Archivi del mese: ottobre 2005

Domani mattina viene tua madre a portarti una scarpiera. Non c’è come prendersi un piccolo impegno di questo tipo per veder fioccare nel carnet simpatiche occasioni di impiegare il tempo (tipo una passeggiata per negozi con Donnapercaso o una colazione con Dora, incontrata ieri davanti al Radetzky) a cui sei costretta a dire no. Mentre tua madre al telefono continua a dirti: "Guarda che se ti capita un impegno travolgente, basta che me lo dici, ci vediamo un’altra volta".
Tu: "Va bene, se telefona Cavalli per invitarmi sul suo yacht ti chiamo…"
Lei: "Eh, ci vediamo un’altra volta"
Tu: "Ma va’. Ti dico di portare un costume invece della scarpiera".
Lei: "Ah, perché porteresti anche me?"
Tu: "Certo! Grosso com’è lo yacht di Cavalli, con tutte le cabine che ha, vuoi che si accorgano se c’è una persona in più o in meno?"

Annunci

10 commenti

Archiviato in Senza categoria

Questo lavoro fa di tutto per cancellare il tuo senso dell’umorismo.

4 commenti

Archiviato in Senza categoria

Assiomi
Arriva sempre almeno una pratica urgente prima di un corso di formazione che dura minimo due giorni.

6 commenti

Archiviato in Senza categoria

Sono giorni che questo post ti fa pensare. Non in fissa naturalmente, però ti fa pensare. Partendo dal presupposto che non hai mai avuto relazioni in cui tu fossi il partner dominante, perché nei rari casi in cui stava per succedere ti sei immediatamente disinteressata del soggetto con conseguente chiusura del rapporto, hai sempre pensato di aver vissuto relazioni equilibrate. Ma è possibile? O piuttosto tu eri il partner dominato e non te ne sei mai accorta? Più che ci pensi e più ti sembra la seconda ipotesi. E ti piace ben poco.

29 commenti

Archiviato in Senza categoria

Sono giorni che litighi con te stessa per le piccole, quotidiane, reiterate prevaricazioni che permetti all’RR. Ti arrabbi con lui perché non dovrebbe permettersi, con te stessa perché non dovresti permetterglielo e non sai come fare. "Doverei diventare più assertiva", ti ripeti, "mi ci vorrebbe un bel corso di tantra", che non c’entra niente, ma magari ti aiuterebbe a rifocalizzare la questione e darci meno peso.
E mentre continui a riflettere sulla mancanza di assertività e a cercare soluzioni alternative a un eventuale "se lo rifai ti spacco la faccia", ti chiama la dirigente e tu bussi alla sua porta pensando che sarà la solita frase d’inglese da risistemare e invece lei tira fuori un discorsetto sul fatto che sa che tu non ti trovi bene dove sei e ti propone un cambiamento che sarebbe solo un peggioramento. E tu che pensi: "piuttosto che in quell’ufficio vado a battere e spacciare", le rispondi serenamente che non vedi vantaggi nel cambiamento prospettato, che tanto per cominciare non è quello che hai chiesto e continueresti a non trovarti bene e che dovresti oltretutto rinunciare a certi aspetti positivi dell’ufficio dove già lavori.
Vengono soppesate delle alternative, chiacchierate un po’, non viene deciso nulla.
E non sai come andrà a finire questa faccenda, perché comunque decidono loro e fanno quello che vogliono, ma a ripensarci adesso, sai che di meglio non avresti potuto fare.

12 commenti

Archiviato in Senza categoria

Le freak c’est chic
Ieri sei venuta in ufficio con addosso la gonna nuova di Stella McCartney a tulipano, di velluto beige che ti sta a pennello, la giacchina stile militare di Zara comprata insieme a Metro, gli stivali da aviatore di Mauro Giuli modello Ralph Lauren, un golfino bianco, una canotta dello stesso preciso identico colore della gonna, trovata non si sa come in un cassetto e la borsetta nuova di Giò Cellini, uguale alla detective bag di Dior che da mesi sbavavi sui giornali.
Ti sei vista riflessa nei vetri del palazzo e hai pensato con orgoglio che parevi proprio uscita da una delle riviste wannabe che ti piace tanto leggere ed eri molto soddisfatta.
Poi la sera in palestra ti sei tolta la gonna e ti sei accorta che dentro c’era ancora il cartoncino dell’outlet con su il prezzo, che ti aveva rotto tutte le calze.

26 commenti

Archiviato in Senza categoria

La serata di venerdì è cominciata con la Pazza svenuta durante la lezione di pilates. E se sviene lei, figurarsi voi. Quando si è svegliata, la prima cosa che ha detto è stata: "Ma io non mi sono accorta di niente…", e la seconda: "Andate via! Sto benissimo e poi non mi sono depilata!"

Alla festa al Gioia69, dopo incommensurabile ritardo dovuto ai mezzi pubbici, arrivi che sono le ventidue e dieci, raggruppi Metroicon e Drew, li presenti a malapena e varcate la soglia del locale, mentre la tizia che controlla i vostri inviti vi dice: "Si vede che questi sono della palestra, sono bellissimi!" Grazie tante, però è buio.
Attraversate il giardino, aprite la porta e immediatamente tu strilli: "Eccolo!", ma non rivolta a un qualunque individuo che desideravi incontrare, bensì al buffet, che assalite senza complimenti, visto che, come hai già detto, sono le ventidue e dieci e nessuno di voi ha cenato. Vi accomodate in giardino (dentro non c’è posto) e dopo aver ripulito i vostri piatti, finalmente riuscite a fare conversazione come persone civili. E’ che vi viene da ridere, perché al tavolino accanto al vostro sono seduti il Libanese, il Freddo e il Dandi (sono loro, non c’è alcun dubbio) e stanno parlando di argomenti che non potete non origliare, quali il farsi fare la camicia su misura con il tessuto elasticizzato (sic). A tua parziale discolpa puoi dire che non li hai mai visti nella tua palestra, perciò significa che vanno in un altro centro.
Rientrate nel locale e vi accaparrate un divanetto, che diventerà poi molto ambito come guardaroba, tanto che vorresti portarti via il cappotto di qualcun altro, sicuramente più chic del tuo. Drew viene rimorchiata da un tizio di passaggio (e per un po’ non la vuoi più sentir dire che non la guarda nessuno) e tu rimani a ballare con Metro, mentre la Pazza rischia di svenire nuovamente sotto i tuoi occhi e non ti pare il caso, proprio no.
Con Metro noti le seguenti cose:
1) il look "vedo-non vedo" è stato ufficialmente sostituito dal look "se non ci vedo è perché sono ciecato": è tutto un pieno di signorine in lingerie trasparente, attraverso la quale si vede assolutamente tutto;
2) il giardiniere di Desperate Housewife esiste e viene nella tua palestra. Cioè, non proprio nel tuo centro, ma nel tuo circuito sì. Vorresti quasi chiedergli se quando ha due minuti viene a bagnarti le piante;
3) il tizio di cui sopra è arrivato con un gruppo di amici di simile tenore (rinominati "gli Interscambiabili") che non sai più da che parte guardare. Tra di loro un sosia sputato di Jake Gyllenhaal, anche se questa somiglianza la cogli molto più tardi;
4) vai nella palestra giusta, ma nel centro sbagliato.
A questo punto sembra superfluo ribadire che Castore e Polluce alla festa non ci sono (pare che uno dei due sia alla Casa139 per il concerto di Marta sui Tubi, mentre l’altro viene avvistato al Nuova Idea), ma tanto nessuno sente la loro mancanza.
Il radiobus che avete prenotato dovrebbe passare a mezzanotte e quarantasette. A parte che arriva con dieci minuti di ritardo, l’autista è sgarbatissimo e guida come un pazzo, non usa il satellitare e a questo punto ti fai mollare all’inizio della via, invece che alla fermata concordata, che è più sicuro.
Arrivi sotto il tuo portone e la scena che noti è: camioncini dell’Amsa fermi e netturbini che ridacchiano, una ragazza con una gran massa di capelli, un vestitino discinto, tacchi altissimi, un altro ragazzo che si aggira sul marciapiede e un terzo tizio a faccia in giù sul cemento. E’ l’una e dieci di notte. Turbata, stai per chiedere se è già stata chiamata l’ambulanza, quando intravedi un quarto tizio, con tanto di treppiede e camera. Ah bene. Sei nel bel mezzo di un set fotografico e il tuo portone è trendy?
Il tizio a faccia in giù sul cemento si rialza più agile della Pazza dopo lo svenimento, tu entri nel portone scuotendo la testa, accompagnata dalle risate dei netturbini.
E queste sì che sono serate.

10 commenti

Archiviato in the city, the gym