Credevi che una giacca ti avrebbe risolto la vita.<br />La verit&agrave; &egrave; che con la giacca nuova comprata luned&igrave; da Zara vai molto d’accordo, ma le irresoluzioni della tua vita e di conseguenza del tuo armadio, sono ben pi&ugrave; profonde.<br />Il tuo lavoro non ti piace. Non ti &egrave; mai piaciuto, ma ultimamente sono aumentate le cose che non ti piacciono. Quelle che ti piacciono, per contro, te le devi guadagnare con le unghie e coi denti. L’entusiasmo &egrave; sceso sotto la suola delle tue ballerine e questo lo vedono tutti.<br />La demotivazione &egrave; alle stelle. Non c’&egrave; giacca che tenga.<br />Ma tu, cosa vorresti fare?<br />Grazie per la domanda (tra l’altro pertinente). Se avessi la risposta per&ograve; questo post avrebbe un tono diverso.<br />Invece ti confronti con la tua irresolutezza e non vedi una via di uscita. Sei condannata a crogiolarti nell’insoddisfazione perenne?<br />La tua capa ieri ti ha chiesto se non hai nessuno con cui parlarne. No. Ma perch&eacute; parlarne non ti aiuterebbe. Sono 34 anni che fai affidamento solo su te stessa, nel bene e nel male. Cambiare strada adesso non &egrave; pensabile e non sarebbe una soluzione.<br />Ci devi pensare da sola. <br />Cos&igrave; irrisolta. Per&ograve; alla moda.<br /><br /><font size=”1″>Postilla: dai commenti che hai ricevuto hai l’impressione di non esserti spiegata bene, allora rifai.<br />Sei in crisi perch&eacute; non ti piace il tuo lavoro MA NON SAI COSA INVECE PREFERIRESTI FARE.<br />Cos&igrave; &egrave; chiaro adesso?</font>

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0 risposte a “

  1. mi sa che è una crisi piuttosto diffusa tra le nate nel 1972, laureate (bene) e con mille aspettative di carriera, partite entusiaste ma resesi conto di fare un lavoro che non piace, che non è adatto, ma per il quale è troppo tardi tornare indietro (pensa che a me piacerebbe fare la critica d’arte!). Ti capisco, anch’io non so con chi parlarne perchè quando accenno al discorso tutti tendono a sdrammatizzare e questo mi irrita ancora di più, capisco che non comprendono.

  2. vuoi mettere un’irrisolta alla moda…che vuoi di più dalla vita? seriamente consigli non ne so dare, tipo “cerca la verità dentro te stessa” mi sembra banale e una gran balla….dovresti forse pretendere meno da te stessa e imparare a perdonarti ma è solo un’ipotesi ..

  3. ossimoro, ma che c’entra il rapporto che ho con me stessa con il fatto che non mi piace il mio lavoro? ti prego, eri partita così bene con l’assalto alle banalità e poi mi sei finita con una delle tiritere senza senso anche tu?
    dea: la critica d’arte? accipicchia, ma almeno tu lo sai… io non lo so neanche, però mi fa innervosire che tutti tendano a sdrammatizzare.
    ci vediamo uno di questi pomeriggi?

  4. volentieri, lise. teniamoci in contatto via mail.

  5. lise, ma non bisogna sdrammatizzare su argomenti così. chi lo fa sbaglia, però secondo me parlarne con qualcuno ti farebbe bene (te lo dice una che per un bel po’ è stata indecisa e che ne ha parlato)

  6. Io non so per quanto riguarda te (perché francamente, non ho mai capito di preciso che lavoro fai lì dentro). Però io ho provato a confrontarmi con l’attuale mondo del lavoro nella mia sfera, anche ieri l’ho fatto, e le risorse e possibilità sono sconfortanti. Cosa posso offrire io, oggi come oggi? Cosa possono offrirmi “loro”? Qui non è solo questione di esperienza (che io ho, abbondantemente), ma di competenze in certi campi che si sono evoluti alle mie spalle mentre facevo – ormai – una sola cosa, che già sapevo fare da 15 anni. Ecc. ecc. Quindi, che si fa? Si rimane? Ci si guarda in giro? Temo entrambe le cose contemporaneamente, finché si può. Fino a chiarirsi le idee.

  7. si hai ragione, faccio pubblica ammenda ma era partita dal presupposto banale(?)che quando si sta bene con se stessi si accetta più volentieri un lavoro noioso.

  8. mi vien da dirti: considera di cambiar lavoro. ma si intuisce che non ci hai affatto pensato. d’altro canto non si può biasimare chi ha un lavoro solido e remunerativo e non lo molla nonostante non gli piaccia…
    sob.

  9. alja, ma parlarne cosa risolverebbe? sono io che devo sapere cosa voglio fare, dire agli altri: “non so cosa voglio fare”, cosa porterebbe? a sentirmi dire: “eh, se non lo sai tu” o: “sei tu che devi saperlo”. non esistono risposte costruttive;
    lady: non ho capito una cosa. tu sai in che ambito vorresti evolverti? cioè: hai una direzione in cui vorresti andare? no, perché io non so neanche quello;
    ossimoro: ma poi continueresti a fare un lavoro che non ti piace, no? quindi continueresti a essere frustrata. e poi il mio lavoro non è noioso, anzi, sarebbe un bel lavoro, ma ha una forte componente relazionale e io odio la relazionalità lavorativa. mi fa stare malissimo. e più passa il tempo e più questo lavoro diventa relazionale e io sto male;
    erba: ma tu non hai capito però. io potrei considerare di mollare il lavoro se sapessi COSA voglio fare. ma se non so cosa voglio fare, una volta che ho mollato il lavoro cosa ho risolto? cosa faccio? sto a letto a guardare il soffitto?

  10. Il che è, a sua volta, molto alla moda…

  11. ubi, tu i commenti sulla sdrammatizzazione non li hai letti vero?

  12. Si, vorrei evolvermi in campo multimediale, per fare una scelta “ragionevole” e non troppo utopica (il sito, appunto, ma per ora ci riuscirò solo in parte). Però ormai c’è gente che è secoli avanti a me. Io sono ferma da anni sulla carta. E perché altrove dovrebbero prendere proprio ME, una matusa con pretese contrattuali (vorrei ben vedere!), quando ci sono sconfinate pattuglie giovani ‘scafati’ e smanettoni da sfruttare quanto e quando gli pare?
    Questo è il punto.
    Sennò posso ripropormi nello stesso campo, e allora si, col dovuto rispetto. Ma mi sta annoiando, e devo ancora lavorare 25 anni. Senza contare la crisi del mercato e il blocco delle assunzioni e i rinnovi dei contratti giornalistici e.

  13. lady, ma tu pensi che se ti buttassi con dei corsi o qualcosa di simile, nel multimediale poi saresti o potresti diventare interessante per il mercato? te lo domando perché proprio non lo so, dal tono del tuo commento si direbbe di no, ma varrebbe comunque la pena di provare?

  14. anch’io odio la parte relazionale del mio lavoro specie quando si basa sull’umiliazione sistematica del subalterno che poi sarei io..ma c’è qualche speranza che tu possa cambiare servizio all’interno dello stesso ufficio o no? magari sostituire qualche maternità.

  15. Fare dei corsi, imparare cose nuove e formarsi di più vale sempre la pena. Il problema è trovare un posto di lavoro dove
    1) conciliare l’esperienza precedente con le conoscenze attuali
    2) siano disposti a pagare proprio te per tutto questo, e non qualcun altro
    Mi sono spiegata?

  16. ossimoro: la speranza ci sarebbe anche se io sapessi cosa voglio fare: abbiamo una sezione della intranet apposta per le posizioni vacanti. ma se non so cosa vorrei fare, dove mi candido?
    lady: ti sei spiegata benissimo, credo che al punto in cui sei, l’unica cosa che tu possa fare è “provarci”. ti chiedo scusa perché so che ho detto una cosa da dementi, perciò aggiungo: in bocca al lupo! 🙂

  17. si ho capito ,ma invece di continuare a dire che non sai quello che vorrai fare perchè non informarsi su quei posti vacanti e magari farsi venire qualche ispirazione?

  18. veramente quella sezione è la prima cosa che guardo tutte le mattine

  19. vassilissa1500

    A me il problema di non sapere quel che si vuole sembra molto serio – e non per questo poco diffuso, anzi… Non credo che lo si possa risolvere rapidamente. Però, riflettendoci con calma, ad un risultato si arriva sempre. Augurissimi.

  20. Pensa che se ieri mattina mentre mi guardavo allo specchio e mi vedevo come Iriza di Candy Candy, dicevo… “Cazzarolina… non so nemmeno, potendo, di quale strafiga, vorrei essere la sosia!!!”
    pensa il resto… massima comprensione, Lise.

  21. cercare lavoro è … 1 lavoro, e purtroppo anche se sai quello che vuoi non è detto che tu lo trovi. Non sapere non è una posizione di svantaggio 🙂 hai più flessibilità… e di certo sai cosa NON VUOI.
    io l’ho fatto, devo dire con 1 vero salto carpiato, mollando quello che facevo e che non mi piaceva e mettendomi alla ricerca con niente in mano…il bilancio finale è positivo!

  22. scusa e mettiamo caso che ci metto due anni a capire cosa voglio più magari uno per cominciare a guadagnarci, nel frattempo me le paghi tu le spese condominiali straordinarie?

  23. l’idea non è restare a casa, fissando il soffitto. ma provare 1 altro lavoro. il lavoro perfetto NON ESISTE.

  24. più che altro stimerei approssimativamente che ci sia, sul totale dei lavori possibili, un 90% di lavori che, sul totale dei lavoratori, il 90% dei lavoratori non vorrebbe o comunque non prova soddisfazione nel fare. di conseguenza la percentuale di insoddisfazione mondiale è altissimo. ma immagino che mal comune mezzo gaudio sia di poco aiuto…ecco, volevo solo portare una parola di conforto ma devo aver sbagliato qualcosa nella stesura del commento.

  25. potrei aprire un sondaggio “sei contento del tuo lavoro?” con il sondaggio-postilla “sai che lavoro ti piacerebbe fare?”
    ma il lavoro del sondaggista non mi piacerebbe, quindi non lo farò.

  26. Uff, ho scritto un commento lungo e si e’ cancellato.
    Replay the point. Ti capisco abbastanza Lise. Per la Lady la questione e’ diversa mi pare. Io tirerei avanti ma iniziando a guardare in giro per qualsiasi cosa possa fare. Poi in un raptus di noia, di fronte ad un’alternativa, cambierei. Anche a caso, alla cieca.

    Non sono d’accordo con chi ha scritto che se uno sta bene con se stesso allora sopporta anche un lavoro noioso. Per qualcuno forse sara’ cosi’, per me no. Se non mi piace quello che faccio comincio a stare malissimo con me stesso. Sottolineo comincio a.

  27. impossibile.
    eddai.
    è impossibile che una giacca non ti risolva la vita

  28. Capisco fin troppo bene. Nel mio caso il mio lavoro mi piacerebbe anche. Fatto in tutto un altro modo, ovviamente. E invece così è solo causa di ansie e frustrazioni e giramenti di palle e gabbie. Ecco.

  29. ah, credevo che lo sapessi: la scrittrice o la giornalista!
    🙂

  30. stessa identica situazione… AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!

  31. …e se studiassimo un modo per vivere senza lavorare?

  32. povera Lise! sei talmente incasinata dentro che ti tocca mettere le postille 😉

  33. mah isla: più che incasinata dentro ho impressione di essere incompresa fuori (ma non si capisce quando scrivo?)
    letropeziennes: ieri ho detto alla mia capa che ho capito cosa voglio fare nella vita: la pensionata! non mi ha presa molto sul serio 😦

  34. visto che non sai esattamente cosa esattamente ti piacerebbe fare, allora comincia a provare a fare qualsiasi cosa. per esempio io settimana prossima vado a fare idro speed. forse non si scrive nemmeno così. so solo che mi mettono un casco in testa, mi danno una tavoletta e mi dicono Ecoc, quello è il torrente in cui ti devi buttare. Non faccio sport da quando non partecipavo alle lezioni di educazione fisica. so che potrà costarmi caro questo. potresti provare anche tu a fare cose che sai ti potrebbero costare care. basta con le insoddisfazioni, c’è un mio amico che ogni tanto mi chiama la sera e fa sempre la voce di quello annoiato dal lavoro, di quello che ha un armadio di lavoro sulle spalle, che noia, che cacchio, ma com’è possibile? ora dico anche a lui se vuol venire a fare idro speed.

  35. ma secondo te lo potrei fare di lavoro idrospeed? no, perché l’idea mi pare buona

  36. ahahah… secondo me sì, potresti occupare un torrente, ci costruisci una bella casettina piena di caschi, metti un’insegna invitante e la gente arriva a fiotti per spaccarsi la testa e tutto il resto.

  37. io avevo capito senza *
    ma non so se per te sia un buon segno 😉

  38. ho l’impressione che abbiano capito più in fretta le persone che sono (state) nella stessa situazione, quindi forse dovrebbe far meno piacere a te 🙂

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