Archivi del mese: aprile 2008

Proprio come si diceva ieri, che non sei più quella di una volta, ti è bastato il Cosmopolitan di ieri sera (e l’andare a dormire all’una e mezza), per metterti al tappeto e fare di te uno straccio di donnina stamani.
Per il resto c’è una cosa che non è cambiata in te nel corso degli anni ed è trovare sempre diversi modi per autodenigrarti e trovare sempre più insopportabili i tuoi innumerevoli difetti.
Non è vero che invecchiando si diventa più indulgenti, non è vero che dopo i trent’anni una donna impara ad accettarsi. Non è vero per te.

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Ieri ti è venuta in mente una cosa e sei andata a cercare sul blog di coma questa cosa che aveva scritto di te nel 2004 (e che tuttora ti commuove): "la ragazza in macchina all’improvviso sembra una studentessa, mentre indica parla e riflette le luci dei lampioni. e non per futili motivi di forma, o taglie, o commesse. la questione sui suoi moti d’autostima verrebbe quindi spontanea, ma le viene posta fin troppo spesso. per questa volta rimane nell’aria."
Ti sei domandata se sei ancora così e la risposta è no. Non puoi sapere che impressioni susciti nel prossimo, ma sei certa di non essere più la stessa. Questo non necessariamente è un male: le persone cambiano.
Ieri scambiavi mail con un quasi-amico (non te ne voglia, ma vi siete visti solo una volta) e alla fine hai concluso la conversazione osservando che ogni motivo è buono per ubriacarsi. Una battuta vale l’altra, ma la verità è che l’ultima volta che ti sei ubriacata un po’ è stata con lui e avevi bevuto solo due Negroni sbagliati. La peggio cosa è che ti ci sono voluti tre giorni per riprenderti. No, che non sei più quella di prima: quella che si beveva cinque cuba in una sera e poi il giorno dopo stava benissimo. Ma neanche tre. Ma neanche due. La verità è che anche quando esci con la Wonder ordini solo succo di frutta.
Eppure a volte un po’ ti manca quella che eri e sogni a occhi aperti di ubriacarti e finire a letto con uno sconosciuto, come facevi una volta, ma anche con uno poco conosciuto, purché altamente selezionato (avresti già in mente una lista, se è per questo, ma non è questa la sede). Tu lo sai perché succede: perché stai facendo scelte da adulta e questa cosa ti fa paura, allora sogni a occhi aperti di combinare pasticci da ragazzina. E’ semplice paura di crescere.
Ma sai anche serenamente che ti basta sognare e che non ti interessa davvero mettere in pratica. Se questa fosse la giornata dell’autocompiacimento potresti dire che sei molto matura ad aver capito tutto questo invece di combinare casini come diverse persone fanno alla soglia di un passo importante che li spaventa a morte.
Ma in realtà è solo una giornata di ricordi e ti è venuto in mente che quattro anni fa avevi almeno le idee molto chiare su quello che volevi essere e attorno a te c’era gente che aveva le idee altrettanto chiare. E adesso uno di loro ha pubblicato un romanzo e l’altro scrive ritratti per Internazionale e racconti per varie riviste. E tu invece hai cambiato direzione e non sei ancora abbastanza adulta per accettarlo.

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E’ una giornata così, né carne né pesce e ti senti né carne né pesce anche tu, come il cielo fuori dalla finestra.
L’unico pensiero che riesci ad avere è che fatichi ad accettare di essere una persona ordinaria. Ti domandi anche se questa fatica ad accettarlo abbia a che fare con i condizionamenti culturali o con te come persona. Certo, se avesse a che fare coi condizionamenti sarebbe più facile accettarlo.
A volte, quando Stear va via da casa tua ti affacci alla finestra per vederlo andare via sul marciapiede. Lui per te non ha niente di ordinario.

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Da quando hai cominciato a prendere la melatonina dormi bene e molto profondamente, tanto che la sveglia ti viene a prendere dai recessi del sonno e non importa se ultimamente sogni cose bislacche tipo amanti occasionali e donne che si spogliano e si scopre che non sono tanto donne.
Dormi così bene che non sei mai di cattivo umore quando ti svegli, non si spiega perciò il fatto che stamattina fossi affannata e tachicardica solo pochi minuti dopo esserti svegliata.
Non si spiega con la questione del sonno insomma. Si spiega forse con una frase che hai letto ieri in un romanzo bellissimo e anche con una cosa che vorresti scrivere sulla tua moleskine e non trovi mai il momento giusto.

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Ti è sempre difficile rapportarti con le persone che ti piacciono, anche quando tu sembri piacere a loro.
Ti senti di troppo, non vuoi disturbare, non vuoi che pensino: "Oh, ma questa è sempre tra i piedi?"
Lasci che preferiscano la compagnia di chi è più disponibile. Tieni le distanze, esattamente come fai con le persone che non ti piacciono.
A ben guardare, tra i due tipi di persone non riservi differenze di trattamento.

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E’ bello non avere progetti.
Ti è piaciuto ieri sera e ti piacerà domani sapere di non avere impegni e impegnarti solo con le tue riviste colorate e una grossa tazza di tisana a guardare ricette appetitose o confezioni colorate di creme per il corpo.
E’ bello avere progetti.
Ti piace sapere di avere già un impegno per l’otto maggio anche se manca tanto tempo e hai dovuto ieri scrivere una mail orribile in cui dicevi: "questo giorno non posso e purtroppo nemmeno quell’altro" a causa degli sgraditi obblighi lavorativi che tentano di impedire i progetti di mostre.
Uno dei momenti più belli della giornata è la mattina quando sali sul tram, apri il tuo libro e intorno a te non c’è più niente.

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Del Fuorisalone come ogni anno
L’invito per il "VIP Party" di Ahrend, dove erano gentilissimi e simpatici e poi hanno mandato una mail a Stear per salutarlo e ti hanno citata con un nome che non era il tuo. Lo spazio Ansaldo sotto la pioggia. L’esposizione del Polimoda (sì, sì, così, ancora).
Il sabato pomeriggio da Ingegnoli, che val la pena sempre, in qualsiasi momento dell’anno e anche questa volta era divertente. Già che eri lì, la zona Maroncelli che non ci passi mai e invece hai scoperto una via deliziosa a pochi passi da casa.
Il sabato sera in Triennale Bovisa a vedere buffi e intoccabili frigoriferi e il tavolo di Gaetano Pesce, giustamente a forma di pesce, che te lo metteresti in casa e farebbe tanta allegria.
Domenica tutto il giorno in zona Tortona partendo da via Savona a scendere, per arrivare al Nhow e risalire fino al Magna Pars, per poi crollare stanchi e decidere di tornare a casa.
Quest’anno sei un po’ delusa. Forse eri solo stanca, ma ti è sembrato quasi tutto già visto, già sentito, già saputo.
Comunque se il prossimo anno il tuo capo pensa di farti lavorare nel fine settimana del FuoriSalone chiami Amnesty International.

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E dopo Londra: Parma.
Ah, però!

(a lunedì)

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Una volta, quando si parlava di una qualsiasi canzone, per far capire quale fosse, si diceva: "Quella col video così e cosà". Chissà se si usa ancora. Tu, che MTV non l’hai mai guardato, non sei mai riuscita a partecipare a quel genere di conversazioni.
Stai cominciando a pensare di possedere un televisore con delle funzioni rivoluzionarie. Per esempio sul telecomando hai un tasto rosso con un cerchio dentro: quel tasto lì serve a spegnere il televisore. Poi, sul televisore stesso, hai un altro tasto che serve per spegnere anche la lucina rossa dello stand-by.
Quei tasti lì, non sei mica sicura che ce li abbiano tutti. Questo dubbio ti è venuto ieri, sentendo il seguente dialogo attraverso la sottile parete che separa il tuo ufficio da quello amministrativo.
Collega1: "Stasera c’è la finale di Amici!"
SuoCapo: "Ah, complimenti, e il Grande Fratello?"
C1: "Quello l’ho visto ieri sera"
SC: "Ma che bei programmi che ti guardi"
C1: "Eh, vabbe’, per forza, non danno mai dei film decenti"
E’ vero. Guardi il palinsesto televisivo tutte le sere, prima di decidere di fare qualsiasi altra cosa. Ma forse il televisore di Collega1 non si spegne, per quello che è costretta a guardarlo per forza, invece di fare qualsiasi altra cosa, tipo uscire a comprarsi un gelato, fare un cruciverba, noleggiare un dvd, chiamare un’amica, ascoltare la radio o un cd, preparare un dolce, leggere (mioddio) un libro.
Perché semplicemente non hanno il coraggio di ammettere che guardano quei programmi perché gli piacciono? E’ così difficile avere il coraggio delle proprie scelte? E se si vergognano, perché lo fanno?
Ma peggio ancora sono quelli che dichiarano di non guardarli, ma poi sanno tutto dei personaggi che vi partecipano: come si chiamano, chi ha fatto cosa, chi è uscito dalla Casa (tu esci di casa tutte le mattine, a volte perfino di sera e allora?). E si difendono sostenendo che "non è possibile non saperlo perché ne parlano anche in altri programmi".
Sì, che è possibile non saperlo. Tu per esempio di queste cose non sai niente. Non hai mai saputo niente, di nessuna edizione di nessun reality. Tutto grazie al meraviglioso tastino rosso sul telecomando, che forse alcune persone non hanno ancora imparato a schiacciare.

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Resistenza civile, si diceva ieri con la Yukiko e la Emme.
Di seguito segnali un paio di suggerimenti per proseguire sulla resistenza civile, eco-compatibile a basso impatto sul pianeta.
Sul numero di maggio di Starbene (ora in edicola) c’è un articolo proprio sui trattamenti di bellezza fai-da-te in casa. Non l’hai guardato bene, che ieri sera eri di fretta, ma può essere un inizio. Su quello stesso numero ci sono anche esortazioni a comprare frutta e verdura di stagione e a km zero: le esortazioni sono corredate di ricette per usare i prodotti agricoli di questa stagione. Chi necessitasse di altre ricette per usare nello specifico la frutta e la verdura di stagione, in genere può far riferimento a una qualsiasi rivista di cucina. Una delle migliori in questo senso (molto orientata alla cucina sana e agli ingredienti biologici) è CucinaLight, peccato solo che le ricette siano scritte maluccio.
Altri suggerimenti arriveranno in seguito, se qualcuno ne ha da segnalare nei commenti non può che farti felice.
Adesso hai un’altra priorità. La conferenza stampa a Roma con l’Amministratore Delegato di Gruppo, prevista per il 14 luglio, è stata spostata al (un asiolitico, presto!) 29 maggio. Come anche la lettrice più modaiola avrà intuito, la preoccupazione del vestito adatto è scivolata in fondo, preceduta da questioni per così dire, "più tecniche": tipo trovare il luogo adatto, chiamare le persone giuste, sperando che con le elezioni non siano saltate, preparare la documentazione e la scaletta e altre quisquilie di questo genere. Eppure, lo ammetti, appena Mirando ti ha dato la notizia la tua reazione è stata: "Cavoli, ma così è prima dei saldi!" Stavolta lui ha riso.
In ufficio la situazione non lavorativa è tesa. Tutto quello che il capo del personale diceva dei tuoi colleghi è tristemente vero. Tu sei diversa da loro e perciò ti isolano. Per davvero: fanno comunella tra di loro parlando a bassa voce perché tu non li senta. I vostri rapporti sono limitati all’urbano saluto. Per fortuna hai molto da fare e nemmeno li noti. Quando esagerano, ti alzi e lasci l’ufficio. Per ora funziona.
Ah: chi si ricorda che il capo del personale aveva sottolineato più volte la questione del look e qualcuno nei commenti lo aveva tacciato di essere superficiale? Be’, un collega con oggi fa 20 giorni che viene in ufficio con la stessa Lacoste e gli stessi jeans.

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