Archivi del mese: agosto 2007

<p>Ci sono posti dove sei stata da single e che hanno per te un affetto particolare. Pensi a Mykonos soprattutto, che hai amato tanto da non volerci tornare mai pi&ugrave;. Pensi anche a Ponza, a quella Lise che non eri tu, a quell’unica strada e che al massimo ci torneresti da vecchia, a svernare come la principessa Sissi che cercava di farsi passare la tisi a Corf&ugrave;. Ma c’&egrave; un posto dove torneresti sempre: un luogo del cuore, un luogo ingannevole, un luogo che pu&ograve; avere pi&ugrave; facce, pi&ugrave; vite, pi&ugrave; aspetti.<br />
Quel posto &egrave; Formentera. <br />
Dopo esserci stata tre volte da sola, quest’anno ci torni con Stear. Parti domani, torni domenica 2 settembre.</p>

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Sono pieni di colori saturi i quadri di Botero, con quelle figurone statiche e inespressive che occupano quasi tutta la tela e quel che c’&egrave; sullo sfondo &egrave; altrettanto piatto e sproporzionato, come nei quadri dei pittori fiamminghi. Eppure c’&egrave; un mondo di emozioni nei i dipinti, quasi tutti giganteschi e luminosi, tanto che si potrebbero spegnere le luci e loro si vedrebbero lo stesso. Le opere sono tante, anche se mai abbastanza e anche le poche sculture ti entusiasmano: quella Venere addormentata te la porteresti a casa per poterle accarezzare i capelli mentre dorme.<br />
C’&egrave; solo una sala che fa venire i brividi e quasi le lacrime: quella dedicata ai crimini di Abu Ghraib.<br />
Eppure girando per le sale si resta con l’impressione che siano quelle alla fine le proporzioni giuste degli esseri umani: testone rotonde, polpacciotti ovali, occhietti e boccucce minuscoli.<br />
Tutt’altro genere il Ferroni compreso nel prezzo del biglietto. I quadri sono bui, tetri, deprimenti. Comunicano uno squallore e un vuoto che l’autore doveva sentire dentro di s&eacute;, lasciano spiazzati, disturbati.<br />
Fuori dal Palazzo Reale c’&egrave; poca gente e i negozi verso casa sono quasi tutti chiusi, senza vetrine da spulciare, c’&egrave; pace. Ti dedichi un frullato che ti sembra meno buono di com’era in primavera, gironzoli per l’unico negozio aperto e alle otto di sera ti accasci finalmente a casa.<br />
Al prossimo &quot;non milanese&quot; che se ne esce di nuovo con <em>questa citt&agrave; di merda</em> dirai finalmente&nbsp;quello che pensi, ovvero: &quot;Allora tornatene al tuo paese&quot;.

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Non ne puoi pi&ugrave; della gente che crede di sapere sempre tutto di tutti gli argomenti, pure quelli che riguardano la tua vita.<br />
Morte ai tuttologhi.

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Sei stata svogliata e di cattivo umore per due giorni. Tutto quello che eri disposta a fare era sdraiarti sul letto a sfogliare le tue corposissime riviste. Altro che tirare fuori montagne di pentole e far finta di essere una casalinga gourmet. Al massimo la puffetta brontolona.<br />
Eppure &egrave; bastato il suono del campanello a far comparire dapprima metroicon e a seguire LadyK, perch&eacute; il cattivo umore se ne fuggisse fuori dalla finestra aperta, spaventato dai vostri sorrisi e dagli aneddoti romantici ed entusiasti delle vostre passate vacanze.<br />
<font size=”1″>Guest stars della serata: i prodottini beauty gradito omaggio di metro e i fichi d’india portati dalla Lady.</font>

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Ci sono delle volte che ti guardi da fuori e riesci a osservarti con il dovuto, rasserenante distacco. E vorresti pensare che quella che stai guardando non sei tu, per poterti guardare meglio, pi&ugrave; a lungo e in maniera ancora pi&ugrave; serena.

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<p>Premessa: dell’eventuale trasferimento in Germania tu ai tuoi genitori non hai detto nulla. Stear ha&nbsp;accennato qualcosa, ma solo riguardo a se stesso, senza dire che in caso anche tu partiresti.<br />
Poi sabato siete andati da loro al mare e lui la notte prima si &egrave; fermato a dormire da te. Prima che suonasse la sveglia stavi sognando che lui si era fissato di volerti sposare, tra l’altro inspiegabilmente in tutta fretta: nel giro di un mese e mezzo, cos&igrave;, senza preavviso, senza neanche sapere se si voleva sposare in chiesa o in comune, senza aver pronto un vestito, uno straccio di ristorante o che e tu nel sogno eri talmente disorientata da non riuscire neanche a opporti. Poi per fortuna &egrave; suonata la sveglia.<br />
L&agrave; a Loano la giornata &egrave; filata via abbastanza liscia, senza strane dichiarazioni da parte dei suoi genitori, che invece vi avevano tramortito l’anno scorso. Tranne quando hai incautamente affermato che non stiri. Era perfettamente coerente con il discorso eh. Ma sua madre &egrave; rimasta cos&igrave; disorientata da non sapere cosa dire. Poverina, ti &egrave; quasi dispiaciuto per lei.<br />
Fino alla cena. A cena, non sai come, &egrave; saltato fuori il discorso dell’eventuale trasferimento e non ti ricordi bene in che termini si fosse, tu non parlavi, preferivi concentrarti sul melone, quando sua madre se ne &egrave; saltata fuori con: &quot;Prima di partire ti devi sposare!&quot;<br />
Affermazione che vi ha lasciato chiaramente secchi e, come direbbe Camilleri, intordonuti per almeno dieci secondi buoni.<br />
Tu: &quot;Ma perch&eacute;?&quot;<br />
Lei, che era chiaro che non lo sapeva spiegare, oltre chiaramente al desiderio di vedere il figlio sposato, come tutti i suoi amici: &quot;Perch&eacute; s&igrave;. E poi saresti tu quella pi&ugrave; tutelata!&quot;<br />
Tutelata? E da che?<br />
Tu: &quot;Ma perch&eacute; mi dovrei tutelare? Mica va in guerra che ho bisogno della pensione di vedova!&quot;<br />
Stear: &quot;Ma che sposarmi, a uno sposato non lo chiedono mica di andare, altrimenti manda all’aria il matrimonio&quot;<br />
Lei: &quot;Ma figurati se mandi all’aria il matrimonio perch&eacute; sei in Germania dal luned&igrave; al venerd&igrave;&quot;<br />
Ma chi glielo dice&nbsp; lei che l’azienda ti paga il rientro tutte le settimane? E’ gi&agrave; buono se te lo paga tutti i mesi.<br />
Tu: &quot;Ma che bisogno c’&egrave;? Io non ho nessun bisogno di sistemarmi&quot;<br />
Lei: &quot;Ma non vorrete mica andare avanti cos&igrave; tutta la vita!&quot;<br />
E se anche fosse? La signora si preoccupa che siamo sistemati o che siamo felici?<br />
Dopo per&ograve; quando sei uscita di casa ridevi tantissimo.<br />
Stear: &quot;Cos’hai da ridere?&quot;<br />
Tu: &quot;E’ come nel mio sogno, ci dobbiamo sposare nel giro di un mese e mezzo&quot;<br />
Allora anche lui ha riso.</p>

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Ci sono posti&nbsp;come nelle Mille e una Notte, che il viaggiatore era sperduto nel deserto pi&ugrave; deserto e poi si trovava davanti una casupola e varcata la soglia, meraviglia! si ritrovava in un giardino pieno di fiori e alberi da frutto, abitato da uccelli variopinti e donne bellissime e musicali, dove non mancavano sonore fontane.<br />
Deadivina abita pressappoco in un posto cos&igrave;. Che per arrivare a casa sua si attraversano delle zone un po’ deprimenti, poi si arriva al suo cancello, lei viene ad aprire e ci si trova in un gigantesco giardino pieno di verde, fiori, uccellini e giochi per bambini, lontano mille miglia dal frastuono del traffico.<br />
La sua casa &egrave; bellissima e lei ti prepara per cena un piatto unico apparentemente semplicissimo e frugale, ma ottimo e saziante. Poi c’&egrave; la torta di mele di Princi, i suoi cioccolati speciali (quello al sale dolce di Cervia &egrave; stato un’esperienza mistica), i vostri allegri racconti delle vacanze passate e future.<br />
Una splendida serata.

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Non tutti gli imprevisti vengono per nuocere. La torta che avevi preparato da portare ai genitori di Stear ve la siete invece mangiata voi e adesso ne hai qui met&agrave; da dividere coi colleghi. Non cucinavi da tanto e ieri invece hai anche preparato un sugo di sgombri buonissimo. <br />
Vorresti avere giornate piene di entusiasmo e di tempo per fare tutte quelle cose che ti piacciono e per le quali sei troppo pigra. Sfogli virtualmente le pagine di altrui moleskine su flickr e ne rimani incantata, ma lasci la tua nel cassetto da mesi, ti porti al Borghetto un quaderno per scrivere perch&eacute; ti &egrave; venuta un’idea per un racconto e lasci il quaderno in valigia. Pensi a post per trendstarvers e nemmeno li articoli. Sfogli una rivista di arredamento e trovi idee interessanti per riporre i tuoi libri. Si scommette che resteranno solo idee sulla carta patinata. Da qualche parte a casa tua giace Velvet ancora intonso.<br />
Sei pigra, pigra, pigra. La casa cade a pezzi e non ti avvicini nemmeno agli stracci. La lavatrice non ti riconosce pi&ugrave; e il risultato &egrave; che stamattina non sapevi proprio cosa metterti.

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<p>Approfitti del fatto che Meg sia a Milano da sola per proporle una cena &quot;da fighette&quot; in un locale pretenzioso dove si mangia piuttosto bene e finite semiubriache a ridere chiassosamente progettando vendette originali a danni di persone troppo stupide per capirle. Eppure, anche cos&igrave; poco fighette Meg riesce a rimediare comunque una proposta di passaggio a casa in moto da parte del cameriere (che, si presume, avrebbe cavallerescamente lasciato te a piedi, grazie signor cameriere) che viene ignorata molto di pi&ugrave; dell’offerta di vin santo e cantucci.</p>

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<strong>Un fine settimana in due episodi</strong><br />
<u>1 – Non sparate sul violinista</u><br />
Venerd&igrave; sera sei andata con la Fulvia a una manifestazione all’aperto&nbsp;nel paese accanto al Borghetto: degustazione vini e salumi e concerto d’archi. Peccato per&ograve; che gli organizzatori avessero avuto la malsana idea di non transennare la piazza, cosicch&eacute; era tutto un viavai di bambini in bicicletta e di far avvenire le due cose in contemporanea. Col risultato che i degustatori ciarlavano ad alto volume, alzandosi e risiedendosi chiassosamente e disturbando chi piuttosto era andato a sentire il concerto: un quartetto di suonatori bravissimi, molto giovani e pure carini, che non si sono lasciati per niente distrarre dal chiasso attorno. Tu le vecchie betoniche sedute davanti a te le avresti prese a scarpate, ma ne sarebbe scaturita una rissa. Probabilmente i musicisti avrebbero comunque continuato a suonare.<br />
<u>2 – Giovent&ugrave; di paese</u><br />
Sabato pomeriggio sei andata a trovare tua zia e poi &egrave; arrivata anche tua cugina, quella grande, che avr&agrave; almeno dieci anni pi&ugrave; di te e una figlia di tredici (e pure un ex marito, ma questa&nbsp;&egrave; un’altra storia) ed &egrave; quella che tu hai sempre considerato &quot;la cugina bella&quot;. Ha passato l’intero pomeriggio a raccontare aneddoti delle sue amiche quando erano adolescenti, in particolare ne avete apprezzate due: &quot;quella che la dava ai vecchi bavosi in cambio di abiti firmati e gioielli&quot; e che poi era pure diventata amica della moglie di lui e &quot;quella che presentava le amiche ai vecchi bavosi in cambio di inviti a cena e uscite serali tutto compreso&quot;. Un intero pomeriggio di risate.<br />
Be’, non proprio: la parte sull’ex marito non &egrave; stata poi cos&igrave; divertente.

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