C’è stile e stile
Se vuoi fare la donnina in carriera devi vestirti da donnina in carriera. Sono pochi i settori dove una donna viene presa sul serio sul posto di lavoro in generale, figurarsi se ci va vestita casual.
Dopotutto, anche se lavori in una società informatica, fai pur sempre parte di un gruppo bancario con una lunga tradizione.
Così, nonostante a volte la voglia ti dica tutt’altro, è un periodo che te ne vai in ufficio con la giacca e le scarpe col tacco.
Chissà mai che non funzioni.
Dopo anni di adocchiamenti stile naso spiaccicato sulle vetrine e bava lasciata sui giornali di moda, recentemente sei diventata proprietaria di due borse lussuose. La cosa buffa è che poi cadi sui dettagli, tipo che dalla borsa superfiga poi tiri fuori un portafogli carino, un portachiavi di lusso, un taccuino di nicchia e una penna promozionale del discount che già da sola quando te la ritrovi in mano pensi che non puoi essere presa sul serio. Anche se l’importante è che scriva.
Poi però pensi che fa niente la penna, tanto si vede solo quando la stai usando. Questo lo pensi soprattutto quando passi davanti all’ufficio accanto al tuo e vedi che la collega che ci lavora è tre giorni che viene in tuta.

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0 risposte a “

  1. cos’è un taccuino di nicchia?

  2. lo sapevo che lo avevo spiegato male 🙂
    (un taccuino che ce l’ho solo io e pochi altri)

  3. Quindi è un taccuino cult!
    Ma quella che viene in tuta è superiore, inferiore, sull’orlo della promozione o del defenetramento? Quello fa una bella differenza 😀

  4. cult non direi: è quello che ci ha fatto la micro-agenzia di comunicazione, quindi è per quello che ce l’abbiamo in tre 🙂
    la collega è più giovane di me ed è arrivata quando sono arrivata io. non so bene cosa faccia, ma non credo verrà defenestrata a breve

  5. E allora se farà carriera venendo in tuta, allora sì che bisognerà rivoluzionare tutte le teorie!

  6. per fortuna noi giornalisti vestiamo casual

  7. vì, è proprio il caso di dire che vi tengo aggiornati, hai visto mai!
    erba: infatti dipende tanto dalle categorie

  8. In questa redazione, per qualcuno, “casual” a volte vuol dir “a caso”.
    Quando si dice “prendere in parola”…

  9. ahahah lady, devo dire che dappertutto c’è gente che si veste “a caso”, ma anche qui c’è un a caso che vorrebbe essere formale e uno che no

  10. sei una metafora vivente.

    è un complimento, sì. e pure bello grosso.

  11. in ufficio sono spesso da sola, e raramente entra qualcuno da me, perciò spesso mi vesto “casual” (nel senso di “a caso” come dice Lady… però la tuta, con la tuta non riuscirei nemmeno a lavorare… mi verrebbe da prendere il giornale, accartocciarmi sulla mia poltrona e sorseggiare caffè…

    e un evviva per lise in modalità tailleur e tacchi!

    ma il tuo blog è ancora “privato”?

  12. però così non ci siamo…
    una donna va valutata per quel che sa fare…e ne conosco tante che sanno fare
    non per come si veste
    altrimenti andiamo avanti con una squallida discriminazione sessuale

  13. oltra: una metafora di che?
    julia, no il blog non è più privato

  14. grilloz, ma purtroppo è così che stanno le cose, almeno nel posto dove lavoro io

  15. la penna e’ fondamentale! io addirittura ho due astucci: uno per le riunioni ordinarie e l’altro per quelle straordinarie. confesso che in quello per le occasioni ordinarie ci tengo anche cose un po’ cosi’…

  16. zero, per carità, guai stare senza la penna, però in una borsa figa magari ci dovrebbe stare una penna un po’ meno sgrausa 🙂

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