Archivi del mese: aprile 2006

<span style=”font-weight: bold;”>Il ponte sul fiume della Liberazione<br /></span>Alla rinfusa come sempre. Un treno perso e un viaggio malnato. Il sole caldo al tuo arrivo. Sugo di pesce che bont&agrave;. L’outlet di CastelRomano, tu e Metro da Cavalli. Tu che provi abiti da gran sera sotto gli occhi dei clienti e del direttore di negozio. Un vestito tutto di limoni molto pi&ugrave; bello di quello che sembra. Il pacchettino di Cavalli, la gentilezza e la simpatia di Luisa, i sandali di Bruno Magli. Serate tranquille. Sms che ti fanno ridere. Il sole accecante, il cielo azzurrissimo, l’Appia dei pini. Tornanti, tornanti e poi, all’improvviso, da trattenere il respiro: il mare. Mura ciclopiche, panorami infiniti. Fiori coloratissimi sulla sabbia di Sabaudia. Il mare cos&igrave; vicino, la prima spiaggia.<br />Una serata, tante risate, la pizza. Passeggiate tra i vicoli di Nettuno in attesa. Un appuntamento in un posto squallido, un soggetto inaspettatamente simpatico e pi&ugrave; intelligente della media, che si strofina Luisa contagiosa, fa proposte indecenti, capisce perfino le tue battute.<br />Lui: Sarebbe bello per&ograve; stanotte fare l’amore con uno di voi tre<br />Voi tre siete tu, Luisa e Metroicon.<br />Tu e Metro: Uno di noi tre a caso?<br />Lui (a te): Ma tu sei fidanzata?<br />Tu: s&igrave;<br />Lui: E quanti anni ha il tuo fidanzato?<br />Tu: 29<br />Lui: Ah, ma allora &egrave; grande!<br />Risate a non finire tue e di Metro.<br />Tuo padre che ti telefona preoccupato nel cuore della notte. Ponzio che ti telefona ancora pi&ugrave; tardi, quando ormai &egrave; troppo tardi. Tu lo richiami il giorno dopo dal treno e anche per questa volta non vi siete visti.<br />Un viaggio di ritorno col cielo bigio, panorami appenninici.<br />L’amico <a href=”http://liquidipensieri@splinder.com&#8221; target=”_blank”>acidorivelatore</a> che viene a salutarti in stazione e salvarti dallo shopping sfrenato (intanto per&ograve; due dolcetti fusion li hai comprati) e in venti minuti riuscite a chiacchierare, ridere, abbracciarvi. Tu gli affibbi un’etichetta che lui rifiuta, anche se sembra cucita apposta per lui. E quando sali sul treno perfino ti telefona per dirti: &quot;Guarda che io non sono cos&igrave;!&quot;. E pensare che voleva essere un complimento.<br />Stear che ti aspetta in stazione a Milano, con i capelli cortissimi e la barba appena fatta. Le sue guance morbide da mordicchiare.<br /><span style=”font-weight: bold;”></span>

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Ieri nella tua palestra in questa citt&agrave; minuscola, scoop degli scoop, ti sei imbattuta nel <a href=”http://sex-and-the-city.splinder.com/post/3865664&#8243; target=”_blank”>tipo carino moro del corso di scrittura creativa dell’anno scorso</a>. Da non credere proprio (s&igrave;, qui ci sarebbero da fare mille considerazioni sul fatto che ultimamente sei circondata da ometti di bell’aspetto, ma non le vuoi fare e <span style=”text-decoration: underline;”>non</span> le farai). Vi siete fatti grandi feste, raccontati un po’ degli ultimi sviluppi, qualche parola sulla scrittura (da parte sua), comunque vi rivedrete in giro.<br />Lui: &quot;Allora tu insegni qui&quot;<br />Tu (strabuzzando): &quot;Ma no, qui stavo facendo il corso! L’insegnante &egrave; la biondina l&igrave;&quot; (tra l’altro carinissima)<br />Lui: &quot;Ah, vedevo che ti macinavi duecento addominali senza problemi…&quot;<br />E sono soddisfazioni.

Lascia un commento

Archiviato in the gym

Blogger assente per impegni di lavoro. Le trasmissioni riprenderanno alla fine degli appuntamenti.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

<span style=”font-weight: bold;”>La vita come un film<br /></span><span style=”text-decoration: underline;”>Premessa n. 1:</span> se mai dovessero girare un film sulla tua vita ti piacerebbe che il regista fosse un italiano di nicchia, una persona dotata di leggerezza e senso dell’umorismo, tipo <a href=”http://www.imdb.com/name/nm0812862/&#8221; target=”_blank”>Soldini</a>, di certo non i fratelli Vanzina e nemmeno un regista da colossal americano o da melensa storia d’amore.<span style=”font-weight: bold;”><span style=”text-decoration: underline;”></span><br /></span><span style=”text-decoration: underline;”>Premessa n. 2:</span> essendo cresciuta in una villetta e avendo abitato per anni in un palazzo s&igrave; in centro a Milano, ma con di fronte un appartamento disabitato, sei sempre stata abituata a girare per casa come capitava, anche in mutande, tanto non ti vedeva nessuno. Ora, anche se sono cinque anni che vivi in questa casa, &egrave; un’abitudine difficile da abbandonare. Per fortuna il palazzo di fronte &egrave; sufficientemente distante e i dirimpettai hanno davanti alle finestre delle belle tende pesanti.<br />Ora, chi dei tuoi lettori ti segue da tempo sapr&agrave; che le tanto vituperate spese condominiali straordinarie che quattro volte all’anno ti sottraggono prezioso budget allo shopping sono originate dalla ristrutturazione del palazzo. Finalmente nell’ultimo mese sono stati montati i ponteggi per il rifacimento della facciata esterna, anche se tu gli operai non li avevi ancora visti.<br />Stamattina, non si sa bene in virt&ugrave; di quale nume tutelare, per tua fortuna hai pensato bene di vestirti in bagno. Dopodich&eacute; eri in camera, seduta sul letto di fronte alla finestra a infilarti i calzini, quando hai visto spuntare dalla finestra un paio di piedi, che si sono brevemente trasformati in gambe. Disinvolto come una modella sulla scalinata di piazza di Spagna, un operaio stava sendendo i gradini del ponteggio e contemporaneamente chiacchierava al cellulare. Tu eri incredula.<br />C’erano tutti gli ingredienti per un film di <a href=”http://www.imdb.com/name/nm0850212/&#8221; target=”_blank”>Michele Massimo Tarantini</a>. Tranne che l’operaio era bellissimo. Alto e magro, coi capelli chiari tagliati corti, abbronzato, un magnifico paio di occhi verdi. Sei rimasta fulminata nell’atto di infilarti i calzini.<br />Ti sei messa le scarpe, hai chiuso le imposte, sei uscita di casa. Nell’allontanarti dal portone ti sei voltata e ti sei accorta che il muratore ti stava guardando.<br />Te ne sei andata al lavoro scuotendo mentalmente la testa: la tua vita &egrave; un film diretto da <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0117247/&#8221; target=”_blank”>Michael Hoffman</a>.<span style=”font-weight: bold;”></span>

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

La matematica non &egrave; un’opinione e se una si pu&ograve; sempre raccontare che gli specchi sono spietati e i jeans si sono ristretti dopo molti lavaggi, cinquantatre meno quarantanove fa sempre quattro.<br />Ti guardi allo specchio e pensi che avresti bisogo di un ciclo di lampade, una bella dieta e pi&ugrave; palestra di quella che fai. La bilancia e il tuo guardaroba non fanno che confermare la tua impressione.<br />Il compleanno, la Pasqua, gli stravizi precedenti e la pigrizia stanno dando tutti i risultati previsti.<br />Tra cinque giorni rivedrai Ponzio e anche se l’obiettivo &egrave; solo quello di fargli conoscere Luisa, ti spiace pensare che della gran gnocca di Ponza col sedere da pubblicit&agrave; sia rimasto solo il sedere e pure bello grasso.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

In una citt&agrave; piccola dove si incontrano tutti per caso, la bionda e la mora tettone di Daytarn III si danno appuntamento un mercoled&igrave; sera davanti alle Colonne di San Lorenzo. Entrano all’Exploit dove tre giovani sconosciuti le invitano a sedersi al loro tavolo. Ma la bionda e la mora non si vedono da un po’, hanno storie pese da raccontarsi e creme per il viso da scambiarsi, perci&ograve; rifiutano.<br />Poi escono nella notte a fumare. L’aria &egrave; frizzante. La mora dice: &quot;Come si sta bene adesso&quot;, stringendosi nella sua giacchetta di cotone leggero. <br />&quot;Ma come!&quot;, esclama la bionda, &quot;Io stavo per dire che invece fa ancora freddo&quot;. E s&igrave; che indossa un golfino di lana e un cappottino di pelle.<br />Sono snob le due tettone, per&ograve; ridono tanto.<br />Si salutano verso mezzanotte, prima che le loro carrozze ritornino zucche (arancioni lo sono gi&agrave;), promettendosi di rivedersi presto.

Lascia un commento

Archiviato in the city

&quot;e poi ho scoperto che sei pure di sinistra, sei comunista tu, stakanovista, di pi&ugrave;… di pi&ugrave;…&quot; (Sempre di domenica – Daniele Silvestri)<br /><br />Ti rigiravi inquieta nel letto stanotte, avvolta da cattivi pensieri di lavoro. Sei sommersa di pratiche da cominciare, portare avanti, finire. Ogni giorno ce n’&egrave; almeno una nuova. Mentre ti dibatti tra le scartoffie la tua collega se la prende comoda, si lagna da mesi per la stessa pratica che detesta (vabbe’, pure tu la detesteresti quella pratica, lo ammetti) e ci dedica il minimo indispensabile prima di dichiararsi stanca e abbandonare l’ufficio. Lei non fa niente che non dovrebbe, per carit&agrave;, se non ha lavoro &egrave; giusto che se ne vada, ma perch&eacute; &egrave; sempre lei a passare per quella diligente tra voi due?<br />Ma il motivo per cui ti rigiravi tra le coperte stanotte non &egrave; questo: ti domandavi se sia il caso di prenderti luned&igrave; di ferie, come progettato da almeno un mese, con tutto quello che hai da fare. Sar&agrave; pur solo un giorno, ma un po’ ti rimordeva.<br />Poi sei arrivata in ufficio stamattina e facendo due conti, i tre colleghi pi&ugrave; alti in grado: tutti quelli che si occupano di viaggi e convention sono in ferie contemporaneamente.<br />Allora ti sei detta: chi sei tu, dal tuo terzo livello, terza area per preoccuparti di un giorno di ferie? Non &egrave; mica pi&ugrave; un problema tuo.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria