Archivi del mese: gennaio 2006

&quot;Il guardiano del faro&quot; l’hai cominciato e finito ieri. Non potevi permetterti di staccarti dalla pagina. E mentre leggevi gli ultimi capitoli pensavi al suo assolutismo amoroso, a come per lei sia &quot;o tutto o niente&quot;, senza mezze misure, tutta una corsa al galoppo, perch&eacute; l’amore non &egrave; una placida passeggiata in campagna.<br />Dopo, mentre stendevi il bucato, hai pensato al tuo ultimo moroso prima di Stear, ai tempi che stavate insieme lui era tutto contento che tu non gli avessi riversato addosso un fiume di sentimentalit&agrave;, ti aveva trovata adulta, matura. E tu eri tutta compiaciuta di questa maturit&agrave; riconosciuta, di non aver usato nomi affrettati per quello che c’era tra voi. Eppure eravate cos&igrave; entusiasti l’uno dell’altra, i primi tempi.<br />Non affrettare le cose.<br />Con Stear invece &egrave; partito tutto in sordina, senza quasi crederci, alla come viene viene, senza grandi entusiasmi, senza ipoteche.<br />E’ che tu quei sentimenti l&igrave; che racconta la Winterson non li provi pi&ugrave; da anni. E’ come se dentro di te qualcosa si fosse guastato, il meccanismo si fosse inceppato. Te lo ricordi com’era, quand’era cos&igrave;. Lo hai rotto tu o &egrave; solo che col tempo si usura e non lo danno in garanzia?<br />Non potrai davvero mai pi&ugrave; provare nulla di simile?<br />Per&ograve; poi hai pensato che tra le sue braccia stai cos&igrave; bene, che quando siete sul letto e lui ti tira vicino non c’&egrave; altro posto dove vorresti essere e tutto questo ti emoziona ancora.<br />Forse non c’&egrave; un tipo di amore giusto e uno sbagliato, ce ne sono solo di tipi diversi.<br />Pensavi questo quando te ne sei andata a dormire e stamattina la sveglia non &egrave; suonata.

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<p>&quot;Ricordati! Ti voglio strafiga!&quot; &egrave; l’sms perentorio che ricevi da Metroicon domenica pomeriggio. Eh. Per i miracoli non &egrave; che tu sia ancora attrezzata, ma quando Stear passa a prenderti alle otto sei lavata, pulita, profumata, supertruccata con scintillii dorati, hai i capelli lucidi e luminosi, il vestito elegantissimo, i tacchi alti, la gioielleria delle grandi occasioni e un montone morbidissimo e caldissimo che non mettevi dagli anni Novanta (ci hai trovato dentro duecento lire, tanto per dire). Se mai sei stata gnocca, &egrave; stato ieri sera.<br />Stear &egrave; bellissimo, col suo completo scuro e il cappotto grigio. Parcheggiate l’auto in una traversa imbucatissima di via Manzoni e raggiungete il luogo del concerto. Il palazzo &egrave; bellissimo, tutto stucchi e lampadari d’occasione. Le poltrone sono lussuose, anche se si riveleranno scomodissime.<br />Ti guardi intorno per esaminare gli altri invitati. Ci sono i cavalieri con la divisa. Ci sono alcuni ragazzini in alta uniforme. Ci sono le mogli dei cavalieri con abiti di velluto, stole di seta e gioielli sbarluccicanti. C’&egrave; una sessantenne bionda con una cofana di capelli&nbsp;probabilmente progettata da Renzo Piano. Ci sono tre ragazze, sedute davanti a voi, spettinate, coi capelli sporchi, i pantaloni neri e i golfoni tricottati. C’&egrave; una tipa con una gonna nera e un paio di stivali marroni da andar per funghi. C’&egrave; addirittura una in jeans. E tu che ti eri fatta tanti problemi!<br />Complessivamente, i pi&ugrave; eleganti sono i musicisti. E la soprano, con un top di paillettes azzurre che si riflettono fin fuori dal palazzo.<br />E poi comincia Mozart. E allora sparisce tutto. Spariscono i nasi&nbsp;e le labbra rifatti, i lifting, i tacchi alti delle signore, i riporti dei signori, le cartapecore, i vestiti eleganti e quelli squallidi, le pettinature pi&ugrave; o meno improbabili, le scollature fuori luogo. C’&egrave; solo la musica e dopo gli applausi. Perfino il bis. Non te lo aspettavi un bis nella musica classica.<br />A seguire il buffet. Non&nbsp;sapevi che i cavalieri di malta fossero agguerriti verso le pietanze come nella ricerca del Santo Graal. Avvicinarsi ai tavoli &egrave; un’impresa che solo chi ha fatto anni e anni di aperitivi a Milano pu&ograve; pensare di affrontare. Ci si sfida a colpi di piatto e forchette. Perch&eacute; &egrave; tutto buonissimo.<br />E poi all’improvviso lo vedete. Un collega che non pensavi fosse stato invitato. E’ con la fidanzata, vestita da improbabile mignottone, con le tette quasi di fuori e i capelli pettinati come Sailor Moon.<br />&quot;Forse dopo vanno allo Studio Zeta&quot;, commenti. Lui non vi vede, appiattiti come siete dietro una colonna. Via libera verso il tavolo con le frittelle.<br />&quot;Eri proprio bella stasera&quot;, ti dice Stear a fine serata mentre tornate verso la macchina.</p>

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Sabato pomeriggio arrivi all’appuntamento con Metroicon un po’ afflitta, per non aver trovato nelle ricerche mattutine un paio di stivali neri che ti si chiudessero. E pensi che quello che vorresti dal vestito che stai cercando &egrave; che ti rendesse bellissima, come certe donne che&nbsp;invidi,&nbsp;ma non si pu&ograve; chiedere questo&nbsp;a un vestito quando sei bassa, ciocciotta e cozza. E cos&igrave; forse non &egrave; questo l’umore migliore per andare al DMagazine, ma tanto non c’&egrave; niente: lui spulcia tutti gli scaffali, perfino quelli degli abiti da uomo, ma alla fine siete costretti a uscire e a consolarvi con un caff&egrave;&nbsp;nel nuovo bar di Trussardi. E c’&egrave; poco da consolarsi quando davanti a te &egrave; seduta una modellina bellissima che ti sorride pure. Hai fatto colpo anche su di lei?<br />Ma voi siete impavidi e agguerriti, perci&ograve; dopo il caff&egrave; affrontate la fanghiglia, la pioggia, la neve, il ghiaccio&nbsp;e vi trasferite nel nuovo DMagazine per darvi un’altra opportunit&agrave;. E in effetti &egrave; una figata. Il posto &egrave; bellissimo, molto pi&ugrave; ordinato di quello di Montenapoleone, i vestiti sono stupendi, l’atmosfera rilassata (sar&agrave; perch&eacute; ci siete dentro solo voi due?). Dopo aver spulciato chilometri di ometti con abiti taglia 44, ti imbatti in un vestitino nero di Gucci che sarebbe perfetto per l’occasione.<br />&quot;E’ fuori budget&quot;, commenti, &quot;lo provo&quot;.<br />Lo provi infatti, tanto per l’emozione di sapere di avere addosso un abito di Gucci. Ti va anche giusto, non fosse che ti sottolinea un po’ troppo la pancia. Ma &egrave; bellissimo lo stesso. E continua a essere fuori budget. Lo riponi sull’ometto e abbandoni il negozio, prima di fare qualcosa di cui il tuo conto corrente potrebbe pentirsi.<br />&quot;Proviamo al Coin?&quot; Provate al Coin. Ed &egrave; pi&ugrave; deprimente dei tuoi stivali mancati. Rimanenze di abiti brutti e taglie forti. Scappate.<br />Niente nemmeno da Max&amp;Co. Non dev’essere giornata.<br />Vi resta solo Pinko. O il Glitterabito.<br />Da Pinko provi due vestiti. Sono entrambi molto belli, ma uno ti fa sacchetto, l’altro ti polpettizza le tette. Mentre ti rimiri perplessa nello specchio, arriva la commessa. E ti porta l’abito dei sogni. Quello con la scollatura giusta (a vertigine), la forma adatta a non sottolineare i rotolini, la lunghezza perfetta. Sei bellissima, davvero, da non credere. Eccolo, l’abito dei sogni&nbsp;esiste. E adesso &egrave; tuo.

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A te la bufera di neve non spaventa. Ormai hai tutti gli stivali e gli scarponcini bagnati, non hai pi&ugrave; nulla da perdere. Indomita e malvestita, dai apppuntamento a Metroicon al Radetzky per un rapido aperitivo pre-cinema. E l&igrave; dentro, mentre il tuo commensale tira fuori dalla borsa regali per te come un mago colombe da un cilindro, di fronte a te un tizio non ti leva gli occhi di dosso ed &egrave; cos&igrave; insistente che ti viene il dubbio che magari vi conoscete e tu non ti ricordi di lui.<br />Al cinema, in sala c’&egrave; il re della moda. Che emozione! Sar&agrave; il caso di chiedere l’autografo?<br />&quot;L’hai visto?&quot;, ti indica Metro.<br />&quot;Oddio, io sono vestita malissimo!&quot;<br />&quot;Nascondiamoci, presto!&quot; E vi accasciate tra le poltrone, qualche fila davanti a lui.<br />Il film &egrave; noioso e insignificante.<br />&quot;Be’?&quot; vi domandate guardandovi negli occhi a fine proiezione. Non l’avete capito. E se l’avete capito vi ha deluso.<br />Prima di uscire butti uno sguardo alle file dietro. &quot;Se n’&egrave; andato&quot;.<br />Metroicon: &quot;Bene, allora possiamo andarcene anche noi. Speriamo che il film non gli sia piaciuto&quot;.<br />Tu: &quot;Perch&eacute;?&quot;<br />Lui: &quot;Perch&eacute; altrimenti dalla prossima stagione ci tocca andare in giro vestiti da cowboy&quot;

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A causa della neve non vi sono stati consegnati gli inviti per il concerto di gala di domenica sera. Stai per risparmiare i soldi per un abito da sera firmato.

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<p>Ieri sera il tramviere del tre ha pensato bene di non aprire le porte alla fermata e cos&igrave; per tornare a casa sei stata costretta a prendere il passante e sbucare in Garibaldi. Hai camminato poi rasente i muri lungo Corso Como, senza ombrello, con il cappuccio tirato sulla testa come una tettoia.<br />La bufera di neve ti turbinava attorno e anche sopra le fontane zampillanti, creando improbabili nuvolette di vapore.<br />Sbirciavi le vetrine nel frattempo: i negozi chic della via espongono gi&agrave;, accanto alla merce in saldo, le collezioni primavera. I vestitini di cotone colorati, le scarpe aperte, le camicette senza maniche. Cos&igrave; fuori luogo.</p>
<p>Non &egrave; vero che gli uomini non ti guardano pi&ugrave;. Tua madre ieri al telefono ti ha detto che quelli del suo gruppo alpinistico (che la settimana scorsa sei andata a pagare la sua rata) le hanno detto che sei proprio bella. L’unico uomo del gruppo supera abbondantemente i settant’anni, ma&nbsp;tu hai imparato molto bene ad accontentarti.<br />In palestra non c’era lezione ieri, l’insegnante non &egrave; venuto per via della neve. Chiss&agrave; perch&eacute; certa gente pensa di non poter prendere i mezzi pubblici (funzionavano e funzionano&nbsp;anche piuttosto bene, vista la situazione). Ti sei risolta a malincuore a fare la scheda. E l&igrave;, dallo specchio della lat machine (a cosa serve uno specchio sulla lat machine te lo devono proprio spiegare), ti sei accorta che l’immobiliare decerebrato ti stava guardando.&nbsp;Si &egrave; anche voltato verso di te prima di andare via. Foss’anche perch&eacute; eri l’unica donna nella sala.<br />Facendo una rapida statistica, piaci agli uomini con l’Alzheimer e ai decerebrati. C’&egrave; da andarne fieri, proprio. Vorr&agrave; dire che sei una bambolona?</p>

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<strong>Questi s&igrave; che sono drammi!</strong><br />Solo un mese fa ti interrogavi sui vestitini da sera, chi li mettesse e per andare dove.<br />L’altro giorno una collega &egrave; arrivata sventolando un cartoncino e dicendo che un fornitore sponsorizza un concerto per l’anniversario della nascita di Mozart, qualcuno &egrave; interessato?<br />Be’ Mozart. E poi qualcosa di diverso dal solito, di interessante. Hai fatto il tuo nome.<br />Ieri &egrave; arrivato l’invito. Concerto di gala.&nbsp;Cavalieri di Malta. E in fondo: abito scuro.<br />Ti occorre improvvisamente un abito da sera adatto a una serata di gala. E poi un parrucchiere, un truccatore, un’estetista e una manicure. Il tutto entro domenica.<br />Facendo un rapido bilancio: sei messa malissimo.

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