L’arte della rassegnazione
Come ci si rassegna agli amori impossibili? Come si voltano le spalle per cominciare una nuova vita? Come si chiude col passato senza rimpianti, senza speranza che ciò che non ha potuto essere un tempo, sia invece nel futuro? Come si smette di desiderare di sperare?
Hai una certa esperienza in fatto di fini di storie d’amore. Tutti gli amori finiscono del resto.
Ancora, dopo tanto tempo, non hai però imparato a rassegnarti alla fine del tuo unico sogno e ancora te ne disperi, come se non sapessi uscirne, guardare avanti, crearti di nuovo. Te ne stai ancorata a un passato che non è mai stato altro che un’illusione, non riesci a scrollartelo di dosso, a costruire una nuova te.
Non sai essere altro che un fallimento.

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0 risposte a “

  1. Batchiara

    Se non altro scrivi meravigliosamente bene.
    E’ che purtroppo gli uomini non sanno leggere 😀

  2. mentre leggevo il post e pensavo a una cosa intelligente da dire, lampeggiava a fianco il banner “io non mi abituo”. ecco, sei la stessa lise. non ti abitui, e in un milione di cose è un bene, lo sai?

  3. chiara grazie, ma non so se sia vero
    plett: boh. sembra sempre che le mie presunte virtù mi si rivoltino contro
    comunque grazie a entrambe per le parole belle

  4. belle domande.. io non riesco a rassegnarmi all’idea di aver trovato il principe azzurro della favola sbagliata. Trovo più assonanze con Fiona di Shrek che con la bella addormentata nel bosco. Ma per quanto possa affrontare la situazione con la mia sferzante logica, mi basta un niente per cancellare le ombre e convincermi del sereno.

  5. Non so rispondere alle tue (di tutti? sicuramente anche mie) domande. anzi, se qualcuno lo sa… vi prego giratele con una mail al posto di quelle catene di sant’antonio odiose…
    Lise, perdonami, oggi sono di pessimo umore e vorrei trovare qualcosa di carino e intelligente da dirti, ma… proprio oggi sono alle prese con il dover rassegnarmi alla fine di una storia…

  6. julia, non ti devi preoccupare: io non scrivo qui perché qualcuno mi porti la soluzione, ma solo un po’ per esternare, sfogarmi, quindi se anche tu vuoi farlo sei la benvenuta

  7. però per essere un fallimento sei carina assai, simpatica eccome e saltelli proprio bene, allo stadio

  8. io non vedo perchè tu debba rinunicare al tuo sogno, non sei decrepita e hai tutte le energie per portarlo avanti. io in un angolino lo terrei , tenuto pure conto che non riesci a liberartene completamente, tanto vale….

  9. ossimoro, se un sogno è irrealizzabile è tale indipendentemente dall’età. se io fossi innamorata di un gay tu non mi incoraggeresti, no? ecco, è uguale

  10. VeraChicca

    non ti rassegni, perchè non hai chiuso con quel sogno. E’ troppo ricorrente, scusa sai…

  11. VeraChicca

    (sono la solita frettolosa)
    1) FALLIMENTO?? ma piantala!
    2) il matrimonio con un gay (già pensato in passato) è meraviglioso: grande intesa su tutto ed il marito gay non te ne vorrà se avrai un amante. Sta pazzia solo per dire che “irrealizzabile” è un parolone.
    baci

  12. chicca, il fatto che IO non abbia chiuso con quel sogno non lo rende di per sé realizzabile. non lo è e basta
    non c’è nulla che lo renda realizzabile, quella del gay era solo un esempio

  13. Batchiara

    Due cose. La prima: il fallimento sta nel non riuscire a realizzare il tuo sogno impossibile o nel non riuscire a passare oltre?
    No, perche’ secondo me la vita senza un amore impossibile sarebbe molto piu’ vuota… non so: una bellissima canzone senza qualcuno a cui poterla dedicare, un bacio struggente in un film senza un’immagine analoga che fa capolino tra i ricordi… ma senza la nuda e cruda realta’ fatta di piccole e grandi delusini quotidiane con cui confrontare il sogno.
    A me gli amori impossibili non dispiacciono, a patto che non si finisca per non-vivere, per paralizzarsi nel ricordo, nell’illusione di quello che poteva essere.
    E a me non pare che tu non viva (ma questo puoi saperlo solo tu…)

    Al solito esprimo poche idee, ma confuse.

  14. no no no aspetta. la storia del tuo grande sogno torna spesso e ok. diciamo sempre le stesse cose. e ok. come si chiude con il passato senza rimpianti? per un attimo ho sperato tu lo scrivessi. tipo: bevi un intruglio di grasso di oca e limone. niente. non lo sai neanche tu. ma TUI non sei un fallimento. o, meglio: non saper chiudere NON E’ sinonimo di fallimento. lo è di tante cose, ma secondo me non di fallimento. tipo, di serietà. io ho sempre pensato che la mia incapacità di chiudere (con alcunché, non solo con ex romboso) fosse sinonimo di serietà. io faccio le cose sul serio, quindi ho difficoltà a liquidarle come cavolate, anche se lo sono. perché non lo sono mai per mia volontà o causa mia. fai tua questa mia. baci

    PS io credo che tu non sia credente. però. ieri ero a messa (per il nonno).
    vangelo secondo marco:

    Gesù gli disse: “Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede”. 24Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: “Credo, aiutami nella mia incredulità“.

    il messaggio era “se il tuo credo sarà grande anche solo come un chicco di segala, nulla ti sarà impossibile”. a volte è bello avere Fede.

  15. diciamo che sostanzialmente sono un fallimento vivente perché dato per assodato il fallimento del sogno, non riesco a passare oltre, diventare qualcosa di diverso da una che aveva un sogno e ha dovuto rinunciarci.
    forse sarebbe più calzante dire che sono innamorata di qualcuno che è morto.
    a me non sembra una cosa tanto bella, con tutto il rispetto per i morti, sarebbe bello se i vivi a un certo punto si dessero pace e ricominciassero a vivere.
    io non so se vivo o meno (e nemmeno se mai ho vissuto o se non mi sia lasciata esistere per tutto questo tempo, ma questo è un altro discorso e affrontarlo qui diventerebbe piuttosto delirante).
    di certo mi manca un pezzo e non ho imparato a vivere senza quel pezzo o a sostituirlo

  16. ma alla fine i sogni messi proprio via fanno piiù tristezza di quelli che hanno ancora un minimo di brace. Uno dei passaggi più tristi di Carver, secondo me, è quando dice “I sogni sono quelli da cui ci si sveglia”.

  17. estate, guarda, io sono sveglissima. il sogno è messo via. è solo la rassegnazione che non è arrivata

  18. secondo me siam tutte persone che han lasciato per strada qualcosa, un sogno, un amore, una passione, una parte di noi che non abbiamo saputo tirar fuori. sai come la penso sull’insoddisfazione come motore positivo. ma sul serio, è una cosa così così impossibile(credo di aver capito cosa è, e se è quella ti rispondo no, assolutamente no)?

  19. Sulla suggestione dei media non si discute, ma credo che anche, tipo, una tonnellata di sostanza psicotropa tirata su con il naso, come nel caso del vicino fuori come un pitone, abbia il suo peso, eh 😉
    Comuqnue se comincerò a vedere figone che mi saltano fuori dall’armadio, saprò chi ringraziare 🙂

  20. plett, ma infatti, non è il “fallimento” in sé il problema, è il fatto di non averlo saputo superare

  21. Se il sogno è quello che penso io e che tu sai che io penso, sai come la penso (ok, bisticcio quasi-involontario, ma lo sai davvero) 😉
    Se invece no, come non detto e passa oltre.
    Però condivido con erbasalvia l’interpretazione. anche per me è serietà.
    P.S.
    Ma infatti, suggestionatemi, ora!!!

  22. Lo capisco bene. Ma ho anche capito che mettere le cose così nero su bianco dopo un po’ fa più male che bene, perché diventa sempre un po’ più reale.
    Abbracicone.

  23. (Bello poi, abbracicone, da proprio l’idea di avvinghiamento :D)

  24. abbracichiamoci tutti! 🙂
    quello che dici è vero, però devo dire che è un bel pezzo che mi ci maceravo su, anche senza scriverlo, perciò alla fine non ho potuto farne a meno

  25. Non so se volere è potere, né conosco il tuo caso specifico Lise, ma sono d’accordo con Erba quando parla di serietà. A volte occorre voltare pagina anche per il proprio bene e se certi fantasmi rimangono appesi alle nostre vite conta poco.. basta essere andati avanti e non aver perso troppa “vita” ad aspettare.

  26. sottoscrivo esattamente la prima parte del commento di erbasalvia.

  27. è proprio il voltare pagina che mi manca e dopo tre anni a non sapersi rassegnare mi pare più una dimostrazione di scarsa maturità che di serietà

  28. “Si affaccia a guardarti il tramonto quando esci la sera e ti vede annaffiare con cura gli amori di ieri”… aggiungimi alla lista dei “dotati di scarsa maturità” allora! 😉

  29. Lise, lise… lise…. ho trovato una cosa intelligente da dire. (in realtà l’ha detta qualcun altro, ma io la condivido, perciò… beccatela qui!)

    “Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.”

    ecco perchè non sono la prima ballerina della Scala… per questo qui… perchè altrimenti, cavoli se lo sarei stata.

  30. julia, non so se tu avevi le potenzialità o meno perciò non sto a sindacare su di TE. ma quello che hai scritto, scusa la brutalità è una CAZZATA. è quello che ci hanno insegnato a credere. ma non è vero. esistono sogni realizzabili e sogni non realizzabili. io non so se tu abbia (avuto) talento o meno per la danza, ma ammetterai che ci sono persone che non ce l’hanno e basta. queste persone, sarai d’accordo, non avevano in partenza nessuna possibilità di diventare ballerine della scala, per quanto si potessero dannare. io per esempio sarei stata una di queste (sono un vero legno). poi, per carità, non era una cosa che mi interessasse, per cui va bene così.
    il talento non è una cosa che riguardi paura di fallire o insistenze e perseveranze. il talento è una cosa innata. se non ce l’hai è inutile insistere. credere che la perseveranza sia la soluzione è una pia illusione o, nel peggiore dei casi, una totale incapacità di autocritica.
    altrimenti, scusa tanto, tutti saprebbero far tutto a livelli eccelsi.

  31. Batchiara

    Lise, ti voglio ASSOLUTAMENTE tra il pubblico ad “Amici”. (P.S.: Lo fanno ancora? sono un paio d’anni che non guardo piu’ tv…)

  32. lise, io condivido. esistono sogni irrealizzabili. purtroppo.

  33. ups. non avevo finito. dicevo, esistono sogni irrealizzabili. Ma i sogni, realizzabili o meno, hanno il pregio di farti sentire viva. Io, ad esempio, sono alla disperata ricerca di sogni..:-))

  34. chiara, non ne ho la più pallida idea, non l’ho mai visto in vita mia. di certo se volevi offendermi ci sei riuscita
    gingerly: ma non vorresti un sogno che sai in partenza che non puoi realizzare, no?

  35. ginevs

    la questione del “volere è potere” in effetti ce la inculcano fin dalla nascita, ma sa un po’ di inganno .
    un sogno che si accantona, un progetto che non si realizza lasciano un vuoto e trovare dove incanalare le proprie energie non è facile. Ognuno ha il suoi tempi per metabolizzare, ma alla fine ci si riesce (o almeno, personalmente ho deciso che fra tante cose, credere alle virtù terapeutiche del tempo si può).

  36. Batchiara

    L’ironia per iscritto non viene mai altrettanto bene. Lungi da me l’idea di offenderti: se l’ho fatto ti chiedo scusa.

  37. solo tre anni!
    😀
    eeeeeeeccceneeeee di tempo ancora!
    secondo me ce la farai, ce la faremo tutte, a sopravvivere ai nostri sogni.
    poi per il talento, è vero, o non ce l’hai, o ce l’hai. e se ce l’hai ma non sei un genio, devi comunque lavorare. a volte però non è così semplice scoprire se il talento l’hai o no, purtroppo. ma non starò qui a dire che l’hai (non lo so e non so di che parliamo) . . avere un sogno che non puoi realizzare .. ma i sogni, come si scelgono?

  38. No. aspetta… aspetta… non credo che l’autore di quella frase volesse ricondurla al volere e potere.
    e so perfettamente che non basta applicarsi per riuscire. però io credo che una persona… (e qui sto per dire la mia cazzata) abbia come sogno qualcosa di possibile per se. se ci pensi, io avevo talento nella danza… e il mio sogno era quello.
    non sognerei mai di essere chessò Claudia Schiffer… (per quanto possa dire che è bella e brava e tutto) ma non è realemnte un mio sogno… ok, sto delirando… e ho mal di testa… perciò continuo dopo.
    baci baci

  39. ma non è mica vero. io avevo un sogno per il quale non avevo talento. e non sono mica l’unica.

  40. se la storia, come sembra, è una cosa importante, chiuderla è la cosa più difficile in assoluto. Lo dico perchè lo so, ultimamente lo so molto molto bene, non dico altro.
    Non ci si rassegna mica, ci si allontana con sofferenza, si accetta la realtà, ma il cuore è altrove. E perchè mai una deve smettere di ricordare? Di sperare? Ci vuole anche la capacità di vedersi come si è: un grande amore non si cancella con una spugnetta umida.
    Anche se ormai, d’accordo.

    Se continui a guardare al passato vuol dire che devi lavorare ancora un pò prima di guardare avanti. Nel frattempo esiste il presente, si lo so che è una frase fatta da bacio*erugina, ma quant’èvvera.
    Si, lo so che ci si sente falliti.
    E arrabbiati, umiliati, incapaci e se vuoi vado avanti un tot, tanto me lo dico tutti i giorni (il brutto è che mi do ragione).
    Ma non è così: tu non sei fallita, è il progetto che si è perduto.

    La cosa che mi colpisce di più è quando dici il mio unico sogno.

    I sogni non sono mai unici.
    Ciao Lise, scusa se son stata quel tantino sbrodolosa.

  41. cristina, perché dici che i sogni non sono mai unici?
    cos’è che te lo fa dire? non potrebbe essere così per te e diverso per qualcun altro?
    io non ne ho altri e non aver imparato ad accettare che uno finito già da tre anni fa di me una persona incapace di accettare il fallimento. mi sono cristallizzata su quel fallimento e non ho fatto passi avanti. in tre anni, questo non dimostra grandi capacita. tre anni non sono una spugnetta.
    nascondersi dietro il fatto che fosse una cosa seria denota pure l’incapacità di vedere il problema

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