Archivi del mese: luglio 2005

Messico e nuvole
Questo blog chiude per ferie. Riapre l’8 agosto.

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Viaggi e miraggi
E così giocoforza prende il via la girandola dei saluti prima delle partenze.
Ti vedi con Drew davanti al Just Cavalli per un aperitivo, ma il locale più leopardato d’Italia apre solo alle otto, così vi trasferite nel Fiat cafè, che per l’occasione, data la gente e l’arredo, pare tratto da un film di Muccino.
Tu e Drew sviscerate gli argomenti classici: sua nonna, le vacanze prossime, Cameron e il suo atteggiamento, poi scivolate sui rapporti di coppia, cosa vada bene e cosa vada male e intanto che parlate il sole cala, la gente cambia, ma sono tutte comparse dello stesso film e probabilmente attorno a voi tutti non fanno altro che dire "rabarbaro, rabarbaro" senza che voi ve ne accorgiate.
Finite la conversazione parlando di libri e schiaffeggiando zanzare, poi vi salutate e vi avviate ognuna per la vostra direzione di casa.
Attraversi il parco telefonando a Metroicon (Metrolounge remix), chiacchierate serenamente, poi tu ti fermi lungo un viottolo, alla tua destra sullo sfondo c’è l’Arco della Pace, a sinistra il Castello Sforzesco, quello è il punto che preferisci di tutto il parco e accanto al Castello, proprio di fianco alla torre centrale c’è una luna piena gigantesca, luminosa e bellissima, pare di cartone e appesa lì per finta. E davanti ad una bellezza così stupefacente tu non riesci più a parlare con Metro, non riesci più a parlare proprio, resti così, stupefatta ed emozionata, felice.
Arrivata a casa, distrutta come sei, riesci però ad avviare lavatrice e valigia e il tuo unico pensiero è: tra poco vado a letto.

Stamattina incontri Meg per colazione: dieci minuti di caffè, cappuccio, brioche, libri, buone vacanze, grandi e piccole scelte, siete così diverse, accidenti eppure non puoi immaginare che non ci sia e con i tuoi sorrisi ti illumina tutta la mattinata.

L’ultima persona che devi vedere prima della partenza è l’estetista per la ceretta. Stanotte poi la sveglia suonerà alle 3.30 e alle 4.00 Stear verrà a prenderti per andare all’aeroporto. Ma perché l’inizio di una vacanza deve essere così faticoso?

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Aiuto. Ti hanno cambiato l’operativo voli. La partenza delle 21 di venerdì è stata anticipata alle 7.40. Significa una levataccia, un giorno in più di ferie, un giorno in meno per fare le cose.
Ti senti tutta sbalestrata. Il tuo capo non lo sa ancora.
Aiuto.

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Sulla scorta della grande idea cattomediatica di Body, ecco la tua fatwa è rivolta a:

– chi non ricicla/non fa la raccolta differenziata (e magari se ne vanta pure);
– chi spreca l’acqua;
– chi pontifica su fatti e/o comportamenti privati altrui quando non danneggiano nessuno;
– le pubblicità delle automobili in base alle quali se non possiedi quell’auto non sei nessuno;
– la frase "vaaaaaaaa beeeeeeeeeeneeeee" di quel cretino di radio dj.

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Emily the Strange – part III
Sig.ra Cromwell: "Hai visto? Il ciclone è arrivato fino in Cina!"
Stear: "Mamma, quello è un altro!"

Post dedicato a ErbaSalvia, lei sa perché.

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Emily the Strange – part II
Ieri sera eri a casa a farti la manicure e nel frattempo sfogliavi l’ultimo numero di Flair, gentile omaggio della collega Miss Rossella. Nell’articolo dedicato agli smalti si menzionava lo stesso smaltino che stavi usando, trovato dentro il sacchetto dei regalini di Dora: YSL n. 26. Che sulla pagina della rivista era arancio, dentro la boccetta è oro chiaro e sulle tue unghie è paillettato trasparente. Bellissimo in tutti e tre i casi, comunque.
Nel mentre di questa attività ad alto impegno cerebrale, hai sentito sbattere più volte con forza la finestra della cucina. Allora per prima cosa hai spento il ventilatore e chiuso la finestra della camera. Ma non era la corrente, era il vento e la finestra della cucina sbatteva ancora. Ti sei affacciata e la strada era deserta e spazzata da venti arrabbiati. Per tutto il palazzo un clangore di porte, voci e sbattiti vari, testimoniava l’arrivo imminente del temporale.
Sei corsa fuori a mettere al sicuro Mandy e Basel, le loro piccole chiome già sventagliate nell’aria.
Hai chiuso tutte le finestre, tranne quella del bagno, che tanto dà su un cavedio, non sbatte, non crea danni, non piove dentro. Anche così entravano in casa tutti i rumori del temporale: la pioggia scrosciante, le urla, le finestre che sbattevano e probabilmente anche la porta dell’ascensore bloccato da qualche parte. Era inaspettato tutto questo: di solito le tue finestre isolano perfettamente i rumori, altrimenti non riusciresti a dormire la notte, col baccano che c’è in strada.
E poi hai pensato a tutti quelli che ti avevano chiesto cosa ne sarebbe stato delle tue vacanze, dopo che l’uragano Emily aveva devastato le coste dello Yucatan, tutta la loro ansia di comunicarti la brutta notizia e rovinarti la vacanza, il piacere subdolo del guastafeste travestito da persona preoccupata e ti sei detta: Emily è qui, altro che Yucatan, nessuno è al sicuro, da nessuna parte.
Prima di addormentarti serena, hai sentito il rumore di un tram che sferragliava giù nella via. E ti è dispiaciuto per il povero tramviere, costretto a guidare sotto quel temporale ingrato.
Stamattina, al tuo risveglio, hai trovato il bagno invaso di polvere entrata dall’unica finestra rimasta aperta.
Per il resto cielo terso, aria pulita e per una volta, i marciapiedi non erano allagati dai lavaggi delle portinaie mattutine.

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Non sei mai stata una fifona da tragedie, non hai mai avuto paura di volare o di fare tutte quelle cose che terrorizzano le tue zie, tipo le vacanze studio (pericolose perché ti violentano), crociere in barca a vela (e se ti cade l’albero in testa?), il viaggio in Libia che più tranquillo di così non si poteva, non ci sono neanche i borseggiatori (ma c’è Gheddafi!) e tutta una serie di banalità che possono essere considerate rischiose da chi lascia limitare le proprie esperienze di vita dal viale che circonda il paese.
Però con o senza terroristi è pur vero che gli aerei di tanto in tanto cadono, che le disgrazie e gli incidenti avvengono, che la natura può essere matrigna e che ormai non è più sicuro neanche prendere la metropolitana.
E forse contagiata da questo insano stato di paura generale, fomentato in tutti i modi da chi invece dovrebbe cercare di farvi stare un po’ più tranquilli, ti senti un po’ come se la tua morte fosse imminente e i giorni rimasti da vivere pochi. E perciò ogni istante è da assaporare con la massima intensità.
Pensavi a tutto questo, ieri sera, mentre spezzettavi le foglioline di basilico e il profumo che ti è rimasto sulle dita ti è sembrato meraviglioso.

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