Archivi del mese: aprile 2007

Il tuo finesettimana inizia con un quarto d’ora di sgradito ritardo e un bel regalo inaspettato. Un giro per la profumeria di zona e un ritorno a casa, adesso che scopri di abitare a <a target=”_blank” href=”http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/milano-rivolta-cinesi/sparatoria-27apr/sparatoria-27apr.html”>Scampia</a&gt;.<br />
Un venerd&igrave; sera in sordina a mangiare la pizza a casa di Stear e guardare i tamarri malvestiti in Corso Como. Andare a dormire perfino prima del solito.<br />
Alzarsi prima del suono della sveglia e sfogliare il nuovo numero di <a target=”_blank” href=”http://www.elle.it/”>Elle</a&gt;, sistemare le urgenze e andare dall’estetista che ti cazzier&agrave; per il rasoio e l’autoabbronzante. Tornare in tempo per passare in lavanderia, da dove &egrave; appena uscito uno splendido modello di colore e dentro le due lavandaie con la lingua a terra.<br />
Fare la spesa e incontrare Allie per strada, piena di pacchetti e vestita cos&igrave; bene da farti venire voglia di shopping, casomai ti fosse passata. Preparare un sughetto improvvisato e buonissimo per le orecchiette, pulire il bagno.<br />
Incontrare <a target=”_blank” href=”http://metroicon.splinder.com”>metroicon</a&gt; davanti a Sisley, gironzolare per negozi, aggregarsi a <a target=”_blank” href=”http://vittyme.splinder.com/”>vittyme</a&gt; dopo un caff&egrave; alle Messaggerie Musicali, congiungersi a <a target=”_blank” href=”http://vittyme.splinder.com/”>yukiko</a&gt; in San Babila, tuffarsi nel delirio della Rinascente. Scoprire gli effetti meravigliosi di una frase magica di vittyme nelle profumerie di lusso e pensare di reimpiegarla da Prada per le borse. Gironzolare per il corner di <a target=”_blank” href=”http://madamev.co.uk/”>Madame V</a> di bianchieria intima per sporcaccione, ridere molto.<br />
Dirigersi verso l’affollamento di Corso Buenos Aires, comprare due penne da <a target=”_blank” href=”http://www.muji.it/”>Muji</a&gt; (perch&eacute; solo due? devi tornarci presto), accompagnare metroicon da H&amp;M e rimanere turbate dalle ragazzine. Salutarsi a un angolo e andare tutti in direzioni diverse.<br />
Entrare in Feltrinelli &quot;solo per fare un giro&quot;, riuscire quasi ad uscire senza comprare niente e cadere come una pera davanti a <a target=”_blank” href=”http://www.internetbookshop.it/code/9788871680712/VIAN-BORIS/LA-SCHIUMA-DEI-GIORNI.html”>uno</a&gt; sconto 15%.<br />
La sera al cinema con Stear, per un <a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt0405094/”>film</a&gt; a tuo parere sopravvalutato, comunque troppo lungo, tanto che il tuo vicino di poltrona russava rumorosamente nella sala semivuota. Incontrare tra l’altro&nbsp;una persona che a quel punto era meglio andare a vedere <a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt0416449/”>300</a&gt;.<br />
Stear che si ferma a dormire a casa tua. Sognare nella notte che lui ti ha lasciata, svegliarsi e trovarlo accanto a te che ti tende la mano e ti tira vicina e la tristezza che passa.<br />
Una mattinata davanti ai fornelli con grande soddisfazione per tirar fuori una torta genovese, un piatto di spaghetti al pomodoro e pesto di rucola e un gustoso cocktail analcolico.<br />
Un pomeriggio a lavare la macchina e girare per centri commerciali chiusi, sfogliare Elle Extra con grande crocchiare di carta. Vestirsi tutta carina per un aperitivo in un posto che una volta tanto ti piaceva e rimanere delusa dalla frequentazione. Rimpinzarsi di verdura insapore.<br />
Salutare Stear con infiniti baci, fare la doccia, riempirsi di crema rassodante che per&ograve; avresti fatto meglio a comprarla snellente (sei un disastro a leggere le confezioni e s&igrave; che dovresti essere informata), sistemarsi le unghiette e riempire la moleskine di parole colorate e bigliettini.

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Metti tre ragazze a digiuno e due mangiate, sedute al tavolino di un locale scintillante, vestite alla moda e accompagnate dal fidanzato ipermuscoloso di una di loro e un minorenne timido. Metti un sottofondo di musica Anni Ottanta spinta, da Madonna ai Queen fino a Falco. Metti due o pi&ugrave; giri di alcol e svariati cestini di patatine. Otterrai una serata ad alto tasso calorico e un monte di risate.<br />
La Pazza vorrebbe ripetere la serata tutti i marted&igrave;, ma tu non sei sicura che l’Ottavia sia d’accordo. E nemmeno i bottoni dei tuoi pantaloni.<br />
Ieri leggevi un articolo su Flair a proposito di chi si vede brutta, pure peggio di quello che &egrave;: dicevano gli esperti che chi ha questa mania tende a concentrarsi sui singoli difetti invece di osservarsi nell’insieme, trattamento che invece non riservano a chi considerano bella. Altres&igrave; consigliava l’articolo di focalizzare i propri pensieri piuttosto sui propri punti di forza, contraddicendosi come tutte le riviste femminili, dopo aver appena affermato una riga pi&ugrave; su&nbsp;che&nbsp;sarebbe meglio guardarsi nell’insieme.

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<strong>Giochino di toponomastica</strong><br />
Non funzionava il navigatore satellitare del radiobus ieri sera e il povero autista non milanese era costretto ad arrangiarsi con le indicazioni segnate su un blocnotes e mentre lui leggeva sul quadernetto tu leggevi i nomi delle vie e pensavi a un ex collega olandese, che aveva imparato l’italiano in frettissima e che chiedeva a tutti cosa rappresentassero i nomi delle vie. Ti eri indignata tanto quando aveva chiesto chi&nbsp;fosse Paolo Sarpi a qualcuno che non aveva saputo rispondere e a te una volta, mentre attraversavate Corso Vercelli, aveva chiesto chi fosse mai questo Vercelli, facendoti scoppiare a ridere.<br />
Ti &egrave; venuto in mente anche un articolo sull’ultimo numero di Focus Storia sulle vie che portano nomi di date storiche: anche l&igrave; il giornale giocava coi lettori a ricordare cosa rappresentassero le determinate date ormai diventate pi&ugrave; famose a livello urbanistico che storico.<br />
In tutto questo a un certo punto il radiobus &egrave; passato in via Piero Capponi e sulla lastra di marmo c’era scritto <em>magistrato</em> e hai pensato che allora non doveva essere quello di &quot;Voi suonate le vostre trombe noi suoneremo le nostre campane&quot;, ma non hai fatto in tempo a leggere le date.<br />
Allora anche tu lanci un giochino coi tuoi lettori: nominare una via molto conosciuta di una citt&agrave; e raccontare cosa rappresenta. Evitando magari ovviet&agrave; come &quot;Via Garibaldi&quot;.<br />
Per esempio: chi era Gambara?

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<strong>Fuori Salone parte seconda</strong><br />
Il lusso delle poltrone Frau che cos&igrave; belle e cos&igrave; comode le hai volute provare tutte e ci &egrave; mancato poco che ti chiudessero dentro lo showroom. Il maestro cioccolatiere sbirciato da fuori dalle vetrine di Binova. La tua prima volta dentro la Pelota che ti &egrave; tanto piaciuta anche se Established&nbsp;&amp; Sons te lo sei dimenticato subito. Lo spazio Veuve Cliquot che chiuso o aperto era uguale.<br />
La Tortona Design Night venerd&igrave; sera&nbsp;piena di gente e di colore e di musica, la discoteca tunz-tunz dentro al Superstudio Pi&ugrave; con la splendida fontana e i divani chi li guarda. Il pinocchio gigante di Bisazza. I colori brillanti di Coincasa, i lampadari barocchi di Moooi. Lo sfarzo da film porno di Regus.<br />
Sabato pomeriggio in zona San Babila dentro e fuori da showroom quasi tutti deprimenti (a parte Agape, che ti &egrave; piaciuto tanto)&nbsp;in particolare Cassina, che sicuramente il signor Cassina si rivolta nella tomba, mentre le creazioni sono finite in mano ai minimalisti della scomodit&agrave; e riassume bene la situazione una visitatrice che entrando commenta: &quot;Quel divano l&igrave; non lo vorrei neanche se me lo regalassero&quot;. Un po’ meglio B&amp;B, ma solo un po’, bello invece Natuzzi, ma inaspettatamente i divani sono tutti scomodi da morire, con le sedute troppo lunghe, progettate forse per giocatori di pallacanestro, non certo per persone di stature normali.<br />
Sbirci dappertutto nello showroom polare delle cucine Scic fino ad aprire il frigorifero del cuoco, poi te ne vai e ti fai consolare da un paio di sandaletti nuovi.<br />
Domenica di nuovo in Zona Tortona a vedere il microloft della perfezione (s&igrave; per&ograve; dove si mangia in quella casa?) dove nulla si pu&ograve; toccare, i topoloni vestiti dagli stilisti, le ante allegre di Valcucine, la cucina Alessi che vi piace tanto tanto e che vorreste in casa vostra, bagni squadrati a non finire, il brillio emozionante e tutto nuovo da Swarowsky, divani e sedute di feltro che fa gi&agrave; caldo e non &egrave; il caso, i giocosi bicchieri di Sapphire. Un pranzo in un localino che una volta era un bar qualsiasi e adesso &egrave; una specie di ristorante fighetto, poi tu e Stear tornate a casa mentre la citt&agrave; si colora di nerazzurro.

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<p>Campioni d’Italia!</p>
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Cosa serve per fare allegria e tristezza quando tutte le cose vanno come dovrebbero e tu senti solo il bisogno di chiuderti in un angolino?

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<b>Fuori Salone prima!</b><br>
Premio miglior battuta sulla fiera al collega Platinette per: “Ma si muore di caldo sotto questi padiglioni di Fuxia!”<br>
Premio miglior battuta del Fuori Salone a un cameriere di uno show room mentre ti rabboccava il bicchiere di rosso quasi fino all’orlo: “Così poi se ne va via tutta storta” (serissimo).<br>
Mentre l’Inter si incasinava la vita perché in realtà gli piace perdere, solo che se ne era dimenticato, tu gironzolavi per il Fuori Salone con i colleghi.<br>
Prima tappa imperdibile da Pontaccio 10: champagne e praline di cioccolato di pasticceria, divani di grande bellezza, originali armadi, interessante ombrellone che però poi vuoi vedere quando c’è tanto sole se ripara davvero, comunque un notevole gay pride.<br>
Seconda tappa in uno show room che non si capiva bene cosa esponesse, ma le tartine erano imbattibili. Lì ci hai incontrato metroicon che dapprima ha fatto finta di non conoscerti, ma che poi è stato costretto a presentarti la zia ricca che lo accompagnava.<br>
Terza tappa un tentativo da Moroso al quale avete immediatamente rinunciato causa la folla da concerto dei Rolling Stones, proseguimento per gli show room di via Solferino fino a Boffi: un trionfo di modernità, linee essenziali quasi troppo e di Corian, che sì, bello, ma dopo dieci vasche da bagno rotonde non se ne poteva più.<br>
Quarta tappa questa volta davvero da Moroso, accompagnati dall’account che vi fa da corsia preferenziale, per stupirvi davanti a tutte quelle cannucce che facevano effetto nuvola, una vera meraviglia, così come lo zucchero filato che non mangiavi da quando avevi 21 anni (com’eri giovane!) e ti è piaciuto proprio tanto, però adesso, a ripensarci bene, mica ti ricordi cosa esponessero.<br>
A questo punto saluti coi colleghi che devono prendere il treno per tornare a casa e ti incammini lungo Corso Garibaldi entrando negli show room aperti e curiosando tra le vetrine, mentre i locali si affollano di gente non solo per il Salone ma anche per il clima semiestivo.<br>
Arrivi fino alla Porta e quasi ti deludi di trovarla nuda e spoglia, ma anche quest’anno ti sorprende Ingegnoli delle meraviglie (da vedere), immenso e bello sempre anche durante il resto dell’anno, coi suoi corridoi di fiori profumatissimi e cascatelle; ti viene incontro una hostess e ti annuncia che da una parte c’è una designer floreale e dall’altra la cucina molecolare. Ti incammini senza ombra di dubbio verso la seconda: giovani cuochi tagliano frutta e versano creme dentro capienti padelle: nella saletta fortunatamente poco affollata si diffondono profumi dolci e alla fine non sai resistere agli assaggi nonostante la pancia piena.<br>
Puoi tornare a casa adesso e incontrare per strada la Pazza elegantissima con la quale prendi appuntamento per martedì che non si può continuare a passare le serate chiuse in casa (dice lei).<br>
E questo è solo l’inizio.

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