Archivi del mese: settembre 2005

Cosmic guy
Il Forum è pieno e la musica è alta. Alle 21.15 finalmente si spengono le luci e partono le strobo, il palazzetto esplode in un boato (chi ha segnato?). Parte un assolo di basso allucinante, prolungato.
Stear: "Ma non è che siamo venuti al concerto dei Prodigy?"
Tu: "No, è che Jamoroquai ha i Chemical Brothers come gruppo di supporto"
Si spengono le strobo e il parterre è illuminato a giorno dai cellulari accesi come i lumini di una volta, Jason Key arriva sul palco con indosso un cappello confezionato per lui direttamente da Chef Tony. Il forum è in delirio.
La gente canta, balla, si diverte. Partono ole, onde, Jason Key gioca a pallone sul palco (ma non è tanto bravo, dice Stear), le coriste sorridono e battono le mani, le canzoni più famose le fa tutte, due ore di intrattenimento puro, soldi ben spesi.
Alle undici si spengono tutte le luci, tranne quelle dello schermo, dal pubblico parte un "oooooohhhhh" che va avanti per lunghissimi minuti. Poi si degnano finalmente i Jamiroquai di tornare sul palco per l’ultima canzone, che tu e la Simo ballate sugli spalti, tutto il forum è verde per le luci, trema come se davvero Godzilla camminasse là fuori.
Poi le luci si riaccendono, buonanotte suonatori, il forum si svuota, il parcheggio si svuota, tu Stear e la Simo ve ne tornate a casa ridendo fino alle lacrime e con la testa che ondeggia.

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L’inglese per tutti
Nella vostra unità operativa c’è uno dei capi che non parla tanto bene l’italiano. Non è straniero, è siciliano e tu non faresti della facile ironia sui meridionali (sulla croce rossa ci san sparare tutti e pure sul pianista, ma questo non è il suo caso), se non fosse che lui si presta meravigliosamente. Il collega Platinette, che un tempo era la sua segretaria, ci raccontava spesso gustosi aneddoti di T e D, B e P, G e C usate a sproposito, quando poi il dettaglio di pronuncia non è così trascurabile. Famosi sono i casi di quanDo e quanTo e venDo e venTo, che si tramandano di scrivania in scrivania.
Ora, se questa è la situazione dell’italiano, ci si può immaginare l’inglese.
Tu non saresti nemmeno perfida se costui fosse una persona umile o quantomeno normale, invece, oltre ad essere privo di qualsiasi moralità, va in giro borioso a vantarsi di successi e qualità non riscontrati, semmai l’inverso. Come se ciò non bastasse, in questo momento della sua vita si è trovato al posto giusto e in fase di riorganizzazione di ruoli in seguito alla fusione con la Germania si ritroverà a gestire tutto il mercato europeo per il settore di sua competenza. Essendo per questo ruolo l’inglese indispensabile, è stato mandato al corso aziendale. Ecco ciò che racconta una collega che ha la disgrazia di frequentare con lui il corso.

E’ un momento di conversazione, si parla di tempo libero, lui continua a dire che non ha tempo libero, che deve lavorare, che non fa niente perché non ha tempo.
Docente: "Vai al cinema?"
Lui: "Non ho tempo"
Doc: "A teatro?"
Lui: "Non ho tempo"
Così per una serie di domande (a te viene il forte sospetto che la frase "Non ho tempo" sia una delle poche che ha imparato a dire in inglese e in effetti torna comodissima in un sacco di occasioni).
Doc: "So you’re a working machine!"
Lui: "What?"
(ultime due frasi x 3)
Doc: "I said you are a working machine"
Lui: "Oh yes, I go to work with my machine"

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Settembre mese della povertà è quasi finito, ma basta guardare un po’ più in là nel tempo per rendersi conto che novembre e dicembre non saranno certo mesi della ricchezza e non occorre essere formichine per capire che di conseguenza nemmeno a ottobre potrai scialacquare, anche se stanotte il collega Platinette ha sognato che per la traduzione fatta avresti trovato 720 euro in più nello stipendio, che non sarebbe niente male.
Poiché però i sabati sono brutte giornate per le donnine povere, devi farti i trucchetti per impedirti di passare per negozi. Così per sabato prossimo ti sei presa un appuntamento col tuo vecchio bibliotecario. Sì, perché per ragioni affettive e di affinità, tu frequenti ancora la biblioteca del Paesello Avito (da non confondersi col Borghetto!) e sabato ci andrai a restituire un libro, a prenderne un altro in prestito, a fare due chiacchiere interessanti.
Solo, hai letto ieri su Elle che da Mango è uscita una collezione nuova: capi preziosi (in seta e cachemire) a prezzi mini e ti piacerebbe proprio andare a darci un’occhiata. Hai visto mai che trovi qualcosa di carino da metterti per le imminenti nozze di Meg senza spendere un capitale.
La biblioteca chiude alle cinque. Forse un giro, dopotutto, riesci a fartelo.
Non è che dovresti farti dei trucchetti migliori?

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Facendo un giro per blog hai notato che i bloggers sono in gran parte gente che si lagna. Dei lamentoni! Solo che ci sono lagne che è un piacere leggere e che ti fanno tornare tutti i giorni a quell’indirizzo e altre che invece ti stancano dopo la seconda riga di lettura.
Allora ti sei chiesta a quale categoria appartieni.

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Da non crederci: mentre scavavi nell’archivio della tua posta elettronica alla ricerca di un indirizzo, ti sei accorta che avevi conservato ancora tutta la corrispondenza con l’Arturo. Sei incappata nelle sue ultime due lettere, biliose come non mai. Ma perché ti eri tenuta quella roba?
Be’, in ogni caso, un meraviglioso tastino del tuo PC ha fatto finire immediatamente tutto nel cestino.

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A Stear tempo fa hanno regalato un cellulare che fa la radio, fa le foto, fa i filmati. Da quando ha quel telefono è diventato regista-cameraman e tu sei la sua musa. All’improvviso ti domanda: "Che cosa stai facendo?" e allora tu sai che ti sta filmando. Il fatto è che tu dentro a quei filmati ti odi e quindi cerchi di sottrarti in tutti i modi. Ce n’è uno, che a lui adora, in cui tu lo accusi (ridendo) di riprenderti solo i denti: "Si vedono solo i dentoni", gli dici. E poi cerchi di non aprire più la bocca per non farti riprendere i denti, quindi gli fai solo dei cenni col capo.
Però ce n’è uno che ti piace un sacco. Sembra un corto concettuale, genere franco-tedesco. Si vede praticamente solo la tua nuca. Lui di dice: "Guardami" e tu, a testa china rispondi: "No". Un paio di volte. Poi lui dice: "Dai, non fare i capricci", allora tu sollevi la testa e lo guardi seria, poi la riabbassi. Lui dice ancora qualcosa, il filmato finisce. Peccato, perché tu avevi risposto e ti pareva anche una bella risposta, ma ora non te la ricordi più.

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L’ansia della coppia stabile
In questo spazio virtuale hai più volte ribadito che non ti è mai interessato sancire i tuoi rapporti sentimentali con la coabitazione più o meno legalizzata. Questo però ai più (ma solo se coppie) sembra inaccettabile. A cominciare dalle zie che si interessano più al tuo fidanzato (peraltro da loro mai visto né conosciuto) che a te. Dalle zie però ti pareva normale. E’ che ultimamente (almeno sei mesi), anche Meg ha cominciato a insistere, a chiederti se avete intenzione di convivere, suggerendo che prima o poi dovrai cedere. Con Stear, che ha una progettualità che non supera le cinque del pomeriggio e un’aspettativa di lavoro che arriva fino a dicembre non si capisce bene a cosa dovresti cedere. Il fatto è che quando dici che neanche lui è interessato si mostrano tutti stupiti, come se fossi tu quella che fa resistenza, mentre lui cerca di trascinarti per i capelli all’altare. Non ti pare né di essere un prototipo di moglie ideale (questa isterica qui?) né un’ereditiera (se tu lo fossi si può star certi che non ti appiccicheresti davanti alle vetrine di Gucci senza poter entrare neanche per i saldi).
Ieri poi ci si è messo anche l’ex collega simpatico. Ti ha detto almeno tre volte che ormai eri pronta per l’abito bianco. "Del resto state insieme da due anni…"
Tu: "Un anno e mezzo"
Lui: "Be’, dai, sono quasi due anni". A parte che no, non sono quasi due anni, che bisogno c’è di invecchiarti di sei mesi?
E che ansia hanno tutti quelli accoppiati stabilmente sotto lo stesso tetto di tirarti dalla loro parte? Tu mica cerchi di convincere nessuno che si sta meglio ognuno a casa propria. Questa è la soluzione che va bene per te. Cos’è che li spaventa, cosa c’è che non va, perché cercano a tutti i costi di farti cambiare idea?
Per ora li tieni buoni dicendo che l’interinalità di Stear non vi permette di fare progetti. Che scusa dovrai inventare poi quando (si spera presto) anche lui si troverà un lavoro stabile? Perché quando dici che state bene così non ti crede nessuno?

Ma soprattutto: perché proprio ora che sei a dieta seria in ufficio si organizzano party quotidiani a base di pasticcini?

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Si può essere tonte finché si vuole, ma Pavlov insegna e perfino gli animali imparano, quindi anche tu. Così ieri sei andata in palestra con una semplice magliettina bianca e quei pantaloni neri lunghi che ti stanno bene. D’accordo, la prossima volta andrai con una magliettina aderente e pure un po’ stretta, ma almeno non eri completamente disgustosa.
Hai fatto bene, perché poi Castore e Polluce sono arrivati e si sono messi alla solita macchina, quella vicina alla sala 2. Solo che eri arrivata tardi, la tua postazione non era più libera e dove ti sei messa, nonostante la tua abilità a guardare nei riflessi di vetri e specchi, non riuscivi a vederli bene. C’è di buono però che, nel timore che ti vedessero fare brutte figure, ti sei dannata per eseguire tutti gli esercizi alla perfezione e così oggi hai un mal di braccia che non riesci neanche a sollevare una penna, ma è tutta salute, lo sai benissimo.
E poi, quando avete fatto gli esercizi dei glutei tutti i maschi etero della palestra si sono affacciati a guardare dentro, compreso un istruttore di dubbio orientamento sessuale. Tutti, tranne loro due, ovvio.
A fine lezione sei passata davanti a loro, quello che ti piace ti ha lanciato un’occhiata fugacissima, come tu hai fatto con lui e poi non ti ha più degnata di uno sguardo, mentre tu rischiavi di rotolare per tutti i gradini che portano allo spogliatoio, torcendo il collo verso di lui. Erano ancora in sala, poi, quando sei salita per tornare a casa, pulita e profumata. Li hai visti da lontano sollevare i bilanceri. Il biondino ti ha guardata, ma forse lui guarda un po’ tutte. L’altro no, non ti ha nemmeno vista, ma stava sollevando un bilancere. Forse si può scusare. E poi lui non guarda mai nessuna.
Quando sei andata a riprendere la tua tessera, da novella 007 hai sbirciato anche le altre e hai trovato quella del tipo che piace a te. Ha un nome orrendo.

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Lezioni
Venerdì sera avevi lezione di Pilates con la Pazza. Alle sette eravate in tre nella sala. E poi in tre siete rimaste (più lei). Lei è arrivata esordendo con: "Io, che sono la regina delle borse! La Cleopatra dell’abbigliamento! La Nefertiti delle scarpe!" Tutto questo per dire che si era comprata una borsa di Gucci nuova, nel caso non l’aveste notata.
E’ andata a finire che avete chiacchierato fino alle 19.30, così poi per recuperare avete concentrato la lezione e in effetti alla fine ti faceva male dappertutto. Durante la lezione da segnalare la frase: "Tenete il mento vicino ai pettorali! Cioè: voi tenete il mento vicino alle tette, io vicino ai pettorali"
Prima della lezione invece si segnala quanto segue:
Allieva: "E’ venuto Sergio Muniz ad abitare dove abito io. L’ho incontrato due volte, una volta stavo portando fuori la spazzatura ed ero in tuta, l’altra volta avevo i bigodini!"
Sono tempismi.
LaPazza: "Eh, visto, devi fare come me, che sono sempre tiratissima".
Poi cominciate a parlare degli istruttori nuovi. Tu: "Ah, ho fatto lezione con quello nuovo del giovedì, ieri"
Lei: "E’ bravo, vero? Solo, un po’ checca isterica"
Tu: "Checca? Ma se aveva le ascelle pelose!"
Lei: "Ma figurati, è stato dieci anni con A!"
Tu: "A, quello del lunedì che sembra un marine?"
Lei: "Eh, proprio."
Tu: "Ma sono tutti gay? Ma senti, quei due che piacciono a noi, quelli che vengono tutte le settimane, quellì lì sono etero vero?"
Lei: "Quello alto biondo e quello più basso? Sì, quelli sono etero… Ma… ti interessano? Anche a me! Organizziamo! La festa della palestra, sìsì, ci penso io"
Il cipensoio della Pazza in realtà andrebbe adeguatamente corretto con sisalvichipuò.
Tu: "Ma se non ho neanche la macchina!"
Lei: "Non ti preoccupare, si organizza una carovana"
Aiuto. Tanto non ci vai, alla festa della palestra. Non se ne parla proprio.
Poi avete cambiato discorso, lei vi ha raccontato le sue avventure californiane, che è andata a fare la ballerina in un locale frequentato da prostitute d’alto bordo (lei diceva borGo, ma fa niente), così poi usciva con questa gente qui e vai di macchinoni, hotel lussuosi, cene glamour, ma a lei non interessava proprio, tant’è che è finita a fidanzarsi con un ventiseienne povero in canna che la scarrozzava con una Ford Escort e lei non era mai stata così contenta.
Poi vi ha raccontato delle proposte di matrimonio ricevute, del suo grande amore non ricambiato e altre amenità che vi hanno fatto ridere anche durante la lezione, alleggerendo così la fatica.
A fine allenamento, sei andata a farti la doccia. Dopo un po’ è scesa anche lei a cercare una sua amica che non c’era.
"Ah", ti fa, "ci sono quei due là"
Tu (angosciatissima): "Adesso? Ma io sono vestita malissimo!"
Lei: "Eeeehhhh… Io torno di sopra eh! A cercare la mia amica! Ne approfitto!"
Eh. Appunto. Davanti allo specchio ti sei sistemata i capelli, hai tirato bene la maglietta, non ti sei messa la felpa, sei salita. Petto in fuori, pancia in dentro, sei passata davanti alla sala pesi e hai lanciato un’occhiata. Il biondino ti ha guardata passare senza levarti gli occhi di dosso.
A volte, anche queste sono soddisfazioni.

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Notizie
Come è possibile che in questo periodo muoiano un sacco di ragazzini? Come è possibile che la cronaca nera sia passata a prima notizia? E che prima queste cose non succedevano e succedono solo adesso? A te non pare possibile. Perché cercano di attirare l’attenzione su queste morti? Da cosa vogliono distoglierla?

Venerdì sera quando sei arrivata a casa hai visto da lontano che dentro la casella della posta c’erano 868 pagine del nuovo numero di Elle.
"Questa sì che è una buona notizia!" hai pensato.
Sotto Elle c’era una cartolina, hai immediatamente riconosciuto la scrittura di Mary e hai pensato: "Questa è una notizia ancora più bella!"
Poi l’hai letta. La cartolina annunciava la fine del suo matrimonio. Tutti i tuoi sorrisi ti sono morti tra le labbra.
Proprio loro due non l’avresti mai creduto. Erano una coppia sulla quale saresti stata disposta a scommettere. Se è successo a loro, non c’è speranza per nessuno. Oltre al dispiacere hai anche avuto paura.

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