Andare per saldi con l’inadeguatezza ai massimi livelli è divertente come andare per ferramenta: se li trovi li compri i bulloni del 16, ma non è che torni a casa soddisfatta mostrando a tutti il sacchettino e dicendo: "Guarda cosa mi sono comprata!"
Entravi e uscivi dai negozi dopo aver scartabellato chilometri di stand, pensando: "Cosa guardo a fare che tanto mi sta male tutto".
E così ti sei comprata due paia di scarpe estive da suora che hanno il pregio di essere comodissime, ma brutte e tristi quasi come le scarpe ortopediche.
Cercavi un tailleur che non volevi e che non sei riuscita a comprare, ma hai provato centinaia di giacche e anche quelle che andavano bene di per sé non andavano bene a te.
Cercavi dei vestitini passepartout e non avevi nemmeno voglia di provarli. Ma poi sei entrata da Sfizio e la commessa te ne ha fatti provare tre (di cui uno della taglia sbagliata) e due erano così belli e così perfetti, uno in particolar modo che quasi non ti capacitavi di vederti perfetta dentro un vestito perfetto tanto da non sembrare vero e forse sarebbe stato meglio se la commessa non avesse continuato a chiedere: "Come va?" e intanto aprire la tenda del camerino (compresa una volta in cui eri in mutande e reggiseno) e non avesse commentato: "E’ perfetto", perché in quel momento avresti voluto essere da sola tu con quel vestito, così bello da metterti in imbarazzo e che non sai nemmeno se metterai. E nonostante fosse talmente oggettivo che ti stava bene che nemmeno tu lo potevi negare, questo non ha scalfito nemmeno per un attimo la tua consapevolezza di essere inadeguata a tutto.

"Le blogger sono tutte belle", scrisse una volta il compianto acidorivelatore, che quanto ti manca solo tu lo sai. Non ti aveva ancora visto, quindi lo si può perdonare, ma è stato il primo pensiero che ti è venuto in mente quando sei entrata da Gennaro e hai visto lattis, kappler e Matta. E il secondo è stato: "Non andrò mica in giro con queste tre fighe qua". Poi però è stato un pomeriggio carino.

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0 risposte a “

  1. l’unico negozio in cui sono entrata è stato ethic: mi stava tutto penzoloni tranne un vestito bellissimo ma irrimediabilmente trasparente. dopo un’ora nel camerino mi veniva da piangere- possibile che mi stia tutto così male?

  2. ethic è uno di quelli che ho spulciato stampella per stampella scartando tutto a priori, perciò posso capire

  3. al rogo le commesse invadenti! Lo so che fanno il loro mestiere, ecc. ecc., ma forse loro non sanno che io compro molto più volentieri se mi lasciano stare.

  4. massì, non mi può chiedere “come va?” dopo un secondo che sono dentro il camerino, è ovvio che il vestito non me lo sono ancora provato!

  5. Sfizio, Sfizio… Che negozio è?

    Ma alla fine, quel vestito perfetto te lo sei comprato? Spero tanto di si!

  6. (Ah, si, perché hai scritto “non sai nemmeno se lo metterai”. Facciamo che usciamo e ti chiedo di metterlo? 🙂

  7. CarCarlo1

    Sei uno splendore.

  8. carcarlo hai sbagliato indirizzo?
    lady, sì l’ho comprato, ma non lo metterei mai per uscire: è un tubino bianco serissimo, solo per lavoro, solo in situazioni formali

  9. ah, poi: sfizio è una catena. ce ne sono diversi. un paio in brera, uno mi pare in corso vercelli. sono davvero carini, ma avvicinabili solo coi saldi

  10. Troppo caldo per andare in giro per vestiti. Ne avrei anche bisogno, e il momento è propizio dati i saldi, ma è più forte di me: il pensiero di infilarmi in un camerino angusto a soffocare dal caldo cercando di inguainarmi in un vestito (già so) irrimediabilmente stretto, mi fa star male.

  11. spikette, ti potrei fare la mappa dei negozi dove si muore di freddo (sfizio è uno di questi), che quasi ti vien voglia di chiedere un cappotto
    (il vestito non è stretto, basta prenderlo di una taglia in più come ho fatto io)

  12. corso magenta. è uno dei più carini e la signora è simpatica.
    (io ci presi un vestituzzo grigio che ora mi sta largo)

  13. :)) anch’io mi son comprata un paio di scarpe simili alle tue da suora ma che io ho definito “da infermiera polacca”. son tanto tristi però con quelle addosso la schiena non mi fa più male. per il resto non ho trovato nulla, non so da voi ma qui hanno messo fuoti un sacco di scarti e io non sono brava a ravanare tra gli scaffali.

  14. Batchiara

    Figlia di un gerente Upim, h sviluppato fin da bambina un amore viscerale per i grandi magazzini, dove ti scegli le cose da sola, te le provi senza spettatori e senza spioni che ti si infilano nel camerino e che ti dicono “ma noooo, ma le sta benisssimooo…e poi a lei sta bene tuttooooo” anche quando sembri un sacco di patate.

  15. ho avuto una pessima esperienza martedì scorso, con i miei genitori che hanno deciso che sì, è ora che io compri un vestito…. ma hanno scelto il negozio più inavvicinabile. Tutti abitini corti e stretti. Già ho una pancia inaffrontabile, figurati se è strizzata negli abiti di maglina di una taglia in meno . Con la proprietaria che mi dice “Ti do’ una M, ti dovrebbe andare”… quando io continuo a insistere che nella M SICURAMENTE non ci sto.

    E a chiudere il periodo sono andata all’outlet Loro Piana. Capi bellissimi… a prezzi finalmente quasi abbordabili. Ma taglie improponibili per me (solo 38 e 40). :___(

  16. Finalmente posso commentare con una certa sicurezza, sapendo che posso dirti che, da perfetta sconosciuta, all’apparenza hai una sicurezza di te (si dice?) che puoi permetteri proprio tutto quello che ti pare! Con quel viso lì, che ha scritto sopra “io sono io e voi non siete un… biiip”, come diceva il marchese del grillo, puoi proprio metterti quel che ti pare (e poi, comunque, ricordati ch hai di fianco quella in tuta…)… tre fighe ha fatto sbellicare me emio fratello…

  17. indizi: io andai in quello in via solferino, dove tu e paola compraste quei deliziosi cappellini. ha tante cose belle, ma la tizia che mi entrava continuamente nel camerino non era tra queste 🙂
    ossi: non sono proprio da infermiera le mie (la tua definizione è comunque fantastica): sono quelle con la zeppa di corda e la tomaia di tessuto, con cinturino, che stanno bene solo a chi ha la caviglia sottilissima (non è il mio caso)
    chiara: ma i grandi magazzini e i negozi con gestione simile (es. zara) il primo giorno dei saldi sono inaffrontabili 😦
    (e poi sfizio ha veramente dei bei capi)
    monica: l’ho già detto, la maglina è il maaaaaleeee

  18. lattis: davvero me ne vado in giro con questa espressione da stronza? madonna, spero di non avervi messo in soggezione

  19. mancano tre punti esclamativi dopo “fighe qua”……
    rendevano di più l’idea….

    p.s. Nessuna soggenzione, almeno da parte mia.

  20. meno male 🙂
    (non amo molto i punti esclamativi)

  21. Lise, secondo me pure i giapponesi gli danno una pista 😉
    P.S.
    Devo dire che un po’ mi manca la gioia del saldo, il rituale…magari vado da H&M e vedo se ci sono i saldi sulle camicie nere ;-P

  22. ubi, il fratello di stear ne ha portate a casa 3 (di diversi colori, forse anche una nera) per un totale complessivo di € 17, prova!

  23. Noooo! Non è un’espressione da stronza, ma da donna. Anzi. DONNA, sicura di se (e ti si addice, essendo tu super donna in carriera :)))

  24. Batchiara

    …quella che io chiamo una “donna donna”.

    E pure figa.

  25. lattis, mamma mai che pauraaaa 🙂
    chiara, dicevamo ieri dell’operazione agli occhi, mi sa che nel tuo caso è urgente 🙂

  26. va bene ragazze, la prossima volta non vado in montagna e vi raggiungo, ci penso io a abbassare la media:-))

  27. (io conosco parecchie bloggher cesso – tu non sei tra esse, tettona!)

  28. erba non penserai di convincermi!
    estate: guarda, apprezzo lo sforzo, ma per abbassare la media bastavo io sola. ora ti scrivo un pvt

  29. Apperò…verrò pure io quindi risucchiato nel gorgo dei saldi! 😀
    P.S.
    Beh., magari posso provarci almeno 😀

  30. sentendomi io molto spesso inadeguata – come dici tu, a tutto – ho sorriso molto leggendo l’aggettivo con cui ci hai definito (parlo per me, ovviamente!).

    io ti leggevo spesso senza commentare, e onestamente conoscendoti la cosa che ho pensato è che avevi un sorriso di quelli davvero sinceri (il che è abbastanza raro, secondo me).

  31. io adesso voglio leggere il pvt che hai mandato a estate, ovvio (estate, non x il motivo che dici tu, ma la prossima volta se non ti palesi ti si mena)

  32. finalmente un blog serio dove si può parlare di vestiti (il miglior antidepressivo in commercio, diciamolo)

    è che sono perennemente al verde, altrimenti eh, si che sarei, mica adesso che invece

  33. Matta, che carina che sei grazie
    lattis, se vuoi te lo giro, ma non aveva niente a che vedere con sabato e con voi
    cristina: mah, su di me non è che funzioni granchè come antidepressivo, però mi hai fatto ridere

  34. un sacco di patate sta bene a tutte.
    E spesso è il minore dei mali

  35. diciamo piuttosto che sta male a tutte, ma concordo che sia il minore dei mali

  36. ecco, il sacco è democratico 😉

  37. Bello il tuo blog, è da una vita che volevo commentarti, finalmente mi sono registrata.
    Bacioni!

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