Ieri non dovevi andare in ufficio: avevi un evento al Politecnico e perciò la mattina eri spiaccicata in metropolitana accanto a due stangone bionde; una delle due raccontava all’altra che il suo ex aveva letto il suo blog e se l’era presa per delle cose che lei aveva scritto e che nemmeno lo riguardavano. Le hai poi pedinate fino all’ateneo che non sapevi bene come arrivarci e sei rimasta sbigottita davanti alla bellezza parigina di quella piazza che ti pareva di stare dentro quella pubblicità della macchina del tizio che entra in metropolitana a Venezia e ne esce in un Paese asiatico (è la Cina? è il Nepal?) e tu uguale: eri scesa a Moscova sei risalita alla Sorbona, più o meno.
Quella tipa lì che parlava, tra ll’altro, somigliava in maniera soprendente alla Liseli Marazzi di "Un’ora sola ti vorrei" che hai guardato ieri sera, affascinata come spesso ti accade davanti alla gran quantità di pagine scritte a mano.
Dopo l’evento di cui sopra sei tornata in ufficio e in questo blog c’era un commento che non hai capito, che ti ha turbata, che non ti è piaciuto. Un commento anonimo che ti ha fatta sentire in colpa per qualcosa che non ricordi di (non) aver fatto e perciò pure stordita.
Non è bello.
Non sei un’ingenua: lo sai, come sembrava saperlo anche la spilungona bionda del metrò, che il blog può essere male interpretato o letto da persone che non vorresti e che ogni parola va pesata. Oppure che l’accesso va limitato.
Ieri addirittura pensavi che dovresti limitarti alla tua moleskine, che non legge nessuno e che nessuno può malinterpretare. Proprio come scriveva Liseli Marazzi: "Si prega di non leggere questo diario".
Ma forse non è ancora venuto il momento.
Tenti la strada del club privato: entra solo chi è in lista. Un buttafuori azzurro ti difenderà.

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0 risposte a “

  1. ah ecco. no perché sai com’è- io senza sex and the city blog mi sento depressina:)

  2. puoi sempre pedinare le stangone bionde in metrò 🙂
    (grazie)

  3. molto più comodo aprire il pc e leggere qui:)

  4. 🙂
    Ho sempre sognato di dire: siete in lista? ahahah

  5. sono in lista! c’è anche la stangona bionda? me la presenti?

    (sono quello che ha smesso di leggere i diari di anna frank alla riga in cui diceva che non voleva che venissero letti, sì.)

  6. guarda qui, si parla di stangone e gli uomini non capiscono più niente. per le bionde devi scendere alla metrò a piola (o alla sorbona)

  7. Oleeeeeee, la Lista di Lise! La Lise’ list! ;-D

    Tutto ciò mi riporta – un poì – al mio NB di poco tempo fa: “Ogni parola ha un suo peso a seconda di dove viene appoggiata.”.

  8. Ma come dobbiam venire vestiti?
    Cravatta obbligatoria? 🙂

  9. eh lady, un po’, in effetti è un principio valido per molte cose
    miles: la cravatta non è necessaria, ma chiuditi quella camicia che ti si vedono i peli del pube 😛

  10. Sono nella lista di Liiiiiise! Eccomi… eccomi…. trafelata… si, permesso, permesso, eccomi… aspetti…. l’invito? si, si…. era in borsa…. aspetti, tenga qui un momento… si, lo so… è solo un paio di sandali, devo mettere i tacchi… Lise preferisce, si sa!
    tutto questo cinema per dirti: grazie!

  11. In effetti, anch’io sono nella lista di Lise. WOW! Chi ci sperava? Grazie grazie grazie grazie grazie! (Per la prossima sorpresa, posso sperare nel Campiello?)

  12. vabbe’ vassilissa, che esosa, non ti puoi accontentare della cinquina? 🙂

  13. VeraChicca

    “pochi ma buoni” è una regola che non vale solo per i cioccolatini.
    Per il resto, non sbaglia mai.

  14. Capita di andare all’altro Politecnico (quello periferico). Là niente stangone bionde, niente blog, niente (solo io che parlo a un paio che non dormono).

    Grazie dell’invito, cmq.

  15. lot, ci lavoro vicino al politecnico periferico. però lì vicino c’è anche la nuova triennale, dai

  16. sono in lista, hip hip hurra (ma sono al mac in tuta, mi prendi lo stesso?).
    Che poi sono andata a rileggere quel post di settembre 2007: a parte che iniziava con un bel disclaimer, ma non dicevi mica male di nessuno, anzi. la gente legge quel che vuol leggere (o vede quel che vuol vedere)

  17. lattis, se sei in lista puoi entrare anche in pigiama! 🙂
    proprio per quello che dici tu, sulla porta del blog c’è scritto: “quello che non viene detto non può essere frainteso”

  18. io invece ho pensato per un pò di giorni di essere fuori lista…non credevo ci si potesse così rimanere male, solo adesso ho capito che avevo equivocato. in effetti i blog sono un’arma a doppio taglio, posson essere strumenti efficaci per conoscere tante persone stimolanti e avere spunti interessanti quanto possono far rimanere male, quindi comprendo come ci si possa sentire davanti ad un giudizio offensivo o superficiale da parte di chi non si conosce. comunque son proprio contenta di poter continuare a leggere le pagine del tuo blog che è stato il primo che ho inziato a leggere (prima neanche sapevo che esistessero) ed è stato poi lo spunto per aprire il mio, questo mi sa che non te lo avevo mai detto.

  19. come mi piaccio quando sono così perspicace…

  20. ah, ecco.
    mi dicevo son tanto una personcina perbene e la lise mi butta fuori.
    grazie.

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