Ogni generazione ha una serie di libri che tutti hanno letto o dovrebbero leggere. Quei libri che poi in genere diventano i classici. O comunque i libri di moda. A partire da Dickens, che probabilmente tutti quelli che potevano all’epoca avranno letto. Fino a Pasolini per i vostri genitori e Pavese e Solgenitsin: tutti i libri che stavano nella biblioteca di tua madre.<br />
Poi c’&egrave; stato un periodo che frequentavi dei giovani scrittori e tutti avevano letto Tondelli (poi l’hai letto anche tu e non hai capito cosa ci avessero trovato).<br />
Ogni epoca ha i suoi libri che tutti hanno letto, che sono stati recensiti da tutti i giornali, che quando si va in giro in tram c’&egrave; sempre qualcuno che ce li ha in mano.<br />
Quei libri che alla generazione ci parlano. Che parlano di come si vive, delle paure, delle emozioni, delle ossessioni di quella generazione.<br />
Ora, tralasciando &quot;Il codice da Vinci&quot; e &quot;Il diavolo veste Prada&quot; (e magari pure quello scempio che &egrave; &quot;Non ti muovere&quot;), che anche se li hanno letti tutti non pensi proprio che diventeranno i classici di domani, i libri della tua generazione che ti vengono in mente sono: &quot;Il cacciatore di aquiloni&quot; e &quot;Ogni cosa &egrave; illuminata&quot;.<br />
Altri titoli?

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78 commenti

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78 risposte a “

  1. ci ho pensato anch’io, però non me la sono sentita 🙂
    (comunque forse “Due di due”: ai tempi delle mie superiori lo citavano tutti)

  2. Due di due di De Carlo, sì (ma davvero credi che Il cacciatore di aquiloni diventerà un classico?).
    E qualcosa di Baricco, tipo Oceano Mare. E La casa del sonno di Coe. E L’alchimista di Cohelo.

  3. coelho, ovviamente 😉
    E poi Tokio Blues di Murakami!

  4. non so se diventerà un classico, ma davvero l’hanno letto e osannato tutti. alla radio il sabato fanno una trasmissione sui libri che chiamano una persona famosa (dalla soubrette al politico per intenderci) e chiedono quali libri consiglia. be’, quasi tutti consigliano quello!
    quella cosa sull’alchimista fingerò invece di non averla vista 🙂

  5. anonimo

    il nome della rosa? e oriana fallaci no?

  6. il nome della rosa non parla alla nostra generazione (secondo me).
    oriana fallaci sì

  7. allora forse non ho inteso la tua domanda. Non credevo si parlasse di bei libri o di quelli che noi riteniamo bei libri. Ma di quelli che, a prescindere da quanto ci siano piaciuti, diventeranno “classici” perchè letti da quasi tutti. A me “due di due” non è piaciuto per niente, per esempio, ma sono pochi quelli a non averlo letto e a non averne sentito parlare in toni entusiasti. L’alchimista anche: c’è stato un periodo in cui tutti consigliavano di leggerlo. Secondo me è già un classico (discutibilmente, se vuoi).

  8. no, no, tu hai ragione e la risposta è centrata, solo che al solo vederlo scritto mi è venuto un po’ male, tutto qui 🙂

  9. beh, “american psycho” di ellis, forse (o comunque uno dei suoi libri). E forse anche “siddharta” che torna periodicamente fuori…

  10. Io amo un libro che si chiama “Ci sono bambini a zig zag” di D. Grossman. è il libro più bello del mondo fin dalle prime pagine. ok, non so se diventerà un classico ma se non l’hai letto Lise, leggilo, me ne assumo ogni responsabilità…
    Due di due, non mi è piaciuto per niente. anzi, l’ho mollato a metà. l’alchimista mi faceva schifo già nella copertina e in tutte le rappresentazioni teatrali che ho visto in quel periodo. baricco mi sta talmente antipatico che non ho voglia di metterlo in lista…

  11. 159, mi sembra che tu sia un po’ ot 🙂
    psicos: ma siddharta è già un classico, no?

  12. così, di getto, mi vengono in mente don de lillo e philip roth.

  13. anche io penso che gli autori contemporanei non abbiano nulla a che fare con quelli delle generazioni precedenti, come pasolini per dire.
    intanto sto leggendo anche io il cacciatore di aquiloni… al termine ti lascerò un commento 🙂

  14. i libri che tutti hanno letto… della generazione nata nei 70?
    mmmmm….

    lato nominabile: il signore degli anelli, tokio blues, oceano mare, il bar sotto il mare; io non ho paura, le mille luci di new york, american psycho, la lingua perduta delle gru…

    lato raccapricciante: il nome della rosa; va dove ti porta il cuore; l’alchimista….

    (però l’assioma: libri che leggono tutti = libri generazionali a me non torna molto, ti dirò… tondelli è generazionale, ma non l’hanno letto tutti. faletti l’hanno letto tutti, ma non è generazionale. per esempio, eh)

  15. io il caciatori di aquiloni non lo leggo per principio, mi sembra – già dal titolo – un libro “buonista”. E mi verrebbe voglia di farlo frullare dalla finestra.
    Tokyo blues, ovvio.
    Tokyo blues, da buona midori 🙂
    ogni cosa è illuminata, certo. é pure bello, ogni cosa è illuminata.
    Chi non ha letto il diario di bridget jones? Più che un classico.

    Un classico di nicchia delle nostre mamme, è tutto quello che ha scritto la brunella gasparini. Io mi commuovo e rido ancora, ogni volta.

  16. uh, io insomma, son degli 80, però provo a partecipare.
    noi sotto i 30 abbiam letto tutti jack frusciante, ahimè, e lo abbiamo tutte amato. e de carlo. e l’alchimista (ma ci vergognamo a dirlo, giustamente). e baricco (e qualcuno si vergogna a dirlo, qualcuno no).
    ci metterei anche hornby e coe. e palaniuk, ma forse l’ultimo vale solo per le mie amiche.
    e salinger?

  17. Allora, devo dire che concordo che l’amico Tarab: una cosa sono i libri che hanno letto tutti (spesso letti dal più grande sottoinsieme dei non-lettori) un’altra quelli, per così dire “generazionali” (che magari non sono i più belli, ma che una generazione di lettori ha considerato, consciamente o meno che incarnassero lo Zeitgeist).
    In questa seconda accezione, secondo me i libri sono:
    – American Psycho (ma anche Less Than Zero e Le Regole Dell’Attrazione) di Bret Easton Ellis
    – Oceano Mare di Baricco
    – Tokyo Blues di Murakami
    – Microservi di Coupland
    – Due Di Due di De Carlo
    – Venite Venite B 52 di Veronesi
    – Kitchen della Yoshimoto (che io odio, ma ciò che è giusto è giusto).
    – La Prosivendola di Pennac
    – La Famiglia Winshaw di Coe
    – La Compagnia Dei Celestini di Benni
    Questo a mio modesto parere, naturalmente.

  18. anonimo

    Ciao Lise

    sono un tuo attento lettore; quindi posso mettere il tuo BLOG tra i best seller della mia vita ?

    Ciao
    skoro@tiscali.it

  19. A me viene in mente “Alta Fedeltà” di Nick Hornby

  20. ginevs

    a quelli di Ubikindred aggiungerei
    Alta fedeltà di hornby
    e, anche se forse non parla alla generazione, ma un sacco di gente l’ha letto e ci si è fatta grasse risate La guida galattica dell’autostoppista (o forse questo è un must della categoria informatici/fisici)

  21. anonimo

    Ma nessuno cita “3msc” e “hvdt”?!!
    Sorry, ancora sotto shock per aver letto un’intervista a Moccia…
    Jack Frusciante (lo amo ancora) e Richard Bach (qualsiasi cosa, ma almeno certo il Gabbiano J.), Bridget Jones.
    Non alta letteratura, ok, ma libri generazionali sì.
    …e bisogna includere Hesse e De Carlo, non ne ho amato nessuno, ma la mia generazione sì.
    B

  22. mi sa che si sta facendo un gran mischione. forse si sta parlando di cose diverse. le categorie che nomini tu sono tante e non sempre sovrapponibili. ti riprendo dall’inizio:
    1) l. che tutti hanno letto (basta vedere le classifiche di vendita)
    2) l. che dovrebbero leggere tutti (piuttosto soggettivo, a parte le ovvie sovrapposizioni)
    3) l. che diventeranno classici
    4) l. di moda (cambiano rapidamente e dopo un lasso di tempo rientrano dalle porte 1) 2) o 3))
    5) l. molto legati all’oggi, alla generazione.
    molto schematicamente, certo. quelli che ho detto io li metterei al punto 3).

  23. anonimo

    volevo fare un discorso articolato, però ho da fare, quindi non lo faccio. E’ solo che non sono del tutto d’accordo.
    Cc

  24. anch’io volevo fare un discorso articolato, ma mi sono infognata. vado a raccogliere aquiloni, farfalle e profezie. buon lavoro a chi rimane.

  25. “Che tutti dovrebbero leggere”? Ma chi lo decide? La lettura è un dovere?

    Va da sè che ho amato molto “Non ti muovere”

  26. ca

    secondo me generazione x

    ciao stellina bella

  27. ca

    Comunique a me i commenti di maldive su questo bel blog mi fanno sempre sbudellare! ciao maldive!!! 😀

  28. anonimo

    A parte che, ahime’, per ragioni anagrafiche, i classici miei sono quelli che cita Lise come classici di sua madre, ossia Pavese e Pasolini,e magari anche Kerouc e la Ginzbourg che amo tanto,penso che nuovi classici potranno essere tutti i Camilleri e i Banana Yoshimoto.
    Alessandra

  29. ahaahha!! ciao Ca bella! :-*

  30. sì, lise, lo è già, ma appunto intendevo anche i libri “di moda”, come avevi scritto (per dire, Tolstoj è un classico ma “va” molto meno di Hesse). Comunque aggiungerei anch’io quelli di Hornby

  31. lo dico sempre che dovevo nascere 200 annni fa, con il mio animo romantico e la passione per l’800 russo.
    Ammaniti secondo me diventerà lo scrittore italiano più stimato tra 20 anni, ma a me non piace per nulla.
    “Due di Due”, l’ho letto a 14 anni e mi è piaciuto, ai tempi.
    Per quanto scritto 30 anni fa, un classico dei nostri tempi è “Storie di ordinaria follia” di Bukowski. I nostri padri non lo leggevano, (almeno non il mio).

  32. Dimenticavo:
    Tutti Giù Per Terra di Culicchia e Jack Frusciante (anche se io l’ho odiato) e anche Hornby, concordo…
    Hesse o Mann o Bukowsky li hanno certamente letti tutti, ma esiterei a definirli “tipici” della nostra generazione, appunto…

  33. vuoi dire che ai miei (ipotetici e sempre meno probabili) figli, a scuola faranno leggere la mazzantini? piuttosto li educo io, o li faccio restare ignoranti, guarda.

    certo che il panorama è ben triste. al liceo, nell’intervallo, salivamo in piedi sulla cattedra e leggevamo ad alta voce porci con le ali. oggi la mia fidanzata non sa nemmeno cosa sia, e non ho idea di cosa leggano i liceali, ammesso che leggano (non è vero, lo so. ho provato a leggere una pagina a caso di tre metri sopra il cielo… per fortuna ero in bagno)

  34. come diventare buoni, di hornby. io se non avessi letto già, dovrei proprio leggerlo.

  35. allora, per prima cosa ringrazio tarab e la michele che hanno spiegato meglio di me una cosa che non sono riuscita a spiegare bene. tra l’altro per “parlano alla nostra generazione” in realtà volevo dire che hanno un aggancio con l’attualità (e questo mi fa escludere il Signore degli Anelli, per esempio).
    maldi: per dovrebbero intendevo che se uno si trova dentro una conversazione libraria e non ha letto “quei” libri si trova senza argomenti, tutto qui;
    B: la prima riga del tuo commento mi ha piegata! 🙂 anch’io ho molto amato jack frusciante, anche se so che molti lo snobbano. ma io penso tuttora che l’espressione “aidi senza aggettivi” sia una delle più belle mai sentite (da me)
    grazie comunque a tutti per il loro contributo (ah, come mi sto divertendo!)

  36. Non so se diventerà un classico ma tra gli italiani “Esperimenti di felicità provvisoria”, stranieri Ellroy tipo “Dalia nera”, oppure “Fight club” di Palaciuk, ricordo che tutti gli amici mi hanno tirato matta per leggerlo, alla fine della lettura ho pensato “Embè”, per dire “Soffocare” mi era piaciuto di più. Lise prossimamente fai un post sulla musica, secondo me ne vedremmo delle belle 🙂

  37. mi sono sempre chiesta quali fossero le dinamiche per cui un libro oggi potrebbe diventare uno specchio per domani. una volta scrivevano talmente in pochi che tutti quelli che lo facevano, e spesso lo facevano bene, entravano immediatamente nella hall of fame. oggi scrivono cani e porci, un libro nn si nega a nessuno (parafrasando wharol) e -ahimé- quasi tutti si cimentano con la stesura di libri racconti poesie di dubbio gusto.
    a parte questo, a me “nn ti muovere” è piaciuto all’inverosimile, è uno dei rari libri che mi ha fatto piangere, e si che ne ho letti davvero tantissimi. certo è una questione di sensibilità, nn credo che se a me un libro piace e a te no ci sia uno che sta dalla parte giusta. credo piuttosto che le persone seguano percorsi diversi e sviluppino sensibilità diverse.
    Cmq, a me piacerebbe che domani ci ricordassero attraverso le parole di pennac, baricco, hornby, benni, de carlo. per citarne alcuni. poi magari ci ricorderanno per quelle di faletti, busi, grisham. e, come sempre, nn c’avranno capito un benemerito.

  38. mai letto Umberto Galimberti ed Elle Decor? 😉 Merlin

  39. ele, bisogna che quello sulla musica lo faccia qualcun altro, che io oltre madonna non vado lontano 🙂
    devo ammettere che a parte un passaggio che mi ha fulminata, per il resto anche a me fight club mi ha fatto dire “embè”, mentre sono impazzita per ninna nanna…

  40. se Fight Club non me l’avessero regalato, non avrei nemmeno saputo che esisteva…è grave per uno che vive nei, per e con i libri? Merlin

  41. Dall’alto della mia ignoranza di ventenne non so quali siano libri generazionali o no o che diventeranno classici o no o se verranno letti in classe o no e bla bla blu blo.
    Però mi viene in mente novecento, Jack Frusciante, Lettera a un bambino mai nato e direi quasi tutti i titoli di Pennac e Benni.
    Poi magari invece nel 2045 come tema di maturità ci sarà una traccia con un confronto tra Fabio Volo e Moccia..
    (e, me ne vergongno un pò, ma su fabio volo sarei preparatissima..)

  42. bluemomo: perché non ci può essere un giusto e uno sbagliato per la mazzantini ma tu dici che sbagliano quelli che leggono grisham? o non c’è per nessuno o c’è per tutti

  43. no, forse mi sono espressa male. volevo dire che nn capiranno cmq nulla di noi perché non c’é un libro/autore che possa rappresentarci tutti, per lo stesso motivo per cui un autore/libro può piacere all’uno e fare schifo all’altro senza che questo li denoti e connoti.

  44. “La vita dopo Dio” di Coupland, magari non diventerà un classico, però dovrebbe.

  45. spazzature tipo baricco, decarlo o palacoso. o quell’altro che mi fa orrore, lì, ellis.
    bleah, ho sbagliato epoca:(

  46. io, che come è risaputo (a parte i libri di stephen king in gioventù perchè li leggeva la mia fidanzata e arrivavano a mia madre con eurolibri) praticamente non leggo, tramite influenze oscure ho letto roba di benni (prestata) e murakami (comprata). e basta. volevo dare il contributo della fascia più sfortunata.

  47. ah ok! così mi è più chiaro. infatti non penso che possa bastare solo un libro per capire una generazione ed è bello che siano venuti fuori tanti titoli diversi che danno invece un bel quadro completo e sfaccettato
    ps: qui c’è troppa gente giovane, sto pensando di chiudere il blog alla gente nata dopo il 79. favorite la carta d’identità prego 😀

  48. fiuuu.. ci rientro per un pelo…

  49. anonimo

    Così su due piedi:

    Mc Liam Neeson – Eureka Street
    Crumley – L’ultimo vero bacio
    Massaron – Ruggine
    Selby jr – Requiem for a dream (forse di altra generazione)
    Kureishi – Il buddha delle periferie
    Z. Smith – Denti bianchi

    qualcuno direbbe anche:

    Ammaniti – Ti prendo e ti porto via (?)
    Leroy – Sarah (sebbene lo scrittore sia una bufala)

    troppi?

  50. Io non sono nemmeno nata nei 70, per cui sto zitta. E comunque non ho ancora capito bene di cosa si parla, di quale epoca esattamente. Ottanta? Novanta? Duemila? (Non credo si parli di Moccia, per esempio, che passerà presto “di moda” senza diventare un classico).

  51. chatwin, coe, kureishi, culicchia, pennac, benni, de carlo (treno di panna), i millelire sull’interrail, mcinerney, easton ellis, qualche cannibale, bukowski. in ordine sparso. per chi aveva 20anni intorno al 90.
    m

  52. uuuuh. eureka street è una meraviglia. “tutte le storie sono storie d’amore” (poi migliora).
    E anche il buddha delle periferie.

    E “alex inutile e triste come la birra senz’alcool” dove lo mettiamo?

  53. eureka street è un libro illeggibile. illeggibile perché in libreria non si trova e io ci sono rimasta molto male che tutti mi avevate detto che era bello e io non lo posso leggere uffa

  54. dipende. quanto arriveresti a pagare per una prima edizione? con sottolineature originali del tarab, oltretutto?
    ;-D

  55. io non riesco a leggere eureka street. mi sono piantata tre volte a metà…non so perchè.il cacciatore di aquiloni mi è piaciuto un sacco!!! metterei nell’elenco dei libri da leggere ti prendo e ti porto via di ammaniti e il bar sotto il mare di benni. ciao!

  56. Concordo con Il Buddha Delle Periferie di Kureishi, meno con Eureka Street (che ho adorato, intendiamoci, a proposito, lise, nella massa sterminata di libri dai quali è attorniato il mio materasso, da qualche parte, ce lo dovrei avere), che temo essere tesoro di un numero ben ridotto di lettori, rispetto agli altri.
    Quanto a Selby Jr., in effetti direi che è una generazione precedente (tant’è vero che Welsh ha potuto spudoratamente imitarlo in Trainspotting, senza che nessuno dei lettori se ne accorgesse).
    Mi spiegate però che beneamato c’entra la Fallaci????

  57. è tanto grave se una mia amica non solo non ha letto eureka street, ma nemmeno ne ha mai sentito parlare? una mia amica, eh…

  58. e se la mia amica dice nemmeno e mai insieme è grave?

  59. Secondo me no, però mi raccomando: il cilicio! Al massimo alla coscia, come la inetti, ma ci vuole 😉

  60. “inutile e triste come la birra senz’alcool” lo dico sempre.

  61. Con Eureka Street ho conosciuto uno per cui mi presi una cotta poi lo presentai a una mia amcia che se lo è sposato. Libro beneaugurante. Anche quello che ha scritto dopo, Il dolore di MAnfred, è bellissimi (nessuno l’ha mai sentito nominare). Il MIO libro generazionale (Solo mio) è Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine di Eric malpass. Introvabile e bellissimo

  62. anonimo

    Io butto dentro:
    Molto Forte, Incredibilmente Vicino,
    Il Terrorista di John Updike,
    Piove all’insù, il romanzo definitivo su un’epoca – gli anni 70 – che noi abbiamo sfiorato ma di cui paghiamo il prezzo più di chi li ha costruiti.

    T

  63. inutile e triste come la birra senz’alcol mi ha folgorato. è un’espressione che ho fatto subito mia e che uso ancora. ammaniti effettivamente mi piace molto. ecco mi piacerebbe che domani pensassero a me con in mano un libro di ammaniti.

  64. ninfa plebea e poi il profumo e poi c’è tutta la trafila di camera con vista, gli occhiali d’oro e my beautiful laundrette, tutti i minimalisti compreso meno di zero (lass then zero).
    son pochi dici? me ne ricordo altri mille ancora (oddio mille no, e non so perchè ora mi viene in mente anche “cento cose”, ma quella non era letteratura vero?) :O)

  65. marga: ma quasi tutti quelli che hai citato non sono libri che parlano alla NOSTRA generazione. il profumo non ha niente a che vedere con quello che noi siamo adesso (i minimalisti sì)
    ubi: la fallaci ha molto a che vedere con ciò che noi siamo adesso. come diceva giustamente blumomo, chi la leggerà tra 50 anni si farà una buona idea di chi eravamo noi (in parte, naturalmente, come per tutti)
    michele: puoi dire alla tua amica che nemmeno un’amica mia l’aveva mai sentito nominare fino alla settimana scorsa?
    tarab: dipende da quanto è impolverata la copia che ubi è disposto a prestarmi 🙂

  66. Michele e Lise: io sono come le vostre amiche, ma quel libro non l’avevo mai sentito prima di stamattina.

  67. Lise, sinceramente, non condivido: il periodo decente della Fallaci ha influenzato, temporalmente parlando, una generazione precedente alla nostra (che poi abbia influenzato anche noi, come per Bukowsky o la Beat Generatione è un altro discorso) e una sezione abbastanza ristretta della società (giovani donne di sinistra). La parte demenziale della carriera della Fallaci mostrerà giusto cosa pensava una banda di (a)teo-con (peculiare movimento politico, per fortuna di breve durata, del primo decennio del 2000), diciamo che non ci vedo nulla di generazionale nella Fallaci e tantomeno per la nostra generazione…

  68. ehi, ma io non dico che una lettura ti debba influenzare necessariamente, ma che racconta un’epoca. io non condivido ciò che ha scritto la fallaci, soprattutto ultimamente, ma non si può negare che abbia descritto un’epoca, sia pure a modo suo

  69. in generale mi trovo d’accordo con ubikindred, ho notato che nessuno ha segnalato i libri “di quando eravamo piccoli” la Storia infinita di Ende, pur essendo un fantasy credo che per molti di noi sia stato un po’ il confine tra infanzia e adolescenza.

  70. khyes: come dicevo qualche commento fa (ma capisco bene che non hai avuto voglia di leggerteli tutti), un fantasy non dice niente sulla nostra epoca. la storia infinita si potrà leggere tra 100 anni magari, ma senza aver spiegato niente di noi, per questo la trovo poco adatta a questo genere di elenco

  71. Pensavo…qualcosa di Cacucci?

  72. uhm, non so se è così diffuso

  73. mi viene in mente febbre a 90, se mi chiede un libro della nostra generazione

  74. anonimo

    la struggente opera di un formidabile genio – D. Eggers

  75. anonimo

    baricco e ammaniti.
    E anche Romagnoli, che purtroppo non è un classico come dovrebbe.

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