"Nerone, Roma brucia"

Un appuntamento mancato con il lusso supremo. L’evento di Santa Margherita e morire di noia e di stanchezza sotto il diluvio battente.
La consulente di immagine che fa le prove colore, vorresti farle anche tu, ma devi dare la precedenza alle mogli dei clienti, poi arriva l’ora del tuo treno e devi rinunciare. Così a casa, davanti al tuo specchio provi con le stoffe colorate e ti sembra che non ci sia nessuna differenza, ti vedi sempre brutta uguale e pensi che per te non c’è speranza, ti devi proprio rassegnare, non sono certo i colori a fare i miracoli.
La sensazione positiva che il tornado si allontani, la sensazione negativa che tu sia troppo cocciuta per arrenderti davanti all’evidenza.
La tensione della domenica pomeriggio affrontata al cinema perché non vuoi soffrire per novanta minuti. L’insonorizzazione perfetta dell’Eliseo, uscire e sentire gli strombazzi e vedere che la gente cammina verso il centro avvolta di bandiere e sentire la tensione sciogliersi tutta, lì, sul marciapiede di via Torino.
Più tardi, verso le otto, chiamare la Yuki, sentire il baccano dentro il telefono, dirle solo: "Sei in Duomo! Mi metto le scarpe e arrivo!"
Raggiungerla, guardarla in faccia e cominciare a gridare come due cretine. Arrivare a San Siro sul 16 stipato di gente, birra e panino fetido con la salamella. Uno sproposito di bandiere, di gente che urla, che salta, che canta. Ridere, cantare l’inno dell’Inter come se fosse la vostra canzone preferita. Assistere a una prova generale di terremoto quando la squadra entra in campo, ancora saltare, cantare e gridare in attesa che i security aprano i cancelli e vi lascino zampettare sull’erba del Meazza che in tanti strappano via a brandelli come se fosse un tappetino votivo. Agguantare tutti insieme il telone con il 16 sopra e saltare ancora, felici, con sconosciuti che diventano amici di quei cinque secondi.
Uscire, circondare il pullman della squadra, coi giocatori che da dietro i vetri oscurati accendono le lucine per salutarvi ancora.
Alla fine di tutto camminare alla periferia del mondo per arrivare alla metro e scoprire che l’ultimo treno è già passato, arrivare alla sostitutiva in compagnia di comaschi minorenni, troppo giovani perfino per voi e che continuano a darvi imbarazzantemente del Lei.
Arrivare a casa all’una e venti, stanca morta.
Svegliarti stamattina ancora piena di allegria e sapere che, anche se non hai la conferma della consulente di immagine, i tuoi colori sono solo nero e azzurro.

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0 risposte a “

  1. Amala…pazza inter amala…

  2. una gioia infinita, che dura una vita…
    🙂

  3. stavo a letto inchilosata con la schiena quando un urlo mi fa sobbalzare, penso io ” ecco ha vinto la Roma” e invece doveva essere l’unico interista di tutto il quartiere. vabuò congratulazioni, che l’Inter mi sta pure simpatica 🙂

  4. Io l’invasione l’ho fatta a Parma.
    Mitici!

  5. a me non frega nulla di calcio, ma proprio nulla. (sono una tifosa biennale, ogni mondiale e europeo), figuriamoci, il parma retrocede e io penso “chissene”. però ieri pensavo alle tante amiche interiste. ed ero contentissima per loro.

  6. ossi, ma forse era ancora tipo al primo tempo, che la roma vinceva e l’inter pareggiava?
    dave: maddai, irriducibile anche contro il prefetto!
    plett: anche tu ti saresti divertita, ma gli uomini erano quasi tutti brutti. ne ho chiamati due carini e se ne stavano a casa 😦

  7. beh, da milanista sono comunque contenta che abbiano vinto i cugini:-), ieri ero insopportabile: dicevo a tutti, su su festeggiate che vi capita così raramente:-DDD!

  8. Ah, ma io non sto dicendo che cresciamo con l’obiettivo di essere normali, anzi. Dico che la società vorrebbe che il nostro obiettivo fosse quello…

  9. ma il panino con la salamella sarebbe dovuto restare un nostro segreto????

    uf, ma quanto erano antipatici i tre ragazzini comaschi?

  10. no era proprio un interista perchè poi ho acceso la tv e mi sono resa conto

  11. estate, veramente abbiamo festeggiato solo un anno fa. qui da noi sono contenti soprattutto che non abbia vinto la roma, ma più che altro per questioni di scarsa simpatia coi colleghi romani (ossi, perdona, ma non ce l’ho con te)
    yuki: io avevo capito che il segreto era solo per ieri. i ragazzetti, vabbe’, saranno ancora lì in giro a cercare la mm3 sostitutiva poverini. certo che li abbiamo proprio terrorizzati eh, signora?

  12. evviva sei anche interista!
    m

  13. virtù come se piovesse eh? 🙂

  14. signora, ma lei è interista?
    le dona, la spilla nerazzurra sul bavero del cappotto.

  15. (grazie)
    in realtà era più: “signore, ma anche voi eravate allo stadio? ma non ci vorrete mica seguire eh? ci volete rubare la nostra zolla di prato?”
    cretini 🙂

  16. sti cretinetti che manco avevano capito di essere al mondo e che mi chiamavano Signora.
    Ma Signora sti cazzi!
    non mi hanno visto che saltavo come un’indemoniata?
    maledetti comaschi

  17. ma dai? Non ti facevo tifosa accanita!

  18. e anche l’anno scorso ero qui per festeggiare, ricordo.

    e comunque materazzi è quello del pareggio ai mondiali.

  19. rafaeli, materazzi è un testa di c…o, ma calcisticamente riesce sempre a farsi perdonare
    lattis: si scoprono gli altarini eh? 🙂

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