Credi solo a quello che vedi?
Ieri concordavi con un’amica per un ristorante dove andare a cena domani sera e lei ti ha scritto: "Che strano, passo di lì tutti i giorni e non l’ho mai visto". Chissà se l’ha notato stamattina, passando di lì, sapendo adesso che c’è. Eppure c’era anche prima, quando lei ci passava davanti tutti i giorni senza accorgersene: ne sei certa perché conosci gente che ci ha cenato. Semplicemente non c’era per lei.
Ma le cose esistono lo stesso, anche se non le vedi?
Comunque una cosa è non vedere un ristorante anche se ci si passa accanto tutti i giorni, un’altra è non vedere qualcos’altro che è sotto i tuoi occhi mentre lo stai cercando. Ieri sera per esempio impazzivi dietro le tendine dei menu di Outlook per cercare una funzione che sapevi che c’era e sapevi pure più o meno dove poteva essere, ma non la trovavi. Hai aperto quei menu un sacco di volte, poi ti sei risolta di cercare sulla guida online. Lì ti diceva esattamente dove fosse la funzione, ma niente da fare, non la trovavi.
"Non c’è", pensavi indispettita, finché non è passata una collega e ti ha detto: "Ma è qui!". Dove qui era nel menu che tu avevi aperto (aperto tutto) almeno cinque volte senza vedere quella funzione.
"Ma prima non c’era, te lo giuro!", hai assurdamente esclamato. E la cosa ancora più assurda è che lei ti ha dato ragione.
Ma non è possibile, mica che lei è arrivata con la funzione in tasca, pronta ad incollarla sul menu al momento giusto per farti dispetto. Le cose esistono, anche quando tu non le vedi, ma chissà come funziona il cervello che non vede quello che cerca quando ce l’ha sotto gli occhi.
Ci ragionavi su poi, tornando a casa, perché per esempio anche l’elettricità mica la vedi, ma sai che c’è. Ma allora a questo punto si potrebbe finire a credere a un sacco di cose che non si vedono, tipo gli spiriti, i folletti, Dio e perfino l’amore eterno.
Più tardi ieri sera eri in Pier della Francesca ad aspettare la 43, ti si è avvicinato un signore distinto sui 70 anni e ti ha chiesto se era tanto che aspettavi, poi dopo un po’ ha commentato che stava già cominciando a disperare dell’arrivo del bus e proprio in quel momento, da lontano è comparsa la sagoma arancione.
"Eccola! E’ la 57 però"
E lui: "Come fa a dire che è la 57?"
Avresti potuto mentire, dirgli che vedevi il numero fin da là, ma hai scelto di dirgli la verità: "Perché la destinazione CADORNA è un nome compatto, poi si vede lo stacco di FN, mentre…"
E lui: "Infatti, la 43 ha la scritta più frammentata. E’ lo stesso metodo che uso io"
E allora sei stata contenta di avergli detto così, perché quel signore ha risposto come avrebbe fatto tuo padre e ti è venuto da sorridere.

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0 risposte a “

  1. rettifico: quel posto l’ho notato una sera che ero andata a cena lì vicino e mi ero detta “ci voglio andare!” ma non avevo notato il nome:)
    (io penso agli occhiali. a volte li cerco disperatamente e dopo mezz’ora che cristono sono esattamente davanti a me. eppure prima non c’erano!!)

  2. avevo una collega che diceva che li spostavano i folletti, comincio a pensare che avesse ragione!
    🙂

  3. No, dai l’amore eterno, addirittura? Questa poi.

  4. beh, ma certo. ci sono miliardi di poltergeist che spostano gli oggetti e nascondono i link.
    si sa.

  5. Ehm…nota prosaica: non sarà che non avevi premuto la freccina verso il basso che espande il menù di Outlook (che altrimenti ti visualizza solo le funzioni più utilizzate)? 😉

  6. ubi, c’è una parentesi che dice (aperto tutto), l’avevo cliccata eccome la freccina (non sono un’esperta mondiale di pc, ma non fino a questo punto)

  7. per quello che non bisogna mai avere certezze.
    come se fosse facile, però.

  8. è il problema opposto dell’indeterminazione della posizione dell’elettrone nell’atomo di Bohr, se non sbaglio.

  9. “Ma allora a questo punto si potrebbe finire a credere a un sacco di cose che non si vedono, tipo gli spiriti, i folletti, Dio e perfino l’amore eterno”

    Mi è uscita fuori una risata scomposta leggendo questa frase. Meno male ch’ero solo.

  10. però a me consola che esistano anche se non le vedo. e a te?

  11. cinas: già. avevo in mente anche un’altra cosa a proposito di quello che ho scritto, che era il giochino “quante F ci sono in questa frase?”. non so se tu lo conosci, ma parla proprio del non avere certezze;
    oltra: ma perché devi sempre alzare la posta? 🙂
    miles: un po’ ridevo anch’io mentre lo scrivevo (mai però come leggendo il commento di oltra)
    erba: un po’ sì un po’ no. cioè: pensare che veramente esistono i poltergeist che mi spostano le cose anche se io non li vedo non è poi così consolante, alla fine

  12. VeraChicca

    …ma l’ammmore si vede, si vede ovunque! Ti invito a farci caso, così dirai “stavolta la VeraDemente mi ha dato un bel suggerimento”.
    : )

  13. vera, l’amore si vede, ma mica si vede quello eterno: si vede quello che poi finisce 😀

  14. A me succede sempre di non vedere le cose che ho sotto gli occhi. A casa, in ufficio, ovunque. Mia madre mi ha insegnato infatti che il miglior metodo per nascondere qualcosa è lasciarlo lì dov’è.
    Caroline.

  15. caroline, quello che dici mi ricorda un racconto di poe, mi pare si intitolasse La Lettera e comunque un po’ mi conforta

  16. rettifico: il racconto di poe si intitola “La lettera rubata”. detta lettera viene poi ritrovata (attention: this comment contains spoilers) sulla scrivania da dove avrebbe dovuto essere scomparsa, ovvero lì dove a nessuno era venuto in mente di cercare

  17. Quante cose meravigliose da comprare esistono anche se noi non le vediamo? Oooh, un sacco! 😀

    I Do Believe

  18. ahahah lady, giusto atteggiamento!

  19. Mi capita di non vedere cose che ho sotto agli occhi. Ma, nel mio caso, è il rincoglionimento, e posso così evitare di pormi altri interrogativi…

  20. lot, questo non era “esattamente” quello che volevo sentirmi dire… 🙂

  21. Guarda, ti stupiresti di quanti utenti ci caschino in questo inghippo, credimi 😀

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