Archivi del mese: agosto 2005

Avevi in mente un post carino e sereno per oggi. Un post che parlava dei lavori di via Broletto, di una passeggiata in centro, un post miseria e nobiltà che parlasse del catalogo Sisley, di un aperitivo fatto con Drew in un pomeriggio caldo, chiacchiere e sorrisi con buffet vegetariano.
Invece stamattina ti sei svegliata come Gregor Sansa e ti sei trovata trasformata in mangusta. A lottare con un serpente di cui non conosci il nome e il volto.
La prima reazione è stata di rigetto, quindi ti viene il vomito.
Il vomito ti passerà. La sfiducia, mai.

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Sei pronta per le sfide del rientro?

Donna fuoco
L’autunno deve ancora cominciare ma tu sei già in movimento: del resto, la calma non sembra appartenere al tuo carattere. Come il fuoco, sei piena di calore e sempre pronta ad accenderti sotto la spinta degli impulsi. Insomma, che si tratti di lavoro, di desideri o di progetti, questo è il tuo momento d’oro: la tua voglia di fare, di vivere ti permette di avere il meglio dalle persone e dalle situazioni. E l’amore? Beh, inutile dire che anche quello fa scintille, e così il tuo erotismo, tanto che non hai nessun problema a tenere legato a te il partner. Tuttavia, anche tu hai un tallone d’Achille che si esprime in una specie di timidezza che, a volte, cerchi di compensare con una certa durezza. È come se nel tempo ti fossi allenata a “dominare” le tue insicurezze e a “sfidare” per sfidare le tue paure. Oggi più di prima, con gli altri sei socievole e generosa, anche se un po’ troppo competitiva.

Il consiglio
La natura del fuoco che stai sperimentando in questa fase della tua vita è certo affascinante. Dovresti però fare un piccolo sforzo per imparare ad accettarla con pienezza e vincere quella sorta di pudore nei confronti delle tue fragilità. Lascia emergere la tua parte più vulnerabile senza temere, per questo, di perdere potere: saresti più in contatto con te stessa e con la tua parte più femminile.

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I conti in tasca
Come prima cosa per qualche mese hai lo stipendio ridotto perché quando hai cambiato società non ti hanno fatto il conguaglio, ‘sti simpaticoni, perciò hai dovuto fare il 730 e pagare le tasse.
Poi ci sono le spese condominiali straordinarie fino alla fine del 2008 (la prima rata domani), che valgono all’incirca uno stipendio all’anno. Poi ci sono quelle ordinarie, che sono tipo due terzi di quelle straordinarie.
Poi ci sarà l’idraulico se Dio vuole (e tu lo speri tanto) e anche se non è caro sono comunque soldi.
Poi c’è il cuginetto che fa 25 anni lunedì prossimo e devi escogitare un regalo (qualcuno ha suggerimenti?). Poi c’è Stear che compie gli anni a fine mese e devi escogitare un altro regalo (qualcuno ha suggerimenti?).
Perciò non solo la giacca deliziosa che ti guardava con insistenza dietro la vetrina di PennyBlack continuerà a restare in vetrina con tuo sommo dispiacere e non era neppure cara. Ma ieri, dopo aver snasato tutti i nuovi gloss di Zara (e alcuni, tipo quello alla creme brulee urlavano "comprami! comprami!" da dentro il tubetto, tu li hai sentiti benissimo), te ne sei andata senza nemmeno un ripensamento. E un gloss di Zara costa meno di cinque euro.
Quanto pensi di riuscire a continuare in questo modo? Proprio ora che escono tutte le collezioni invernali?

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E’ una bimba!

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Nuovissime conversazioni surreali post-vacanziere
Capo: Ce l’hai tu quella pratica, no?
Tu: Sì
C: Hai verificato che i fornitori siano tutti iscritti…
Tu: Quali fornitori?
C: Quelli dell’elenco
Tu: Quale elenco?
C: Quello che ho io

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Sabato mattina, quando Metroicon arriva a Milano ha addosso gli occhiali da sole. Il cielo inganna, è fatto così. Tu sguatteri un po’ per casa mentre lui sfoglia la pila di riviste che gli metti generosamente a disposizione, poi finalmente uscite.
"Piove"
"Eh, certo, non abbiamo l’ombrello"
"Andiamo a prenderlo"
Scendete. "Ha smesso"
"Allora l’ombrello lo lascio qui. Aspetta, ho posta. Ah, guarda qui. Aspetta vado a buttarlo"
"Ripiove"
Gironzolate un po’ per la tua zona, vorresti camminare un po’ verso Brera, ma il nubifragio vi sorprende in piazza Moscova. Vi rifugiate nel Radetzky, dove rimanete prigionieri tutto il sabato mattina a sfogliare riviste gratuite sorseggiando cappuccino. Quando finalmente il temporale vi illude di essersi un po’ calmato tornate a casa e comincia il giro telefonico di aggiornamento per il pomeriggio.
Dopo una dignitosa amatriciana e un consulto telefonico con LadyK, vi trovate tutti davanti al Palazzo Reale per il vero obiettivo del fine settimana, ovvero: "Ci si dà alla cultura per non darsi allo shopping (la carta di credito langue e piange)". Ci si dà pure un tono comunque, che non è mai male.
La mostra Anni Cinquanta comincia con una serie di oggetti che vi piacciono ed è tutto un ooohhh e aaahhh e questo mia zia/nonna/prozia/vicina di casa novantenne ce l’ha ancora. Poi ci sono i plastici e sono divertenti. Poi c’è la sala televisiva e tu non avevi mai visto tanta televisione tutta insieme, però vi divertite assai. Poi c’è la sala cinema, coi cartelloni, i bozzetti, i fotogrammi e favolosi abiti di scena che vi lasciano a bocca aperta per l’entusiasmo. C’è la sala della moda che vi emoziona a più non posso: è il trionfo di Pucci, con quel foulard che ha rifatto uguale quest’anno per la nuova boutique di Capri e le sorelle Fontana e Capucci e Gucci e le borsette di Roberta di  Camerino, che pure loro, quest’anno sono uguali e siete tutti un sacco contenti, altroché. Poi c’è la sezione fotografia, è modernissima, tante belle immagini, tanta storia. Infine la sezione arte. E all’improvviso i sorrisi vi si spengono. Tu, Metro e LadyK vi aggirate per le sale con aria perplessa, senza capire. E alla fine il giudizio è unanime: "No."
L’obiettivo successivo è: Fuori di qui. Il fatto è che sopra piazza del Duomo piove fortissimo e gli ombrelli scarseggiano. Aspettare che spiova è noioso. Pure correre sotto la pioggia rischiando la vita però non è che sia così tanto divertente. Ma il massimo lo raggiunge la lista del bar del settimo piano alla Rinascente. Che vi lascia indecisi tra gli AperEtivi e le CorrezZioni del caffè.
Piove anche la sera, all’Isola Fiorita, mentre vi ingolfate di riso e gnocchi e tu non sei più abituata a mangiare tanto, i jeans ti stringono e il bottone ti entra nella carne e fa un male cane.
A dirla tutta sei ancora piena oggi.
Domenica è una mattina tardiva passata a sfogliare milioni di riviste, un piatto di strozzapreti al sugo e una serie di telefonate. Poi Stear passa a prendervi alle tre, c’è il sole, c’è Sant’Ambrogio bella come sempre nei secoli, c’è Santa Maria delle Grazie altrettanto bella nei secoli pure lei, anche se più giovane. E poi c’è dove andiamo, che facciamo in quest’ora?
Scegliete infine Viale Majno, il palazzo più bello di tutta Milano, che sarebbe piaciuto anche a Gaudì e Metroicon scopre che i fenicotteri esistono per davvero e fanno pure un baccano insopportabile.
Dopo aver portato Metro in stazione, tu e Stear vi dedicate ad un aperitivo tranquillo, ma scappate a casa prestissimo perché era troppo tempo che non vi rotolavate tra le lenzuola.

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Ancora riviste
Manco a farlo apposta, ieri tornando a casa pensavi: "Marie Claire è arrivato, Elle è arrivato. D’ora in poi nella casella della posta posso trovare solo cattive notizie (bollette)".
Invece nella casella della posta c’era una promozione di abbonamento a Vanity Fair (ora ne hai le prove: leggono questo blog) con il 75% di sconto e tutte quelle cartoline coi grattini per vedere se hai vinto un orologio. In caso qualcuno dei tuoi lettori fosse interessato può andare a cercare la documentazione nel contenitore CARTA della raccolta differenziata nel tuo cortile. Sappiano però che la promozione è a nome tuo.
Tra l’altro, come preannunciato, hai comprato XL. La grafica ti ricorda un po’ Musica! (si chiamava così?), ma in meglio. Ti riprometti di guardarci con attenzione.

La sera Stear è venuto a casa tua e ti suonava il sedere come fosse un mandolino, mentre tu ti contorcevi dalle risate.

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Le riviste maschili
Le riviste maschili si dividono in due categorie:
1) quelle che in copertina hanno il palestrato;
2) quelle che in copertina hanno la gnocca.

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Le riviste femminili (a grande richiesta) 
Le riviste femminili si dividono in tre macrocategorie:

Riviste per donne con famiglia
Appartengono a questa categoria riviste come Donna Moderna e Vera. Tu non le leggi, non sei in target, quindi non sai dare un giudizio definitivo. In genere sono su carta non particolarmente di lusso, la moda non è astrusa e folle, ci sono numerosi consigli pratici e psicologici che hanno a che vedere con la gestione dei bambini o su come organizzare un buon pranzetto per l’arrivo della suocera.
Sempre a questa categoria appartengono riviste come Confidenze, di cui preferiresti non dire, per pudore. Quelle sono piuttosto raccolte di racconti harmony con i consigli di ricamo tra un’improbabile storia e un’altra.

Riviste per donne single
Il capostipite di questa categoria è Cosmopolitan, alla stessa appartengono anche sottoprodotti quali Glamour e Vitality (che però non esce più e questo dà da pensare). Il target è tra i 18 e i 27 anni suppergiù e anche se la lettrice media è considerata single, un fidanzato o quantomeno una tresca fa bene ad avercela, dato che metà della rivista è dedicata a innovazioni sessuali e psicologiche da mettere in atto per vivere una relazione felice. Cosmo poi ha questo linguaggio ammiccante da ragazzina che non si capisce, tu hai amiche in target e nessuna di loro parla a quel modo. Ma si vede che le tue amiche sono un po’ meglio della lettrice media di Cosmopolitan. Di buono hanno che i servizi di beauty sono sempre fatti bene.

Riviste in grande stile
Appartengono a questa categoria Elle, MarieClaire e Flair. Si distinguono a occhio nudo per via del formato gigantesco e del peso esagerato. Si rivolgono a donne di almeno trent’anni, cultura medio alta, buona posizione sociale, portafoglio a fisarmonica. E alle “vorrei ma non posso” come te. Oltre ai classici servizi di moda/bellezza/cucina si interessano di viaggi, cultura, attualità, tendenze, personaggi. Le foto sono sempre di livello elevato, il livello della scrittura è buono, anche i riempitivi non sono banali. La qualità della carta (e tu sei una che se ne intende) è altissima.

Infine ci sono gli extracategoria
Tipo D e IoDonna, che viaggiano in allegato ai due principali quotidiani. Sono femminili, ma anche no. Il taglio è principalmente sociale-attualità. Con un occhio di riguardo al cinema. Il target è simile a quello delle riviste in grande stile, la qualità della scrittura è addirittura migliore. Non le legge quasi nessuno.
E poi c’è Vanity Fair, il primo femminile di taglio “familiare”. Il connubio tra Gente, Donna Moderna e Elle. Ma più Gente, però. Purtroppo.

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Ieri sera tornando a casa sei passata davanti all’Edicolaccia e aveva in vetrina Elle e MarieClaire. E tu hai pensato: "Cavoli, quanto sono alti, non mi ci entrano mica nella casella della posta". Invece poi sei arrivata a casa, c’era la casella della posta tutta pencolante perché c’era dentro MarieClaire. Eh be’. Come direbbero i francesi: chapeau.
C’era un articolo su quanto conta essere belli per uno scrittore e l’imminente festival di Mantova. C’era un articolo su un fotografo americano che se non fosse esistito Hopper, lui non sarebbe nessuno. C’era un articolo su una pittrice americana di 4 anni. C’era un articolo sulla Route 6, uno sull’Australia e uno su Praga. Ce n’era uno sulle donne succubi che sopportano tutto dal loro uomo (e anche tu sei stata una di loro). C’era un articolo sul make-up della prossima stagione che aveva dei colori bellissimi. C’era un articolo sull’amore in ufficio che rende più produttivi, che pure Erbasalvia se lo sarebbe letto volentieri. La moda non era già tutta invernale tanto per cominciare. C’era un articolo sulle donne più potenti del mondo e sulla fondazione Gates.
C’era ironia, c’era intelligenza, c’era selezione.
E poi, con quel che pesava, ti sei risparmiata di fare sollevamento pesi in palestra. Mica poco.

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