Via Maroncelli a Milano sembra uscita dal quartiere ebraico di Berlino, con i suoi negozietti di arte moderna, bigliotteria confezionata a mano e le sue sartorie e ci si aspetta di incontrare solo signore coi capelli bianchi e corti e montature di occhiali alla Lina Wertmüller.
Lì c’è anche il negozio di Agatha Ruiz De La Prada, un posto allegro e divertentissimo che dovrebbero rendere obbligatorio come cura per la depressione: basta un’occhiata alla vetrina, non c’è nessun bisogno di comprare (certo, se una compra è meglio). Il negozio è grande e bellissimo e vende soprattutto abiti per bambini ipercoloratissimi e acquistati, non si sa perché, solo da donne vestite esclusivamente di colori scuri. Sul fondo hanno anche un piccolo spazio dove i bambini possono giocare, opportunamente seguiti da una baby-sitter.
Ieri pomeriggio tu ci hai comprato un paio di sandaletti a zeppa che ti mettono allegria al solo pensiero e nel tornare a casa sorridevi tutta a sventolare il tuo shopper fucsia. Al semaforo ti ha fermato un signore, ficcandoti sotto il naso un opuscoletto dei Testimoni di Geova. Tu hai sorriso: "No grazie" e anche lui ti ha sorriso di rimando.

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0 risposte a “

  1. oh, il quartiere ebraico di berlino, oh! faccio colazione ogni mattina in una tazza a righe colorata di agata, regalo di amica storica. (“ci vuole sempre una tazza da portarsi dietro in una casa nuova”)

  2. plett, quello è il posto di berlino che mi è piaciuto di più, insieme a prenzlauer berg, dove avevo l’hotel!
    vero che agata mette allegria?

  3. ma è periferia estrema!
    io praticamente non mi sono mai spinto oltre i bastioni (o quel che è, insomma).
    paura paura

  4. ginevs

    bello il quartiere ebraico di Berlino!
    Dopo questo post dovrò avventurarmi in via Maroncelli 🙂

  5. cinas, io ci vivo, in quella periferia estrema (rido moltissimo)

  6. mi piace da pazzi quella strada e anche il negozio:)
    (vorrei un paio di sandaletti colorati di quelli suoi, ma mi stanno tutti larghissimi. magari però un giro ce lo faccio lo stesso!)

  7. ma i testimoni di geova sorridono e ringraziano sempre, più li tratti male, più lo fanno, figurati quando sorridi anche tu 😛

  8. alja, io voglio i maglioncini colorati di cotone col cuore sbilenco (li voglio, li voglio, li voglio)
    dea: mah, insomma, io una volta mi ricordo di una che mi ha ammorbata con un suo scippo e non è stato per niente piacevole

  9. mi sa che i quartieri ebraici di tutte le città son belli, ad esempio quello che è nella mia città e quello di PArigi (Marais?)

  10. quando avevo casa a milano abitavo in via del lauro angolo via broletto.
    poi ho cambiato (perchè non avevo i mobili:giuro, avevo delle cassettiere da ufficio) e mi piaceva un sacco fare il fastidioso/sborone/fanatico rispondendo, a chi mi chiedeva “dove stai adesso?”, “sono andato in centro”, perchè mi avevano dato un appartamentino in piazza duomo.
    ma scherzavo, eh, che io sono topo di campagna.

  11. forse è un commento un po’ confuso, abbi pietà.

  12. ma anche il sito mette allegria! voglio diverse cose di quel negozio che non conoscevo e nel quale devo andare, le voglio le voglio le voglio. 🙂

  13. allora andiamo insieme!
    (già ma quando? visto il mese in corso di entrambe- uhh, questi impegni!)

  14. VeraChicca

    Sììì! E di fianco c’è quel ristorante minuscolo, meravilgioso! (C’è ancora? non passo da un po’.)

  15. ma no cinas, ho capito: te ne stai allo straf e te la tiri :)))
    ossi: anche quello di Praga!
    canto: ti aspetto allora per svaligiarlo insieme, anche con alja. pensavo che si potrebbe prendere un giorno di ferie per fare tutte le cose che vogliamo (ahahahah)
    vera: il ristorante c’è ancora perché ho visto fuori dei tizi vestiti da cuochi che fumavano, ma la serranda mi pareva abbassata. io andai una volta alla Pesa e ne ho un ricordo molto piacevole

  16. uh, che bello. non ci sono mai stata, neanche a berlino (mannaggia! e dire che pensavo di averla vista tutta-tutta). urge rimediare.

  17. mi sembra un’ottima idea, e chiedo ferie adducendo a motivi personali molto importanti. 🙂

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