Qualcuno ricorder&agrave; il recente oro olimpico dei pattinatori sul ghiaccio velocit&agrave;, che il giorno dopo tutta l’Italia voleva fare pattinaggio. Qualcuno con miglior memoria ricorder&agrave; magari anche il gesto di entusiasmo di Valentina Vezzali, oro per la scherma alle Olimpiadi del 2004.<br />Quelle vittorie sudate giorno per giorno per anni, per un singolo momento di gloria in uno sport minore e dimenticate in fretta dal pubblico. E hanno pure vinto. Tu invece pensi spesso a quegli atleti sconosciuti che si sono allenati allo stesso modo, che sono arrivati alle Olimpiadi, che hanno fatto un’ottima gara e sono arrivati magari quinti.<br />Ecco, quella sei tu.<br />Tu sei quella che nelle competizioni arriva ai quarti di finale. Quella che ai concorsi arriva in shortlist ma non viene selezionata. Quella brava s&igrave;, per&ograve; le manca qualcosa. Quella carina, s&igrave;, per&ograve; la sua amica meglio (&quot;a proposito, non &egrave; che mi dai il numero?&quot;). Quella che agli esami pi&ugrave; sudati prendeva 29, quella che alla maturit&agrave; &egrave; uscita con 58.<br />Sempre tanto vicina, senza mai centrare l’obiettivo.<br />Tu un’area di eccellenza non ce l’hai. E se ce l’hai ti piacerebbe tanto sapere qual &egrave;.

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0 risposte a “

  1. per me, sei il miglior blog che leggo. Quello irrinunciabile, ogni giorno. Quello che spesso mi fa sorridere, a volte un po’ incazzare, sempre, comunque riflettere. In cui mi posso identificare o da cui dissentire del tutto.Ma per me, per quanto può valere il mio “giudizio” sei l’oro delle Blogolimpiadi! :-))

  2. Quando ci ribecchiamo,giuro sulla testa dei miei figli che ti porto un elenco preciso e puntuale delle tue qualità eccelse.;-)

  3. quello che manca, si chiama culo.
    sei interista davvero? c’è chi sta peggio di te: sono genoano.

  4. hai il complesso di Toto Cutugno (quello di arrivare sempre secondi, per intenderci) ..ma non stanno peggio quelli che arrivano sempre per ultimi o penultimi?

  5. tarab! in effetti quando pensavo al post era così che lo volevo chiudere, poi quando l’ho scritto effettivamente mi è passato di mente… ma a te no evidentemente 🙂
    maldive: grazie, sei tanto carina;
    jd: ma io mica parlavo di qualità, parlavo di risultati
    oltranzista, maddai, pensavo che tu non ti interessassi di calcio! comunque quando delle persone (serie) ti dicono “sei brava ma ti manca qualcosa” difficilmente parlano di culo
    ossimoro: no, in realtà arrivare quinti o ultimi è la stessa cosa…

  6. allora non sono l’unica!spesso i miei momenti di down sono dovuti a queste considerazioni, che mi fanno sentire un po’ una fallita…

  7. la tua area di eccellenza è che tu sei tu:)
    (e a noi piaci così)

  8. dea, non me lo dire, praticamente tutti i giorni… però un po’ mi fa piacere (scusa!) sentire che non sono l’unica…
    alja: sei tanto carina, ma a me non basta…

  9. tsk, carina a me che sono una iena?
    (beh, intanto hai un campo di eccellenza. nessuno ti vieta di trovarne altri;)

  10. carina, carina, carina, tiè! 🙂
    ma tutti sono se stessi, quindi tutti hanno quel campo di eccellenza, quindi non è un campo di eccellenza

  11. io penso che l’eccellenza non sia per tutti. però già essere nel 5% successivo, è tanta roba. gli eccellenti che indulgono nell’appagamento (smettendo di coltivare il proprio talento) o che si montano la testa non sono poi così invidiabili.
    però, vedi, tu sei in alto, ma non al top in tante cose (sei molto carina -dicono tutti, anche se non ti ho visto personalmente-, sei intelligente-58 non è da tutti, nei licei seri!-, hai ideali estetici-la scrittura- , ti sai relazionare in maniera sana), quindi puoi fare di questa versatilità un punto di forza. o no?

  12. indulgente lise! c’è gente che non riesce nemmeno a essere se stessa- si maschera in continuazione, muta ogni secondo. gnafà proprio.

  13. concordo con il fatto che l’eccellenza sia per pochi. ma essere “bravini” ma non abbastanza in tante cose dà come unico risultato l’essere insoddisfatti e inconcludenti in tante cose. io non ho fatto il liceo, ho fatto il perito aziendale dalle suore.
    coltivo la scrittura senza alcun risultato, sono carina per modo di dire, sulle relazioni sane poi avrei molto da dire. del resto, sane, quanto quelle di tutto il mondo. dove mi sta questa versatilità?

  14. alla maturità ho preso il minimo dei voti di allora, 36. eppure non mi ha dato mai insoddisfazione quel 36. mi sentivo comunque eccellente in tante cose. anche se per loro ero 36.

  15. 2gradi, ma tu SEI eccellente in tante cose, anche se non nel voto di maturità. io non sono eccellente in niente, NEANCHE in quel voto. non è il voto in sé (per carità, sono qui a lamentarmi di un 58? ma andiamo!), è l’insieme delle cose, che fa di me una che non eccelle

  16. preferiresti essere qualcuno che sa a mamoria la divina commedia ma non sa cucinarsi un uovo sodo? oppure una medaglia d’oro olimpica che non sa i congiuntivi?

    meglio essere bravini in tutto, così non fai MAI brutta figura.

  17. no, la divina commedia no, però sì, preferirei un oro olimpico senza sapere i congiuntivi. la mia azienda tra l’altro è la dimostrazione che per fare carriera il congiuntivo è superfluo. e poi, brutta figura, cosa intendi? io ne ho fatte a pacchi di brutte figure, il fatto di non eccellere non vuol dire essere bravini in tutto, ma solo un po’ in alcune cose. sono una frana in tantissimi altri campi per esempio

  18. infatti non me ne interesso, ma le tradizioni di famiglia si seguono per motivi affettivi.

  19. …l’autostima, per esempio…

    😉

  20. beh, sempre meglio di chi sta in fondo alla lista. sob sob.

  21. ahahah, tra le altre cose infatti

  22. erba, no, non è vero. è esattamente la stessa cosa. arrivare quinti o arrivare ultimi in una gara è lo stesso

  23. beh, dai, Lise, il winner takes all mica è valido sempre…

  24. lise anche da te, gigggi d’alessio a volume 200?
    unite in questo momento di dolore!!

  25. gigi d’alessio per fortuna no, ma mia martini a tutto volume e oltretutto cantata da una collega, neanche in versione originale! 😦
    spappari: ma quando mai. arrivare quinti, arrivare ultimi, non arrivare, che differenza fa? comunque il risultato non è stato raggiunto

  26. molto poco decubertiano, lise. vergognati.

  27. Ah ah ah! Immagino già i mobili da labirinto IKEA 😉
    P.S.
    Sull’area di eccellenza non mi faccia dire :-p
    P.P.S.
    Ma il numero dell’amica, poi? 😉

  28. allora anche arrivare, che differenza fa, in fondo.

  29. Lise, dai, le risorse non sono sempre così scarse, come in una gara in cui vince solo chi arriva primo. e, poi, scusa, mica sarai sempre coinvolta in gare uniperiodali!? ci sarà pure uno spazio per un riscatto!

  30. coma: nessuna, proprio nessuna
    spappari: le medaglie arrivano per i primi tre. per il quinto non c’è nulla. e io tutte le volte che ho “partecipato” alle gare della vita (oddio, che orrenda espressione da talk show) mi sono classificata male, come ho spiegato nel post

  31. io ricordo una selezione per entrare in una scuola di vide/documentaristica che mi interessava. tipo mille candidati, venti selezionati, poi dieci, poi ne han presi otto. io ero tra gli ultimi dieci ma non tra gli otto selezionati.certo un bel giramento, ma agli 880 è andata anche peggio.

  32. ma perché peggio? non è andata uguale a te e a loro?

  33. no, se tra un migliaio sono arrivato tra i primi dieci vuol dire che cimentarmi in quel campo non era del tutto tempo perso. prendermela perchè c’erano otto persone migliori di me mi sembra inutile, so che sono molte molte più di otto le persone migliori di me, in qualsiasi campo.

  34. coma, se consideri che, statisticamente, c’è sempre un 25% di raccomandati, puoi reputarti vincitore morale del concorso (o cornuto e mazziato, il che è lo stesso)…

    e, comunque, sono d’accordo con coma. dagli insuccessi si può avere una segnalazione del fatto che ci sono tanti punti forti e pochi deboli e cercare di isolarli per piazzarsi sempre meglio.

  35. è un caso in cui è una questione di come ognuno prende le cose. l’unico dato oggettivo è che mi sono piazzato dopo alcuni e prima di molti altri. a me, una volta esaurito il nervoso per non esser stato preso, interessa aver fatto qualcosa di buono. nessuno eccelle in niente, c’è sempre qualcuno meglio di te, a seconda delle circostanze e di chi ti sta giudicando e della fortuna e de li mortacci sua. quindi che cazz, mi fa piacere saper fare benino delle cose.

  36. Ma, compermesso Lise, perche’ dici che e’ uguale?
    E’ uguale se come scopo uno si pone l’eccellere e basta, essere i mejo fichi del canestro.
    Ma si suppone che uno faccia queste considerazioni per le cose che gli interessano davvero, che gli piace fare, che lo stimolano, per cui sente passione.
    In questo contesto, di impegno in cio’ che piace, si e’ in grado di cogliere le sfumature, riconoscere i limiti e assegnare un valore, una gioia, un dispiacere, una soddisfazione a un primo, secondo, quinto, millemillesimo posto.
    Voglio dire, uno che arriva quinto ai mondiali di sciabola, e’ prima di tutto uno a cui piace tirare di scherma. Non e’ solo “uno dei tanti che (quel giorno) non sono arrivati primi”.
    Magari ha anche molto ben figurato da outsider. Magari e’ molto soddisfatto della sua prestazione e di quello che scrivono i giornali non gliene importa una spada. Magari quel giorno era sciancato, che sfiga. Certo, se voleva il suo nome sui giornali, uscire con la Arcuri, andare in tivvu’ allora niente, ha fallito, e’ un mediocre indistinto, che vita schifa. Pero’ a quel punto non siamo piu’ di fronte a una passione, non stiamo parlando piu’ di scherma.
    E uno a cui piace la scherma preferirebbe invece parlare di scherma.
    Cioe’ insomma sono d’accordo con Coma.
    Ma questa giuro e’ l’ultima volta che sono d’accordo con lui.

  37. Per esempio Lise, come vedi io eccello in lunghezza di commenti.

  38. ca

    oT: scusa ciccia, volevo sapere se hai ritevuto il mio sms…

  39. no, guardate, se a me interessa di pubblicare un romanzo che ho scritto (poniamo) e mi sento dire: “guarda, sarebbe bellino, ci sei quasi ma non lo pubblico” (è un esempio), la soddisfazione, non so com’è, ma non mi arriva per un cazzo

  40. e vabbè ma in questo caso è un rapporto diretto tra te e chi te lo deve pubblicare, la questione è già diversa. così come è diversa tra “ci sei quasi” e “ci sei, ma gli altri sono meglio”, nessuno dice che uno che arriva quinto “c’è quasi”. semplicemente gli altri ci sono di più.(fermo restando che anche nell’esempio che fai tu io me ne fotterei ugualmente, vista la mia stima per chi di solito prende simili decisioni)

  41. infatti questo era un esempio della categoria “brava sì, ma le manca qualcosa”, che mi è stato detto da un editore serio e da due scrittori che stimo, di cui uno pure tu lo conosci.
    e poi dai, nei concorsi a uno interessa vincere, la cretinata dell’importante è partecipare la lasciamo al buonismo politically correct delle commediole americane. a me di partecipare non interessava neanche un po’, altrimenti il racconto lo lasciavo sul disco fisso del pc, tanto per fare un altro esempio.
    a me non interessa essere bravina sì, ma non abbastanza. non ci trovo nessuna soddisfazione. a me piacerebbe essere “brava, cazzo”. quello è il mio obiettivo. porsi la mediocrità, il quinto posto, come obiettivo non fa per me, non mi interessa

  42. e una volta che sei brava cazzo che cosa cambia?per me il quinto posto è un gran bel posto, a meno che a partecipare non fossimo in cinque. e sono proprio i film americani (e anche non americani, e anche altra narrativa che non sia film) a far vedere che bisogna puntare all’eccellenza, a vincere. ti assicuro che nella realtà c’è un sacco di gente che è contenta di piazzarsi, e di fare benino.l’eccellenza non esiste, non è retorica, è realtà. l’unico motivo per cui può valere la pena arrivare primi è se ci vuoi campare, altrimenti il giudizio di chi ti pubblica vale come quello di chiunque altro.

  43. coma, se io nella vita voglio fare la scrittrice, indipendentemente dal camparci o meno (lo sappiamo tutti che in italia non si campa di scrittura o che quantomeno ci campano in 5), quantomeno devo pubblicare, altrimenti non sono una scrittrice. sono un’impiegata di banca. e questo non mi piace. ora non venirmi a tirare fuori il discorso sul fatto che uno non è quello che fa, perché non è questo l’argomento.

  44. lise, non ti amareggiare. il concetto che si voleva far passare qui è che, comunque, sei stata presa in considerazione. il che induce a credere che altri editori potrebbero decidere di pubblicarti. oppure ti autoproduci (tanto mica ti faranno grossi problemi per un finanziamento 😉 ), tutti noi tuoi lettori ci compriamo il tuo libro e diventi un caso editoriale. così non arricchisci neanche il berlusca, no?

  45. spap, non sono amareggiata, sto semplicemente descrivendo uno stato di fatto. che magari non mi fa felice, ma questo è un altro discorso

  46. e allora il problema è che vuoi fare la scrittrice, non che non hai un’area di eccellenza o se pensi di essere brava o meno a scrivere. un problema diverso da quello che c’è scritto nel post, col picchio che rispondevo se la buttavi giù così da subito, eh eh eh.e prima che qualcuno dica che le cose in un certo senso combaciano, rispondo che io non ho nessuna voglia o intenzione di fare il fotografo, il regista, il musicista o che ne so, però se qualcuno mi dice che non ho passione per queste cose mi sento di mandarlo tranquillamente a cagare. no davvero, io ero dentro al discorso in generale su eccellenza vs bravineria, il post mi sembrava generale e non sul fare la scrittrice. quindi svanisco facendo swwwwiiissshhhh!

  47. no, ok, però pensa, io non ho mai fatto canoa (è un altro esempio a casaccio eh). però potrei essere bravissima e portatissima per quello sport e non saperlo e magari non scoprirlo mai. canoa come un’altra cosa qualunque, che però non ho mai sperimentato. e a volte mi chiedo: visto che non sono eccellente in nessuna delle cose che faccio, magari avrei le potenzialità per fare in maniera eccellente una cosa che non ho mai fatto e non saperlo. a volte ci penso a questa cosa qui

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