<p>&quot;Domani andr&ograve; gi&ugrave; al porto e gli dir&ograve; che sono pronto per partire, getter&ograve; i bagagli in mare e studier&ograve; le carte e aspetter&ograve; di sapere per dove si parte&quot; (Jovanotti – La linea d’ombra)</p>
<p>Chi l’avrebbe detto mai che a venire a letto con te Stear avrebbe fatto carriera. Eppure s&igrave;. Per convincere te a prendere una decisione difficile hanno fatto la stessa proposta a lui. E tu puoi capire che lui abbia detto di s&igrave;, perch&eacute; si merita molto di pi&ugrave; di quello che ha, lavorativamente ed era ora che anche lui ricevesse delle offerte interessanti e che gli permettessero degli avanzamenti.<br />
E tu? Tu ora ti trovi davanti a una scelta difficilissima. E hai tanta paura. Paura di fare la scelta sbagliata, qualunque essa sia. Paura di metterti in una situazione che non ami. Paura di avere paura, paura di non avere pi&ugrave; occasioni. Paura di non saperti gestire in una situazione nuova. Paura di sentirti sola. Paura che questo amore non sia cos&igrave; grande, cos&igrave; forte, cos&igrave; duraturo.<br />
Che pulcino spaventato.<br />
Eppure credi di aver deciso. Forse &egrave; proprio per questo che hai paura.<br />
&quot;Puoi avere paura di perdere qualcosa solo se hai qualcosa da perdere&quot; trovi sul libro di Ali Smith. Ecco. Non credevi, ma ti accorgi ora che hai tante cose da perdere.</p>

Annunci

49 commenti

Archiviato in Senza categoria

49 risposte a “

  1. solidarietà, lise. (a volte, tipo leggendo qui, ringrazio il mio mantra *non ho una casa, non ho un fidanzato, non ho un figlio, non ho un marito e posso andare ovunque voi mi chiediate*)

  2. plet io ho una casa e va be’. ho un fidanzato che verrebbe con me. ma ho qui degli amici, i genitori, uno stile di vita. perdere questo mi fa paura. e mi fa paura anche perdere un’occasione che desideravo da tanto e che si presenta proprio ora, in contemporanea
    :*

  3. beh, l’altro giorno parlavo con un prof della città dei portici, proprio a proposito dell’andare via. e lui mi fa “il mio milgiore amico viveva a milano, e non lo vedevo mai”. ora che vive a los angeles, lo vedo molto più spesso, perchè ogni volta che torna ci *dobbiamo* incontrare.
    e poi conta che sa la meta è quella che so, là seresti veramente la donna più stilosa di tutta la città (va beh, questa è una cazzata, lo so)

  4. “Che pulcino spaventato” è un’espressione che mi fa tanta tenerezza e mi ricorda il mio professore all’università, che la usò il giorno della laurea per descrivere come gli ero sembrata quando ero andata a chiedergli la tesi.

    Al di là di questa parentesi egoriferita, riesco solo ad esprimere condivisione (leggendoti, mi sono sentita addosso le stesse paure anch’io!).
    In bocca al lupo, insomma, e che l’arrovellamento sia il più indolore possibile. :*

  5. si vede che ce l’abbiamo sotto pelle questo aspetto di pulcino 🙂
    spero in bene

  6. gli amici ti vogliono bene anche da lontano e ogni volta che li rivedi è una gioia enorme- almeno, a me con le persone che ho lasciato a roma succede così

  7. lo so, però non li potrei chiamare per un caffè dell’ultimo minuto, non potrei più uscire il martedì sera con la wonder, tutte cose così che sono sicura mi mancheranno tanto

  8. “Qui avrei”??! E dove dovresti andare? Aaaaaah!

  9. lady, è un vero casino, ma forse da nessuna parte. ne parliamo quando ci vediamo magari
    :*

  10. Come ti capisco!io ho cambiato citta’ da poco, ho lasciato una citta’ che adoro pure nelle sue parti piu’ faticose. E capisco quel aver paura di perdere le piccole abitudini, sono proprio quelle alle quali siamo attaccati. e poi le potenzialita’ del posto dove vivi non le sfrutti sempre e tutte ma sai che STANNO LI’. Allontanarsene e’ dura,io l’ho fatto, non mi pento ma e’ dura.:o)

  11. anonimo

    Ti leggo spesso, e spesso mi ritrovo in qualche passaggio. Ma mai come oggi. Anche a me è capitato di dover fare una scelta simile alla tua. Ho passato due giorni da paura, poi ho deciso: mi butto. E ho fatto bene, col senno di poi. Ma non voglio mentirti: difficoltà e rimpianti, nei primi tempi, la faranno da padrone. Però alla fine anche i pulcini impauriti riescono a cambiare muta, come i serpenti.
    Un abbraccio.
    G.

  12. Ma dovresti cambiar città?
    e anche Stear? se si, sarebbe tanto lontana dalla tua?
    è un posto sperduto o bellissimo in cui nuove abitudini potranno essere ancora più belle e confortevoli di quelle che hai adesso?

  13. grazie G per le belle parole. io non sono ancora sicura di quello che farò, perché anche qui mi hanno fatto una proposta interessante. però…
    aleike, proprio così!!!

  14. julia sì, non è un posto sperduto, ma di sicuro le abitudini non sarebbero più confortevoli di come sono ora. già il fatto che la plett commenti che sarei la donna più stilosa della città vi dà un’idea di che genere di negozi si possano trovare!

  15. Lise è una scelta difficile che, purtroppo per te, devi prendere da sola; personalmente (ma qui parlo di me e del mio carattere, non voglio influenzarti) ho sempre preferito vivere di rimpianti per ciò che ho fatto invece che di rimorsi per ciò che non ho fatto. La tua situazione mi ricorda quello di un mio zio che da columnist al New York Post ricevette la proposta di dirigere (con la moglie) un quotidiano in Iowa, stato con più maiali che lettori come diceva lui 😉 In bocca al lupo!

    Nicola

  16. aahhaha. io però ho due proposte: una se vado e una se resto. naturalmente ognuna coi suoi bei pro e contro. quindi qualsiasi cosa sceglierò avrò dei rimpianti.
    come mi disse un paio di giorni fa un mio aspirante futuro capo: sono la kakà degli acquisti
    (ho riso molto)

  17. volevo dire “la kakà dell’ufficio acquisti”
    🙂

  18. lo so lise. anche io a milano non ho più i miei martedì letterari, le uscite settimanali con la migliore amica e quelle con p, il cinema con l- e tutte le abitudini che si prendono. mi mancano tutti terribilmente, ma intanto: tutte le scelte sono reversibili e poi le persone che ti vogliono bene ci saranno in modi diversi- ma ci saranno.

  19. io dico vai. Lo vedoi com’è messo questo paese? se puoi vai:-)

  20. Se c’è qualcuno che CAPISCE la paura, sono io. Che al tuo posto, con ogni probabilità, sarei paralizzata e con i sudori freddi. L’unico suggerimento che mi pare sensato darti è: siediti, e pensa a quale sia per te la cosa più importante. E poi decidi. Bacio.

  21. estate quello che non capisco davvero è perché siate tutti convinti che all’estero io vada a stare meglio e che quella sia sì la soluzione difficile, ma migliore. che il cambiamento, purché sia cambiamento sia una cosa buona di per sé. che bisogna correre dei rischi e fare delle rinunce, come se il fatto di correre dei rischi e fare delle rinunce fosse di per sé la cosa buona, indipendentemente dai risultati. mi mostrate tutte i lati buoni dell’andarsene. ma io amo milano. sto bene qui. cosa vi fa pensare che andrei a stare meglio?
    (non è polemica eh, sono domande vere)
    vassilissa: sono almeno dieci giorni credo che sono seduta a pensare a cosa potrebbe essere la scelta migliore per me

  22. ma se stai bene a milano perchè mai dovresti andartene?
    la proposta che ti fanno se resti fa pena?

  23. menza, la proposta a milano se resto mi interessa di più che non quella all’estero, ma è incerta e chi dovrebbe confermarmela continua a cincischiare, benché sollecitato e da persone a livelli ben più alti dei miei. e anche se fosse certa, quella all’estero mi garantirebbe una carriera più sicura e veloce. del resto il moroso ha accettato di andare all’estero, perciò io resterei qui da sola. ecco
    (grazie per aver capito)

  24. io ho capito perchè all’estero ci sono andata perchè era da scemi non andare e sono tornata indietro.

  25. ahahahah, ecco. comunque sarebbe per un paio d’anni

  26. se fossi al posto tuo comunque cercherei una busta di coriandoli dentro gli armadi (ne avanzano sempre) e me li getterei sulla capoccia. (no testa, capoccia)
    poi farei quello che mi va di fare, persino rompere le uova nel paniere a moroso.
    però la mia vita non va bbbbene, per cui il consiglio che segue è: non seguire i miei consigli.

  27. Essenzialmente perché secondo me un’esperienza all’estero ti arricchisce, a prescindere da tutto. Persone nuove, modo di lavoro nuovo (e spesso più stimolante), dinamiche nuove…magari scopri che ti piace tantissimo, magari no, però di per sè io la vedo come un’opportunità di arricchimento (poi anche io avrei mille paure e mille ripensamenti, ma lucidamente la vedo così). certo è che se tu sei pienamente soddisfatta di stare qui, del lavoro fai e della vita che hai, allora magari va bene così e andartene non ti serve. Quello che dico è, se vedi un’opportunità non farti frenare dalle abitudini o da ciò che di rassicurante hai qui, se invece non vedi non vedi un’opportunità il discorso cambia (make sure the fortune that you seek is the fortune that you need)

  28. Tesoro. Potrei dirti quello che mi avevi scritto tu in un commento ai primi tempi del blog, quando mi si cominciava a profilare all’orizzonte il trasferimento a Milano. Era una citazione altrui, di quelle dotte, di quelle che ti illuminano la strada mentre i tuoi passi ti protano in ubna direzione anche oscura…

    La risposta è dentro di te, ma è sbagliata.
    😉

    Dai: ce la farai. (A prendere quella giusta) :*

  29. estate, ma io ho già fatto l’erasmus e il progetto leonardo, non è che all’estero non ci abbia mai vissuto. poi, come dicevo a menzogna, a milano probabilmente non resterei a fare quello che faccio adesso (mentre se vado all’estero continuerei in questo settore che non mi piace). e che se era così facile ti pare che mi venivano i dubbi? 😉
    vì, sperem! 🙂

  30. Cmq. nella mia vita ho sperimentato prima molti rimpianti, e poi molti rimorsi. E la mia profonda convinzione è che facciano schifo tutti e due, sicchè scegliere secondo il criterio che gli uni o gli altri siano meglio mi sembra proprio una stupidaggine…

  31. In realtà sembra di comprendere che preferiresti rimanere a Milano. Perciò DOMANDA: non è possibile entrare nell’ufficio di colui che dovrebbe confermare l’offerta qui, guardarlo negli occhi e chiedergli: “Se, nonostante le pressioni, non intendi confermare, vuoi cortesemente dirmelo? Perchè dovrei prendere una decisione.” Non sarebbe maleducato, e tu faresti comunque la bella figura di colei che sa andare al punto della questione. O no?

  32. CORREZIONE: il mio unico neurone vagabondo mi sta picchiando in testa cercando di far capire al vuoto pneumatico circostante che, EVIDENTEMENTE, se tu fossi nella posizione di fare una simile domanda, l’avresti già formulata… Scusa!

  33. vassilissa, ho riso moltissimo per il tuo commento 35. comunque, andare a chiedere direttamente non sarebbe effettivamente nel mio stile, ma ero talmente esasperata che volevo farlo. solo che i miei aspiranti futuri capi mi hanno dissuasa dicendo che ci parlavano loro per sollecitare (e guarda qui che risultati) 🙂

  34. cara, non mi sento di consigliarti nulla. solo tu sei in grado di valutare tutti i pro e i contro, non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche affettivo, di “vita quotidiana” oltre che no. Certo, è una scelta difficile, che sicurametne farà maturare sia te che Stear non solo come persone singole, ma anche (e soprattutto) come coppia. Un abbraccio :*

  35. grazie.
    io in effetti non so se voglio maturare, sarà per questo che sono così restia? 🙂

  36. Condivido. Mi rifiuto di comportarmi come una pera.

  37. Sai com’è ho estratto la pagliuzza corta e ad Agosto dovrò lavorare… 🙂
    Comunque sono a Milano (allegria!) 😀
    P.S.
    Tu prova, ci devi sempre provare! 🙂

  38. non rinunciare mai per nessuno che non sia te stessa…

  39. In un bel libro, non ricordo quale, c’era un ottimo consiglio. Seguir sempre la strada del cambiamento. Non so se sia utile, a me parve illuminante.

  40. paola: ma per chi altri?
    lattis: a me piace cambiare, ma cambierei anche restando qui e sarebbe un cambiamento che ho cercato, non uno che mi hanno offerto. ciò detto, non concordo con la frase in termini generali: in alcune delle mie esperienze passate cambiare è stato disastroso e non cambiare invece positivo, perciò…

  41. stear?
    comunque, al di là di tanti stupidi consigli, in bocca al lupo.

  42. dovendo strappare anch’io un petalo dalla margherita io direi di restare se puoi nella tua città, nei luoghi dove puoi avere un amico e un ricordo antichi, dove si dipana la storia della tua famiglia, ecc. ecc.
    se non e’ proprio necessario io non emigrerei (perche’ comunque di emigrare si tratta).

  43. paola: veramente è a lui che hanno proposto di venire con me, non io che vado perché va lui 🙂
    teatro: io non abito nella città dove si dipana la storia della mia famiglia. le storie della mia famiglia si dipanano un po’ per tutta italia e dal posto dove sono cresciuta sono scappata perché lo odiavo

  44. Effettivamente c’è anche il detto popolare (e opposto) chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia, ma non sa quello che trova”… ergo… ci sono sempre le solite due facce della medaglia…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...