Un post cinico
E’ il desiderio di potere che guida l’umanità. Per questo gli uomini vogliono fare carriera: per avere potere su altri esseri umani. Per questo le donne vogliono fare figli: per avere potere su altri esseri umani.
Tra le due, la seconda è la via più sicura e sono pochi i genitori che non cercano di esercitare potere sui propri figli. Tra l’altro nei primi anni di vita sarebbe proprio impossibile.
Va tutto bene, è nell’ordine delle cose, il guaio è quando i figli sono diventati indipendenti e i genitori non riescono ad accettare di aver perso l’oggetto del loro potere. E allora cercano di continuare a esercitarlo in diversi modi. Il più diffuso è il ricatto affettivo.
Ma ci sono altri modi, più sottili, travestiti da forme di cura e di amore, non solo mirati a ottenere filiale riconoscenza in cambio, ma comunque una certa forma di controllo.
I tuoi genitori per esempio esercitano il loro potere su di te col cibo. Quando abitavano più vicini facevano di tutto per riempirti di frutta e verdura che non volevi, ora che non è più possibile, si sono gettati sui biscotti. Ti comprano biscotti che non vuoi mangiare e con quelli ti intasano la dispensa, dicendoti di averli comprati con le offerte. Non serve a niente dire che quei biscotti non li vuoi. Tuo padre cercherà di farti sentire in colpa dicendo che li ha comprati per te, che lui non li mangia e che se tu non li prendi li dovrà buttare via (sottinteso: mica vorrai buttar via del cibo, vero?). Se non li mangia lui, perché dovresti mangiarli tu? Non è dato saperlo.
Tua madre utilizza dei metodi ancora più invasivi. L’ultima volta che sei andata a trovarla ha insistito perché ti portassi via dei biscotti che non volevi e tu hai detto di no, che non li avresti mangiati, glieli hai lasciati lì. La volta successiva che è stata a casa tua te li ha infilati nella credenza.
Perché?
Perché devono decidere loro quali biscotti mangerai? Perché non puoi essere tu ad andare nel supermercato e scegliere tra le offerte che incredibilmente anche a Milano si trovano?
Perché intasarti la cucina è rimasto l’unico modo che hanno di infilarsi in casa tua e decidere per te.

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0 risposte a “

  1. io invece i biscotti glieli porto, a mia madre (con lo stesso vecchio trucco “io non li mangio, con tutto quello che mi hai insegnato mica vorrai buttarli via, vero?”). 🙂

    comunque è molto di moda anche il tema “salute cagionevole” per ricattare. Certe mamme con i figli maschi sono maestre in questa arte.

  2. ahahah, canto, sai che io ieri sera meditavo, i biscotti che mi ha portato mia madre di riportarli a lei proprio con questo mezzuccio? 🙂

  3. devia su altri cibi: tartufi, calvados, prosciutto patanegra etc etc

  4. ma cinas, se si riuscisse a dir loro di cambiare soggetto si potrebbe pure convincerli di eliminare del tutto l’omaggio alimentare. invece no: non ci sentono proprio

  5. oh ma solo io c’ho la madre che non mi intasa la dispensa?:(

  6. alja, ti interessano due pacchetti di Tenerezze del mulino bianco?

  7. Batchiara

    Ucciderei per due pacchetti di Tenerezze.

  8. chiara, dimmi dove vuoi che ci troviamo e te li porto! 🙂

  9. Mia madre ha sempre esercitato questo controllo sul cibo in modo contrario: togliendomelo “di bocca”, tenendomi a dieta. Almeno fino a circa una decina d’anni fa, adesso si è calmata. Non mi porterebbe dei biscotti (a parte quelli secchi per il the), mi prepara minestroni e piatti di verdure molto graditi (perché io non avrei tempo di farlo).
    Ma a parte il cibo, ha un sacco di altri modi fantasiosi per esercitare il “ricatto affettivo”. 😉 (Il “non vieni a pranzo domenica?” rientra in questo campo. Sempre cibo, si…)

  10. non posso fare altro che sottoscrivere: cambia solo l’oggetto, non biscotti (è stata dura, ma ha capito che non li voglio, non mi piacciono, non li ho mai mangiato neanche da piccola!), ma molte altre cose 😦

  11. E’ buffo, io non riesco a vederci un ricatto, quando mia madre mi rifornisce di cibarie di vario genere. Forse preché quando le dico che una cosa non mi serve, alla quarta o quinta volta che insiste tendenzialmente rinuncia a rifilarmela 😀

  12. è una vita che subisco ricatti emotivi dai miei, davvero (o sono io che li vivo come tali), ma il momento in cui la domenica sera, tornata da un weekend parentale, spacchetto i tupperware ermeticamente sigillati e pieni di cibo (mia mamma è una cuoca ottima, mio padre è il re del packaging) è un bel momento. forse anche perchè sono di nuovo a casa *mia*.

  13. VeraChicca

    Da figlia: per loro non mangiamo MAI abbastanza.
    Da mamma: avrà mangiato abbastanza?
    : )

  14. non parliamo di ricatti affettivi che i miei son i campioni poi sul cibo sono stati sempre convinti che mangiassi poco (questo era vero dai 5 anni ai 10 anni poi mi è cambiato il metabolismo e divoro tutto). le loro affermazion tipo sull’argomento sono le seguenti: “mangia che te ne caschi”, “nostra figlia è inappetente” ” ma mangi la carne? sei sempre così pallida” o anche ” ci vai al supermercato per comprarti la roba da mangiare?”

  15. i miei pure! i miei pure!
    mia madre, è pure diabolica:
    ho rifiutato dei biscotti fatti in casa la settimana scorsa, l’altro giorno mi ha rifilato una busta con la pizza rustica ed è scappata. dentro c’era la nuova infornata di biscotti

  16. grazie lise, ma in questo periodo non ho fame (lo so, sembra incredibile;)

  17. alja, te li infilerò in dispensa di nascosto! 🙂
    plett, vì, ma una cosa è se uno il cibo lo vuole, ma se non lo voglio perchè insistono? °__°
    a tutti gli altri: grazie della solidarietà, non me la aspettavo davvero (chicca, come al solito mi ha fatto molto ridere)

  18. La domanda però è un’altra: perchè non stampi questo post (con TUTTI i commenti di sostegno) e lo spedisci via racc. a/r ai tuoi? Temo smetterebbero di parlarti per minimo tre mesi, ma certo risolveresti il problema. Bacio.

  19. ah dimenticavo, io lo prendo volentieri il cibo, ma ogni volta che mi vede mia mamma vorrebbe portarmi dal dietologo, eh. per dire, non va mai bene…

  20. VeraChicca

    NON STAMPARE I COMMENTI! (vassilissa)
    Ti direbbero “cosa darebbero quelle sgarruppate delle tue blog-amiche per avere due genitori come noi…”
    è un classico.
    : )

  21. Sì, no, vabbè, era una battuta 😀
    Pure io devo forzare mia madre per non rifilarmi di tutto di più, capisco bene :))

  22. vassilissa, molto probabilmente mi terrebbero il muso, ma continuerebbero a cercare di rifilarmi cibo indesiderato 🙂
    a tutti: oggi sono tornata a casa per pranzo, che c’era mia madre. giusto per stare un po’ con lei. ha spezzato gli spaghetti. mi ha preso un colpo, mi sono messa a strillare.
    ora, secondo voi: posso farmi controllare il cibo da una che spezza gli spaghetti? °__°
    (mai più)

  23. oh, io mangerei qualsiasi biscotto, così, per dire
    (yukiko a dieta)

  24. yuki, ma è proprio perché sono a dieta che non voglio avere in casa biscotti che non posso mangiare

  25. li spezzava anche mi nonna.
    però non è una cosa così grave.
    meglio uno spaghetto spezzato e cotto sette minuti che uno intero cotto 13.
    (cosa che mia nonna faceva).

    Quindi?
    morale?
    che io oggi mangerei anche gli spaghetti spezzati e stracotrti
    (yukiko ha fame, e sono solo le cinque del pomeriggio)

  26. yuki, io sono due le cose che non sopporto: chi spezza gli spaghetti e chi mette l’acqua nel vino. sono idiosincrasie mie

  27. ahhhhhhhhhhhhh.
    tutto, ma non gli spaghetti spezzati.
    (mia madre mi fa le lasagne, i tortellini e i tortelloni. soprattutto a richiesta. e io ne sono felice. però mi fa ricatti affettivi di altro tipo, tipo suonarmi al citofono simulando un arresto cardiorespiratorio, dimenticandosene non appena la faccio parlare dei fatti suoi.)

  28. Batchiara

    Potrei uccidere chi spezza uno spaghetto.
    Salva anche tu uno spaghetto: unisciti a “Uno Spaghetto per la Vita”.

  29. ca

    maremma lise
    che brava che sei.
    Vuoi un biscotto?
    love

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