Siete tutti cresciuti col mito della soddisfazione lavorativa o forse tu di pi&ugrave;, che nei giornali femminili leggi storie di donne di successo che dicono tutte che per arrivare dove sono, sacrifici s&igrave;, ma soprattutto tanta passione.<br />
Tu la passione non riesci a metterla non solo nel tuo lavoro attuale, ma nemmeno a immaginarti in qualsiasi altra occupazione.<br />
Arrivi in ufficio ogni mattina cercando motivazioni alternative e alle nove e un quarto cominci a sognare il tuo corpo in decomposizione dentro una comoda bara di legno di pino.

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39 commenti

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39 risposte a “

  1. Beh ma Lise, sfido chiunque “di successo” a dire «sono arrivato fin qui perché ho un culo strepitoso e l’occhio clinico per le occasioni da sfruttare e se dobbiamo dirla tutta non me n’è mai fregato niente di questa roba, l’unica passione che ho è per i soldi.» Te li vedi, tu? Sarebbe così poco chic.

  2. Perchè il lavorare per vivere [facendo altro di ben più importante] in cui sempre ho creduto sembra avvicinarsi sempre di più al vivere per lavorare felicemente?! :-/ Irene

  3. Stamattina il mio collega mi ha accolto alla porta dell’ufficio dicendo “Mi sembrava d’aver sentito giusto il passo da K, di quelli motivati: uno avanti e due indietro”!
    Eh, la routine…

  4. Sto con la Vì: è come la storia delle modelle magre che dicono di mangiare tantissimo. Ma va là! La passione per il lavoro a garanzia di un successo sicuro, come il metabolismo veloce per un fisico “perfetto”, sono balle!
    E comunque, forse qui non si parlava di questo, ma sono troppo stanca anche solo per cancellare il commento, figurarsi per rileggerlo e correggere il tiro, o spiegarmi meglio – insomma, l’accetti una lettrice lessa dal lavoro che svolge con tanta passione ma senza soddisfazioni?!

  5. passione per il lavoro? altra stupidaggine inculcataci dalla morale del lavoro americana, per sfondare ci vuole una buona dose di fortuna e di cadaveri fatti lungo il percorso oltre la bravura, si intende.

  6. ma scusate, chi è che fa sacrifici per un lavoro che non gli piace?

  7. lise, io li ho fatti per 5 anni.

  8. ..in questi giorni capita anche a me di sognare quelle cose che tu dici, anche se non lavoro ma studio: come vedi, il problema è comune!
    La passione può aiutare..ma per quanto mi riguarda penso ci sarebbero tante altre belle cose da fare a questo mondo [shopping, cinema, libri, dvd, blog, wikipedia, google, msn, e-mail, pub con gli amici, chiacchierate e spaparanzamento sul divano..non necessariamente in questo ordine..] al posto delle cose che stiamo facendo in questo momento!
    =_=’

  9. assolutamente no. Tant’è che a un certo punto mi sono licenziata e sono andata a fare un lavoro molto più bello per me, in cui ci metto tutta la passione che posso, ma per cui ho zero soddisfazioni economiche (per dirne una). La passione aiuta un sacco, ad alzarti la mattina, ad andare avanti con motivazione, ma la carriera, il successo professionale non dipendono solo da quella. Nel lavoro di prima, per esempio, avevo molti colleghi che pur non credendo in quello che facevano hanno fatto una carriera folgorante per aver leccato i culi giusti, aver pestato piedi altrattanto giusti con una disinvoltura da manuale.

  10. Ma dai!
    Al limite in una vasca idromassaggio!!!
    O alle Maldive.
    O da qualunque altra parte!

  11. va bene, ma anche la passione o almeno la motivazione per la leccaculaggine ci vuole, io non ce l’ho mica

  12. no, no, la cassa di pino (o di qualsiasi materiale). niente più problemi di nessun genere

  13. io la penso esattamente come te, solo che invece della cassa di pino pensavo al meteorite, non so, mi piace di più l’idea…

  14. mah, a me piace l’idea che le persone a cui voglio bene continuino a vivere liberati dalla mia fastidiosa presenza

  15. io vado a lavoro sapendo che spesso e volentieri verrò umiliata ma non per questo penso alla casa di pino, primo perchè son migliorata nel prendermi le umiliazioni, ora lo faccio con dignità e sprezzo del pericolo (io sono una tipa sì dimessa e senza ambizione ma se devo dire una cosa in faccia la dico pure al mio capo, questo si) e poi perchè non dò importanza alle soddisfazioni sul lavoro ma a quelle del privato e nel privato il lavoro non entra, per me il lavoro è solo un mezzo, magari questo mio convincimento è dettato da una profonda viltà, non so…ma sto bene così

  16. ossimoro, non è che se io sono insoddisfatta lo devono essere anche gli altri. io però lo sono, anche se tu non lo sei

  17. *Tu la passione non riesci a metterla non solo nel tuo lavoro attuale, ma nemmeno a immaginarti in qualsiasi altra occupazione*
    ecco. io in queste ultime settimane.
    p.

  18. volevo dare solo un punto di vista, poi ognuno è libero di fare e pensare quello che gli pare, mi sembra evidente! non c’è da farci nessuna polemica sopra.

  19. secondo me la nanamalefica prenderebbe tre giorni di ferie per la veglia.

    (p.s. grazie per i superlativi di cui sopra)

  20. boh, è che io non ce la faccio a passare otto ore in un posto a cui non do nessun valore aggiunto pensando serenamente che tanto in privato sono soddisfatta (cosa vera solo in parte)

  21. Anch’io credo che, volente o nolente, il lavoro ci dovrebbe pure dare qualche soddisfazione…anche perchè passiamo la maggior parte del nostro tempo e della nostra vita a lavorare.
    Io, tutte le mattine mi sveglio pensando che vorrei già essere in pensione…

  22. magari io sono stata estrema. sia chiaro, non passo 8 ore tutte d’inferno, anch’io ho le mie piccole soddisfazioni ma non bastano a farmi amare il lavoro alla follia e vivo ugualmente bene ma questo è solo un punto di vista

  23. ma non si facevano in legno d’abete? I sacrifici penso si facciano per lavori che piacciono e per lavori che no. Il mio lavoro mi piace, non farò carriera, non diventerò né ricco, né famoso e mi piace di più quando non lavoro. Ho una strana concezione di “mi piace” a quanto pare.

  24. 😉
    in realtà va bene anche sottoterra senza bara

  25. anonimo

    Nel caso io opterei per qualcosa di più lussuoso, cioè, il pino è così cheap.
    Oppure la cremaizione, molto meglio, risolve un sacco di problemi, e potenzialmente ci si può far rinchiudere in un’opera d’arte per l’eternità.
    Cc

  26. amica lise, spesso ha successo solo chi è più capace di compiere le peggiori porcate senza alcun senso di colpa e lo dico per esperienza personale. Una volta ero convinto che le qualità, le capacità e l’impegno fossero alla lunga sempre premiate, poi ho capito che questo è il pupazzo di pelo che odora di coniglio e noi siamo i levrieri che gli corrono dietro. E come disse qualcuno: i levrieri non sono i cani più veloci, ma sono gli unici così scemi da correre dietro ad un coniglio finto…

  27. cc, io mi sento a mio agio in una bara cheap. perché diventare da morta qualcosa che non sono stata da viva?
    ubi: secondo me è vero solo in parte. io qui conosco delle persone di successo (intendo all’interno dell’azienda). non voglio dire che siano delle belle persone, perché oggettivamente NON lo sono, però non posso negare che sono piene di passione per quello che fanno e pure piuttosto competenti. e non so se fingano in pubblico, ma si vede proprio che benché stanchi, sono soddisfatti di quello che fanno.

  28. Non dico che questo sia impossibile, ma senza qualche porcata di grosso calibro non sarebbero lì…

  29. mbe’? io voglio solo essere soddisfatta, invece…

  30. sapessi come ti capisco. io non sono soddisfatto nemmeno al timone, pensa un po’. è tutto solo una corrente che mi trascina. posso solo cercare di nuotare un po’ di lato e sperare di non finire in un gorgo.

  31. Già, ma il punto è che probabilmente tu non lo saresti, dato che se te lo chiedi, significa già che non sei adatta 😉

  32. è quello il problema. però io dico che se facessi qualcosa che mi piace magari sarei soddisfatta. il punto è che probabilmente no, non c’è niente che potrebbe appassionarmi
    😦

  33. A questo non credo. Ma sulle soddisfazioni è dura (te lo dice qualcuno che ha lo stesso problema e si lancia su altre cose) 🙂

  34. E se fosse solo una fase un po’ così…?
    Credo la cassa possa attendere.

  35. la cassa attende fin da troppo e la fase dura da tre anni, perciò non è una fase

  36. Si chiama ciclo lungo (No, non “quel” ciclo).
    Su, dai, un sorriso 😉

  37. sì, sono quei cicli del mercato immobiliare che durano 40 anni. sono appena all’inizio allora. evviva!
    🙂

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