Archivi del mese: maggio 2005

Domenica sera eri seduta sul letto con Stear e con tutti i vestiti addosso e non sai come si sia arrivati al discorso. Che comunque è finito a dirti la solita frase, la più gettonata degli ultimi tempi: "Ma tu sei sempre così negativa con te stessa".
Tu: "Me lo dicono tutti".
Lui. Tua madre. La Vì. Chi altri? Non importa.
Da dove  hai imparato questa presunta dote di umiltà francescana (tu non hai mai frequentato i francescani) che si traduce in un disprezzo completo della tua persona? E’ o non è oggettivo affermare che in qualunque campo tu ti cimenti o ti sia cimentata, c’è qualcuno migliore di te?
Tranne alcuni pochi l’umanità intera è destinata alla mediocrità? E se questo è un dato di fatto, ci si deve rassegnare o addirittura andare fieri della propria mediocrità?
E allora, dove stanno i lati positivi?

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Ce l’hai sempre avuta questa mancanza di fiducia? Non ti pare. Ce l’hai da un po’, ma non riesci esattamente a ricordare da quanto. Di certo ha a che vedere con la tua mancanza di autostima, ma fino ad un certo punto. L’autostima non è mica una vaccinazione anticorna.
Come si distingue una persona affidabile da una che non la è? E se è facile o perlomeno possibile distinguere, perché tanti si fanno fregare lo stesso? Cornuti e inconsapevoli. Inconsapevoli per davvero?
Eppure. Non hai mai saputo di essere stata tradita. Lo sei stata? E come avresti dovuto accorgerti? Del resto non sei nemmeno mai stata una che fa le indagini. Le indagini ti paiono umilianti.
Però ti è capitato a volte di accompagnarti a uomini che tradivano le loro (future) mogli. Anche in quei casi, senza saperlo. Perché tu non fai indagini. Perché tu ti fai fregare.
E se tu ti fai fregare, ora non sai più neanche se ti puoi fidare o meno. Di nessuno. Servirebbe un piccolo strumento, un misuratore, come un termometro.
Ma poi. Sei veramente sicura di volerlo sapere?

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Stanotte hai dormito per la prima volta (della stagione) con il ventilatore acceso.
Venerdì sera eri seduta in un localino all’aperto con Stear, in mezzo al passaggio della folla itinerante.
Stear: "Guarda che magra quella!" Il tono era chiaramente dispregiativo. Ti sei voltata a guardare. Quella era una ragazza alta e magra come vorresti essere tu.
Tu: "Ma stai scherzando? Quella è una come quelle che io generalmente invidio in palestra!"
Lui: "A me non piace"
Tu: "Ma è magra come sono magre le modelle! E’ magra come piace agli uomini!"
Lui: "Ma quando mai! Non aveva neanche un po’ di tette. Prova a chiedere agli uomini se preferiscono la Ferilli o Kate Moss e vedrai…"
Tu: "Senti, dove lavoravo prima giravano un sacco di modelle e ti assicuro che ai miei colleghi piacevano eccome!"
Lui: "Non lo so, a me non piaceva"
Tu: "Adesso capisco. A te non piacciono le magre!"
Lui: "In genere non tanto. Con questo non voglio dire che tu non lo sia"
Questa faccenda ti ha lasciata pensierosa.
Gli uomini che dicono che non gli piacciono le donne magre esistono davvero. Forse esistono anche gli ufo e hanno il raggio laser della morte. E allora è per quello che gli piaci. Perché non sei magra.
A tutto questo devi ancora abituarti un po’.

Sempre allo stesso tavolino, seduti vicini vicini, vi davate qualche bacio di tanto in tanto. Lui ti guardava.
"Accipicchia, sei sempre curatissima. Non lasci proprio niente al caso".
E’ vero che eri tutta vestita e abbinata precisa. Perfino il lucidalabbra era in tinta con la borsetta. E che i capelli erano freschi di shampoo. Ma alla fine era tutto. Non eri nemmeno tanto truccata.
Ma che razza di fidanzate aveva avuto prima di te per dirti tutte queste cose? Ti è venuta curiosità. Ma forse è meglio non saperlo.

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In questi ultimi giorni hai buttato via dei vecchi rossetti. Ora che anche sui cosmetici sono obbligatorie le date di scadenza, hai imparato che la durata media di un rossetto è di 24 mesi. Quella dell’amore, dice l’esperto, 36. Alla tua storia, che ne ha compiuti 12 ieri, ne restano qiundi altri 24, giusto la durata di un rossetto nuovo. Intendi goderteli tutti, fino all’ultimo giorno.
Potrebbe essere un’idea divertente comprare oggi un rossetto e buttarlo via quando la tua relazione finirà. Ma la verità è che tu non hai bisogno di nessuna scusa per comprarti un rossetto nuovo.

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Per non far torto a nessuno
La serata finale del corso di scrittura è il 27 giugno prossimo. Tutti i tuoi lettori sono invitati. Il rimorchio non è garantito, ma la presenza di personaggi carini e interessanti sì.

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La lezione al corso di scrittura di ieri l’ha tenuta Antonio Scurati. Ti è piaciuto talmente tanto che domani vai a comprare il suo nuovo romanzo. E pensi pure che gli manderai una mail. Speri di non rimanere delusa.
Sono state carine anche le chiacchierate post corso con alcuni dei tuoi compagni, tanto che ti è venuto voglia di invitarli a cena. Ti è venuta anche voglia di cucinare, bella lì. Sono state carine anche le chiacchierate pre-lezione con la docente, che vi ha fatto una bella proposta, dandovi una motivazione ancor più bella: "Non voglio sprecare le vostre intelligenze". Petti che si gonfiano come con gli anabolizzanti.
Fuori dal teatro Stear ti aspettava, con la sua camicia bella e i pantaloni chiari che gli stanno così bene. Siete andati a cena in un posto che gli è piaciuto molto, con la candelina sul tavolo, le vostre mani intrecciate e gli occhi dentro gli occhi, a chiacchierare, dirvi cose carine e cose generiche, sorridendo.
Dopo cena siete andati a casa tua a scambiarvi i regali e tu oggi indossi "Gucci – Eau de parfum II". E’ buonissimo. Invece domani dovrete andare a cambiare gli occhiali da sole che gli hai preso.
Nel frattempo state cercando il volo aereo per la vostra prima vera vacanza insieme. Sei tutta emozionata.

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Il bello di abitare in una città grande è che si possono fare un sacco di cose e anche deciderle all’ultimo minuto.
Delle tue amiche blogger la più facile da recuperare per te è LadyK, non solo perché lascia spesso in giro le sue coordinate, ma anche perché tante volte queste coincidono con le tue. Così ieri sera, uscendo dalla metropolitana Moscova alle otto, l’hai chiamata e raggiunta in un locale giappo-chic, dove ti sei fermata a fare un aperitivo gratuito con la sua amica Picasso. Adori i fuori programma.
Dopo siete andate a guardare un po’ di vetrine ed è andata a finire che le scarpe te le sei tolte alle nove e mezza di sera. Col risultato che stamattina, quando ti sei svegliata, avevi ancora mal di piedi.
In un sacchetto a parte, stamattina hai con te una microgonna in jeans e brillantini, da indossare stasera. Visto che non passerai da casa prima di andare a cena.
Il racconto finale del corso di scrittura ha già una cartella pronta. Te ne mancano sei.
Il risultato della finale di Coppa Campioni te lo dice il silenzio.

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