Archivi del mese: giugno 2008

Al Sig. Rob Brezny, che ti suggerisce di puntare all’eccellenza vorresti spiegare che l’unica eccellenza che ti interessa è quella che sta tra la serie D e la Promozione dei campionati di calcio. Una cosa intermedia insomma. A te la serie A non interessa più. E perciò, proprio ora che stai raggiungendo la pace della mediocrità, il Sig. Brezny può andare a pungolare qualche altro segno dello zodiaco perché si dia da fare.
Tu hai scoperto che si sta bene nella mediocrità. Che quando gli operai del palazzo vicino non cominciano a lavorare troppo presto e con troppa lena, si dorme pure la notte.
E poi ti sei accorta che nel posto di lavoro precedente c’erano mattine che già dalle nove il tuo unico desiderio era di chiuderti in bagno a piangere, mentre adesso sono sei mesi che stai qui e non ti è ancora successo. Se non è questa l’eccellenza, il Sig. Brezny che altro vuole da te?

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Oggi avevi in mente uno dei tuoi soliti post lagnosi su Charlize Theron che pesa come te, solo che è alta cm 15 in più e a nessuno verrebbe in mente di dire che lei è troppo magra vero?
Poi però hai letto questo e ti sei sentita meschina a lagnarti, almeno per oggi. Così ti sei fatta un giro per Linked-In dove hai trovato un’amichetta e visto che era la tua giornata fortunata, hai cercato pure l’ex amante storico. Non pensavi di trovarlo, invece c’era.
Numero di contatti suoi: zero. E’ proprio vero che non ha amici allora.

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Di te hai sempre pensato di essere poco sentimentale e priva di radici. Forse era più vero quando eri giovane, ma potresti essere trapiantata in una qualsiasi città (città eh, non paesino) dell’Europa occidentale e sopravvivere senza problemi. Il che non significa che non ti mancherebbero le persone e le cose a cui tieni qui e ovviamente la qualità della sopravvivenza sarebbe migliore in alcuni luoghi piuttosto che in altri.
Sei partita per Düsseldorf lunedì pomeriggio priva di qualsiasi aspettativa e anzi storcendo il bel nasino e hai scoperto invece una città graziosa, piena di verde, perfettamente in grado di coniugare design moderno e solida architettura retrò, capitale della moda in Germania e piena di mostre di arte.
Si stava bene in quel ristorante alla moda lunedì sera a bere vino bianco gustando un tramonto sul Reno, imbacuccata come un soldato ussaro a causa del venticello fresco. Si stava bene anche martedì sera a passeggiare lungo la darsena ammirando la riqualificazione dei vecchi magazzini portuali coi colleghi che a ogni edificio proponevano di trasferire lì la sede di Monaco.
Ti spiace solo non aver visitato il centro cittadino.

In questi due giorni le persone/cose che ti sono mancate di più sono nell’ordine: Stear, il caffè della Cesira (e in generale il caffè italiano), la musica in camera, il corso di pilates, Vocione, la tua crema anticellulite, il blog.

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E’ stato un finesettimana all’insegna della gioventù. Erano giovanissimi i personaggi che affollavano corso di Porta Ticinese venerdì sera mentre passeggiavi con Drew dopo cena. Così giovani e così tanti che il tram non riusciva a passare.
E’ giovane l’amico che ti ha fatto compagnia sabato pomeriggio a pranzo e in Feltrinelli alla ricerca di due regali di cui uno l’hai trovato e l’altro no.
C’erano tutte le età alla grigliata di ieri pomeriggio per un quarantesimo compleanno. L’uomo più affascinante, dopo il festeggiato, aveva otto mesi e se ne è stato per tutto il pomeriggio a mollo in una bacinella, per l’invidia di tutti i presenti.
Ancora, è giovane l’amico blogger siciliano con cui hai preso una pizza ieri sera.
In conseguenza di tutto questo, sono tre notti che dormi benissimo, sei pure un po’ abbronzata e la frequentazione di tanta gioventù ti ha pure spianato le rughe. Unico dettaglio non trascurabile: una settimana di stravizi ha purtroppo vanificato un mese e mezzo di privazioni ed eccoti di nuovo col peso dei primi di maggio e un nervoso non indifferente.
Tra l’altro, dopo averti fatto perdere l’inaugurazione del Salone del Mobile causa una convention nelle campagne parmensi, ora il tuo capo ti manda in Germania proprio durante la settimana della Moda Uomo, con tutti questi bei modelli che girano per la città e pure sotto casa tua. Così non può andare avanti.

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A volte per lavoro ti capita di fare cose terribilmente noiose, tipo andare a dei convegni sulla gestione delle auto aziendali. In questo caso bisogna essere in grado di vedere il lato positivo delle cose. Di solito è il catering. Ieri no. Ieri era il meraviglioso convento quattrocentesco proprio davanti all’hotel, che peccato fosse chiuso. Ammetti anche che sulla targa davanti all’ingresso del convento, dove stava scritto "Suore Missionarie", in un primo tempo, distrattamente avevi letto "Suore Milionarie" e non ti era nemmeno parso tanto strano.

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Definizione di figa di legno
Andare a correre una volta alla settimana era uno dei tuoi malnati buoni propositi del 2008. L’hai fatto per un mese circa, odiando ogni volta quella sera a settimana e maledicendo le lunghe code ai tapis roulant della palestra. Poi hai smesso. Tu odi correre.
Poi ti è tornata la voglia, soprattutto di fronte alla bilancia e al pensiero del tubino nero di Armani nel quale vuoi rientrare per il 14 di luglio. Ma pioveva sempre e nel frattempo le code al tapis roulant in palestra si allungavano. Insomma, a trovare le scuse sei bravissima.
Adesso ha smesso di piovere e ieri non ti è venuta in mente nessuna scusa. Perciò ti sei infilata la tuta, hai preso l’i-pod e sei uscita.
Il Parco Sempione era affollato per il concerto dei Radiohead, c’erano baracchini delle salamelle a ogni metro e non appena hai accennato i primi passi si è fatto sentire il crampo al polpaccio destro che ti tormenta saltuariamente da almeno una settimana.
"Facevo meglio a uscire in bici", ti sei detta, ma ormai era tardi, hai pensato: "Corro piano, provo".
Hai corso mezz’ora. Che per una che non fa attività aerobica da sei mesi non è poi così male. Anche se andavi piano. Ed era bello: il parco era pieno di gente che correva, un paio di ragazzi ti hanno anche sorriso. Il crampo ti è pure passato.
Stanotte hai dormito benissimo e stamattina ti sei infilata un tailleur taglia 38 comprato nel 1997. Ti va ancora perfetto.
Solo, ti senti le gambe di rovere e desideri ardentemente scagliare le decolletee col tacco alto in mezzo alla stanza. Dannato convegno.

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Contraddirti è uno dei tuoi hobby preferiti
Quanto eri molto più giovane leggevi Cuore e avevano una rubrica in cui i lettori mandavano le loro "cinque cose per cui vale la pena vivere". Tu l’elenco non l’hai mai mandato, ma al tuo primo posto allora ci sarebbe stata la Nutella.
Poi sono passati anni, tu sei cambiata e non sapresti più dire da quanto tempo non affondi il cucchiaino nel cremoso barattolo. Dieci anni?
Non è una questione di dieta, è che proprio non ne senti il bisogno. Anche se concettualmente ti piace ancora.
E allora, cosa ci metteresti adesso al primo posto in sostituzione della nutella? Ci pensavi ieri sera oziosamente visto che non riuscivi ad addormentarti e alla fine hai concluso: il Cuba Libre. Anche se sono mesi che non ne bevi uno (sarà mica per questo che sei sempre di cattivo umore?).
Al solo pensiero del rum, del suo profumo, del suo colore, ti sei sentita meglio e non hai faticato ad addormentarti.
Altro che peggiori bar di Caracas: che mondo sarebbe senza Pampero?

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Aidi e Alex vent’anni dopo
Quando Vocione si offrì dal blog di Body di farti il dvd di "Cashmere Mafia" il tuo primo pensiero non fu certo "questo è l’inizio di una bella amicizia" (cit.), ma piuttosto: "chissà se questa serie è davvero figa come dicono" (la è, ma questo è un altro discorso).
Com’è successo poi che è andata come sta andando? Non lo sapresti dire con esattezza. Per fare un paragone potresti dire che siete come due ragazzini in vacanza al mare, che stendono gli asciugamani vicini sulla spiaggia per aspettare l’alba guardando le stelle e se prima magari non si conoscevano nemmeno, poi passano tutta la notte a parlare e quando il sole sorge si sono raccontati l’anima e per quella vacanza diventano inseparabili. Solo che voi avete vent’anni di più (e non siete neanche in vacanza purtroppo). E la testa e i filtri, di chi ha 20 anni di più.
Filtri che si aprono poco a poco durante le vostre chiacchierate, come se gettaste a ogni parola un’ancora sull’approdo dell’altro. Conversazioni da Smemo per adulti.
Non sei più abituata a una cosa simile. L’ultima volta che ti era successa avevi dieci anni di meno, le sovrastrutture di chi ha meno esperienza e il tizio in questione poi era sparito dopo essersi fidanzato con una sciacquetta da competizione (questo lo sai bene, perché lei era in classe con te alla superiori). E il bello è che l’ultima sera che eravate usciti tu e lui, l’ultima frase che ti aveva detto era qualcosa tipo: "Ti prometto che non smetteremo di vederci se mi metto insieme a S." Neanche sull’ultima pagina della Settimana Enigmistica lo avrebbero trovato appropriato.
A volte pensi che anche questa amicizia si esaurirà, come succede per le amicizie del mare, che ci si promette di scriversi e sentirsi in inverno e per i primi mesi lo si fa anche, ma poi basta, l’altra vita prende il sopravvento e la relazione si scontorna nei ricordi.
E quando un giorno ripenserai all’estate del 2008 per te non sarà solo "quella in cui pioveva sempre".

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Un’ossessione vale l’altra
Tempo fa un tuo lettore commentò uno dei tuoi deliri estetici con qualcosa tipo: "Ti ci vorrebbe una guerra". Nonostante tu continui a non apprezzare l’assenza di tatto, concordi con il senso. Che ti occupi della tua (mancanza di) bellezza solo perché non hai nient’altro a cui pensare.
Sì, sei una donna fortunata, ma sei anche un’isterica, perciò non puoi essere soddisfatta. E siccome un’ossessione vale l’altra, ed è caratteristica delle donne Ariete autocommiserarsi (certo non di tutte, vero Lady?), tu sei ossessionata dalla tua inadeguatezza esteriore.
Sabato mattina, stringendo tra le braccia il tuo bottino dell’edicola (MarieClaire2 bellezza e l’ultimo numero di Velvet) di domandavi se fosse la tua perenne frequentazione di riviste di moda, benessere e simili a causare le tue crisi di inadeguatezza al modello proposto.
Poi ti ha telefonato Stear e ti ha chiesto cosa avevi fatto il venerdì sera. Tu gli hai spiegato che eri uscita con la Wonder e hai commentato: "Ero la più vecchia e la più grassa di tutto il locale" e lui ha risposto solo: "E che locale era?"
La dura verità che non riesci ad accettare è che le donne bellissime esistono eccome e non solo sulle pagine delle riviste, ma pure le vedi passare sotto casa tua e ce le hai sedute accanto nei tavolini dei locali che frequenti.
Quando dici che sei terrorizzata dalla futura convivenza il tuo interlocutore risponde spesso che il problema maggiore non sarà la coabitazione (questo perché legge la propria mappa e non la tua), ma la zona dove vai ad abitare. A te, vista l’ossessione, la zona di periferia appare improvvisamente come un plus. Non più modelle sotto casa, non più strafighe tirate a lucido nei locali patinati (quali locali?).
Fine del paragone continuo, fine del senso di inadeguatezza (probabile slittamento verso un’ossessione nuova).
E per completare l’opera cancellerai l’abbonamento a Elle e lo rimpiazzerai con… con… boh, Rakam?

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L’imbarazzante episodio
Eri in palestra ieri sera e ti sei anche lavata i capelli. Così, quando hai finito di metterti la crema sul corpo ti sei infilata i pantaloni e il reggiseno e sei andata verso gli asciugacapelli. Accanto a te c’era un’altra tizia che non hai guardato quasi: hai notato solo che era molto riccia. Impegnata com’eri a sistemare la frangetta sulla spazzola tonda hai sentito questa che ti domandava (con accento da madrelingua spagnola): "Scusa, posso chiederti un consiglio?"
A te? Un consiglio che non l’avevi mai vista?
A quel punto hai notato che era una signora sui 45, un tipo caraibico. Nuda.
Ora, è normale che una che si sia appena fatta la doccia giri nuda nello spogliatoio e tu stessa chiacchieri nuda con le tue amiche o con la Wonder. Ma con una sconosciuta mai.
Questa ti ha indicato dei segni sull’interno coscia, nella parte alta della coscia e ti ha domandato: "Secondo te queste macchie con la chirurgia estetica riesco a farle andare via?"
E tu: "Boh, forse col laser"
Lei: "Sono cicatrici e ce le ho da tanti anni… devo andare da un chirurgo estetico?"
Tu: "Ma non si notano tanto". Ed era vero.
Lei: "Comunque col laser allora. Devo andare da un chirurgo estetico"
Tu: "Sì, credo di sì"
Lei: "Grazie, grazie". Ed è andata via.
Allora. Perché ha chiesto un consiglio a te? Era una scusa per farti ammirare le cosce? Oppure le sei sembrata un’esperta di chirurgia estetica? Tu? Oddio. Mica avrà pensato che hai le tette rifatte!

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