Questo &egrave; il tuo periodo da vecchiaccia acida. Qualcuno qui ribatter&agrave; che tu sei sempre vecchiaccia acida. Ha ragione. Comunque quel che segue &egrave; un post di stroncatura. Chi non si sente d’accordo pu&ograve; fare riferimento al periodo vecchiaccia acida e sentirsi pacificato. Gli altri, come credano pi&ugrave; opportuno.<br />
Dunque. Tu lo sapevi che il racconto che avevi mandato per Subway non andava bene. Lo sapevi perch&eacute; l’hai scritto in tre giorni e probabilmente se avessi avuto pi&ugrave; tempo avrebbe avuto una forma migliore, delle parole pi&ugrave; adatte, dei periodi scritti meglio. Tu lo sapevi e non ci sei rimasta male quando hai saputo che non avevi vinto. Chiaro che ci speravi, altrimenti non l’avresti neanche mandato, ma non ti sei mica indignata per la mancata selezione del tuo incompreso capolavoro.<br />
Comunque. Venerd&igrave; sera in metropolitana hai visto che c’erano i raccontini, ne hai tirati su alcuni, a caso, a scelta del titolo. Ne hai letti due: uno nel tragitto di andata, uno in quello di ritorno. No, ma che brutti. Di una bruttezza quasi imbarazzante. Storielline da poco, assolutamente inutili e per carit&agrave;, tu sei in prima linea se c’&egrave; da sostenere la letteratura ombelicale, purch&eacute; sia scritta bene per&ograve;: deve avere uno stile fulminante, altrimenti tanto vale farsi una chiacchierata con un’amica al telefono. Che poi a dirla tutta, se tu avessi un amico che ti racconta certe cose al telefono passeresti la conversazione a limarti le unghie per non addormentarti dalla noia. E questo &egrave; uno dei racconti selezionati. Mio Dio, chiss&agrave; gli altri.<br />
Eri avvilita.<br />
Poi sabato ti sei un po’ pacificata perch&eacute; ne hai letto un altro e quello era ombelicale pure lui, s&igrave;, per&ograve; era scritto bene, era bello. Andava scelto. Anzi, diciamo pure che era meglio il racconto della prefazione di una famosa scrittrice.<br />
Ora. Qualcuno dei lettori penser&agrave; che parli cos&igrave; perch&eacute; sei invidiosa. Perch&eacute;, brutto per brutto, avresti preferito che ci fosse il tuo di brutto racconto nella rastrelliera. Ma la verit&agrave; &egrave; che l’unica cosa che invidi tu &egrave; il talento e l&igrave;, nei racconti che hai prelevato (a parte quello letto sabato mattina), di talento non ce n’era proprio.<br />
Eppure non puoi pensare che tra tutti i racconti arrivati non ce ne fossero di migliori da selezionare. Ti piacerebbe allora guardare la giuria dritta negli occhi e domandare se auspicano questo come futuro della letteratura italiana.

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34 commenti

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34 risposte a “

  1. il livello medio sulle riviste è imbarazzante- figuriamoci subway.
    (voglio leggerli anche io!)

  2. quelli di quest’anno non li ho ancora visti (li cercherò oggi, sperando che le rastrelliere non siano già vuote). l’anno scorso non è che fossero un granché, sai? si legge di molto meglio nei blog.

    (acida sì, ma per essere vecchiaccia ti manca ancora qualche anno)

  3. Sarà questione di raccomandazioni? Io me li scarico dal sito (poi dimmi il nome del racconto brutto che così son già avvisata). Due anni fa scoprii Marco Mancassola, grazie a quei libricini.
    Però, non vorrei mai essere selezionata con un racconto brutto e vedermi soggetto di un post che lo stronca impietosamente. 😉

  4. ahahah, lady! mancassola piace anche a me. di questi ho letto “isabelle huppert un po’ arrotondata” che è francamente URENDO e un altro sulla madre che cucina, appena un po’ meno brutto. poi ce n’è uno che è quello che mi è piaciuto, non ricordo il titolo, occupa solo metà librino, e parla di un tizio che torna a casa, imbottigliato nella tangenziale. quello sì, merita.
    alja: no, non vuoi, ti assicuro che non vuoi. poi mi pari già tristina di tuo, non vorrai peggiorare il tuo umore, vero?
    oltra: non ho letto quelli dell’anno scorso e nemmeno due anni fa. mi ricordo però che la prima edizione non era così malvagia

  5. magari potrei prenderla a ridere.
    c’è un forte potenziale comico- in un certo tipo di bruttezza pretenziosa;)

  6. prendere subway e cercare scrittura è come prendere leggo e/o metro e cercare giornalismo.

    😉

  7. anonimo

    magri hanno pescato a acso.E’ stata solo questione di sfortuna

  8. tarab, ma perché? insomma, non avrebbe tutte le potenzialità per essere un concorso serio, per selezionare cose buone?
    anonimo, ripeto, ma perché? che valenza avrebbe?

  9. è il marketing, bellezza.
    nel senso che anche io non sarei stupito se scoprissi che li selezionano a caso.
    perché non conta la qualità di quello che si vende, ma che la gente lo compri. conta che in metrò (at the mezzanine level) ci siano gli espositori, che ci sia più gente possibile che manda i manoscritti, e qualcuno che li piglia. che poi lo faccia perché li vuole leggere o perché sono gratis, poco importa. da qualche parte qualche soldo gira di sicuro, e tanto basta.

  10. ma a questo punto, invece di fare il concorso e di pubblicare dei raccontini penosi con introduzione di autori famosi (non tutti bravi eh, però famosi), non sarebbe più immediato far scrivere direttamente i racconti a loro? e pure più chic

  11. sono d’accordo sulla poco serietà del concorso mica è il premio strega ma trattasi di trasporti pubblici che si può pretendere da loro? al massimo che arrivino puntuali.

  12. anonimo

    Lise, ci fai leggere il tuo racconto?
    Ormai il blog non mi basta più, io voglio anche il racconto!
    Hi, hi, hi… allie.

  13. allie, se vuoi te lo mando in mail. se recupero il tuo indirizzo (poi guardo, altrimenti mandami una mail vuota);
    ossi: io sono d’accordo sulle pretese al trasporto pubblico, per carità, con la metropolitana milanese mi trovo benissimo per il poco che la uso, però se il concorso si ammanta e si vanta, io rivendico il diritto di essere polemica 🙂

  14. Mah, magari c’è stata anche un po’ di selezione al contrario. Ti immagini l’utente-tipo della MM che si ritrova trale mani un racconto di Carver? 😉
    Avranno voluto tarare su quello che loro pensavano fosseil loro target tipo…
    P.S.
    Manda manda!

  15. 🙂
    va be’ ubi, ma siamo a livello di analfabeti qui. ci sarà ben qualcosa di intermedio no?
    (ora mando)

  16. a me capita con i concorsi di architettura…
    tanta empatia lise!

  17. io rinuncio a capire i criteri dei concorsi letterari. Ricordo quando ci fu il primo su vivimilano, tra i selezionati c’erano scritti veramente da raccapriccio. boh.

  18. In effetti, è davvero “il marketing”. Tanto per dire: pochi mesi fa, ho partecipato ad un concorso di poesia indetto da “un grande quotidiano a tiratura nazionale” (si trattava del quotidiano della mia città, e la popolarità locale mi attrae…!). Il bando di concorso era così malformulato e ambiguo circa le modalità di voto da suscitare le risate persino di una matricola di giurisprudenza; ma, poichè sono nella fase “facciamoci leggere”, ho proceduto comunque. Ho passato la prima selezione, e sono arrivata 22esima alla seconda. In qualche modo, un successo. Senonchè scopro, tempo dopo, che un meticoloso blogghista ha constatato strane identità tra i cognomi dei vincitori e quelli di svariati soggetti già appartenenti al personale dipendente del suddetto quotidiano (cosa contraria allo stesso bando di concorso). Il blogghista ha reclamato spiegazioni a viva voce… e il quotidiano gli ha chiuso il blog. Però niente amarezze: la ruota gira. Bisogna provarci. Baci e mille auguri.

  19. Ma no, ma che orecchie dentate! Argh!

  20. vassilissa, io non posso riprovarci perché ho raggiunto i limiti di età. ma se le regole di qualità non esistono, a che pro impegnarmi? e che soddisfazione avrei in caso venissi selezionata “a casaccio”?
    estate, è vero! vivimilano, che vomito. quello che ha vinto l’anno scorso era una delle cose più urende che avessi mai letto :/

  21. anonimo

    Lise, ho letto il racconto…è scritto bene, come il tuo blog, del resto, ma… in un’epoca in cui una mamma accusata (ed oggi condannata!) d’aver ucciso il figlio diventa un’icona televisiva e pubblica libri… il tuo racconto/indignazione risulta completamente controcorrente, non trovi? Continua così. Allie.

  22. guarda allie, ti dico, io sapevo già che non avrei vinto, per qualsiasi buon motivo (pure che andrebbe ampiamente rivisto soprattutto).
    ma la mia critica è puramente da lettrice. mi dico: ma come cavolo li hanno selezionati questi? erano noiosi oltre ogni dire…

  23. anonimo

    Forse oggi merito il premio per l’acidità, Lise, ma la gente è NOIOSA!!! Il tuo racconto troppo fine, non fa presa, l’avresti dovuto scrivere al contrario, intendi? E’ assurdo, lo so, e scrivere per opportunismo fa vomitare… ti ho raccontato di quella volta che ho scritto una lettera aperta al Corriere per ringraziare che a Milano esista una struttura efficiente come il reparto di terapia intensiva neonatale della Mangiagalli??? Macchè, siccome era una storia felice e positiva ci si sono puliti il c… mi dispiace non perché non me l’abbiano pubblicata, ma per chi ci lavora con dedizione e passione in quella struttura, volevo fargli arrivare il messaggio… allie.

  24. Lo sai che lo voglio leggere anch’io il racconto, vero?

  25. allie guarda, se dobbiamo fare la gara dell’acidità non ho rivali 🙂
    e poi è vera ‘sta cosa, che la gente è noiosa, sìsìsì. però boh, io dico che comunque mi aspettavo un po’ di meglio, proprio perché le prime due edizioni secondo me non erano male e il terzo racconto che ho letto era proprio buono. per quello mi fa strano, tutto qui. poi boh, magari a quelli che prendono il metrò piacciono quelle storie lì, da poco, ma proprio perché ci sarebbe l’occasione di far leggere in poco tempo qualcosa di buono (e io sono sicura che nel mucchio qualcosa di veramente buono ci fosse, sarebbe assurdo pensare il contrario) a tanta gente, perché sprecare l’occasione e propinare la solita noia? insomma, le cose che ci raccontiamo noi davanti a un caffè sono più interessanti, lo giuro 🙂
    miles, ora mando, grazie!

  26. Lise, ho letto i vincitori dei tre concorsi precedenti, aspetto di tornare a Milano per vedre quelli di quest’anno, ma la media è sempre stata abbastanza imbarazzante: per due decenti, o anche carini, gli altri dieci sono bruttarelli, insipidi, inutili.
    Va’ a capire…

  27. l’anno scorso ho vissuto a milano, e li ho letti tutti i subway… sarà che leggo poco i contemporanei.. conosco più la scrittura dei blog che i giovani narratori.. però mi sono piaciuti. diciamo che la metà di questi valeva la pubblicazione. dopotutto, sono di giovani o giovanissimi.
    poi sì, sono invidioso anche io quando non mi selezionano, ho partecipato con un colpo di genio al concorso 100parole in feltrinelli e non ho vinto guarda qui che spettacolo .. http://eccemarco.splinder.com/post/8323014#comment
    ma la teoria dell’invidia è in agguato, siamo onesti.
    sui blog di splinder, a parte tossani (che te lo dico a fare che è bravo) zop, elena, ippocampo, viridian, farolit e crisalide mi piacciono moltissimo. non vi montate la testa! lise verrò a leggerti più spesso, così potrò dire meglio anche sul tuo stile!
    ps: e poi ci sono io, che sono quasi il mio scrittore preferito.

  28. ahahah, montarsi la testa? guarda, hai sbagliato indirizzo e forse non hai colto lo spirito del post. ma questo è poco importante. io, come dicevo, sono invidiosa del talento, quello sì. ma di non scrivere come quelli che ho tirato su a caso, sono ben contenta. anche se non sto dentro una rastrelliera per altri (ottimi a mio parere) motivi.
    l’età poi, è un altro discorso. a me non interessa quanti anni abbiano questi. se uno a vent’anni sa raccontare solo di una tizia che ha conosciuto e che quasi se la faceva e invece no e mi annoia a morte, be’, ha altri 15 anni per riprovarci, ma adesso non merita di vincere un concorso.
    come commentò una volta un giovanissimo autore pieno di talento: “chissà cosa può fare un novantenne allora”.

  29. Lisa sono d’accordo sul talento ma secondo me è solo in parte “naturale”, poiché va coltivato, costruito anche esso.
    Io ne ho moltissimo, ad esempio, ma lo trascuro 🙂
    ovviamene scherzo, e poi sì, dal blog capisco il tuo atteggiamento che non è affatto di chi si monta la testa, difatti scherzavo anche lì.
    cari salumi,
    eccemarco

  30. Uhm… Questo blog mi incuriosisce. leggerò di più.

  31. anonimo

    Ho letto qesto
    http://subway-letteratura.org/2007/racconto_5.html
    non scritto in maniera eccellente ma è divertente.Non dimentichiamo che chi va in metro forse ha voglia di alleggersi un po’ della giornata,magari nonnha voglia di leggersi un dostojesky8che non credo si scriva così).Credo che chi ami leggere si porta il suo bel libro,chi prende subway vuole solo leggere qualcosa.

  32. però è bello che ci sia un concorso per racconti noiosi. almeno sai che c’è un ricettacolo proprio per tutti.

  33. anonimo #32, è uno dei due che ho letto io. divertente come un film di vanzina 😦
    certo, forse va bene per la massa. ma che bisogno c’è di appiattire tutto a tutti i costi? bello non significa necessariamente “peso”

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