Archivi del mese: marzo 2006

<span style=”font-weight: bold;”>Complimenti<br /></span>La collega Circe va in pensione. Quando vi siete salutate ti ha detto: &quot;Mi raccomando te, lo sai cosa voglio dirti. Resta sempre quella che sei, anche se c’&egrave; da soffire&quot;.<br />Te ne sei andata con le lacrime agli occhi, &egrave; una delle cose pi&ugrave; belle che ti siano mai state dette.<span style=”font-weight: bold;”></span>

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&quot;Voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida&quot;<br />(Afterhours)<br /><br />La citazione in alto &egrave; una dedica, a una tizia che una delle passate sere hai sentito dire: &quot;Basta con queste canzoni tutte uguali tipo <span style=”font-style: italic;”>mi graffi il cuore</span>, ben venga <span style=”font-style: italic;”>il piccione crucru</span>&quot;, che &egrave; gi&agrave; tanto se non l’hai uccisa.<br />Il concerto alla fine non &egrave; stato tanto male, c’era una concentrazione inferiore alle aspettative di magliette a righe, per contro c’era un discreto numero di <span style=”font-style: italic;”>Ho pagato 15 euro per essere qui quindi palpo chiunque</span>. C’erano tantissimi ragazzi molto giovani che sapevano a memoria anche le canzoni vecchie, c’erano tante ragazze con la maglietta con la scritta &quot;Piccola iena&quot;, che per te sarebbe stata perfetta, ma ieri sera non eri in vena di fare shopping.<br />C’era davvero un sacco di gente nel complesso, Manuel Agnelli era insolitamente cazzaro e chiacchierone, non ha nemmeno picchiato nessuno e insomma, chitarre distorte a parte, ti sei anche divertita. Insomma, anche quest’anno all’Evento a cui non si poteva mancare tu c’eri.<br />A far da contrappeso, stasera esci con due ragazzi giovani, molto carini e molto trendy: andrete in uno dei locali pi&ugrave; fighetti della citt&agrave;. E’ da quando ti &egrave; arrivata la prenotazione del Radiobus che pensi a cosa metterti.

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<span style=”font-weight: bold;”>Ancora ormoni e fattorini<br /></span><span style=”text-decoration: underline;”>Scena n. 1<br />Personaggi e interpreti:</span> fattorino moro; collega Platinette<br />Si presenta dal collega Platinette il fattorino moro che gli piace tanto, ha in mano una scatola. Dice: &quot;Ho qui un pacco per il Sig. Platinette&quot;.<br />Platinette: Sono io<br />(e gi&agrave; non capiva pi&ugrave; niente)<br />F.M.: Dove devo mettertelo?<br />Platinette (dopo, a te): Oddio, ho sempre desiderato che me lo chiedesse, allora i sogni si avverano!<br /><br /><span style=”text-decoration: underline;”>Scena n. 2<br />Personaggi e interpreti:</span> tu e il fattomodello<br />Il fattorino moro viene raggiunto dal fattomodello, gironzolano un po’ per il vostro ufficio mentre tu e Platinette vi telefonate a due metri di distanza per descrivere i vostri tassi ormonali, poi salutano e vanno via. Tempo un minuto, squilla il telefono del collega Meneghino che non &egrave; al suo posto. Rispondi tu, ma sorpresa, un collega delle spedizioni chiede se sia ancora l&igrave; il fattomodello. &quot;Stai l&igrave;&quot;, gli dici. Posi la cornetta, batti il record dei cento metri piani in corridoio, recuperi il fattomodello davanti agli ascensori, lo chiami. Lui, tutto stupito viene a rispondere alla chiamata dal tuo apparecchio.<br />Ora vuoi leccare la cornetta.<br /><span style=”text-decoration: underline;”></span><span style=”font-weight: bold;”></span>

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Ieri sei uscita dall’ufficio litigando mentalmente con un fornitore e con outlook che ti si chiude a sua discrezione, ti sei infilata le cuffie dell’i-pod e ti sei data della cretina. Gli Afterhours non fanno per te, non sono il tuo genere e questo lo sapevi gi&agrave; da prima di comprare il biglietto per il concerto. Da prima di farti dare tre album da Oltranzista. Perch&eacute; vai sempre a infilarti in queste situazioni?<br />Poi hai pensato che era brutto arrabbiarsi in una giornata cos&igrave; bella e in quel momento &egrave; partita &quot;Dentro Marilyn&quot;. Ed &egrave; stato strano, ma ti sei sentita come se qualcuno te l’avesse dedicata. E’ stato come avere di nuovo 17 anni, certe emozioni che pensavi di non provare pi&ugrave; sono uscite di nuovo durante l’ascolto.<br />Ti ha fatto contenta, perch&eacute; pensavi che il dispositivo per quelle sensazioni in te ormai si fosse deteriorato per sempre.<br />Ma non solo. Miracolo dei miracoli del tuo I-pod, la canzone era doppia e appena finita &egrave; ripartita di nuovo, mentre il tuo sorriso si allargava sempre pi&ugrave;. A quel punto, non paga, te la sei ascoltata una terza volta.

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Ieri pomeriggio, mentre aspettavi che smettesse di grandinare per andare al corso di portoghese ti sei letta un articolo di Elle sui nomi delle borsette degli stilisti famosi. E cos&igrave; ti sei detta: &quot;Chi sono io, la figlia della serva?&quot; Perci&ograve; ora anche la tua nuova borsetta di Guess ha un nome: Sabrina. E’ un omaggio, chiaramente, in caso qualcuno volesse nuovamente intervistarti per chiedertelo.<br />Al corso di portoghese poi, ti sei resa conto che non era il fattomodello a scatenare tempeste ormonali, cio&egrave;, non solo. Quello bello (che poi a guardarlo meglio &egrave; meno bello di come ti era sembrato alla prima lezione) era seduto proprio di fronte a te e un paio di volte i vostri sguardi si sono incrociati. Non fa il simpaticone, dev’essere timido, anche un po’ scontroso. Meglio. Be’. Dicevi: un paio di volte i vostri sguardi si sono incrociati e tu hai avuto un piccolo rimescolamento. <br />Questo ti ha fatto capire, nonostante la pioggia scrosciante fuori, che la primavera era proprio arrivata. Del resto lo dice pure Ligabue, chi sei tu per contestare un idolo delle masse?<br />Stamattina, che l’arrivo della primavera era evidente ai pi&ugrave;, hai festeggiato il sole lasciando finalmente gli stivali nella scarpiera e scegliendo un paio di decolletee dal tacco alto.<br />Facendo due conti: carina in ufficio perch&eacute; c’&egrave; Stear (ma se ci butta un occhio anche il fattomodello non &egrave; che ti dispiace). Carina il marted&igrave; e il gioved&igrave; al corso di portoghese. Carina il luned&igrave;, mercoled&igrave;, venerd&igrave; in palestra perch&eacute; ci sono Castore e Polluce. <br />I tuoi punti di forza sono due: le labbra e le tette. Be’. Le magliette scollate non ti mancano e il nuovo gloss color ciliegia &egrave; veramente fenomenale.

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<span style=”font-weight: bold;”>Ballate per piccole iene<br /></span>La meraviglia degli Afterhours che ti ha passato Oltranzista &egrave; che quando ce li hai in cuffia il resto del mondo (rumori, voci eccetera) non esiste pi&ugrave;. Dovrebbero permetterti di ascoltarli in ufficio, isolando cos&igrave; le interferenze altrui.<br />No, &egrave; questo il problema. Che gli esseri umani attorno a te stanno diventando tutti delle <span style=”font-style: italic;”>interferenze</span>. E tu una piccola iena insopportabile. Dicevi ieri sera a metroicon che ti stai apprestando a diventare uno dei due vecchietti del Muppet Show. Lui &egrave; troppo giovane per capire la battuta, ma i tuoi lettori in media no. Non sopporti pi&ugrave; nessuno e ti rendi di conseguenza insopportabile. La tua selettivit&agrave; ha sorpassato lo snobismo e sfocia nell’antipatia evidente.<br />Pensavi anche che se vai avanti cos&igrave; a maltrattare il prossimo, a breve ti ritroverai senza nessuno intorno. Stranamente questo pensiero ti risultava del tutto neutro e non riuscivi a dispiacerti nemmeno un po’.<span style=”font-weight: bold;”></span>

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Subbuglio ormonale in ufficio. Per almeno mezz’ora il fattomodello si &egrave; aggirato spingendo il carrellino della posta e suscitando le occhiate lascive del collega Platinette, mentre tu ti imboscavi dietro tutti i muri possibili perch&eacute; ti vergognavi e ti veniva troppo da ridere. Nel frattempo il collega Meneghino ti chiedeva se volevi conoscerlo, se ci doveva mettere una buona parola e che ci avrebbe pensato lui. Per carit&agrave;, per&ograve; non riuscivi a smettere di ridere.<br />Ora come ora un eventuale trasferimento non ti interessa pi&ugrave;, a meno che non sia all’ufficio spedizioni.

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