Le paure che la psicologia chiama fobie sono per la maggior parte paure irrazionali: paura dei ragni, paura dell’altezza, paura di volare, paura degli spazi chiusi, paura delle malattie, dello sporco, degli stranieri, di tutto ci&ograve; che non si conosce. C’&egrave; ben poco da spiegare e anche ben poco da cercare di convincere le persone che ne sono affette che non c’&egrave; nulla di cui aver paura.<br />
Tu hai paura di essere scaricata da Stear. Specie quando le cose vanno bene. Come C. che ti lasci&ograve; da un giorno all’altro, che il giorno prima sembrava che tutto andasse bene, che foste felici, invece felice eri solo tu e lui chiss&agrave; da quanto tempo si sentiva in gabbia, sbagliato, a recitare una parte che non era la sua. E una sera ti disse: &quot;Vengo l&igrave;&quot; e poteva essere una frase come un’altra, invece veniva a dirti che basta, chiuso, tra voi era tutto finito, magari potevate restare amici e tu gli rispondesti che di amici ne avevi abbastanza e lui pure e fu l’ultima volta che lo vedesti.<br />
Da allora, tutte le volte che Stear ti chiama e ti dice: &quot;Passo l&igrave; da te&quot;, soprattutto se ha la voce seria, tu sei certa che venga a dirti che tra voi due basta e non serve che tu ti ripeta che le persone sono diverse, che sei paranoica eccetera. E’ come ripetere a una persona che sta camminando su un crinale che non cadr&agrave;. Se ha paura dell’altezza, magari lo sa anche lei che non cadr&agrave;, per&ograve; lo stesso ha paura di cadere.<br />
Perci&ograve; hai paura. Gioved&igrave; scorso nel pomeriggio eri a casa per ricevere una consegna del gruppo d’acquisto, stavi disfando gli scatoloni e Stear ti ha chiamato per dirti che sarebbe passato da te di ritorno da un convegno. Aveva la voce seria di una persona circondata da colleghi con poca confidenza e tu hai pensato subito che sarebbe venuto a lasciarti. Eri immersa negli scatoloni a dividere gli ordini, eri spaventata a morte eppure ad un certo punto hai pensato: &quot;Vabbe’, &egrave; inutile pensarci adesso, ci penser&ograve; dopo, adesso ho da fare.&quot; Non sai spiegare come sia possibile, per&ograve; ha funzionato.

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14 commenti

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14 risposte a “

  1. Sì, a me è successo con la paura del vuoto, l’ultima volta ho pensato “E vabbe’, se mi schianto pazienza, almeno la facciamo finita”, è andata meno peggio del previsto.

  2. Paura che una storia finisca?? Ci convivo da anni, da quando qualcuno mi ha lasciata così dal nulla, come è successo a te. E così ogni volta che le cose vanno bene, soprattutto quando sembra tutto idilliaco, la paura viene e mi porge la mano, e io terrorizzata non so mai come scacciarla. Spero davvero che la prossima volta sarò in grado di dirle “Adesso ho da fare”. Chissà che non funzioni anche con me! 🙂

  3. ma perchè le persone si lasciano così? da un momento all’altro? perchè non si sentono i campanellini allarmanti ( tutti e due, nello stesso momento, con la stessa intensità)?
    uff. chiedo troppo, già.

  4. IRI

    ho la medesima paura.
    il tipo ci rimane male, dice che metto in dubbio quello che sente e non sa più come dimostrarlo. ma non capisce che la paura c’entra ben poco con quello che fa lui nella realtà

  5. Io ho vissuto le mie finora uniche storie-storie con quest’ansia. Ho vissuto male ogni singolo giorno, ogni singola notte. Non ho assaporato niente del bello e anzi, mi è rimasta di contro questa propensione a far andare le cose peggio di quanto magari non andassero già. Del tipo che non sarà lui a lasciarmi, lo mollerò prima io. Puntualmente ho finito coll’autodanneggiarmi, sempre. Perchè era così tanta la loro di paura, che a me ne è rimasta addosso comunque un sacco. Dire next non è la cura, secondo me: meglio, molto meglio uno stop! per fermare tutte le cose che abbiamo comprovato nel tempo farci male.

  6. mrka, ma sai che poi quando lui mi lasciò così tutti mi dissero che era colpa mia se non mi ero accorta e che i campanellini c’erano sicuramente stati, ero io che li avevo ignorati. così: mollata e cretina pure
    ma sono contenta di vedere che non sono l’unica paranoica
    erolavi: io dico next solo quando c’è bisogno, adesso no per esempio, adesso ho scoperto quanto sia terapeutico svuotare degli scatoloni 🙂

  7. anonimo

    Lise, se hai bisogno di attività terapeutica io avrei una stanza da svuotare e riordinare. Un sacco di scatoloni da fare e un armadio da riorganizzare. Chiama quando vuoi.
    (certe paure sono apralizzanti, non ci dormi la notte, ti agiti, e alla fine vivi male cose che dovrebbero essere bellissime, che barba!)
    CC

  8. mi spiace CC, ma funziona solo a svuotare scatoloni, lasciando in giro la roba che poi qualcun altro passerà a ritirare. anch’io ho da sei anni un armadio da riorganizzare e come vedi piuttosto annego nelle paure

  9. anonimo

    Male! Significa che continui a ravanare nel pantano perchè in fondo temi di uscirne!
    Dovresti provare il riordino della stanza, decisamente.
    Cc

  10. se pensi che sia così terapeutico, perché nemmeno tu hai voglia di farlo?

  11. anonimo

    nono, io non è che non ho voglia, io non ho tempo!
    (e poi la mia terapia è lavorare)
    Cc

  12. anche io faccio sempre così… funziona. alle cose bisogna pensarci quando le si ha di fronte.
    l’ho imparato a yoga e da allora lo pratico continuamente. 🙂

  13. ma tu applichi un ragionamento razionale a qualcosa che non è razionale. di solito no, non funziona 🙂

  14. si anche a me capita, e sta cosa mi fa venire i complessi perchè non mi sento mai dalla parte di chi prende una decisione ma di chi la subisce

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