Ieri sulla 43 hai sentito un passeggero chiacchierare a tutto volume con l’autista ed esprimere perle di saggezza del tipo: &quot;I giovani di adesso, al lavoro vogliono tutto! Non vogliono pi&ugrave; fare fatica!&quot; Non era nemmeno anziano, il passeggero. Si riferiva probabilmnete ai contratti precari, lui che non deve neanche sapere cosa voglia dire essere precari, cosa significhi non avere la certezza dello stipendio al di l&agrave; di una certa data, fare progetti, non poter fare un mutuo, n&eacute; comprare a rate, non una macchina, ma nemmeno un elettrodomestico.<br />&quot;Abbiamo una stagista noi, laureata, pensi! Non sa fare niente!&quot; Perch&eacute;, lui lo sapeva fare il suo lavoro subito finiti gli studi? O glielo hanno dovuto insegnare via via? &quot;Dobbiamo insegnarle tutto, non sa che perdita di tempo&quot;. Ma neanche la pagheranno, le daranno forse un rimborso spese, vogliamo parlare del tempo perso della stagista magari?<br />&quot;Io, pensi! Io mi sono laureato che gi&agrave; lavoravo, lavoravo e studiavo, mi sono laureato lavorando&quot; (forse l’ha detto anche pi&ugrave; di tre volte), lo diceva come se fosse l’unico al mondo, va bene, bravo, ma non &egrave; che l’ha fatto solo lui.<br />Che pi&ugrave; che altro poi ti domandavi se gli &egrave; servita la laurea, sul posto di lavoro, che a ripensarci a te per il lavoro che fai non sono serviti neanche gli studi superiori. Niente di quello che hai imparato al Perito Aziendale o sudando sangue e lacrime alla Scuola Interpreti ti serve per il lavoro che fai. Ma niente di niente eh. Ci pensavi ieri, basterebbe la terza media per il lavoro che fai, pi&ugrave; naturalmente tutto quello che hai imparato facendolo e guardando gli altri farlo, che non &egrave; poco.<br />Nove anni di studi buttati e di soldi dei tuoi genitori, ti veniva quasi da piangere a pensare ai sacrifici fatti da te e da loro.<br />&quot;Mi sono laureato, lavoravo, nel frattempo ho fatto anche tre figli!&quot; continuava a pontificare il tizio. Come se fosse una cosa di cui andar fieri a tutti i costi.<br />A quel punto per fortuna dovevi scendere dal bus.

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0 risposte a “

  1. potevi far scendere lui, con un calcio nel culo 😉

  2. così me lo trovavo pure in strada? eh no eh! 🙂

  3. certi discorsi non si possono sentire!! Che rabbia!! Anch’io penso spesso che per il lavoro che faccio basterebbe la terza nedia o poco più. E che di tutto quello che ho studiato al Liceo e all’Università non mi ricordo praticamente nulla. E mi sembra di aver sprecato un sacco di anni per delle cose che non metterò mai in pratica…

  4. vero maldive? sono così amareggiata… proprio ora poi che ci sarebbe la possibilità di sfruttare l’inglese e il tedesco, l’ho anche chiesto ai capi, pensa te. non mi hanno neanche presa in considerazione (e sì che mica chiedevo posizioni che comportassero aumenti di stipendio)

  5. Avrà visto Ferra a Otto e mezzo. Son tutti molto bravi a pontificare sui ggggiovani che non vogliono lavorare e non escono di casa, dopo essere cresciuti in un’Italia in cui (ai tempi di mio padre), si poteva essere monoreddito, avere un figlio a carico, essere nella stessa posizione lavorativa in cui io sono ora e vivere bene. E in cui il lavoro a tempo determinato neanche si sapeva cosa fosse. Quando sento ‘ste cose (io, che ho fatto tutti i lavori più assurdi, dall’agente immobiliare, al commesso di libreria, al tecnico in ospedale, all’operatore di call center), per essere assunto a tempo indeterminato alla bellezza di 33 anni, per la prima volta, giuro, mi prende l’idrofobia!

  6. ubi, non me lo dire, lo volevo uccidere con la confezione da 6 dell’acqua.

  7. potevi dirgli “ha fatto tre figli per sfogarsi deve parlare con l’autista del tram”. però sarebbe stato crudele.

  8. ahahah, coma! i suoi figli saranno in giro a cercare un lavoro a tempo indeterminato si vede, se lo fa a casa un discorso così le prende (era pure mingherlino)

  9. Serendipityblu

    Anche io sono amareggiata dalle persone che fanno questi discorsi. Io ora sono fortunata perchè ho un contratto ndeterminato (ma non puoi mai spaere se sarà davvero così). Però è un po’ una beffa aver studiato letteratura straniera per tanti anni e poi lavorare in un settore completamente diverso, ad un lavoro che una diplomata potrebbe tranquillamente fare. Ma il mutuo chiama…Tiragliele le bottiglie in testa a quello lì, tutte e 6, la prossima volta!

  10. serendipity, anch’io sono fortunata: il mio è un buon lavoro, in una buona azienda con uno stipendio buono. non mi posso lamentare per me. è che spesso le aziende non si rendono conto di quello di cui hanno bisogno: chiedono alti titoli di studio perché pensano di offrire chissà quale lavoro. ma accanto a me ho diplomati che fanno il mio stesso identico lavoro esattamente bene (e alcuni anche meglio!). e secondo me pure il loro diploma è superfluo…

  11. Serendipityblu

    Non so come funziona splinder ma mi ero firmata con Serendipity, vero, ma anche con l’indirizzo del mio blog se vuoi venire a dare un’occhiata (www.bloggers.it/kira74)
    ciao!

  12. lise, da gggiovane studentessa prossima al precariato, ringrazio per la solidarietà. in effetti, è abbastanza frustrante e demotivante essere sottoposti al continuo stress di un clima di opinione che crede i giovani viziati da famiglia, scuola e aziende.

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