Lise dice la sua sul talento
Non ne puoi più di sentire dire che con l’impegno e la perseveranza si può ottenere qualsiasi risultato. Come se per fare qualsiasi cosa bastasse leggere il libretto delle istruzioni. Ma il libretto delle istruzioni serve per far funzionare gli elettrodomestici o per compilare la dichiarazione dei redditi, non per fare le cose in senso generico e soprattutto non per farle bene. Come se fosse l’impegno la misura dei risultati.
Non sai di quali calcoli complicati (e ottenuti con voluminoso dispendio di carta) la moglie di Einstein aveva commentato: "Ah, quei conti lì mio marito li fa sul retro della lista della spesa". Ovvero senza nessun impegno. Calcoli che la maggior parte dei lettori di questo misero blog, nonché la sua autrice, non sarebbero in grado di eseguire, nemmeno con tutto il di cui sopra dispendio cartaceo. Vabbe’, Einstein era un genio, dirà qualcuno. Appunto.
Ovvero una qualità rara. E se anche il genio, quello vero, non è richiesto in quasi nessun campo della vita, in molti di questi è richiesto il talento. Il talento è una cosa che ci si nasce, proprio come il genio, anche se il talento si può affinare (pure il genio probabilmente). E’ inutile prendersela e pretendere impegno da chi talento non ne ha. Perché questa persona ci potrà mettere anche tanto impegno, ma non raggiungerà mai i risultati di chi invece ha talento e farà la stessa cosa meglio e con molto meno impegno.
Sarebbe come dire che Mozart è diventato più famoso di Salieri solo perché si impegnava di più.
E qui arriva il tuo esempio pratico. Tu sai fare due cose bene. Una è scrivere velocemente a macchina e qui non ti stai nemmeno a dilungare: hai fatto quattro anni di dattilografia alle superiori e questo spiega.
La seconda cosa che sai fare bene è il tiramisu. Che fare il tiramisu, all’atto pratico, è una cretinata. E’ una di quelle ricette che non si può sbagliare, per tornare alle istruzioni di cui sopra. Il tiramisu lo può fare chiunque. Eppure non si spiega perché, ma il tuo è più buono degli altri. Non lo dici per vantarti: lo sanno tutti che non ti vanti mai di niente, anzi, che se trovi modo di affossarti ti ci butti a pesce.
Sei arrivata al punto che il tiramisu, fuori, non lo ordini mai, neanche quando è l’unico dolce, perché resti immancabilmente delusa. Ovunque. Si vede che per questa cosa qui tu hai talento.
Questo per dire che cosa? In soldoni, che basta menarla con l’impegnarsi di più, che tanto il risultato, senza talento sarà comunque mediocre.

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0 risposte a “

  1. uhm. dai, il tiramisù.
    è una roba facile, avessi scritto, che ne so, la pastasfoglia. (questa è un’ovvia provocazione).

    comunque aderisco alla teoria, e inizio a raccogliere le cose per cui non ho talento, da inoltrare a chi di dovere.
    svuotare la lavastoviglie
    stendere i panni
    preparare relazioni per il cda

  2. certo, l’ho scritto che è facile. eppure il mio è più buono, tiè 🙂
    però per certe cose non serve talento dai: certe cose basta farle. per stendere i panni non serve mica talento (come per scrivere a macchina velocemente, anche se so farlo bene lì il talento non l’ho mica scomodato)

  3. Io questa cosa che pensava Lise sul talento già la sapevo, e la condivido.
    Riguardo il tiramisù, anch’io ho un primato: credo di essere tra le 10 persone al mondo a non averlo mai fatto… Ricordi il sogno in cui tu distribuivi pasticcini e il mio inconscio mi ricordava la mia incapacità di cucinare i dolci? 😉

  4. bè, è vero.
    io comunque questa di scrivere a macchina velocemente te la invidio molto.

  5. canto: ma perché la dico sempre! e però: tu sai cantare e recitare, vedi che hai talento per altre cose?
    cinas: vuoi che ti consigli un corso di dattilo?

  6. urge ricetta del tiramisù. magari tutti sono in grado di farlo, ma non tutti hanno la ricetta giusta. quando qualcuno si offre di fare in tiramisù, mi preoccupo: di solito quel qualcuno si presenta con una schifezza, convinto che sia il migliore del mondo.
    la realtà è che non esistono due ricette di tiramisù uguali, e ognuno è convinto di essere il depositario di quella unica-vera-originale-inimitabile-ufficiale.

    ergo: urge ricetta, lise.

    (e comunque il talento è una questione di passione, secondo me.)

  7. Possiamo festeggiare il tuo talento davanti ad una teglia del tuo tiramisù, una sera di queste? 🙂

  8. oltra: non me la tirerei sul tiramisu, come non lo faccio in generale. ma ho pure vinto un premio se ben ricordi. la ricetta la posto pure su “infornoasinistra”, ma sappi che ad esempio lo zucchero lo metto a occhio
    lady: ben volentieri!

  9. Può servire un talentuoso rompipalle ?

  10. questa cosa che dici l’ho sempre condivisa e ho sempre menzionato quella mentalità tutta da far west che si riflette in molti film americani. ultimo nel tempo “into the wild” (ok a tutti è piaciuto, a me no) in cui il protagonista dice ” se vuoi una cosa basta allungare la mano”. si certo , aggiungo io, magari puntando la pistola alla tempia di qualcuno, allora è vero che si ottiene qualcosa. pensare che con la volontà si possano realizzare i prorpi sogni è una delle cose più sceme che ha potutto partorire la civiltà occidentale probabilmernte dietro a questo si celano interessi economici (penso ai corsi di recitazione a pagamento ecc).

  11. sei partita parlando di raggiungere risultati, hai concluso con il talento, per cui mi sono persa.
    perché – lo dici anche tu, anche se in modo non esplicito – per fortuna ci sono cose che vengono anche senza talento. io non credo che come dici tu il tiramisu sia una di queste, che a me non viene bene o male, non viene. però mi consola che appunto ci siano cose (rifare l letto? spazzare le ceneri? guidare senza uccidersi?) che puoi fare bene senza talento. che io talento non ce l’ho in nulla, se stiamo a guardare. però me la cavo. e mi basta, dai.

  12. lot: ho in mente diverse applicazioni in effetti 🙂
    ossi: sì, poi questa cosa che basta allungare la mano è proprio senza fondamento. se allunghi una mano, al massimo ti prendi la pioggia se in quel momento sta cadendo
    erba: oddio, io non volevo passare il concetto che senza talento non si vive! anche perché a ben guardare, se una (io) sa fare bene solo il tiramisu non è che va molto lontano nella vita. quello che volevo dire è che spesso è inutile pungolare gli individui a raggiungere risultati al di fuori della loro portata, con l’unico risultato di frustrarli. per il resto, altroché se si vive bene!

  13. talento ed impegno a volte non bastano e – in certi contesti – risultano meno importanti di altri aspetti, come la capacità autopromozionale e gli appoggi. (altrimenti non si spiegherebbe perchè moccia scrive libri invece di consegnarli a domicilio).
    in qualche caso, il talento è la prima fonte di ostacolo 😉

    salieri, in vita, fu ben più apprezzato rispetto a mozart. entrambi ottennero ben più successo da morti che da vivi, anche se in proporzioni ben differenti. in ogni caso, non ne poterono approfittare e – col senno di poi – forse avrebbero barattato qualche bemolle con un istante di vita in più

  14. shirk, appoggi a parte, anche la capacità autopromozionale è un talento no? comunque io non pensavo necessariamente alla fama o alla carriera (e infatti il mio tiramisu non mi renderà né ricca né famosa), ma anche a cose sì di lavoro, ma molto più quotidiane. e soprattutto volevo dire che è inutile inacidirsi con chi non è tanto bravo a fare certe cose solo perché non ci è portato, rinfacciandogli di non essersi impegnato abbastanza

  15. posso propormi come talent scout di lise punto charmel? ovviamente punterò tutto sul suo tiramisù e porterei una bottiglia di chardonnay 😉

  16. ma sono talentini, i miei. so cantare e recitare, ma Aretha Franklin e Michelle Pfeiffer sono un’altra cosa.
    Se penso ad ambiti in cui ho vero talento, in testa mi si crea l’eco.
    mo’ ci penso e ripasso.

  17. Se cominci a venderlo, chi ti dice che non ti renderà ricca? 🙂

  18. lady: è buono perché è poco. se ne facessi tanto da venderlo probabilmente (anche ammesso che riuscissi a metter su l’impero) non riuscirei più a farlo così buono
    canto: ah be’, invece la mia è arte. sisì, l’arte della velocità sulla tastiera sissignori. aspetta che mi chiami Palazzo Reale per farci una mostra 🙂

  19. Il titolo:
    “Dita veloci, mani abili.
    La scrittura lampo e il tiramisù speciale di lise.charmel.”

    😀

  20. non sottovaluterei la potenza di un buon tiramisù, intere civiltà sono andate a ramengo per mooolto meno!

    tornando seri: la mia percezione attuale, in base a ciò che osservo quotidianamente sul lavoro, è che vi è un senso di inadeguatezza tanto generalizzato da farmi temere il peggio. escludendo un certo numero di brillantoni arroganti, non hai idea di quali insicurezze circolino: impegno e talento in questi casi non bastano, questa ggggente ha paura!

  21. shirk, è vero, tanta gente ha paura, ma perché gli si mette paura. tanti manager gestiscono lo staff con la frusta e ciò non è buono

  22. anche l’occhio vuole la sua parte.

  23. Tsè, donna di poca fede, la mia cucina è leggendaria!
    Infatti tu hai un grande talento per buttarti giù, amica Lise 😉

  24. Sono d’accordo con quasi tutto tranne che con la chiusa. Nel senso: come dici anche tu non per tutto serve talento (stender panni etc). E’ ovvio che potrei impegnarmi quando voglio ma a fare i 100m in meno di 13 secondi non riuscirei. Con impegno, allenamento e droghe varie potrei arrivare a 13 secondi forse, ma mai meno. Però se continuo a stare seduto e oziare continuerò a mettercene 20 di secondi. L’esempio è, appunto, solo un esempio, spero di essermi fatto capire. Che non ho talento per le spiegazioni e questo già lo sai 🙂

  25. sul tiramisù ci va un passito, un po’ grezzo.

    (non c’entra molto, lo so)

  26. secondo me è vero che il talento non lo si acquisisce però c’è da dire che
    – da solo non porta da nessuna parte
    – l’impegno dà un buon margine di miglioramento. Nel senso che a furia di tendenzialmente tutti potremmo fare molto di più di quel che in realtà facciamo

  27. Come vedi, io ho un talento per la sintassi, per esempio.

  28. miles, estate, io non vorrei sminuire l’impegno tout-court. volevo solo dire che non è l’impegno la misura delle cose fatte bene. che forse si può migliorare, ma spesso ci si mette il doppio della fatica. misurare sempre se ne vale la pena, gente
    (miles, ti interessa correre i 100 m sotto i 20 secondi? se sì ti alleni, altrimenti te ne resti in poltrona, in soldoni)
    🙂

  29. Il talento è senza dubbio una dote innata. L’altro giorno ero in oratorio per la solita partitella a pallone tra scapoli e ammogliati quando un tizio (che evidentemente era un fine intenditore del calcistico mondo) mi ha apostrofato : “Ahò a’ Arditoeufemì, giochi che fai kakà !”. E bello sentirsi paragonati ad uno dei più grandi giocatori del pianeta !

  30. Lise, per cortesia non diciamo sciocchezze ! Per stendere ci vuole un sacco di talento. Quella scema della mia filippina (che è rumena) mi rovina tutte le lacoste perchè le stende piegate e così viene una orribile riga scolorita al centro !!!!!!!

  31. mi spiace squiddino, ma per stendere bastano le istruzioni giuste. vedi di darle le istruzioni e il talento non servirà. e se non ascolta le istruzioni è perché è sorda o non sa l’italiano, il talento non c’entra
    ardito: ah, sei pentito adesso di non aver scelto quella strada? 🙂

  32. Lise, stavolta non la penso come te: anzi sono convinto del contrario; leggendo le tue risposte ai commenti ho capito che la vera questione fosse l’atteggiamento “di rimprovero” che alcune persone hanno nei confronti dei colleghi. Su quello concordo spesso (non sempre, però) una pacca sulla spalla è più “motivante” di un calcio nel sedere.

    Nicola

  33. nicola, mi stai dicendo che impegnandosi tutti possono raggiungere gli stessi risultati? che basta impegnarsi per vincere le olimpiadi, il nobel, una guerra?

  34. nel tuo ragionamento ci sono alcune cose che non mi convincono (e che trovo ‘pericolose’). Innanzitutto, per restare nell’es. che tu fai, cosa avrebbe dovuto fare Salieri? Fare il ciabattino perchè nella composizione di sinfonie c’era qlcn che riusciva meglio di lui? Può benissimo convivire colui che eccelle con colui che arriva a buoni/ottimi risultati, ognuno porta del suo. Ognuno si impegna in qlcs per cui prova passione e i risultati arriveranno comunque, anche se in maniera diversa secondo mille variabili (talento, impegno, temperamento…)
    @casadianita

  35. ma le cose che non ti convincono io mica le ho dette, le hai dette tu! io ho forse detto che salieri doveva andare a fare il ciabattino? ho forse scritto io che se uno non ha talento deve smetterla di fare una certa cosa? io non l’ho scritto
    quello che ho scritto io è che non si possono avanzare pretese, nei confronti di chi talento non ne ha, adducendo l’impegno (o la mancanza dello stesso) per il mancato raggiungimento di risultati

  36. Uff, l’impegno per ottenere risultati scarsi? Che inutile fatica! 😉

  37. anonimo

    “non si possono avanzare pretese, nei confronti di chi talento non ne ha, adducendo la mancanza di impegno, per il mancato raggiungimento di risultati”.

    vabbè, dipende dal contesto! Se si parla di una maestra e del suo alunno allora credo che debba avanzare tutte le pretese possibili per spronare lo studentello.
    Se si tratta di far recitare la Arcuri da Orscar credo che si possa anche mollare la spugna che nonnostante l’impengo l’esito sarebbe cmq mediocre.

  38. e se si tratta di far firmare un anonimo?
    è ovvio che qualsiasi cosa dipende dal contesto, ma una maestra pretende risultati che non necessitano di specifici talenti. se io non sono portato per la matematica, ma studio il giusto, forse non prenderò 8, ma 6 sì. qui non si sta a pretendere l’optimum, ma la sufficienza.
    però se si entra in campi dove è richiesto il talento (a scuola non lo è, non per la promozione), allora non si può pensare di pretendere indistintamente gli stessi risultati

  39. eddai lady, se uno si diverte a dipingere, anche se farà sempre delle croste, lascia che continui a divertirsi no? 🙂

  40. Oh certo, se è un divertimento, un piacere, bisogna farlo come viene! 🙂 Intendevo dire che se non sono costretta a ottenere certi risultati, preferisco dedicarmi a cose che mi vengono meglio (e non solo io, penso!)

  41. Lise, sappiamo entrambi che è una domanda retorica, ma si potrebbe facilmente capovolgere: senza impegnarsi a fondo e con dedizione si può vincere una guerra, un premio Nobel? Ovviamente la risposta è No. Personalmente (è una mia opinione, prendila per quello che è) sono convinto che il talento, nella riuscita di un qualcosa, sia un fattore secondario alla dedizione e all‘impegno. Perchè un particolare talento può aiutare a raggiungere determinati risultati più velocemente di chi non ne ha, però una persona dotata di talento, ma che non mette impegno, non giunge a risultati. Pensa a quegli atleti o musicisti talentuosi che si perdono per strada. Invece una persona determinata, ma senza talento giunge al risultato, giunge dopo, ma lo raggiunge. Ho conosciuto personalmente Kasparov, forse il più grande scacchista di tutti i tempi, talento precocissimo: benché non avesse praticamente rivali si allenava alla scacchiera 10 ore al giorno tutti i giorni festivi inclusi. Detto questo, avere determinazione, mettere impegno (e diciamocelo anche professionalità) in ogni cosa che si fa non è un talento anch‘esso?

    Nicola

  42. “quello che ho scritto io è che non si possono avanzare pretese, nei confronti di chi talento non ne ha, adducendo l’impegno (o la mancanza dello stesso) per il mancato raggiungimento di risultati”

    Mi sembra giusto nella misura in cui non ci si giustifichi dalla mancanza di risultati, dovuti alla mancanza di impegno, adducendo la mancanza di talento. 🙂 Nicola

  43. veramente questo non era mica un post sulle scuse. altrimenti lo facevo sulle scuse per i ritardi che era più divertente, non sui risultati non raggiunti 🙂
    per il resto ho già risposto alla questione al commento 29

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