Si vede che ieri era la giornata nazionale delle scemenze o qualcosa di simile perché ne hai sentite due che ti hanno fatto uscire gli occhi dalle orbite.
La meno importante è stata a lezione a Pilates che una nuova ha chiesto alla Wonder se il Pilates fa dimagrire e lei ha risposto che dimagrire proprio no, però ti "scolpisce", il che ti ha fatto subito pensare: "Come no, guarda qua come siamo tutte scolpite, noi che facciamo pilates da anni, io per prima".
L’altra è stata che ieri sei arrivata in ufficio a presta ora (be’? se si dice a tarda ora perché non si può dire a presta ora?), tanto che la tua collega ancora non c’era e lo segnali perché lei è una che arriva talmente presto che se non la vedessi andar via tutte le sere penseresti che dorme in ufficio. C’eravate solo tu e il tuo capo che il giorno prima ti aveva detto di volerti parlare, così sei andata da lui.
Ma seria, col tuo blocco e la penna in mano, pronta e operativa già alle 8.34 del mattino.
Invece lui voleva sapere se eri contenta del lavoro e ti ha ribadito che è molto soddisfatto di te e di quello che sei riuscita a fare in questo mese e mezzo di attività. Ah che bello.
E poi ti ha detto che nel suo MBO di quest’anno lui ha che deve far crescere una persona tanto da poterla portare a diventare il suo successore, in modo che se lui dovesse andarsene la posizione potrebbe essere immediatamente ricoperta senza grossi traumi. La persona in questione saresti tu. A te veniva proprio da ridere. Non solo perché questa cosa ti è già stata ripetuta in tutte le salse ai colloqui, ma soprattutto perché sostanzialmente non ci credi. Avendo alle tue spalle dieci anni di attività lavorativa la conosci bene la strategia della carota che vien fatta ballonzolare davanti al naso dell’asino perché questo continui a trottare. E’ che però in questo momento ti sembra poco indicata. Avendo cambiato da poco sei piena di entusiasmo che non ha niente a che vedere con eventuali prospettive di carriera: la passione che cerchi di metterci è tutta di contenuto, che detto in parole semplici significa solo che ti piace quello che stai facendo. Semmai, questa della futura promozione era una carta da tenere in tasca in un eventuale futuro di demotivazione, ma adesso il tempismo ti è apparso sbagliato.
Perciò da una parte ti veniva da ridere, dall’altra eri perplessa. E ti domandavi: "Dove sta la fregatura?"
E lui ha aggiunto: "Dovrò mostrarti un sacco di cose, anche come nasce il bilancio, i progetti, cose così. Perciò se sei d’accordo in futuro dovremo fermarci almeno due sere a settimana, un’ora in più così ti posso spiegare tutto".
Ah. Ecco la fregatura dov’era.

Stamattina ti sei resa conto poi che se lui nell’MBO ha di portare una persona a sostituirlo entro un anno, significa implicitamente che il tuo MBO è di arrivare a essere in grado di sostituirlo entro un anno. Ecco, quando hai afferrato il concetto un po’ di paura ti è venuta.

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0 risposte a “

  1. siccome questo blog non è una testata giornalistica, sono andata a vedermi su google cosa significava esattamente MBO, anche se il concetto era chiaro. 🙂
    A parte questo, mi sembra una cosa bellissima, spaventevolissima e un po’ impegnata,ma più la prima.

    Ellìse sarà ccapo, ellìse sarà ccapo… (questa è da dire cantilenando)

  2. ahahah, no canto: sarò solo un asino che insegue una carota disegnata
    (oddio, pensavo che mbo fosse un termine straconosciuto, pensa te…)

  3. Stamattina ho buttato lì un’idea alla mia capa, quasi per scherzo, e lei l’ha ritenuta “geniale”. Solo che alla fine non potevo nemmeno riproporre il concetto della promozione, perché ha subito specificato “è già tanto se siamo in grado di pagarti lo stipendio”. Insomma, qui pure le carote scarseggiano!!!

  4. ma che bello, lise! devi raccontarmi tutto per bene (anch’io ho qualche news)…sperando che sabato io non debba lavorare :*

  5. massì, MBO, il celebre calciatore belga di origine congolese, no?

    tornando seri: se così fosse, si tratterebbe di una delle poche realtà aziendali italiane gestite con logiche meritocratiche e non familistiche. ha un che di fantascientifico!!! (ho quasi paura)

  6. shirk: la meritocrazia è un concetto complicato, comunque devo dire che a livello di gruppo funziona, anche se in maniera bislacca. ovvero, il concetto di fondo viene applicato, è la misurazione di tali presunti meriti che ci lascia un po’ perplessi
    dea: ma no che non dovrai lavorare! vero? uhm. speriamo 🙂
    :*
    (io non ci credo comunque)
    lady: ah be’, forse non poteva più continuare a mentire eh

  7. io la vedo in positivo, il tuo capo si è troppo esposto, se ti volessero dare la carota rimabbero più sul vago (ad eccezione del mio capo che è un vero racconta cavolate, ma mica saranno tutti così!)

  8. ossi, ma lui mica ha detto:”devo portare una persona a sostituirmi perché a fine anno vado via”. per quanto ne so potrebbe starsene lì a vita, avermi fatto lavorare il doppio e senza nessun avanzamento. queste cose le ho viste succedere ovunque e so che succedono anche qui, anzi sono proprio la prassi

  9. Condivido, però…di solito la strategia della carota ben fatta è assai più vaga, di modo che tu abbia la possibilità di riempire le caselle con tutto quello che ti piacerebbe avvenisse (e ovviamente mai avverrà ;-)).
    Messa così a me sembra quasi vera…anche se lui non dovesse andarsene tu acquisiresti comunque un bel tesoretto di competenza da far valere ovunque decidessi di andare…
    Comunque io mi ritengo scolpito, certo, magari come una statua di Giò Pomodoro, ma non sottilizziamo :-p

  10. l’avevo anche io nel mio MBO, una roba del genere.
    mah.
    l’importante è che ti piaccia quel che fai.
    e scusa la banalità.

  11. cinas: non è affatto una banalità! ma poi, di questa persona che tu formasti, cosa venne fatto? (ammettilo: è a pezzi dentro una valigia sotto un pilone di cemento)
    ubi: be’, ma tu fai pilates adesso?

  12. /ce sta a prova’… si dice sempre: restiamo soli che ti devo spiegare../

  13. ahahah, erba non credo, anche se la prima reazione di stear è stata: “tu non ti fermi da nessuna parte!”

  14. Ah ah ah, no direi di no, niente Pilates 😀

  15. knice

    Per arrivare a fare il capo non basta un capo che ti insegna, almeno in questo mondo. Serve un percorso formativo … insiti per un progetto che ti conduca lassù … corsi, momenti di verifica e graduale passaggio di consegne … altrimenti, sono 2 serate buttate …

  16. knice, forse non è chiaro, ma io non farò il capo

  17. anonimo

    Io sospetto che erbasalvia non abbia tutti i torti.
    A pensare male si fa peccato, ma raramente si sbaglia.
    Nel caso, tuttavia, sembrerebbe meglio sbagliare.

    Cc

  18. voi dite così perché non lo conoscete. io so perfettamente che non gli interesso

  19. gmai

    sulle prime ho pensato la stessa cosa di erba…ce stà a provà!
    cmq, se i prolungamenti serali saranno davvero munifici per la crescita professionale (e non solo tastate al sedere scolpito dal pilates 😉 ), potrai tra un anno chiedergli se ha raggiunto il suo MBO e in caso positivo chiedergli allora cosa ci sta a fare lì, che deve crescere anche lui, che si deve rendere conto che… deve ammettere che …che non può non vedere che…, etc etc fino a che lui non senta di essere il tuo MBO!
    PS: vale anche stenderlo con la macchina! 🙂

  20. gmai, ma questo perché voi partite dal presupposto che io voglia davvero il suo posto. io non sono mica sicura

  21. Beh, però è finalmente una porca soddisfazione! No?

  22. knice

    mai dire mai … e cmq, sedersi al suo posto per fare quello che fa lui sarebbe un spreco, se mai ti capiterà di sedere al posto di uno qualsiasi dei tuoi capi, non ti preoccupare di emulare, impegnati per essere almeno diversa se non migliore … i capi vanno cambiati, per dare una crescita seria a qualsiasi azienda … IMVHO

  23. vì, dov’è la porca soddisfazione di fermarmi due tre sere a settimana in ufficio fino a tardi?

  24. Da me è placidamente sottinteso che, seppure l’orario di lavoro vada dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,30, tutti si debba essere lì prima. Tipo dalle 8 alle 13 e dalle 14 ad libitum. E nessuno MAI ti gratifica con un grazie. Ne’ con un “bel lavoro”, ne con uno straordinario pagato in busta paga. Che almeno il tuo capo sia cortese, è una soddisfazione impagabile Io, il mio capo, non lo vedo da mesi.

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