidente io ne riconosco la bellezza più vera di questa terra. E’ in quel non perfetto e in quel fuori moda, a cui noi milanesi facciamo tanto caso e teniamo a sottolineare out, che invece si racchiude la geniunità di questa gente.
    Forse bisognerebbe provare a passare una mattinata alla Pescheria …o nelle trattorie del centro, oppure in mezzo ai paesini della provincia…o in assoluto godere dell Festa di S. Agata, per conoscere la vera sicilia catanese, che non è solo movida, spiagge affollate e via Etnea..ma è molto di più.
    Il vero sentire di questa gente lontano dal nostro, nei tuoi racconti nemmeno è stato toccato…come se di tutto ciò che hai vissuto a livello emozionale, queste persone non ti abbiano trasmesso nulla o forse più semplicemente temo tu non l’abbia saputo cogliere .
    Forse questo è la più grande perdita di tutta questa bella vacanza.
    Se sei mai stata a l’Havana e riconosciuto il fascino di una città che ha dato la nascita a un mito…forse potresti capire.
    l’Havana o la ami o la odi, Catania è uguale.
    Patrizia

  26. buffo, sarei volevo andare a Cuba questa estate, poi non ci sono riuscita. progetto di farlo il prossimo gennaio. non so se sentirò L’Avana come ho sentito Catania (spero di no, visto che non mi è piaciuta). il problema non è il perfetto o il fuori moda, di Lisbona sono stati proprio gli angoli fatiscenti a entrarmi nel cuore.
    ho passato una mattinata nella pescheria e sono stata nelle trattorie del centro.
    non posso parlare dell’amore dei siciliani per la loro terra perché con loro ho parlato poco (di più a marina di ragusa). per quel poco che ho potuto osservare però non mi è sembrato che ne dimostrassero molto, vista la quantità di rifiuti che la gente lascia in giro. ho visto persone buttare carte in terra con il cestino a un metro da loro.
    mi è sembrato imperdonabile

  27. anonimo

    L’amore per la terra di cui io parlo non è fatto di apparente pulizia o di cura, che comunque in effetti in certi posti lascia a desiderare.
    Quello di cui parlo è un senso di appartenenza senza pari, viscerale quasi smodato, che resta vivo anche quando sono costretti ad allontanarsi del loro luogo natio.
    Questo è così forte che resta evidente in qualunque parte del mondo tu incontri un siciliano…da N.Y a l’isola sperduta nel Pacifico.
    Questo “amore” e questo sentire il loro posto natio è in ogni loro cosa, in ogni sfumatura. Noi questo al Nord non lo abbiamo, noi siamo figli del mondo. Loro i siciliani, sono figli della Sicilia. Fieri e cambattivi, omertosi e orgogliosi, permalosi e sanguigni, sensuali e accattivanti, squignizzi o baroni, ma siciliani.
    Catania è viva, come è viva la sua gente che ha nel sangue la lava dell’Etna.
    Bisogna stare in mezzo a loro per leggere quello che sono nei loro occhi particolari e nel loro dialetto a noi quasi inconprensibile
    Catania è una città che sta rifiorendo e si sta rialzando e come una donna presto rimostrerà il suo vestito migliore.
    Ti auguro di riuscire a vederla l’Havana, anche se ora credo sia molto cambiata da quella che ricordo io 12 anni fa …fatiscente e decadente, dall’animo vivace, ma con quella nota melanconica e decò di un tempo vissuto.
    L’aspetto di queste due città così lontane e così vicine mi ha colpito e affascinato..
    La gente invece è diversa, mondi diversi, esigenze diverse , problematiche differenti, anche se quel senso di appartenenza….difeso con le unghie…sembra farle rincontrare.
    Ritorna in Sicilia, ma guardala con altri occhi noterai che tutto ha un altro colore…
    Patrizia

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