Archivi del mese: gennaio 2007

Oggi giornata di trasloco. Per far fronte alla situazione oggi sei vestita da pornoscaricatrice di&nbsp; porto, che come diceva Archie la manovalanza ha sempre il suo fascino non si sa mai. Comunque no, non in questo caso.<br />
Ma l’argomento del giorno &egrave; un altro.<br />
Ci pensavi stamattina tra i fumi del sonno e della nebbia. Crescere comporta cambiamenti di vita. Per forza. Perch&eacute; si matura, si prendono delle decisioni, si fanno delle scelte. Che in soldoni significa: ci si fa una famiglia. E i ritmi di vita si adattano alle esigenze della famiglia.<br />
Il fatto &egrave; che di conseguenza cambiano anche i ritmi di chi una famiglia ha deciso di non farsela (tipo te), perch&eacute; se tutti gli amici stanno a casa a ninnare i figli, con chi pu&ograve; uscire chi non ne ha?<br />
Cio&egrave;, ha senso se una qualunque tua amica non pu&ograve; venire con te il venerd&igrave; sera al Luminal portandosi dietro la creaturina, ma questo implica che anche tu te ne debba rimanere in casa per scelte che non hai fatto e che non hai intenzione di fare.<br />
E’ pi&ugrave; chiaro adesso perch&eacute; hai questa simpatia per i ventenni che ancora hanno voglia di uscire a divertirsi, non hanno legami di sorta che impediscano loro di far tardi e se ti ci intermezzi non premeranno per fare di te una donna onesta che rammenda i loro calzini e stira le loro camicie?

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Non pensavi di poterti trovare a tuo agio in una tregua armata. E invece.<br />
C’erano stati quei giorni che facevi finta di non vederlo neanche perch&eacute; quello che pi&ugrave; ti premeva era di trattenere le lacrime e si sa che una signorina pu&ograve; svolgere un numero limitato di compiti contemporaneamente, lui era priorit&agrave; 26 e quindi non contemplato.<br />
Poi le cose si sono assestate come dovevano ovvero che vi salutavate e basta incontrandovi nei corridoi e in realt&agrave; ignorandovi platealmente.<br />
Oggi invece, che eri tutta presa a compilare uno dei vostri orrendi documenti di lavoro online ed eri davvero molto concentrata hai sentito un Ciao che avresti risposto senza nemmeno voltarti, ma contemporaneamente alla tua sinistra &egrave; precipitata una scatoletta con un pesante tonfo. Ti sei voltata prima verso la scatoletta, poi verso di lui, poi di nuovo verso la scatoletta: &quot;Oh, &egrave; arrivato l’utilissimo contapassi che tanto aspettavo! Grazie&quot;.<br />
Nel momento che sollevavi lo sguardo lui era gi&agrave; alla porta. Oltre la porta.<br />
Tu: &quot;Non devo firmare niente?&quot;<br />
Porta che si riapre: &quot;No, non ti preoccupare&quot;. Porta che si richiude.<br />
Tu: &quot;Ti serve un contapassi?&quot;<br />
Poi per&ograve; il collega solito lo ha richiamato strillando e dicendogli: &quot;Vieni con me, dai, ti offro un caff&egrave;&quot;<br />
Lui: &quot;Ma quale caff&egrave;. Ti sembra che ho la faccia di uno che beve caff&egrave;?&quot;<br />
Tu: &quot;Una caipiroska alla fragola?&quot;<br />
A dire il vero la vorresti tu una caipiroska alla fragola. Che poi tu capisci molto bene la difficolt&agrave; di fornire cocktail alle macchinette, ma non esistono i distributori di Campari Mixx o Bacardi Breezer per esempio? No? E che aspettano a inventarli?

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Ieri te ne sei andata dalla sala di step dopo cinque minuti dall’inizio della coreografia che tanto non ti veniva. Non avevi la testa, eri arrabbiata, hai messo via lo step, sei scesa nello spogliatoio a riprenderti la borsa e te ne sei andata a casa a farti la doccia, cos&igrave; com’eri.<br />
Pi&ugrave; tardi, sotto il getto d’acqua ti sei chiesta se per caso avessi gettato la spugna troppo presto e se &egrave; cos&igrave; che fai sempre e se &egrave; per questo che il tuo sogno vabbe’. Poi ti sei risposta con sincerit&agrave; che s&igrave;, &egrave; cos&igrave; che fai sempre, ma che non &egrave; per quello che il tuo sogno vabbe’.<br />
Che la fine del tuo sogno &egrave; come la fine di una storia d’amore: &egrave; finito e basta e non c’&egrave; niente da aggiungere n&eacute; da spiegare. Solo che sei un po’ spaventata, perch&eacute; hai visto finire altre storie d’amore e s&igrave;, ci vuole tempo prima di trovare un altro amore, ma nel frattempo qualche storiellina intanto ti capitava, invece adesso no, non hai proprio altri interessi o desideri particolari. Cerchi di immaginare dove ti piacerebbe essere e l’unico pensiero bello &egrave; la gi&agrave; citata cassa di legno di pino e questo ti piace, perch&eacute; tutti si muore e cos&igrave; hai la certezza di realizzarlo il tuo desiderio prima o poi.<br />
E cos&igrave;, nell’assenza di sogni tuoi ti sei ritrovata ad accettare di far parte di un sogno (o un desiderio) altrui che non ti appartiene per niente al quale hai ceduto come a un compromesso. E quando ci pensi con serenit&agrave; ti dici che non devi preoccuparti, che andr&agrave; tutto bene, quando no (ed &egrave; quasi sempre no), sei terrorizzata, ti senti soffocare come se fossi in trappola e trovi solo vie di uscita che non ti piacciono. L’anima gemella non esiste, ma se la tua esistesse di sicuro non vorrebbe vivere sotto lo stesso tetto con te.<br />
E pensi anche che nonostante tutto per fortuna non ti vengono da mettere in atto quei meccanismi da scappatoia dei poveretti, proprio non ti attraggono, ma forse per fortuna mica tanto, visto che in tanti li mettono in pratica senza neanche farsi venire un minimo dubbio. E’ che tu non sei fatta cos&igrave; c’&egrave; poco da fare.<br />
Niente sogni, nessuna scappatoia.

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Ieri hai trovato in casa una tavoletta di cioccolato Nero Perugina 70% cacao. Talmente sublime che c’&egrave; da chiedersi cosa ci sia nel restante 30%.

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<strong>Blog weekend</strong><br />
<u>Venerd&igrave; sera – prima serata</u><br />
Cinque donne coi capelli scuri sedute a un ottimo ristorante chiacchierano di uomini, amore e vestiti e quando viene pronunciata la parola &quot;dieta&quot; scoppiano tutte a ridere addentando una fetta di dolce delle meraviglie.<br />
<u>Venerd&igrave; sera – seconda serata</u><br />
Quattro donne coi capelli scuri sedute in un locale qualunque davanti a bicchieri colorati chiacchierano di sport, di immersioni e di emozioni e non fanno caso alla brutta musica attorno a loro. Sorridono tanto.<br />
<u>Sabato pomeriggio</u><br />
Cinque donne si inseguono per tutta Milano come in una caccia al tesoro fatta di appuntamenti, metropolitane, lunghe code alle casse e una brevissima pausa.<br />
<u>Domenica pomeriggio</u><br />
Una giovane donna bionda e riccia presenta un libro e tu ometti di dire che non &egrave; un romanzo, imbrogliando cos&igrave; il tuo giovane accompagnatore. Ma lei &egrave; bravissima e parla di storia e di santi come se raccontasse una favola, non vi annoia per niente.<br />
Raggiungi Stear appena uscito dallo stadio da Chocolat e intanto pensi che la tua vita sarebbe vuota senza le persone che hai conosciuto sul blog. E se si deve parlare di serendipity, ecco, per te &egrave; questa qui.

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Ieri sera ti &egrave; saltata all’ultimo una cenetta con la Simo e ti sei trovata quindi piazzata davanti al televisore a guardare <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0240890/&#8221; target=”_blank”>Serendipity</a>.<br />
Cercando di capire perch&eacute; ti avessero parlato bene di quel film. Prevedibilmente, alla fine eri arrabbiatissima. Perch&eacute; il povero Josh Corbett interpreta sempre la parte di quello che chiede in moglie con tanto di anello e poi si vede sfumare le nozze? Ma soprattutto: perch&egrave; esiste un vasto filone cinematografico che si basa su assurde storie d’amore a prima vista nelle quali i due protagonisti sono destinati l’uno all’altra e supereranno tutte le avversit&agrave; per coronare il loro amore sbocciato nel giro di pochi minuti? Perch&eacute; vogliono far credere agli spettatori che se due persone si incontrano e stanno bene per un’ora, sono destinate ad amarsi tutta la vita? Perch&eacute; perseguono l’idea della persona del destino? Non &egrave; cos&igrave; che funziona. Tra le tue mille esperienze ti ricordi di aver conosciuto una sera ad una festa un tizio con cui passasti una magnifica serata. Sembravate perfetti l’uno per l’altra. Ma nel giro di una sera &egrave; facile sembrare perfetti. La verit&agrave; &egrave; che tra voi dur&ograve; all’incirca due settimane, questo anche perch&eacute; lui ti voleva solo scopare e non riuscendoci immediatamente pens&ograve; fosse meglio dileguarsi. Ma potresti farne a decine di esempi cos&igrave;.<br />
Ma quale destino. La verit&agrave; &egrave; anche che se Archie non ci si fosse messo di buzzo buono a farvi mettere insieme, tu adesso di Stear ti limiteresti a guardare il sedere come facevi tre anni fa. Ti destreggeresti come prima tra squallide storie e se fossi stata particolarmente depressa forse avresti accettato di nuovo di uscire con l’ex amante storico.<br />
Proprio lui, gi&agrave;. L’unico uomo per il quale nella tua vita tu abbia mai pensato che fosse quello giusto e perfetto per te e come lui nessuno mai. Altro che.<br />
E’ cos&igrave; difficile per alcuni cineasti accettare l’idea che si possano amare pi&ugrave; persone nel corso della propria vita e che nessuna di loro sia quella giusta?

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<strong>I grandi capi dell’IMF vanno al corso d’inglese</strong><br />
<em>Da un racconto di Stear: una conversazione </em><br />
<u>Capo:</u> sono andato a vedere l’ultimo film di Muccino con la mia famiglia, con quell’attore, come si chiama…<br />
<u>Platinette:</u> Will Smith<br />
<u>Capo:</u> ah, s&igrave;, grazie: Wilbur Smith

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