Ci si abitua a tante cose.
Ci si abitua al caffè della macchinetta che non è mai buono. Ci si abitua alle lenzuola ruvide, al compagno che russa, al vicino di sopra che sposta i mobili alle due di notte. Ci si abitua a uscire dalle coperte quando fa freddo, ci si abitua al collega che fa casino, a quello maleducato, a quello che dice che Moccia scrive benissimo. Ci si abitua a lavorare senza finestre e con la luce elettrica sempre accesa. Ci si abitua ad alzarsi col buio, a uscire dal lavoro quando il sole non c’è più. Ci si abitua al tramviere che chiude le porte in faccia e va via, al semaforo troppo breve, al giornale in abbonamento che arriva sempre tardi, a quelli che non si fermano sulle strisce. Ci si abitua alle cacche di cane per terra, alla coda alle poste, ai conoscenti che non salutano. Ci si abitua ai parenti qualunquisti, alla mancanza di verde, a quando piove di sabato, al cappotto troppo caro anche coi saldi.
Ci si abitua, perfino, spesso, a non amarsi più.
Però non è vero che ci si abitua a tutto.

Il post è gemellato con questo.

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0 risposte a “

  1. no.
    però io non voglio più saperne, in senso letterale.
    voterò contro il nano malefico che ritengo il peggio del peggio, ma non voglio – non vorrei – più leggere, sentire, informarmi di politica, di questa politica.

    vorrei, almeno.

  2. no, hai ragione lise. (anche io mi sono abiutata a tante cose, ma questo, no, questo non mi sembra vero).

  3. cinas, plett: grazie per avermi capita.
    cinas, io sono riuscita a non restare informata per almeno un anno. per me è stato peggio (non avevo nemmeno le parole per controbattere)

  4. assoutamente d’accordo, lise. continuo ad essere attonita, continuo ad inveire davanti allo schermo contro i vari faccioni. è tramontata da un pezzo la moralità, la dignità l’ha preceduta, ma non riesco davvero a credere che non sopravviva neppure un po’ di logica. o sono davvero deficienti (oltre che delinquenti) o pensano di rivolgersi a cretini completi, che riescono a bersi un’affermazione e il suo contrario, pronunciato dalla stessa persona che in dieci secondi nega se stessa. in entrambi i casi, io non mi ci abituo.

  5. condivido in pieno. ritorneremo alla scelleratezza di un tempo ma dopotutto berlusconi ce lo meritiamo. (unica consolazione: non avere più quel tale come ministro della giustizia)

  6. ginevs

    no non ci si abitua mai, si rimane sempre disgustati intristiti, allibiti.
    il mio problema è che so già che fra un paio di mesi sarò anestetizzata e distratta dai piccoli problemi di tutti i giorni, il mio disgusto rimarrà in qualche angolino della mia testa ed io smetterò di chiedermi come cavolo si fa a cambiare le cose.

  7. ma berlusconi se lo merita chi se lo vuole prendere… non si potrebbe quantomento farlo spostare su un altro pianeta con tutta la sua coda di collaboratori, elettori, leccac**o & affini????

  8. Francamente, sono più stanco che addolorato: per la prima volta in vita mia prendo in considerazione l’idea di non andare a votare…

    Nicola

  9. emme, è stato uno spettacolo sconcertante
    ossi: ma non è che certi se lo meritano PIU’ di altri?
    ginevs: è vero, ma cerchiamo, di tanto in tanto, di indignarci ancora per le cose importanti (non per la franzoni insomma)
    elo: magariiiii
    nicola: eh. ma non è che poi si fa il gioco di chi invece a votare ci va?

  10. non essere informati significa non poter far valere le proprie ragioni, significa rinunciare ad avere un’opinione, significa perdere il diritto di lamentarsi. ogni persona che rinuncia a sapere è una persona in più dall’altra parte, che la pensa in modo sbagliato.
    e abituarsi è uguale.
    io non mi abituo.

    IO NON MI ABITUO!!!

  11. lanciamo il movimento dei “non abituati”?

    al grido di “IO NON MI ABITUO”!

    (servirebbe? il fatto è che sto cominciando a pensare che niente, niente possa servire. niente possa cambiare. e lo so che questo significa che hanno vinto, hanno già vinto.)

  12. oltra, sono d’accordo con te, ma quando certe cose non si vorrebbero più sentire, a volte viene istintiva la tecnica dello struzzo (poi ci si incazza con se stessi e si tira fuori la testa dalla sabbia, lo giuro)

  13. emme, proviamoci, ti prego
    :*

  14. io non mi abituo a un sacco di cose.

  15. aderisco al movimento IO NON MI ABITUO. Sono allibita, disgustata e incazzata. mi sono sentita dire con tono cantilenante da asilo “siete caduti, siete caduti” e penso che siamo per terra tutti.

  16. Oltranzista

    io non mi abituo[..] milano, circonvallazione, sera. torno dal megamagazzino con gli sci ripiallati e lo stomaco pieno. il pregio di merdonalds è che non ne esiste uno sufficientemente vicino a casa mia da permettermi di andarci e raggiungere il mio confortevole ces [..]

  17. io aderisco al movimento, a tutto non mi ci abituo. tantomeno al nano.

  18. lise in teroria se lo meritano più gli altri, ma ripeto abbiamo scelto come ministro della giustizia quel tale!!!!come cacchio si fa a fare uguale o peggio di quelli che ci hanno preceduto (Castelli!!!!). tra l’altro mi sono sentita sconfitta fin dal primo giorno ma come si poteva esultare con quei numeri e da lì (e non adesso) ho inziato a pensare che incredibilmente Berlusconi non ce lo leveremo più di torno (a parte l’eventualità di una morte fisica). Montanelli profetizzò male: secondo lui gli Italini avrebbero mandato via Berlusconi una volta visto il suo operato e invece in Italia dopo che si è toccato il fondo, si scava ancora, la colpa mica sarà solo degli altri….

  19. oltranzista mi ha preceduto, voglio scrivere qualcosa entro oggi linkando lui e te, lise.

    sarà nulla, ma mi fa star meglio.

  20. Aderisco anche io.
    Schifata, demoralizzata, sfiduciata da tutti in massa, ma continuerò a non cedere al lasciare che le cose vadano senza metterci la mia piccola, forse inutile, X.

  21. ossi: ma infatti, il senso di sconforto sta proprio in quel che descrivi. i faccioni contro cui inveisco stanno soprattutto nel centro(!)sinistra(!!!).

    però, io mastella non l’ho mai scelto.

  22. un’altra cosa: ma come si può esultare con spumante e mortadella? posso capire l’esultanza interiore ma se la tengano per loro, ma che messagio mandano al Paese? Il paese è in brache di mutande ma esultano per i loro interessi personali oramai neanche un pò di finzione. sono disgustata e stanca, questo non mi impedirà di unirmi ad “io non mi abituo”.

  23. anonimo

    non bisogna mai abiutarsi.. che tanto il peggio arriva comunque.
    Credo che informarsi sia un dovere, e votare un obbligo.
    per me votare è portare rispetto a chi e morto per questo; anche se mio nonno sarà più schifato di me dalla piccolezza dell’attuale classe politica.
    Ilaria

  24. Ecco, io non scrivo mai post sulla politica, ma su questo – avendone il tempo – avrei voluto farlo. Sulla mortadella, soprattutto. Su quella.

  25. ilaria, grazie per averlo ricordato: anch’io penso che votare sia un dovere, per noi e nel rispetto di chi, per garantire a noi questo diritto ha dato la vita
    ossimoro: ieri si sono viste scene di ineguagliabile squallore. ma si può sputare addosso a un compagno di partito?
    amici: non abituamoci mai!

  26. (Anzi, non solo su quella.)

  27. aderisco anch’io al “IO NON MI ABITUO”…il sentimento di sconforto susseguente le immagini di ieri e’ stato forte, ma anche la rabbia e lo sdegno…

  28. gmai

    bello, bellissimo post!
    no, non ci si abitua a tutto (e fortunatamente non ci si ADATTA, atteggiamento a volte ancor più pericoloso!)

  29. grazie gmai.
    grazie a tutti per i vostri commenti: mi sento meno sconfortata

  30. Davvero ci si abitua a tutto ormai.

  31. balacobaco: a tutto no. a tante cose, ma a tutto no

  32. no, non ci si abitua. no. ale cose che danno fastidio io non mi abituerò mai. ed è questo che mi frega. e non ti ci devi abituare neanche tu, sennò diventi grigiolina, mia colorata lise!
    vado a vedere che ha scritto lo skipper

  33. ‘azz qui ci vuole un bannerino

    IO NON MI ABITUO!

  34. vai col banner oltra!
    erba: ad alcune cose ci si abitua, se no ti viene il fegato marcio. ad altre no, si cerca di cambiarle (ora tento con la collega, non si sa mai)

  35. veramente mi stavo già lanciando con le magliette…

  36. sìsì. banner e magliette!

    (il post, mannaggia, devo fare il post)

  37. il mio template la maglietta già la indossa

  38. Piena condivisione. evidentemetne ho dato fiducia alle persone sbagliate, ma non alle idee sbagliate 🙂

  39. gente, io li sento i colleghi dell’ufficio di fianco che stanno già dicendo: “ci si abitua a tutto”. ora vado di là e li faccio fuori a mani nude

  40. ecco il banner. lo so, graficamente è poverissimo, ma è il concetto che conta.

  41. oltra, ma tu sei un figo, il banner punta addirittura a questo post!

  42. eddirei, sennò come fai a dargli tutto quel significato? dovresti farcelo puntare anche tu, altrimenti chi lo vede domani non capisce…

    veramente sotto il banner avevo provato anche a mettere il codicino per linkare, ma non si vede… che volete, con html io non ci so fare!

  43. lady non vale, dopo che mi sono ammazzata per inserirlo e linkarlo tu arrivi coi fuochi artificiali?
    signore e signori, la lady è una sborona! 😀
    (scherzo: grazie)

  44. ok. che ve ne pare adesso?
    non abituatevi TUTTI!

  45. anonimo

    posso solo fare una domanda: perchè le preoccupazioni di quelli scontenti per la caduta del governo sono solo dirette al pensiero che potrebbe tornare Berlusconi?davvero vi illudete che tutte le disgrazie dell’Italia dipendano da lui?
    capinera

  46. anonimo

    Io non mi abituo allo stupore che mi provoca l’affermazione che bisogna votare sempre e comunque anche quando la “democrazia” in cui viviamo è un concetto astratto, stemperato dal quotidiano vivere, della cui assenza ci accorgiamo solo quando impattiamo con violenza contro l’assenza di tutele e di diritti. Io non mi abituero’ mai alla rabbia che mi provoca la frase “turarsi il naso” come se il ritorno di un omino non fosse corresponsaibilità di chi in due anni di governo non ha fatto nulla, niente, neanche un passo, neanche un timido tentativo per impedirne il ritorno. Io non mi abituo allo sconforto che mi prende nel sapere che mio nonno è stato in prigione ed ha combattuto per darmi il diritto di voto, ma sono sicuro che lui sarebbe il primo a rifiutarsi di scegliere tra delinquenti e mafiosi e concussi di ugual misura.

  47. emmeblog

    io non mi abituo[..] [post gemellato con questo e questo] è tardi, e la giornata ha preso il sopravvento. eppure, è doveroso scrivere. velocemente, malamente, ma voglio che qualcosa rimanga, fosse soltanto la possibilità di sentirsi compresi nello sgom [..]

  48. mi gemello anche io, se permetti.

  49. Oltranzista

    http://lepar[..] io non mi abituo. [..]

  50. Non ho saputo resistere, avevo troppo pochi minuti per un post e quindi li ho impiegati così. 😀

  51. (Sono una sboròna, è vero, hahaha!)

  52. VeraChicca

    non abituarsi = crederci ancora.
    e dunque vi invidio un po’…

  53. io la maglietta la voglio!

  54. No, non ci si abitua. Anche se abituarsi renderebbe le cose più facili.

  55. capinera, non mi pare che siano le nostre uniche preoccupazioni
    anonimo n. 48: e quindi cosa suggerisci? oppure pensi davvero che non votando si raggiunga qualcosa?
    raf: non serve il permesso, gemellati!

  56. @anonimo47: le disgrazie non dipendono tutte da lui, ma lui dipenda da buona parte di quelle disgrazie.

    @anonimo48: sono certo che tuo nonno avrebbe avuto il coraggio di firmarsi.

  57. gmai

    giusto! E finiamola con il fatto che la storia non insegna! Non insegna a chi non vuole imparare. E’ vero. L’Italia attraversa un periodo politico critico, da molti anni ormai, frutto anche della mentalità degli italiani. Viene voglia di andare via. Ma non è una soluzione. Quando ci stai la vorresti mandare affanculo ‘sta nazione. Quando ne sei fuori ti manca da morire e le sei ancora più affezionato e legato. Come ad un bambino malato. Bisogna urlare. Far capire che non siamo degli imbecilli che puoi anestetizzare a piccole dosi. Incazzarsi. Ma mai delegare agli altri qualcosa che dipende anche da noi. Io non voglio lasciare ai miei figli qualcosa che non ho contribuito a migliorare. Così come mio nonno, come presumo il tuo, an.48, non ha voluto lasciarmi nelle mani del fascismo. Eppure avrebbe potuto tesserarsi e fare una vita decisamente più comoda. Uniformarsi. Io lo ringrazio per non averlo fatto e per avermi insegnato a desiderare.

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