Archivi del mese: maggio 2007

Eri molto malinconica e chiusa ieri sera uscita dall’ufficio. Te ne stavi con il naso ficcato nello <a target=”_blank” href=”http://www.internetbookshop.it/code/9788854501294/LAFORET-CARMEN/NADA.html”>splendido libro</a> che non avresti mai scoperto, non fosse stato per <a target=”_blank” href=”http://elle.it”>Elle</a&gt; e tutto ti infastidiva. A un certo punto hai pensato che non potevi continuare a leggere con l’odore terribile dei capelli del tizio seduto davanti a te sul tram, ti sei dovuta spostare, ti sei messa a osservare le altre donne: com’erano vestite e curate, se ti piacevano o no.<br />
Quando sei scesa dal tram davanti a te camminava una donna con addosso un tailleur viola e gli accessori dorati. Era assurdamente volgare e non riuscivi a toglierle gli occhi di dosso, cercando di capire. Il tailleur era di ottima fattura, la gonna non era corta e gli accessori bench&eacute; dorati non erano vistosi. Lei di viso era ordinaria: quel genere di segretaria con gli occhiali che sposano gli avvocati, non ti capacitavi dell’aura di volgarit&agrave; che emanava.<br />
Non facevi altro che fissarla mentre camminava davanti a te, per imprimerti bene tutti i particolari, sperando di non diventare mai come lei.<br />
Le ciliegie, poi, non erano cos&igrave; dolci.

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Eri piuttosto malinconica ieri sera, forse era il clima, cos’ quando sei uscita dal supermercato sei andata a prendere il bus in via Pier della Francesca, che fa parte di un mondo che ti piace di pi&ugrave;: come era una volta e com’&egrave; adesso, come se via Procaccini fosse un confine naturale invalicabile.<br />
L&igrave; alla fermata c’&egrave; un negozietto che ti piace tanto, coi suoi vestituzzi che non ti puoi permettere, n&eacute; economicamente n&eacute; fisicamente e te ne sei stata un bel po’ a esaminare la vetrina, per non pensare all’appartamento che avevi visto, proprio l&igrave; vicino e che avevi scartato, perch&eacute; lo sanno tutti che tu fai sempre le scelte sbagliate e ogni giorno te lo riconfermi.<br />
La sera, dopo pilates l’unica cosa che avresti voluto fare era infilarti il pigiama e ficcarti sotto le copertine, ma la Wonder e la sua amica Susanna Tutta Panna hanno tanto insistito per uscire e cos&igrave; ti sei vestita e trascinata fuori sui gomiti. Ma l&igrave; al locale hai riso proprio tanto e la notte, tornando a casa eri contenta anche se stanca, perch&eacute; era un po’ come sentirsi pi&ugrave; giovane, come una volta, come gli anni che dimostri, che sono meno di quelli che hai, anche se dormire poco di certo non aiuta la pelle.<br />
E poi c’&egrave; un’altra cosa che vorresti dire, perch&eacute; non puoi fare a meno di tirartela un po’. Questa settimana, allegato a una nota rivista femminile c’&egrave; un libercolo che si intitola &quot;<a target=”_blank” href=”http://grazia.blog.it/2007/05/22/voglio-100-siti-per-100-desideri/”>100 siti per 100 desideri</a>&quot;. E nonostante tu non conosca nessuno in redazione, non sia parente neanche lontana di nessuno, non frequenti il loro blog, non ti fai notare n&eacute; niente, non c’era un concorso, non c’era nessun modo di promuoversi, be’, tra quei 100 indirizzi c’&egrave; pure il tuo blog, altres&igrave; accompagnato da una recensione tanto carina e lusinghiera che ti sei messa in imbarazzo.<br />
Un ringraziamento a <a target=”_blank” href=”http://giuliozu.blogspot.com/”>Zu</a&gt;, artefice di questa tua notoriet&agrave;, bench&eacute; tu nemmeno lo conosca, n&eacute; di persona, n&eacute; virtualmente.

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Il tuo armamentario di creme&nbsp;corpo &egrave; imbarazzante. Disponi di creme anticellulite, snellenti, rassodanti, con e senza rulli di vario genere, hai i patch, ti fai l’automassaggio linfodrenante. Domenica sera ti &egrave; venuto il dubbio di essere ossessiva. Non &egrave; un po’ troppo dotarsi di tutti quei flaconi <em>azione urto per la cellulite persistente</em>, per quei due, tre buchini che hai sulla pelle e che comunque non ne vogliono sapere di andare via?&nbsp;<br />
Domenica scendendo dalle scale mobili di un centro commerciale hai visto da lontano una ragazza magra con in mano una confezione rettangolare che esaminava con attenzione&nbsp;e hai esclamato: &quot;Che ci fa quella con in mano una crema snellente?&quot;<br />
E Stear ha ribattuto: &quot;Ma tu da cinque chilometri di distanza sei in grado di distinguere una confezione di crema snellente?&quot;<br />
S&igrave;, perch&eacute; avevi visto da dove l’aveva presa. Allora l&igrave; hai capito che forse stai esagerando.

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Questo &egrave; il tuo periodo da vecchiaccia acida. Qualcuno qui ribatter&agrave; che tu sei sempre vecchiaccia acida. Ha ragione. Comunque quel che segue &egrave; un post di stroncatura. Chi non si sente d’accordo pu&ograve; fare riferimento al periodo vecchiaccia acida e sentirsi pacificato. Gli altri, come credano pi&ugrave; opportuno.<br />
Dunque. Tu lo sapevi che il racconto che avevi mandato per Subway non andava bene. Lo sapevi perch&eacute; l’hai scritto in tre giorni e probabilmente se avessi avuto pi&ugrave; tempo avrebbe avuto una forma migliore, delle parole pi&ugrave; adatte, dei periodi scritti meglio. Tu lo sapevi e non ci sei rimasta male quando hai saputo che non avevi vinto. Chiaro che ci speravi, altrimenti non l’avresti neanche mandato, ma non ti sei mica indignata per la mancata selezione del tuo incompreso capolavoro.<br />
Comunque. Venerd&igrave; sera in metropolitana hai visto che c’erano i raccontini, ne hai tirati su alcuni, a caso, a scelta del titolo. Ne hai letti due: uno nel tragitto di andata, uno in quello di ritorno. No, ma che brutti. Di una bruttezza quasi imbarazzante. Storielline da poco, assolutamente inutili e per carit&agrave;, tu sei in prima linea se c’&egrave; da sostenere la letteratura ombelicale, purch&eacute; sia scritta bene per&ograve;: deve avere uno stile fulminante, altrimenti tanto vale farsi una chiacchierata con un’amica al telefono. Che poi a dirla tutta, se tu avessi un amico che ti racconta certe cose al telefono passeresti la conversazione a limarti le unghie per non addormentarti dalla noia. E questo &egrave; uno dei racconti selezionati. Mio Dio, chiss&agrave; gli altri.<br />
Eri avvilita.<br />
Poi sabato ti sei un po’ pacificata perch&eacute; ne hai letto un altro e quello era ombelicale pure lui, s&igrave;, per&ograve; era scritto bene, era bello. Andava scelto. Anzi, diciamo pure che era meglio il racconto della prefazione di una famosa scrittrice.<br />
Ora. Qualcuno dei lettori penser&agrave; che parli cos&igrave; perch&eacute; sei invidiosa. Perch&eacute;, brutto per brutto, avresti preferito che ci fosse il tuo di brutto racconto nella rastrelliera. Ma la verit&agrave; &egrave; che l’unica cosa che invidi tu &egrave; il talento e l&igrave;, nei racconti che hai prelevato (a parte quello letto sabato mattina), di talento non ce n’era proprio.<br />
Eppure non puoi pensare che tra tutti i racconti arrivati non ce ne fossero di migliori da selezionare. Ti piacerebbe allora guardare la giuria dritta negli occhi e domandare se auspicano questo come futuro della letteratura italiana.

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<b>L’amore dura tre anni</b><br>
E un giorno. Per ora.<br>
Per il vostro terzo anniversario tu e Stear avete scelto un ristorante chic e romantico, col giardino coperto. Una cena di buon livello, un ottimo vino, luci soffuse. E dopo la cena una corsa a casa a scambiarvi i regali e il vostro amore.

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Vorresti avere il tempo di parlare di Vienna. Ma non hai tempo neanche per respirare. Peccato: tu e la collega Lucrezia sareste piene di aneddoti e di cioccolatini.

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Tu vorresti guardarli in faccia questi interlocutori telefonici che chiamano alle sette e venti di sera e quando rispondi ti chiedono di un collega e alla tua risposta: &quot;Veramente &egrave; gi&agrave; uscito&quot; si stupiscono tutti.<br />
Be’, si aspettano forse che dorma qua? La tua prossima risposta sar&agrave;: &quot;E’ andato un attimo a mettersi il pigiama, torna subito&quot;.

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