E’ difficile essere consci dei propri limiti e di conseguenza adattarci sopra le proprie aspirazioni. Tu sei brava nella teoria (i tuoi limiti), meno nell’adattarci sopra le tue aspriazioni.
E’ ridicolo puntare alla serie A o addirittura alla nazionale, quando si hanno capacità al massimo per la serie B. Non c’è mica niente di male: c’è gente che gioca in Promozione ed è perfettamente contenta così.
Solo, a volte, accontentarsi non è così facile.

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0 risposte a “

  1. Io sono in una fase della vita in cui la mia certezza di essere semplicemente un’incompresa sta vacillando.
    magari davvero non sono il genio che penso di essere? ho solo detto magari, però…..
    🙂
    senti, un consiglio di una che cerca di essere ottimista… perchè non ti trovi un desiderio, un sogno, che abbia a che fare con qualcosa che tu sai fare meravigliosamente bene? 🙂
    una cosa, anche piccola, tutti sappiamo farla divinamente!

  2. io bene so fare solo una cosa: scrivo velocemente al computer. ammetterai che non è granchè come aspirazione fare la dattilografa
    (io non credo che tutti sappiamo fare almeno una cosa bene bene: certi sanno fare tante cose, certi poche, certi una, certi nessuna)

  3. Proprio su questo argomento ti capisco e sono molto preoccupata. Ho tanta paura che la mia testardaggine mi abbandoni e il realismo mi cada sulla testa con tutto il suo peso di tonnellate. E’ già lì in bilico da un po’.

  4. vì, non so cosa dire. temo che dipenda anche molto da quando uno può pensare eventualmente di accontentarsi

  5. beh, ad esempio, a deprimerti non sei niente male!!!!
    potresti scrivere le sceneggiature di qualche drammone. 🙂
    (si capiva che scherzavo, vero?) 🙂

  6. sono d’accordo con te quando dici che non è detto che tutti sappiano fare qualcosa in maniera incomiabile. io non so fare bene niente ma mi sento speciale proprio per questo. a ripetermi che non sono buona a fare nulla, mi voglio tanto bene. i miei difetti diventano qualità. tu dirai che è una magra consolazione ma a me fa stare bene (quasi sempre!).

  7. no, no, ossi, volevo dire proprio questo che hai scritto tu! magari non proprio così, ma insomma. volevo dire che non c’è niente di male a non essere da Nazionale, anche se magari inizialmente si aspirava alla suddetta Nazionale. la parte difficile è rendersi conto di non essere da nazionale e venirci a patti

  8. si ho capito quello che vuoi dire, il tuo problema non sta nel fare bene o male una cosa e nell’accettarlo. non ti vorrei dare una cattiva notizia ma con l’accettazione ci si nasce, se tu sei una perfezionista non credo che potrai cambiare tanto facilmente, d’altronde meglio così per te. io rinunciataria ci sono nata e non sto scherzando.

  9. boh… a me piace pensare che siamo tutti bravi bravi a fare qualcosina… magari non abbiamo capito ancora cosa, ma c’è..
    ecco, diciamo che mi fa stare bene, pensarlo! 🙂

  10. vabbe’ julia, ma allora è un po’ come la storia di santa rita 🙂
    ossi: io mi definirei più rinunciataria che perfezionista, comunque sì, credo che tu abbia ragione a dire che con l’accettazione ci si nasce

  11. accettarsi certe volte fa male, soprattutto se l’accetta è molto affilata.

    però magari la si può rigirare un attimo, fino a pensare che tutto sommato hai fatto il meglio possibile. che di più, proprio, non si può. così diventa un modo per trasformarlo in un successo.

  12. non lo chiamerei un successo, ma un accontentarsi. ma anche quello può essere una fonte di felicità immagino

  13. e dici poco? non è da tutti riuscire ad accettarsi. anzi credo che sia il successo più importante.

  14. io in questi giorni scrivo Рdico Рuna cosa e gli altri ne capiscono una tutta diversa. Non ̬ un bene, per chi lavora nella comunicazione, vero?
    Lise, siccome non voglio essere fraintesa ti dico solo che ho capito! ma non sono sicura di condividere il tuo pensiero…

    (dichiarazioni maggiormente elaborate sono rimandate a quando sarò in grado di comunicare in modo intelligibile!!!)

  15. monica: se hai capito va già bene (io pure da sola mi fraintendo!), del resto mica è obbligatorio condividere! 🙂
    oltra: ma io mica parlavo solo di accettare se stessi. significa anche modificare gli orizzonti della propria vita. questo è il difficile.

  16. Io mi rendo conto di vivere la mia vita tra alti e bassi.
    Mia madre, nell’ansia di generare una figlia unica egocentrica, mi ha sempre detto che facevo solo il mio dovere. Per questo sono cresciuta, almeno per quanto riguarda il mio lavoro, maledettamente perfezionista. Per questo mi sento spesso inadeguata.
    Quando però mi guardo dentro, compresi i miei difetti, le mie insicurezze, mi piaccio!
    Forse non sempre mi piace quello che faccio, ma tutto sommato mi piace quello che sono diventata come persona. Ecco i miei alti.

  17. capita con l’età.
    io sono un dio a trivial pursuit (spettacolo escluso) e a cucinare in fretta con quel che trovo.
    sul lavoro. sono capace a mettere d’accordo la gente.

  18. sole, per carità, ma non è quello che intendevo io. cosa vuoi fare nella tua vita? sei in grado di farlo? sei in grado di farlo ai massimi livelli o a livelli intermedi? se sei in grado di farlo solo a livelli intermedi, questo ti fa stare bene o ti crea degli scompensi? questo volevo dire io
    cinas: vabbe’, questo ti fa star bene? no, perché se ti fa star bene il problema non si pone.

  19. tipo io oggi parlavo al lavoro con uno tutto preciso e ordinato, e pensavo: io posso pure impegnarmi ma preciso e ordinato come te non so se ce la faccio.

    ecco, si’ appunto, serie B.

  20. ma è il tuo sogno essere precisi e ordinati? no, perché nemmeno io lo sono, però ci convivo

  21. voloveo dire che con l’età 1) cerchi di accontentarti 2) accetti il fatto di accontentarti.
    in questo sei aiutato anche dai piccoli successi che ciascuno consegue e che insomma ti fan dire “gioco in B ma potrei anche giocare in C o in eccellenza, insomma mi è andata bene”.

    e certo che non è facile, eh.

  22. sì, io la vedevo più in un’ottica di insuccessi, del tipo: “se non ho trionfato è perché ambivo a qualcosa di troppo grande per me”

  23. io la penso come oltra. riuscire a stare dalla propria parte, ad accettarsi è una splendida. spesso non vuol dire accontentarsi, che è una cosa brutta secondo me. (ma non riesco a dirlo meglio di così, incapacità verbale, oggi)

  24. no, sono io che non sono stata capita (a parte che da cinas). pensa a quello che vorresti fare della tua vita. sei in grado di farlo? sei in grado di farlo AI MASSIMI LIVELLI? oppure a livelli medi? se lo sai fare solo a livelli medi, la tua vita ti piace lo stesso o no?
    questo volevo dire io

  25. probabilmente lise ho la fortuna di fare quello che mi piace nella vita a un livello molto alto. non è mai alto abbastanza, per me. e questo trovo che sia un bene, perchè mi irrita, mi agita, mi rende insicura e stressata, ma mi spinge a provare a fare meglio. credo che chi pensa di fare le cose ai massimi livelli, semplicemente non si accorge che c’è sempreb un modo per farle meglio, ecco.

  26. il mio ex giocava in promozione ed era contento così. altrimenti non diventava ex, ti pare.

  27. conigli: mah, io invece uno che gioca in promozione e ne è contento lo stimo molto
    plett: continuo a non essere capita. non sto parlando di performance. sto parlando del livello a cui giochi la tua vita. se un calciatore gioca in nazionale più in là di così non può andare. non c’è un livello più alto, per cui sa che è arrivato al massimo livello. magari può migliorare il suo modo di giocare, ma è già al massimo livello.
    chi gioca in serie B sa che ci sono dei livelli superiori al proprio. però magari è contento lo stesso. io ho il massimo rispetto per chi sa che ci sono dei livelli superiori al suo e però è arrivato a patti con se stesso e nella sua vita è contento così.

  28. Ah, ho capito io cosa vuol dire Lise.
    avevi l’ambizione di fare il presidente del Mondo?
    capisco… capisco… 🙂
    (oggi sono cazzona, si!)

  29. mbe’, che male ci sarebbe? 🙂

  30. beh, avresti dovuto iniziare a fare il capoclasse, e di li… strada in salita…. scalare tutte quelle montagne… se ne avessi avuto voglia, perchè no?

  31. ahahah, ma l’ho fatto il capoclasse, per due anni di fila (o forse tre?)

  32. è che non ho capito di che serie sono
    altrimenti mi metterei l’anima in pace

    grazie per avermi invitato qua

  33. anche quello è difficile in effetti. ma prego!

  34. ti suona familiare: IO NON MI ACCONTENTO???

  35. erba, ma era “non mi ABITUO” 🙂

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