Archivi del mese: luglio 2007

<p>La sera &egrave; inaspettatamente ventilata quando tu e Meg uscite dal locale. Tu le dici che il tram dovrebbe passare a mezzanotte e un minuto, lei ti propone di andare a piedi fino al capolinea e di farvi poi una fermata insieme. Salite: ci siete solo voi due, il tram si mette in moto e poi si ferma sotto casa di Meg. Anche il tramviere scende.<br />
Tu: viene a casa con te?<br />
Lei: no, guarda, si &egrave; fermato alla fontanella. Rubiamo il tram?<br />
Tu: eh, ma come si guida?<br />
Rientra il tramviere.<br />
Lei: Ma non ha avuto paura che le rubassimo il tram?<br />
Lui: ma magari!<br />
Ridete tutti e tre, Meg scende e si avvia al portone, poi si volta verso di te mentre le porte si chiudono e ti dice: &quot;Guarda come si guida!&quot;<br />
Ride, &egrave; bellissima e tu vorresti dire a tutti che &egrave; la tua migliore amica.</p>
<p>Domani parti, buone vacanze a tutti.</p>

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Le riviste femminili che continuano a sconsigliare in tutti modi le lettrici all’uso della lampada solare, terrorizzandole dei rischi alla pelle, senza ottenere grandi risultati, vista l’alta percentuale di donne lampadate che si vedono in giro (e delle quali occasionalmente anche tu fai parte), otterrebbero probabilmente un maggior effetto deterrente se raccontassero piuttosto della musica tremenda che passa nei solarium. Tu pi&ugrave; volte ti sei ritrovata intrappolata nella cabina con Gigi D’Alessio o Max Pezzali a tutto volume e senza che la&nbsp;ventola riuscisse a coprire lo scempio, anche sparata a velocit&agrave; massima. Piuttosto il pallore, davvero.<br />
Sempre tornando alle riviste che le studiano tutte per invitare le lettrici a proteggersi dai rischi del sole forsennato, sfogliavi l’altro giorno la rivistina gratuita della profumeria e ti imbattevi nel seguente concetto: &quot;Guardatevi attorno in spiaggia. Noterete che quelle che sono belle sono belle anche se non sono abbronzate e quelle che sono grasse restano tali anche se diventano scure&quot;.<br />
Ora, il concetto sar&agrave; anche condivisibile, ma ti &egrave; sembrato un po’ azzardato esprimerlo sulle pagine di un giornaletto di profumeria. No, perch&eacute; il rischio che si estenda un po’ a tutto il mondo attinente &egrave; dietro l’angolo, dando il la a pensieri tipo: &quot;Se una &egrave; bella &egrave; bella anche se non si mette la crema idratante e quelle che sono grasse restano tali anche se si truccano&quot; e via con la sciatteria fino a: &quot;Se una &egrave; bella &egrave; bella anche se puzza e quelle che sono grasse restano tali anche se si lavano&quot;.<br />
Che paura.

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<p>Avevi in mente un post lungo e malinconico per oggi, poi ieri sera sei uscita con la Wonder che era la sua ultima sera prima di partire per gli Stati Uniti ed &egrave; stata una serata allegra tra ragazze, tra daiquiri alla fragola che pareva un po’ il drink di Barbie ma anche una maschera per i capelli, il locale pieno di ragazzini chiassoni che per&ograve; per fortuna sono andati via presto, tu che sei uscita con la minigonna di Patrizia Pepe comprata coi saldi e accipicchia &egrave; davvero mini e stavolta s&igrave; che gli uomini ti guardano (e probabilmente pensano: &quot;come cavolo si &egrave; vestita questa?&quot;) e ridete un sacco, fate le sceme come solo quattro donne sedute a un tavolino sanno fare.<br />
Saluti tutte all’una assonnata e sorridente e solo stamattina ti rendi conto che anche questa volta te ne sei andata senza pagare. <br />
Stamattina mandi un messaggino alla Wonder per chiedere scusa e domandare a chi devi ridare i soldi e la sua risposta &egrave;: &quot;Non lo so, ero troppo ubriaca&quot; e ti viene ancora pi&ugrave; da ridere.</p>

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Tu, con lo Strega a Niccol&ograve; Ammaniti per &quot;Come Dio Comanda&quot; non sei mica tanto d’accordo.

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&quot;Ma non hai paura a tornare a casa da sola a quest’ora?&quot; ti domanda metro. E’ mezzanotte e mezza attorno all’Arena.<br />
&quot;Ma va’&quot;, rispondi, &quot;ma se torno a casa tutti i marted&igrave; sera all’una in via Pasubio degli stupri!&quot;<br />
Superate le vie dei locali, affollate di giovani chiassoni che quando parlano urlano, le strade della zona sono silenziose e immobili. Il caldo inverosimile stagna nell’aria. Arriva dall’asfalto che lo ha incamerato tutto il giorno, dai muri chiari, dalle crepe nelle quali si infilano gli scarafaggi.<br />
Le strade sono affollate di gente carica di bagagli che rientra a Milano dopo il fine settimana fuori porta, scompaiono dietro ai portoni, c’&egrave; anche un ragazzo con la camicia aperta, a un angolo di strada: resta fermo senza che si capisca cosa stia aspettando e ti domandi se sia raccomandabile o no.<br />
Nel tuo androne la temperatura &egrave; gradevole, ma l’aria &egrave; satura di odore di fritto cattivo e di televisione a volume alto. Arrivata in casa ci metti un sacco di tempo ad addormentarti.

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<p>&quot;Domani andr&ograve; gi&ugrave; al porto e gli dir&ograve; che sono pronto per partire, getter&ograve; i bagagli in mare e studier&ograve; le carte e aspetter&ograve; di sapere per dove si parte&quot; (Jovanotti – La linea d’ombra)</p>
<p>Chi l’avrebbe detto mai che a venire a letto con te Stear avrebbe fatto carriera. Eppure s&igrave;. Per convincere te a prendere una decisione difficile hanno fatto la stessa proposta a lui. E tu puoi capire che lui abbia detto di s&igrave;, perch&eacute; si merita molto di pi&ugrave; di quello che ha, lavorativamente ed era ora che anche lui ricevesse delle offerte interessanti e che gli permettessero degli avanzamenti.<br />
E tu? Tu ora ti trovi davanti a una scelta difficilissima. E hai tanta paura. Paura di fare la scelta sbagliata, qualunque essa sia. Paura di metterti in una situazione che non ami. Paura di avere paura, paura di non avere pi&ugrave; occasioni. Paura di non saperti gestire in una situazione nuova. Paura di sentirti sola. Paura che questo amore non sia cos&igrave; grande, cos&igrave; forte, cos&igrave; duraturo.<br />
Che pulcino spaventato.<br />
Eppure credi di aver deciso. Forse &egrave; proprio per questo che hai paura.<br />
&quot;Puoi avere paura di perdere qualcosa solo se hai qualcosa da perdere&quot; trovi sul libro di Ali Smith. Ecco. Non credevi, ma ti accorgi ora che hai tante cose da perdere.</p>

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<strong>Cogli l’attimo!</strong><br />
Dalle 8 alle 8. In ufficio.

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Hai sempre pensato di non essere molto brava sul lavoro, ma poi ti sei resa conto che chi ti diceva il contrario aveva ben presenti davanti a s&eacute; esempi di terribili casi umani e incapacit&agrave; conclamate in tutti i settori e a tutti i livelli della scala gerarchica.<br />
Sono due giorni che non fai che imbatterti in tali esempi e la cosa peggiore &egrave; che parte del tuo lavoro consiste nella loro soddisfazione.<br />
Ci pensavi proprio stamattina, &egrave; che la vostra attivit&agrave; &egrave; un po’ come una gogna: c’&egrave; chi si fa colpire e chi tira le pietre. Dato che&nbsp;il tuo livello di soddisfazione lavorativa negli ultimi tre anni &egrave; noto, &egrave; facile intuire da che parte ti trovi.<br />
C’&egrave; solo da sperare che essendo tanti e tali imbecilli quelli che tirano le pietre, almeno abbiano anche una pessima mira.

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<strong>Troppo lavoro</strong><br />
Ieri sei rimasta in ufficio fino a tardi a finire un lavoro importante e come sempre urgente (trascurando cos&igrave; altri lavori importanti e urgenti), almeno senza essere disturbata dal trillo continuo dei telefoni.<br />
E hai sentito s&igrave; un ticchettio inusuale contro le finestre, ma non ti sei lasciata distrarre. E quando finalmente ti sei detta: &quot;Adesso me ne vado&quot; hai visto che i vetri erano bagnati e in cielo c’era un arcobaleno gigante.

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<p><strong>Harry ti presento Lise</strong><br />
Era l’estate tra la quarta e la quinta superiore e tu eri al Borghetto. Harry lo conoscesti perch&eacute; frequentavate lo stesso bar e uscivate con le stesse persone e tu avevi una cotta per il suo migliore amico che per&ograve;, gli spiaceva tanto, ma non era interessato. Tu e Harry passavate le serate seduti sulle panchine a parlare di amori non ricambiati, un argomento sul quale pensavate di essere ferratissimi.<br />
Nell’autunno successivo lui si prese anche una piccola cotta per te, ma gli pass&ograve; subito, tant’&egrave; che nel giro di un mese gi&agrave; usciva con un’altra, una ragazza simpaticissima che quell’anno&nbsp;invit&ograve; pure te a passare il Capodanno a casa sua. Comunque, al di l&agrave; di tutte le sue storie e fidanzate, tutte le volte che eri al Borghetto eri sempre a casa sua (o d’estate, in giro con lui sul viale). Tanto che credevano tutti che tra voi ci fosse qualcosa e invece no, nemmeno un bacio, mai.<br />
Oppure andavi a sentirlo suonare coi suoi amici in un casolare sperduto dove non potevano disturbare nessuno (tranne qualche mucca).<br />
Era un genere di musica che tu non avresti ascoltato mai e di cui lui ti riempiva di cassettine, inframezzandole alle canzoni dei Queen che grazie a lui hai imparato ad amare.<br />
Sua madre e sua nonna ti adoravano, tanto che spingevano sempre per un vostro fidanzamento, cassando invece tutte le altre donne che transitavano per casa. Con una di queste tu lo facesti pure litigare, certo non volontariamente. Ma lei era cozza e odiosa e ti detestava. Era inutilmente gelosa, per quello litigarono. Comunque, per fortuna, con quella non dur&ograve;.<br />
Poi arriv&ograve; E. Minuta e troppo magra (tanto che lui si ingegnava ogni volta per farla mangiare), con&nbsp;due giganteschi occhioni chiari e un sorriso splendido. Anche lei all’inizio era gelosa di te. Poi vi conosceste e te lo ricordi quel pomeriggio a casa di Harry, tu e lei&nbsp;sedute sul letto a parlare per ore e a ridere, come se lui non ci fosse. Tanto che lei arriv&ograve; addirittura a dirgli: &quot;Se esci con Lise sono pi&ugrave; tranquilla di quando esci coi tuoi amici&quot;.<br />
Poi Harry ed E. si sposarono. Lei era sempre stata carina, ma il giorno delle nozze era bellissima. Era come se il termine radiosa fosse stato inventato per lei, era talmente felice che pareva che il suo corpicino minuto non fosse in grado di contenerla tutta, quella felicit&agrave;. E dopo le nozze andarono a vivere in citt&agrave;, nella casa della nonna di lei, di cui non hai l’indirizzo.<br />
E tu nel 2003 perdesti il cellulare con dentro anche il suo numero di telefono, cos&igrave; ora non hai pi&ugrave; modo di rintracciarlo e sono anni che non lo senti.<br />
Ieri, mentre cucinavi e ascoltavi RMC2 hanno passato la <a target=”_blank” href=”http://en.wikipedia.org/wiki/That’s_What_Friends_Are_For”>vostra canzone</a>. Tu non sai dove lui sia adesso e cosa stia facendo, ma speri tanto che sia felice.</p>

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